Ventidue voti a favore dello stop, uno contro: il Consiglio dell’Atletica Internazionale (Iaaf) così si è espresso nei confronti della Russia sul caso doping.
A rischio, per la nazionale russa, per tutto lo sport di questo Paese e non solo l’atletica, vi è la partecipazione a Rio 2016, ai Giochi Olimpici.
Una decisione molto forte, con unica possibilità di annullare tale sentenza “soltanto se la Russia cambierà, si metterà in regola”. Questo recita il verbale finale della Iaaf.
Ieri pomeriggio, a rincarare la dose è stato il tedesco Thomas Bach, Presidente del Comitato Olimpico Internazionale : “Nessuno sconto alla Federazione Russa, arriveranno sanzioni per gli atleti scorretti”..
La lotta al doping: uno dei temi fondamentali, senza ombra di dubbio il più importante, del Panathlon International.
Il Presidente del Panathlon International, Giacomo Santini, ribadisce alcuni concetti, già espressi qualche mese fa, alla luce di quanto accaduto nei laboratori russi di controllo del doping.
“Intanto occorre premettere che la lotta al doping è presente da quando esiste questo “flagello”, ma occorre non creare il falso mito che a doparsi siano solo i ciclisti: la realtà è che i controlli che si fanno nel ciclismo non si fanno nelle altre discipline sportive. Non bisogna mai abbassare la guardia, e lo scandalo doping che vede la Russia nel mirino della WADA conferma la validità della grande campagna lanciata dal Panathlon International per combattere questa piaga”.
Questa volta, però, ad essere coinvolto non è un singolo atleta e/o dirigente, o una squadra: si tratta di un’intera Nazione. La questione, quindi è ancor più preoccupante. Santini, giornalista ex commentatore Rai di grandi avvenimenti sportivi mondiali, racconta alcuni aneddoti legati alla sua professione.
“Ricordo i tempi in cui commentavo per la RAI TV i grandi eventi dello sport, in particolare le Olimpiadi, dove accanto ai casi di singoli atleti, di tanto in tanto emergeva qualche vergognosa attività di doping. Negli anni tra il 1960 e il 1980 era noto a tutti che gli atleti della Germania Est e della Russia condividevano studi avanzati nell’utilizzo di sostanze integrative, che poi sarebbero entrate nella lista delle sostanze vietate – conclude Santini.
Il nostro slogan: “non distruggere quello che la natura ha creato” è stato adottato da diverse Federazioni sportive, e questo ci fa onore. Rimane l’amarezza di dovere constatare che la piaga si estende ancora, addirittura ad un intero ed enorme Paese come la Russia”.
Giancarlo Scartozzoni






