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CONSIGLIO REGIONALE

Ciclovia dell’ardesia

Gabriele Pisani (Mov5Stelle) ha illustrato un’interrogazione, sottoscritta anche da tutti gli altri componenti del gruppo, con la quale ha chiesto alla giunta di intervenire per ripristinare la ciclovia dell’ardesia, che collega la Fontanabuona con la passeggiata di Lavagna, gravemente danneggiata dalle alluvioni del 2013 e 2014. Pisani ha chiesto, inoltre, di finanziare le opere di ristrutturazione e di monitorare l’operato dei Comuni nella gestione e pulizia della ciclovia.
Per la giunta ha risposto l’assessore alle infrastrutture Giacomo Giampedrone  il quale ha spiegato che in seguito all’alluvione del 2014 la Protezione civile è intervenuta con risorse regionali finalizzate a interventi di somma urgenza quindi la ciclovia non ha potuto beneficare delle prime risorse stanziate. La Regione ha comunque cercato nuove soluzioni per sostenere i Comuni negli interventi strutturali dei danni più ingenti e ha ricordato di avere inviato al ministro Delrio  nel marzo scorso una richiesta di finanziamento a carico della Legge di stabilità in cui è stata segnalata, fra gli interventi prioritari, la ciclovia dell’ardesia ma a questa richiesta non è stata fornita – ha concluso – ancora una risposta.

Potenziare il Servizio Zone Sismiche in Provincia della Spezia
Juri Michelucci (Pd) ha presentato un’interrogazione, sottoscritta dalla collega del gruppo Raffaella Paita, in cui ha chiesto di potenziare il personale dedicato al Servizio Zone Sismiche in Provincia della Spezia. Michelucci ha rilevato che Regione Liguria e Provincia della Spezia hanno sottoscritto una convenzione per l’utilizzo da parte della stessa  Provincia di personale della Regione per le attività e i provvedimenti relativi alla sismica. La dotazione organica, al momento della sottoscrizione della convenzione, ha determinato la riduzione di 4 unità, specialmente di istruttori tecnici, mentre le pratiche da istruire annualmente sono oltre mille e la carenza di addetti ha già creato un arretrato di circa 150 pratiche non istruite e non autorizzate.
L’assessore alla Protezione civile Giacomo Giampedrone ha ricordato che la legge regionale 15 del 2015, approvata nella passata legislatura, ha mantenuto in capo alle Province le funzioni relative al controllo delle costruzioni in zone sismiche. Successivamente, a seguito del  trasferimento di una parte del personale delle Provincia della Spezia alla Regione, e sulla base di una specifica richiesta  alla Provincia,  è stata sottoscritta una convenzione per l’avvalimento del personale regionale finalizzato allo svolgimento delle funzioni relative  al controllo delle costruzioni  in zona sismica,  rimaste in capo alla Provincia  stessa.  «Non rientrando tale funzioni tra le competenze  della Regione Liguria, – ha aggiunto – tale convenzione non poteva che essere  onerosa e la prestazione  d’opera del personale  regionale quantomeno commisurata  alle risorse trasferite  dalla Provincia della Spezia» e ha evidenziato che le lamentele della provincia della Spezia paiono non tener conto  dei vincoli  che la convenzione impone per quanto concerne la corrispondenza  tra il corrispettivo economico  e gli oneri relativi al personale  che fornisce tale servizio  e delle responsabilità  per l’esercizio  delle funzioni che rimangono in capo alla Provincia stessa.  La Regione, tenuto conto  delle difficoltà rappresentate dalla Provincia della Spezia  e di Imperia, ha attivato  un tavolo tecnico.

