Finanziare il raddoppio ferroviario nel Ponente.
Alessandro Piana (Lega Nord Liguria-Salvini) ha presentato un’interrogazione in cui ha chiesto alla giunta di reperire i fondi necessari a finanziare raddoppio ferroviario nel Ponente. Piana ha ricordato le dichiarazioni dell’amministratore delegato di RFI, durante un’audizione al Senato, secondo cui i 225 milioni di euro stanziati per l’inizio dei lavori per il raddoppio dei binari della tratta ferroviaria tra Finale Ligure e Andora sono stati bloccati dal Cipe e che per iniziare i lavori sarebbe necessario il finanziamento dell’intera opera, cioè circa un miliardo e mezzo di euro. «Ritengo – ha aggiunto – che sia strategico, in particolare per lo sviluppo turistico e commerciale, il completamento del raddoppio ferroviario nel Ponente che, inoltre, renderebbe più attraente la nostra intera regione, non solo per il mercato interno, ma soprattutto per quello della vicina Francia».
Per la giunta ha risposto l’assessore alle infrastrutture, Giacomo Gampedrone il quale ha chiarito che con i fondi assegnati con la legge di Stabilità per il 2015, pari a 225 milioni, non è possibile realizzare un lotto funzionale ed in virtù delle nuove norme, quindi, non è possibile procedere all’appalto. La Regione, secondo quanto precisato da Giampedrone, proporrà in primis di procedere con un provvedimento normativo ad hoc, che consenta di procedere all’appalto di lotti costruttivi, ancorché non funzionali, per traguardare un flusso di cassa che possa coprire nei prossimi anni l’intero intervento , in modo da non realizzare tratte fini a se stesse. Se ciò no sarà possibile l’assessore ha rimarcato che si lavorerà con RFI per poter utilizzare la somma già stanziata sulla linea attuale, che necessita di interventi di ammodernamento e di manutenzione straordinaria.
Fondi per il Nuovo Portale di Levante.
Alice Salvatore (Movimento 5 Stelle) con un’interrogazione, sottoscritta anche dagli altri componenti del gruppo Marco De Ferrari, Francesco Battistini, Andrea Melis, Gabriele Pisani e Fabio Tosi, ha ricordato che i fondi destinati al nuovo Portale di Levante, che fa capo all’Ente Autonomo Fiera Internazionale di Genova, al momento in liquidazione, non è stato mai realizzato. Salvatore ha, quindi, chiesto alla giunta se i fondi non utilizzati siano ancora disponibili presso la società e se, in caso affermativo, intenda procedere con la realizzazione del nuovo portale previsto.
Per la giunta ha risposto l’assessore allo sviluppo economico Edoardo Rixi il quale ha premesso che la Regione è socio di minoranza dell’Ente Fiera, mentre soci di maggioranza sono il Comune di Genova e la Città Metropolitana, entrambi guidati dal sindaco Doria. Rixi ha, quindi, ricordato che Fiera spa è in fase di liquidazione e non può, quindi, in questo momento utilizzare i fondi destinati al portale che, materialmente, non si trovano nelle sue casse. Si tratta infatti – ha puntualizzato Rixi – di un finanziamento finalizzato, che viene erogato qualora si attivi il relativo l’intervento. Rixi ha assicurato che c’è forte attenzione da parte della Regione per non disperdere questi finanziamenti e fare in modo che in futuro possano essere attivati sul territorio genovese.
Più controlli sull’impianto di produzione di CDR di Saliceti, (SP).
