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Bimbi abbandonati – Spazio Aperto – Santa Margherita Ligure

Bimbi abbandonati: le voci di mamme e figli separati
Dalla Ruota degli Esposti al Curlo ligure

Sondra Coggio, giornalista e autrice del libro
“Chiamatela Amelia: Bastardelli spezzini fra ‘800 e ‘900”

sabato 13 ottobre, ore 17.00

Spazio Aperto di Via dell’Arco, Santa Margherita Ligure

Accanto all’ingresso di orfanotrofi e brefotrofi un tempo era collocata “la ruota”, una bussola rotante che permetteva di introdurre i neonati nell’ospizio in completo anonimato.
L’abbandono dei figli era motivato da una società che non ammetteva la procreazione fuori dal matrimonio, ma anche dalla miseria: eliminare una bocca era una scelta obbligata per garantire la sopravvivenza delle altre.
La “ruota”, in genovese il “curlo”, fu soppressa ufficialmente nel 1923.

In molti casi i genitori non abbandonavano l’idea di poter rintracciare i propri figli in un futuro migliore, per cui lasciavano segni particolari: una medaglia tagliata a metà, l’immagine di un santo, un foglio con una frase, un biglietto con il nome imposto.
Quasi sempre, tuttavia, i bambini non hanno mai ricevuto quei “tesori” che arricchiscono polverosi archivi destinati al degrado. Ed è proprio attingendo all’archivio della Provincia, del Comune e delle biblioteche di La Spezia che Sondra Coggio, cronista del Secolo XIX e collaboratrice dell’agenzia ANSA, ha ricostruito la storia degli “esposti” spezzini corredandola di una ricca documentazione fotografica che parte dall’800.

Sarà lei a presentare, presso l’Associazione “Spazio Aperto di Via dell’Arco”, il risultato del suo lavoro: il libro “Chiamatela Amelia, storie di bastardelli spezzini fra ‘800 e ‘900” e un filmato che riassume la documentazione fotografica.
Spiega Sondra Coggio che «E’ la storia di tutti i figli e di tutte le madri, una storia di legami forti, che purtroppo alle volte il destino spezza. E chi pensasse, in malafede, di riconoscere qualche storia privata, s’inganna: non c’è alcun nome vero. Gli orfani ebbero nomi alla moda del tempo. Se il commissario in servizio al momento amava la musica, dava ai bambini nomi di musicisti famosi. Se era attratto dalla natura, sceglieva nomi legati agli alberi, ai prati, alle stelle. In periodo Futurista, si crearono nomi strani come Diennolli, Tediralli, Martellazzi, Aldillotto, Gioriffi, Erdamillo, Oppafilo. Nell’epoca colonialista i commissari scelsero parole altisonanti, come Vittoria, Vincita, Leonetta».

A Genova e a Napoli Esposito (esposto), a Milano Colombo, a Firenze Innocenti, a Roma Proietti (gettati), e poi Trovato, Del Frate, Casadei, ogni città aveva le sue preferenze nell’assegnare i nomi comunque legati all'”esposizione”, l’atto di deporre i neonati in luogo pubblico per affidarli alla custodia di altri.

Un pomeriggio per conoscere aspetti poco noti della nostra storia… che è anche attualità.

L’incontro ha il patrocinio del Comune di Santa Margherita.
Appuntamento sabato 13 ottobre alle ore 17.00, in via dell’Arco 38 a Santa Margherita Ligure.
L’ingresso, come per tutte le iniziative dell’Associazione “Spazio Aperto”, è libero e gratuito.