Attuare il Contratto di Fiume del torrente Scrivia
Giovanni Lunardon (Pd), attraverso un’interrogazione, ha chiesto alla giunta di attuare il Contratto di Fiume del Torrente Scrivia, anche in relazione  al riordino delle competenze e dei ruoli previsti dalla “Riforma Delrio” con il trasferimento di alcune funzioni dalla Provincia alla Regione. I Contratti di Fiume – ha spiegato il consigliere – sono strumenti di programmazione strategica e negoziata fra enti diversi per la gestione delle risorse idriche, la valorizzazione dei territori fluviali e la salvaguardia dal rischio idraulico e Regione Liguria ha deciso di aderire alle proposte di Contratti di Fiume proposti nel 2012. Il  percorso, in particolare, del  Contratto di Fiume per il Torrente Scrivia ha preso avvio con la prima “Assemblea di Bacino” il 20 giugno 2012, dove i rappresentanti di Regione Piemonte, Regione Liguria, Provincia di Alessandria e Provincia di Genova hanno illustrato gli obbiettivi generali dell’iniziativa. Nel marzo successivo – ha ricordato Lunardon – è stato siglato il protocollo d’intesa per l’attivazione del Contratto di Fiume e nel 2014 la Regione ha individuato i propri rappresentanti nella “cabina di regia” e le province di Alessandria e Genova hanno adottato la proposta di Piano d’Azione e di Rapporto Ambientale preliminare alla procedura di V.A.S.
Per la giunta ha risposto l’assessore alla Protezione civile Giacomo Giampedrone il quale ha ribadito che il contratto di fiume è uno strumento utile per coordinare le azioni dei soggetti pubblici e privati per una corretta gestione dei corsi d’acqua, in particolare, per ridurre il rischio di esondazioni. Tuttavia – ha precisato – la recente la riforma del governo che a di fatto eliminato il livello provinciale della difesa del suolo, ha creato difficoltà organizzative e quindi si agisce attraverso le priorità. Giampedrone ha ribadito di ritenere prioritario procedere alla redazione di un Piano di gestione dei sedimenti per il bacino dello Scrivia, su cui sono stati attivati gli uffici per reperire i dati e le risorse economiche necessarie, che  consentirà di fornire le indicazioni necessarie per gli interventi di manutenzione dei corsi d’acqua e per gli interventi strutturali di riduzione del rischio idraulico.

Prelievi comparati fra Arpal e Goletta Verde
Francesco Battistini  (Mov.5Stelle) con un’interrogazione, sottoscritta anche dagli altri componenti del gruppo, ha chiesto di effettuare e pubblicare tempestivamente i dati sulla qualità delle acque, cercando di coinvolgere, contemporaneamente, ARPAL e Goletta Verde, prelevando i campioni nei punti indicati da quest’ultima, anche per eseguire una comparazione dei risultati ottenuti e di aumentare la qualità delle acque dei fiumi. Il consigliere ha riportato i risultati dei prelievi effettuati da Arpal e dalla Goletta Verde:  quest’ultima ha definito il mare in 4 zone “inquinato” sui tratti delle foci dei fiumi o sugli scarichi di acque interne, in altre 12 zone “fortemente inquinato”, sempre sui tratti delle foci dei fiumi e sugli scarichi di acque interne, mentre il mare in altre 8 zone è stato definito “entro i limiti” con 5 spiagge e 3 tratti sulla foce dei fiumi o su scarichi di acque interne. «Secondo i dati, invece, precedentemente riportati – ha rilevato – su 19 campioni, eseguiti da Goletta Verde di Legambiente su tratti focivi o scarichi di acque interne, solo 3 risultano con valori entro i limiti, mentre i restanti 16 risultano fuori dai valori normali e di questi 16 ben 12 zone risultano fortemente inquinate e 4 inquinate».
Per la giunta ha risposto l’assessore all’ambiente Giacomo Giampedrone il quale ha spiegato che la normativa sanitaria nazionale, attraverso il decreto legge 116 del 2008, «individua già i procedimenti statistici a cui sottoporre i dati del monitoraggio per individuare le situazioni territoriali critiche ed esiste, pertanto un’adeguata reportistica costantemente aggiornata e disaggregata a livello del singolo punto di campionamento».. Giampedrone tuttavia, rispetto alla richiesta del consigliere, non ha escluso la possibilità di valutare anche monitoraggi aggiuntivi.