Francesco Battistini (Movimento 5 Stelle) ha illustrato un’ interrogazione, sottoscritta anche dagli altri componenti del gruppo, Alice Salvatore, Andrea Melis, Fabio Tosi, Marco De Ferrari e Gabriele Pisani, con la quale ha chiesto alla giunta di avviare un tavolo di confronto con la Provincia della Spezia, il Comune di Vezzano Ligure, ARPAL, ASL per rivedere la procedura di AIA, accompagnandola ad una preventiva Valutazione Integrata di Impatto Ambientale e Sanitario. Il consigliere ha rilevato che, secondo un’indagine della ASL spezzina, su sette dipendenti di Acam Ambiente impiegati nell’impianto di produzione di CDR (combustibile da rifiuti) di Saliceti, sono stati riscontrati ispessimenti della trama polmonare, che riguarda un gruppo vasto di patologie, molte delle quali legate alla respirazione delle polveri sia in ambienti lavorativi che di vita. «Questo impianto ha sempre prodotto emissioni molto fastidiose e, a causa di questo fenomeno, è in corso un procedimento penale a carico dei dirigenti di Acam SpA e dei responsabili di Acam Ambiente e dell’impianto. Eppure, nonostante il quadro sanitario e ambientale, la Provincia della Spezia ha prima autorizzato l’impianto in oggetto con AIA dello scorso 29 ottobre 2015 e poi sospeso le prescrizioni contenute in questo provvedimento con nuova determinazione del 22 gennaio 2016 senza il rilascio dell’obbligatorio e vincolante parere sanitario del Sindaco competente».
Per la giunta ha risposto l’assessore all’Ambiente Giacomo Giampedrone il quale ha ribadito il massimo impegno della Regione per tutelare la salute dei lavoratori non escludendo eventuali approfondimento con l’assessore alla sanità Sonia Viale. Giampedrone ha spiegato che l’impianto era stato autorizzato dalla Provincia nel 2004 ma attualmente c’è una procedura di aggiornamento per la produzione di CSS e che, in vista di queste modifiche, la Provincia ha concesso ad Acam una proroga fino al 29 ottobre prossimo per realizzare alcuni interventi finalizzati anche alla riduzione delle emissioni, riservandosi, però, di sospendere l’autorizzazione se gli interventi non fossero sufficienti e in caso di situazioni di potenziale pericolo ambientale. L’assessore ha aggiunto che asl5 è stata coinvolta sia nel procedimento iniziale sia nell’adeguamento Aia. «La Regione – ha concluso – si è dunque attivata rispetto alle sue competenze di verifica su eventuali situazioni di criticità dando priorità alla salute dei lavoratori» e ha assicurato che fornirà al consigliere le valutazioni tecniche fatte dalla Provincia.
Rivedere la ZTL di Genova Nervi
Gianni Pastorino (Rete a Sinistra) ha presentato un’interrogazione in cui ha chiesto alla giunta di intervenire sull’applicazione della ZTL (Zona a traffico limitato) di Genova Nervi, ipotizzando che siano lesive dei diritti dei cittadini per quanto riguarda il diritto di proprietà. Il consigliere ha chiesto, inoltre, se non ci sia contraddizione tra la costituzione di una ZTL ed il mancato riconoscimento di un criterio quale l’istituzione di aree blu. Pastorino ha rilevato che queste limitazioni penalizzano alcune attività commerciali e di ristorazione che si trovano nella zona e gli utilizzatori dei parcheggi che insistono su alcune delle strade interessate dal provvedimento. Pastorino ha espresso anche perplessità sul conseguente aumento di tassazione per quanti sono coinvolti nelle nuove misure di limitazione al traffico.
Per la giunta ha risposto l’assessore alle Infrastrutture Giacomo Giampedrone il quale ha spiegato che la Regione non è competente perché ogni disposizione in materia, anche di carattere normativo, spetta al Comune di Genova, ma si è impegnato a inviare una nota di natura istituzionale al sindaco rispetto alla questione sollevata dal Pastorino, auspicando che l’argomento venga affrontato dal Consiglio comunale.
Seduta sospesa
La seduta è stata sospesa per permettere un incontro fra la Conferenza dei capigruppo e gli assessori competenti con i rappresentati sindacali della cooperativa di servizi “Agorà Piemonte”
Presenza metalli pesanti nel tratto ligure del fiume Magra.
