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Città metropolitana, Rixi e Senarega (Lega Nord): “Diamo voce ai territori e a tutti i cittadini. No all’inciucio Pd-Fi”

«Trasparenza e coinvolgimento diretto dei cittadini di tutto il territorio dei 66 Comuni che fanno parte della nuova area vasta della Città Metropolitana per noi sono le priorità da perseguire. Facciamo appello a tutti coloro che, in modo trasversale, sono, come noi, contrari alla politica dell’inciucio PD-FI, nato per sopprimere di fatto la voce delle autonomie locali, perché scelgano la strada della vera democrazia partecipativa e dicano no alle decisioni calate dall’alto» dice Edoardo Rixi, consigliere comunale e regionale della Lega Nord Liguria, che sostiene la lista Comuni e Comunità nelle elezioni del nuovo consiglio metropolitano che si terranno il prossimo 28 settembre.

«Al primo punto della nostra linea di governo – spiega Franco Senarega, consigliere comunale della Lega Nord a Recco e candidato nella lista Comuni e Comunità – c’è la trasparenza: vogliamo che la nuova Città Metropolitana diventi un “palazzo di vetro”, aperto ai cittadini, a tutti i territori, anche a quelli dei Comuni magari ritenuti più periferici. Lo spirito della nostra lista è quello di conferire pari dignità e voce a tutte le autonomie locali, al contrario di quanto Pd-Fi hanno dimostrato di voler fare, dando di fatto maggior peso al capoluogo Genova, trasformato in una “matrigna”.

Il primo atto dovrà essere la predisposizione, entro fine anno, di uno statuto metropolitano che introduca l’elezione del sindaco metropolitano a suffragio universale tra tutti i residenti dei 66 Comuni per dare loro quel diritto di parola e di scelta, alla base della democrazia e della politica, a cui di fato sono stati esautorati in questa elezione di secondo livello per la scelta dei consiglieri. Per dare precisa informazione a tutti i cittadini dell’area metropolitana e aprire al loro contributo la politica di Palazzo Spinola, proponiamo sedute consiliari in streaming, atti consultabili online, invio telematico di tutti i documenti ai consiglieri dei 66 Comuni e la possibilità di convocare delle consultazioni referendarie sui temi di maggior impatto sui territori e sui cittadini, ad esempio nelle grandi trasformazioni urbanistiche».