Posizione della giunta sul parere di Via per variante SS1 Aurelia Capo Noli  Andrea Melis (Movimento 5 Stelle) con un documento, sottoscritto anche dagli altri componenti del gruppo, ha ricordato che nel 2014, su richiesta di ANAS è stata attivata la procedura di VIA sulla variante SS1 Aurelia Capo Noli e che il Comitato tecnico regionale  di Via si era espresso negativamente all’approvazione del progetto di variante. Dopo diversi passaggi – evidenziati da Melis – il 24 marzo 2016 è stato espresso dal Comitato regionale di VIA, contrariamente a quanto precedentemente formulato, parere positivo con alcune prescrizioni. Il 12 luglio 2016 il Comitato si è riunito formulando nuovamente parere positivo con prescrizioni. Melis ha, quindi, chiesto alla giunta   quale orientamento intenda perseguire nel valutare la posizione favorevole (con prescrizioni) assunta dal Comitato di VIA e se sia  a conoscenza di iniziative volte a trasformare il tratto di Aurelia SS 1 Capo Noli in percorso di attrazione turistica.
L’assessore alle infrastrutture Giacomo Giampedrone ha premesso che si tratta di un progetto “ereditato” dalla passata giunta ed ha puntualizzato il pieno rispetto  da parte dell’attuale giunta delle valutazioni espresse dal Comitato tecnico. Alla luce di ciò ha, quindi, ribadito che  l’amministrazione «non avrebbe potuto chiudere  la pratica nei mesi scorsi  esprimendosi negativamente per due ragioni: perché non in presenza di un parere  negativo conclusivo  e perché sarebbe stato sconsiderato  rinunciare ad un finanziamento di ANAS  di 40 milioni, senza  alcun elemento  negativo definitivo». L’assessore ha puntualizzato: «Questa giunta  ha quindi deciso di  attendere il parere  tecnico del Comitato  VIA che, al di là  di come lo si voglia  leggere e interpretare, è stato un parere positivo».   

Realizzazione di opere di regimazione idraulica con il sistema delle compensazioni
Giovanni Lunardon (Pd) con un’interpellanza ha ricordato che la legge regionale 12 del 2015 ha introdotto la possibilità di realizzare  opere di regimazione idraulica, che comprende la rimozione dei materiali litoidi dagli alvei, con il sistema delle compensazioni. La giunta, secondo quanto aveva scritto il consigliere nella sua interrogazione, presentata alcune settimane fa, doveva ancora definire «per i lavori pubblici di interesse regionale, i criteri per tali attività ai fini della previsione della compensazione, nel rapporto con gli appaltatori, dell’onere della realizzazione dei lavori con il valore del materiale estratto riutilizzabile». Lunardon ha chiesto alla giunta per quale motivo non si sia ancora deliberato in tal senso e quando intenda farlo per consentire alla Regione, alle Aziende Sanitarie Locali, agli enti dipendenti dalla Regione, ai consorzi di bonifica, agli enti locali, agli altri enti pubblici, compresi quelli economici, agli organismi di diritto pubblico e ai privati di poter sfruttare questa importante opportunità. In aula Lunardon ha aggiunto che un provvedimento in tal senso è stato adottato dopo la presentazione della sua interpellanza che, secondo il consigliere, potrebbe dunque avere stimolato l’azione della giunta
Per la giunta ha risposto l’assessore all’ambiente Giacomo Giampedrone che ha confermato l’individuazione nel luglio scorso dei criteri per applicare il sistema delle compensazioni e ha aggiunto che, per condividere il contenuto dei criteri, è stato stabilito un periodo di 60 giorni in cui con le amministrazioni comunali potranno presentare osservazioni e contributi di natura tecnica. Giampedrone ha auspicato che la maggior parte dei Comuni seguano questo percorso e assicurato che terrà informato il consigliere sull’esito di questa consultazione.