Francesco Battistini (Movimento 5 Stelle) ha illustrato un’ interrogazione, sottoscritta anche dagli altri componenti del gruppo, Alice Salvatore, Andrea Melis, Fabio Tosi, Marco De Ferrari e Gabriele Pisani, con la quale ha ricordato che alcune associazioni di cittadini della frazione di Albiano Magra (Ms) hanno evidenziato la presenza di almeno un canale di scarico industriale che riverserebbe nel fiume quantità di metalli fortemente superiori ai limiti di legge. Il consigliere ha chiesto alla giunta se il piano di gestione del bacino idrico, che comprende il tratto ligure del Magra, preveda delle analisi per verificare la presenza di metalli nelle acque del fiume, con quale frequenza , quando sia stato eseguito l’ultimo prelievo e, considerati gli ultimi accadimenti, di attivarsi per eseguire un’ulteriore analisi di verifica di tali valori.
Per la giunta ha risposto l’assessore all’ambiente Giacomo Giampedrone il quale ha illustrato i tempi e i luoghi in cui viene effettuato il monitoraggio da cui, fino ad oggi, non sono emerse particolari criticità. Poiché Battistini ha osservato che le stazioni di monitoraggio sono distanti dall’area interessata e che i controlli non sono stati tempestivi rispetto alla segnalazione, l’assessore si è comunque dichiarato disponibile a ulteriori approfondimenti, sulla scorta di nuovi dati forniti dal consigliere.
Messa in sicurezza e bonifica dell’area in Via Piombelli nel Comune di Genova.
Giovanni Lunardon (Pd) ha presentato un’interrogazione in cui ha chiesto alla giunta di intervenire sulla bonifica dell’area di via Piombelli, a Genova, e informazioni sullo stato del sito e sul monitoraggio dei livelli di inquinamento. Il consigliere ha ricostruito in aula gli interventi effettuati nella zona, che è di proprietà privata, dove in passato furono depositati i detriti provenienti dallo scavo delle gallerie autostradali, e che dagli anni ‘80 divenne una discarica abusiva di rifiuti tossici. Negli anni successivi il Comune fece un primo intervento di bonifica e successivamente Regione Liguria finanziò la messa in sicurezza e la caratterizzazione dell’area, «tuttavia alcune indagini – ha aggiunto – hanno rilevato livelli elevati di inquinamento da cadmio, zinco, manganese, cobalto, xileni, e hanno confermato la presenza di fusti interrati e semi affioranti mentre nel 2005 un sopralluogo da parte di tecnici della Provincia di Genova rilevò il pessimo stato delle opere di tombinatura del rio e della recinzione del sito, elevate concentrazioni di metalli pesanti nel terreno e la necessità di eseguire nuovi rilevamenti nella zona a monte».
Per la giunta ha risposto l’assessore all’ambiente Giacomo Giampedrone il quale ha spiegato che sul sito, inserito nel Piano delle Bonifiche nel marzo 2015, è in corso l’iter per definire le priorità degli interventi e la relativa copertura finanziaria. Giampedrone ha spiegato che le attività di monitoraggio sono svolte da Amiu per conto del Comune di Genova e questi monitoraggi – ha assicurato – non hanno evidenziato particolari criticità dal punto di vista ambientale. La Regione ha chiesto al Comune un rapporto tecnico sulle attività svolte sul sito, sui dispostivi di monitoraggio installati, sui risultati delle indagini e sui costi sostenuti. L’assessore si è, inoltre, dichiarato disponibile a coinvolgere Arpal in approfondimenti tecnici di caratterizzazione ambientale.
No al comando di polizia Municipale in Piazza Eroi Sanremesi a Sanremo.
