
E’ passata qualche settimana dal grande strappo dei big della nautica. Carla Demaria, socio fondatore e numero uno di Monte Carlo Yachts, come previsto è stata eletta presidente di Ucina, settore nautico di Confindustria.
L’edizione 2015 del Salone Nautico di Genova è stata confermata con tanto di beneplacet del Ministero. E i transfughi che pensano di fare? Di questo, come di Bertram e Baglietto Navy nuova sezione specialistica del marchio del “Gabbiano”, abbiamo parlato con Beniamino Gavio, incontrato ai Cantieri Cerri di Carrara-Avenza in occasione della presentazione dei nuovi progetti del brand.
Il patron del Gruppo Baglietto non fa mistero delle ragioni della sua uscita dal sodalizio confindustriale. D’accordo, peraltro, con Paolo Vitelli, fondatore e presidente di Azimut-Benetti, con l’amministratore delegato del Gruppo Ferretti Alberto Galassi e altri sette cantieri e aziende di settore.
In parole povere, non è ammissibile, sostiene, con non poca ragione, che l’associazione sia parte integrante (sarebbe più elegante dire “strettamente legato”?, nda) dell’ente organizzatore del Salone, col quale, invece, le aziende devono avere la possibilità di contrattare prezzi e posizione espositiva.
Ed è proprio questo uno dei punti cardine sui quali Beniamino Gavio pensa che non solo i dieci “fuoriusciti” da Ucina possano trovare un’intesa, perlomeno “operativa”.
Gavio ritiene che insieme si possa fare “massa d’urto” per ottenere dai vari Saloni in giro per il mondo condizioni più favorevoli di quelle attualmente praticate singolarmente a ciascuno di loro. Genova compresa.
Non solo. In questo modo, continua, può diventare possibile anche a un medio cantiere la partecipazione a eventi finora considerati fuori portata.
Tutto ciò presuppone anche la nascita di un’associazione alternativa a Ucina?
Su questo punto Beniamino Gavio non risponde. Lascia cadere la domanda ma… assicura che altre aziende nautiche sarebbero propense a chiudersi alle spalle le porte di Ucina.
Non resta che attendere l’evolversi della vicenda. Perché di sicuro il “dopo strappo” avrà un seguito. Almeno è quello che Gavio lascia intendere.
Bertram Yachts
Non potendo anticipare fatti che sono ancora in divenire, Beniamino Gavio, fresco reduce da Miami dove ha incontrato i responsabili di Bertram Yachts, si lascia andare sui suoi programmi di rilancio del marchio americano appena acquisito dal Gruppo Ferretti.
La prima e più importante decisione è quella di non trasferire in Italia la produzione. “E’ una barca di tradizione americana e lì bisogna lasciarla”. Per questo sta già cercando una nuova location per il sito produttivo tra Miami e Fort lauderdale e con i progettisti sta già dialogando perché, sulla base del leggendario motoscafo Moppie, un 31 piedi, vorrebbe arrivare all’appuntamento del Fort Lauderdale 2016 con due progetti pronti e poi al Salone di Miami con due barche finite.
Baglietto Navy
Così si chiama la nuova divisione con cui il Baglietto rientra, dopo tanti anni di assenza, in una delle sue produzioni storiche più affermate: quella di mezzi nautici militari. In Cerri si ventila che al suo interno possa avere sede la direzione della divisione Navy, mentre per gli impianti di produzione si sta ancora cercando l’area adatta a un comparto tanto delicato.
Di certo si sa che la Patrol Vessel Series si comporrà di pattugliatori da 24 a 30 metri che utilizzeranno le stesse carene dei Cerri 86’ e 102’ più un 35 metri di derivazione Baglietto. A queste si aggiunge la “linea servizio”.
Si tratta, ed è la novità più importante, di una nuova piattaforma per un 15 metri in alluminio denominato Ffc15, ovvero Fast fight combat. Sarà in versione cabinato o aperto, potrà montare due idrogetti, arrivando a 44-45 nodi, oppure tre motori a elica per navigare a 37-38 nodi. È una barca che potrà essere allestita, dalla stessa piattaforma, come pattugliatore, ambulanza o unità antincendio. Per il momentyo sono già avviate trattative in Sudamerica e precisamente in Paraguay, Ecuador e Colombia. (Rossella Dallò)
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