Mettere in sicurezza le gallerie fra Lavagna e Sestri Levante  
Fabio Tosi  (Movimento 5 Stelle) con un documento, sottoscritto anche dagli altri componenti del gruppo, ha chiesto alla giunta se sia partita la progettazione con ANAS e quali siano gli sviluppi degli interventi nel tratto dell’Aurelia fra le gallerie di Sant’Anna, fra Sestri Levante e Lavagna, interrotto in seguito al maltempo. Tosi ha ricordato che nel febbraio scorso l’assessore competente aveva  assicurato l’apertura di un tavolo di lavoro con ANAS per elaborare un progetto per la messa in sicurezza del tratto stradale, molto spesso interessato dalle mareggiate con conseguenti disagi alla circolazione stradale.
Per la giunta ha risposto l’assessore alle infrastrutture Giacomo Giampedrone il quale ha annunciato che Anas ha confermato nei giorni scorsi alla Regione di avere inserito nei programmi di manutenzione straordinaria alcuni interventi relativi alla galleria Sant’Anna e che in questo progetto Anas valuterà l’opportunità di potenziare la scogliera antistante per accrescere la protezione della strada. In attesa della redazione di questo progetto  Anas a breve sostituirà le ringhiere di protezione lungo la galleria.

Esentare dal ticket per donne a rischio tumore
Giovanni Battista  Pastorino (Rete a Sinistra) ha chiesto alla giunta che i portatori sani di mutazioni patogenetiche dei geni BRCA (accrescono il rischio di cancro al seno e alle ovaie, ndr) vengano inseriti in programmi di sorveglianza per la diagnosi precoce e la prevenzione del tumore della mammella e dell’ovaio e di escluderli dalla compartecipazione alla spesa per le prestazioni periodiche di massima sorveglianza. Pastorino ha dichiarato che le donne portatrici di mutazioni in tali geni hanno una probabilità pari  al 60 per cento di sviluppare un tumore mammario, che le mutazioni in questi geni conferiscono un rischio di carcinoma ovarico o tubarico del 40 per cento per il gene BRCA1 e del 20 per cento per il BRCA2  e che, infine, le forme mutate di questi geni siano presenti in circa 1 donna su mille. Pastorino ha rilevati che Emilia Romagna e Lombardia  hanno decios pinai mirati di prevenzion con l’esenzione della compartecipazione.
Per la giunta ha risposto l’assessore alla sanità Sonia Viale. Viale  ha ricordato la Liguria è fra le prime regioni in Italia a dare adempimento alle direttive europee che porteranno alla creazione in ogni Asl di una Brest Unit,  ha quindi illustrato gli obbiettivi del Piano di prevenzione regionale del tumore alla mammella varato nel 2014 che crea una rete per la sorveglianza clinica per le situazioni a rischio. Viale ha ricordato,fra l’altro, il lavoro del gruppo di lavoro di genetica oncologica.  Per quanto riguarda l’esenzione Viale ha spiegato che, non trattandosi di casi previsti nei Lea (Livelli essenziali di assistenza) il costo finanziario sarebbe interamente a carico della Regione rilevando che esistono sollecitazioni anche su altre patologie altrettanto importanti tuttavia l’assessore si è impegnata a attivare uno studio sull’impatto economico di questa specifica esenzione.