Marco De Ferrari (Movimento 5 Stelle) ha illustrato un’interrogazione, sottoscritta anche dagli altri componenti del gruppo, Alice Salvatore, Francesco Battistini, Andrea Melis, Gabriele Pisani, Fabio Tosi, con la quale ha chiesto alla giunta di evitare lo spostamento della sede del corpo di Polizia Municipale di Sanremo in Piazza Eroi Sanremesi. Secondo il consigliere la zona è ad alto rischio idrogeologico, quindi non sarebbe adatta a garantire la sicurezza degli agenti e il loro tempestivo intervento in caso di calamità. «La futura sede in Piazza Eroi Sanremesi, si trova in una zona considerata ad alto rischio alluvionale e con alto rischio allagamenti, l’ingresso dell’edificio è situato infatti sul torrente San Romolo e, nonostante i lavori di bonifica degli alvei, a causa della configurazione territoriale resta alto il rischio nell’area del Mercato Annonario, piazza Eroi Sanremesi e via Pietro Agosti».
Per la giunta ha risposto l’assessore all’alla difesa del suolo Giacomo Giampedrone il quale ha spiegato che la Regione non ha competenza sulla pratica, che riguarda l’aministrazione comunale, ma ha specificato che le normative relative alle aree a rischio di alluvione molto elevata, che sono comprese in fascia A, sono stabilite dal Piano di Bacino e non consentono nuove edificazioni né cambiamenti di destinazione d’uso che determinino un aumento dei carichi di insediamento.
Problematiche della linea ferroviaria Genova-Ovada-Acqui Terme
Marco De Ferrari (Movimento 5 Stelle) ha illustrato un’interrogazione, sottoscritta anche dagli altri componenti del gruppo, Alice Salvatore, Francesco Battistini, Andrea Melis, Gabriele Pisani e Fabio Tosi , con la quale ha evidenziato che il 12 giugno scorso sono entrate in vigore le variazioni all’orario ferroviario estivo che tengono conto dei lavori di potenziamento al nodo ferroviario di Genova. Il consigliere ha evidenziato che, a fronte delle modifiche «la linea ferroviaria Genova-Ovada-Acqui Terme, che conta di per sé solamente 26 collegamenti giornalieri (ossia 13 coppie di treni, numero insufficiente a garantire un vero cadenzamento orario durante i giorni feriali nella fascia dalle ore 6 alle ore 21), si trova con soli 16 collegamenti attestati in partenza e in arrivo da e per Genova Sampierdarena (si tratta del 62% per cento dell’offerta, ossia dei 2/3)». Il consigliere ha rilevato, inoltre, un aumento dei tempi di percorrenza ed ulteriori disagi derivanti dal sovraffollamento.
Per la giunta ha risposto l’assessore ai trasporti Gianni Berrino, il quale ha ribadito che la zona è servita da 13 coppie di treni e che lo sforzo messo in campo dalla Regione è notevole. Berrino ha puntualizzato che l’orario in vigore scaturisce dalla momentanea indisponibilità di parte dell’ infrastruttura: i lavori sul Nodo di Genova, assolutamente necessari per potenziare la capacità infrastrutturale, inevitabilmente producono condizionamenti alla circolazione ferroviaria. L’assessore ha ribadito, quindi, che la linea riacquisterà la sua piena potenzialità non appena saranno terminati i lavori sul Nodo di Genova.
Telecamere nei parchi genovesi
Matteo Rosso (FdI-An) ha presentato un’interrogazione relativa a quanto accaduto alcune settimane fa ai giardini dell’Acquasola di Genova: il tentativo di rapimento di due bambine da parte di una ragazza di 14 anni, poi identificata come minore problematica, ma non pericolosa. Il consigliere ha chiesto alla giunta di «mettere a disposizione risorse economiche in modo da provvedere all’installazione di telecamere a circuito chiuso nei principali parchi e giardini del territorio genovese, per assolvere cosi ad una duplice funzione: rappresentare un deterrente per eventuali malintenzionati e individuare gli autori di reato all’interno di queste aree, che devono essere protette»
Per la giunta ha risposto il presidente della giunta Giovanni Toti, il quale ha chiarito che il tema della sicurezza sta particolarmente a cuore all’amministrazione regionale e ha puntualizzato che è stata messa a bilancio una somma pari a quarantamila euro, a disposizione delle amministrazioni locali, per progetti inerenti la sicurezza. La somma, non ragguardevole, come ha precisato il presidente, è quella consentita dal bilancio attuale, ma potrà essere incrementata in fase di assestamento ed in presenza di precise richieste da parte dei Comuni.