Intervenire su Servizio Igiene Urbana del Comune di Bordighera
Luigi De Vincenzi (Pd) ha presentato un’interrogazione, sottoscritta anche dal collega di gruppo Giovanni Barbagallo, in cui ha chiesto alla giunta di intervenire sulla gestione del Servizio di Igiene urbana del Comune di Bordighera in particolare sul “bando-ponte” di 12 mesi emesso dal Comune per il periodo fra il primo dicembre 2016  e il  30 novembre 2017. Secondo il consigliere la breve durata dell’affidamento del servizio potrebbe  svuotare la gara del beneficio della competizione e presenterebbe pericoli di non trasparenza. Il consigliere ha chiesto, inoltre, chiarimenti  sulla richiesta avanzata dal Comune alla Regione di una proroga del servizio, e alla richiesta di commissariamento presentata nel maggio 2016 dal gruppo consiliare di minoranza “Bordighera in Comune”.
Per la giunta ha risposto l’assessore al ciclo dei rifiuti Giacomo Giampedrone il quale ha spiegato che,  in seguito alla richiesta del Comune di affidare il servizio di gestione dei rifiuti nelle more della definizione della procedura di gara prevista, Regione ha indicato i limiti di questa procedura che non era praticabile in quanto deve essere seguito l’iter di evidenza pubblica. Per quanto riguarda la richiesta di commissariamento Giampedrone ha rilevato che, rispetto agli strumenti diretti della Regione, in caso di inadempimenti degli enti locali, non ci sono strumenti tesi a sostituire il Comune e ha sottolineato che l’organizzazione e la gestione dei rifuti urbani e la riscossione dei relativi tributi rientra fra le funzioni fondamentali dei Comuni. L’assessore ha concluso rilevando che in questa fase di transizione è in capo a Città metropolitana e Provincia la strutturazione e organizzazione  dei servizi relativi alla raccolta e al trasporto dei rifiuti e la definizione degli indirizzi per gli affidamenti fino al 2020.

Sul ruolo svolto dall’ente Regione Liguria nell’operazione di cartolarizzazione di ARTE.
Alice Salvatore (Movimento 5 Stelle) ha illustrato un’interrogazione, sottoscritta anche dagli altri componenti del gruppo,  sull’alienazione  ad ARTE Genova degli immobili  delle Asl e della Regione Liguria avvenuta nel 2011 per 103 milioni di euro. «Sin dalla fase iniziale dell’operazione, la maggior parte dei soggetti coinvolti ha manifestato perplessità ed incertezze circa la fattibilità dell’operazione di cartolarizzazione – ha spiegato – e dalla lettura dei primi verbali, emerge che – nella vicenda-  un notevole ruolo è stato svolto dal livello burocratico dell’Ente e, in particolare, dai titolari degli incarichi amministrativi di vertice mentre la maggioranza consiliare e la Giunta regionale in particolare non hanno inteso fare luce su questa grave vicenda che riguarda la precedente amministrazione. Chiedo, quindi alla giunta attuale – ha concluso – se condivida questo elevato livello di esposizione della dirigenza e se applicheranno questo modello anche al presente contesto politico-amministrativo regionale».
Per la giunta  ha risposto il presidente della giunta regionale Giovanni Toti il quale ha chiarito che l’operazione di cui si parla  non è una cartolarizzazione, ma un meccanismo specifico  di dismissioni immobiliari finalizzato, attraverso  l’alienazione dei cespiti,  alla copertura del disavanzo sanitario. Ha quindi puntualizzato che «la decisione  di utilizzare questo strumento è  espressione della responsabilità politica della giunta regionale all’epoca in carica». Ha ribadito la contrarietà di questa amministrazione all’operazione.  

Recuperare dal degrado  il Portofino Kulm
Alessandro Puggioni (Lega Nord Liguria-Salvini) ha chiesto alla giunta di intervenire sul degrado dell’albergo Portofino Kulm sollecitando il Comune competente ad emettere un’ordinanza urgente per mettere in sicurezza l’area e ristabilire il decoro dell’area. Puggioni ha rilevato che la struttura, immersa in un’oasi protetta, è stata chiusa alla fine del 2013 presumibilmente a causa di un contenzioso sorto tra la società proprietaria e la gestione. «Da allora la zona in questione è caratterizzata da degrado, incuria, abbandono e disordine – ha detto – la vegetazione si sta riappropriando di tutti gli spazi, rami secchi e fronde si protendono verso l’asfalto della strada attraversata, ogni giorno, da molti escursionisti. La chiusura del Portofino Kulm e le conseguenti problematiche – ha concluso –  costituiscono un danno ingente per l’offerta turistica del comprensorio».
L’assessore alle infrastrutture Giacomo Giampedrone ha   confermato che  è in corso un contenzioso tra la proprietà  e la società di gestione  che ha portato alla soluzione del contratto tra le due società con relativi ricorsi. Ha quindi ribadito che è necessario «uno sforzo congiunto delle istituzioni per sviluppare  una capacità imprenditoriale  per restituire questo sito al territorio». Giampedrone ha assicurato il proprio impegno in questo senso.

Più manutenzione delle strade Provinciali 75 e 654
Alessandro Puggioni (Lega Nord Liguria-Salvini) ha chiesto alla giunta di sollecitare la Città metropolitana affinché provveda alla manutenzione, gestione, pulizia, controllo tecnico delle carreggiate e della segnaletica della strada Provinciale 75 del Penna, che  collega i comuni di Rezzoaglio  e Bedonia, in provincia di Parma, e della Strada Provinciale 654 della Val Nure, che attraversa i territori di Genova, Parma e Piacenza. Puggioni ha ricordato, inoltre, che nel mese di marzo 2016, la circolazione sulla Strada Provinciale 75 ha subìto un’interruzione a causa di una frana di pietre e terre.
Per la giunta ha risposto l’assessore alle infrastrutture Giacomo Giampedrone il quale ha sottolineato che la competenza è della Città metropolitana e ha spiegato che le due strade rappresentano una viabilità fra loro alternativa in situazioni di emergenza e, in caso di interruzione, nessun centro risulterebbe isolato. Giampedrone ha rilevato che la frana che ha interessato la strada provinciale 45  è stata provocato da un versante sovrastante di proprietà di un privato e, visto l’obbligo del privato di ripristinare il versante, non è stato possibile inserire gli interventi fra quelli preventivi previsti. Tuttavia sono stati effettuati interventi sul manto stradale di entrambe le strade con ripristini localizzati e non estesi, per carenza di risorse.

 Chiarimenti sull’annullamento della gara per un sondaggio sull’attività della giunta
Raffaella Paita (Pd) ha presentato un’interrogazione, sottoscritta anche dai colleghi di gruppo Sergio Rossetti  e Giovanni Lunardon, in cui ha chiesto alla giunta i motivi che hanno portato all’annullamento della gara indetta per selezionare la società incaricata di svolgere un ciclo di sondaggi sulle opinioni dei liguri in merito all’ attività della giunta e perché si prevede di scegliere la società che svolgerà i sondaggi «senza un confronto fra i requisiti tecnici, economici e professionali dei potenziali affidatari presenti sul mercato, rinunciando così modalità più trasparenti e imparziali di selezione». Il consigliere ha ricordato che lo svolgimento delle indagini di opinione è stato affidato ad una controllata di Filse, Liguria Ricerche, che dovrebbe affidare l’incarico a Tecnè, che aveva partecipato alla gara annullata.
Per la giunta ha risposto il presidente della giunta, Giovanni Toti  il quale ha delineato quanto avvenuto, a partire dalla gara  indetta nel maggio 2016 con decreto del Dirigente Affari generali,  per l’affidamento di un servizio di monitoraggio qualitativo delle dinamiche socio-economiche della Liguria, delle attese dei cittadini e delle opinioni sull’operato del governo regionale.  La lettera di invito della gara  – ha puntualizzato – prevede però che  la Regione, a suo insindacabile  giudizio, possa  non procedere all’aggiudicazione  e alla stipula del contratto e annullare la gara  La Regione ha ritenuto che il monitoraggio oggetto di gara non fosse sufficiente, ma andasse inquadrato all’interno di un più ampio studio che coinvolgesse anche altri aspetti. Di conseguenza  è stato deciso di revocare  la procedura di gara, non procedendo all’aggiudicazione e di affidare la realizzazione dello studio alla propria controllata in house Liguria ricerche  che per statuto svolge proprio questo tipo di attività.  