Nomina del presidente dell’Autorità Portuale di Genova
Alice Salvatore (Movimento 5 Stelle), ha illustrato un’interrogazione, sottoscritta anche dagli altri componenti del gruppo, Marco De Ferrari, Francesco Battistini, Andrea Melis, Gabriele Pisani, Fabio Tosi, con la quale ha chiesto alla giunta a che punto sia il processo di nomina del presidente dell’Autorità Portuale di Genova e quali iniziative intenda mettere in atto «per rispondere tempestivamente a una vera e propria emergenza che sta investendo un punto nevralgico della nostra regione».
Per la giunta ha risposto il presidente della giunta, Giovanni Toti puntualizzando che i ritardi non sono imputabili alla Regione. Infatti – ha chiarito – in materia di Autorità portuali si è in attesa della riforma del settore e in presenza di una legge delega che deve seguire un percorso preciso. Una volta perfezionato l’iter, si provvederà quindi alla nomina, secondo le modalità fissate dalla legge. Il presidente ha ricordato che il commissario straordinario del Porto di Genova, Pettorino, è stato nominato lo scorso maggio per un periodo massimo fino a sei mesi.
Recenti impegni di spesa della Giunta regionale.
Alice Salvatore (Movimento 5 Stelle) ha illustrato un’interrogazione ed un’interpellanza, sottoscritte dai componenti dell’intero gruppo, con le quali ha chiesto alla giunta notizie relative ad alcuni impegni di spesa. In particolare si tratta di una procedura di gara per l’esecuzione di un sondaggio delle dinamiche socio-economiche della Liguria che – ha detto – avrebbe comportato un impegno di spesa pari a 97.600 euro. Il consigliere ha chiesto chiarimenti anche su un secondo impegno di spesa per 26.053,10 euro per lavori di ristrutturazione, verniciatura e adeguamento impiantistico relativi a spazi adibiti alla segreteria generale di Piazza De Ferrari.
Per la giunta ha risposto il presidente della Giunta regionale con delega al bilancio Giovanni Toti il quale ha rilevato che «questo servizio di monitoraggio costituisce il mezzo attraverso cui acquisire le informazioni necessarie per conoscere e rilevare i bisogni dell’utenza, migliorare l’efficacia e l’efficienza dei servizi, favorire processi di sviluppo sociale, economico e culturale e per accelerare il processo di modernizzazione dei servizi. Da ciò si evince che i fondi destinati alla copertura di questo monitoraggio – ha concluso – sono coerenti con il servizio richiesto».
Rivedere il decreto sulla pesca di acciughe e sardine
Il Consiglio regionale ha approvato all’unanimità un ordine del giorno presentato da Stefania Pucciarelli (Lega Nord Liguria-Salvini), e sottoscritto da tutti i gruppi, che impegna la giunta a intervenire presso il Governo affinché sia modificato il decreto del 25 gennaio scorso, con il quale è stato stabilito che nel Mediterraneo le imbarcazioni italiane che svolgono la pesca di piccoli pelagici, acciuga e sardina, devono effettuare 20 giorni di pesca al mese per un massimo di 180 giorni all’anno. Nel documento si rileva che le barche che operano nel Mar Ligure svolgono una stagione molto più corta di quella prevista dal decreto non arrivando, dunque, ai 180 giorni annuali di attività ma, concentrando la pesca in un periodo più breve, inevitabilmente superano il limite dei 20 giorni mensili.