Salvaguardare i Centri per l’impiego
Sergio Rossetti  (Pd) ha presentato un’interrogazione, sottoscritta anche dal collega di gruppo Raffaella Paita, in cui ha chiesto alla giunta quale sia la pianificazione a medio e lungo termine del processo riorganizzativo dei CPI (Centri per l’impiego) attraverso il rafforzamento dei Servizi per l’Impiego e l’accreditamento dei Servizi al Lavoro e di dare  un futuro ai 58 professionisti dipendenti di ARSEL, «che rappresentano un patrimonio culturale e operativo essenziale per i CPI genovesi, patrimonio che sarebbe assurdo disperdere e per evitare che – ha etto – a seguito della scadenza a ottobre 2016 del contratto con il consorzio Motiva vengano interrotti i servizi e le attività finalizzate alle politiche attive del lavoro e non solo alle fasce deboli». Rossetti ha ricordato che il Job Acts ha confermato le competenze regionali in materia di programmazione di politiche del lavoro e le relative funzioni amministrative e che nella Legge sulla crescita della Regione è stato inserito il progetto di un modello regionale aderente a Garanzia Giovani e al decreto legislativo 150 del 2015 basato sull’accreditamento di strutture pubbliche e private. Rossetti ha concluso rilevando che il 30 settembre sono in scadenza 27 lavoratori precari dei Centri per l’Impiego della Spezia e due lavoratori precari dei centri per l’Impiego di Imperia.
L’assessore al lavoro, Giovanni Berrino ha premesso che non può essere preso in considerazione  il collegamento tra la pianificazione dei servizi al lavoro e la stabilizzazione dei precari di Arsel  in quanto le funzioni e le competenze dei dipendenti dell’Agenzia regionale sono profondamente diverse da quelle degli operatori dei Cpi. L’assessore ha quindi detto che è in fase di completamento la definizione dei profili professionali degli operatori per i Centri, il primo passo operativo per l’attivazione delle procedure di accreditamento. Tali procedure – ha chiarito –  dovrebbero consentire di avviare il nuovo sistema nella prossima primavera, almeno per quanto riguarda il servizio di base. Berrino ha puntualizzato che  la Regione intende assumersi per intero la responsabilità che le è stata recentemente posta in capo per la realizzazione di una nuova organizzazione dei servizi per l’impiego. Ha evidenziato che è stata  approvata dalla giunta regionale nel febbraio 2016 la convenzione tra la Regione e il Ministero del Lavoro sull’organizzazione dei servizi per l’impiego e , a ricaduta, le convenzioni con gli enti di area vasta e Città metropolitana.  Si è in attesa  di sapere – ha ribadito –  quali nuove dotazioni organiche saranno assegnare alla Regione Liguria.  Ha ribadito che l’assessorato è in contatto costante con le Province ed in particolare quella della Spezia avrebbe manifestato, per quanto concerne i Centri per l’impiego,  la volontà di stabilizzare diversi addetti e di stabilizzazione si parla anche ad Imperia. Intanto della questione Centri l’impiego e sul potenziamento del personale si discuterà domani  in una Conferenza Stato Regioni

Eletto il Collegio interno dei revisori dei conti dell’Assemblea legislativa
Il Consiglio regionale ha eletto a scrutinio segreto il collegio interno dei revisori dei conti dell’Assemblea legislativa. Sono stati eletti Luca Verdino (18 voti), Davide Piccioli (16 voti) e Vittorio Rocchetti (9 voti)

Modifiche alla legge sulla caccia
Con 20 voti a favore (tutti i gruppi di maggioranza e Luca Garibaldi, Valter Ferrando, Yuri Michelucci e Raffaella Paita del Pd), 7 contrari (i consiglieri del Movimento 5Stelle e Gianni Pastorino di Rete a Sinistra) sono state approvate le modifiche alla legge regionale n.29 del 1 luglio 1994 “Norme regionali per la protezione della fauna omeoterma e per il prelievo venatorio” (Piana, Senarega, De Paoli, Pucciarelli e Puggioni della Lega Nord Liguria-Salvini; Vaccarezza e Muzio di Forza Italia; Costa del Gruppo misto-Ncd Area popolare, Lilli Lauro del gruppo Giovanni Toti Liguria, Ferrando e Michelucci del Pd).
Le modifiche, che attraverso la proposta di legge vengono apportare alla legge regionale n. 29/1994, sono necessarie per recepire il testo novellato della legge nazionale sulla caccia n. 157/1992. Sono introdotti correttivi tenendo conto del nuovo ruolo delle Province e del relativo passaggio di competenze dalle Province alla Regione, che nell’ambito della legge regionale n. 15/2015 sono sfuggite al legislatore. Si prevede che sia la Regione e non le Province ad indicare agli ATC (Ambiti territoriali di caccia) e CA (Comprensori alpini) il numero massimo entro in cui devono essere contenute le ammissioni provvisorie; vengono uniformati alla norma nazionale i contenuti del calendario venatorio mantenendo il riferimento all’indicazione del carniere stagionale; vengono armonizzati i contenuti dei commi 5 e 8 dell’articolo 34 l.r. 29/1994 e viene abrogato un adempimento che dovevano svolgere le Province quando avevano funzioni in materia di caccia. Viene definito, inoltre, il concetto di carrozzabilità delle strade per rendere più chiaro l’ambito di applicazione di precise disposizioni contenute nella norma regionale e nazionale in materia di esercizio dell’attività venatoria. Viene infine introdotta una sanzione (da 100 a 400 euro) per chiunque volontariamente compia azioni di sabotaggio all’esercizio venatorio, cagionando intenzionalmente l’interruzione della caccia o turbando il regolare svolgimento dell’attività venatoria.
Approvato un emendamento sottoscritto da Alessandro Piana (Lega Nord Liguria –Salvini), Claudio Muzio (FI), Luca Garibaldi e Valter Ferrando (Pd) che riduce le sanzioni, inizialmente previste nel testo giunto in aula, e stabilisce che tali sanzioni vanno applicate “a chi intenzionalmente cagiona l’interruzione o turba il regolare svolgimento dell’attività venatoria”. Respinti alcuni emendamenti presentati dai consiglieri del Movimento5Stelle.
Alessandro Piana (Lega Nord Liguria-Salvini), relatore di maggioranza, ha chiarito che la nuova norma è necessaria anche per recepire il nuovo testo della legge nazionale sulla caccia in merito al divieto di foraggiamento dei cinghiali, ad esclusione di quello finalizzato al controllo della specie, e alle modalità di annotazione dei capi sul tesserino venatorio regionale. Piana ha inoltre rimarcato che è stato utile apportare correttivi in merito al ruolo delle Province e al passaggio delle competenze dalle Province alla Regione. Il consigliere ha ricordato le diverse novità introdotte, sottolineando, tra l’altro che viene previsto che le commissioni regionali per il rilascio dell’abilitazione venatoria possano essere più d’una al fine di facilitare lo svolgimento delle prove d’esame su tutto il territorio regionale. Piana ha ribadito la correttezza del provvedimento e ha assicurato che non ci sarà un aumento della pressione venatoria in seguito all’applicazione delle nuove norme.
Marco De Ferrari (Mov5Stelle) nella sua lunga relazione di minoranza ha lamentato la mancanza di tempo dedicato alla discussione in commissione del provvedimento, che avrebbe permesso di ascoltare il parere delle associazioni coinvolte e ha ricordato che la richiesta di svolgere una serie di audizioni, avanzata dal suo gruppo sempre in commissione, non è stata accolta. Secondo De Ferrari la legge contrasta con alcuni principi costituzionali e invade competenze statali quindi rischia fortemente di essere impugnata. Il consigliere, infine, ha rilevato che le misure assunte finora per contenere la proliferazione di cinghiali non è stata efficace perché il numero di ungulati, al contrario, è cresciuto.
Nella discussione generale sono intervenuti Claudio Muzio (FI), Giovanni Barbagallo (Pd), Giovanni De Paoli (Lega Nord Liguria-Salvini), Giovanni Lunardon (Pd), Gianni Pastorino (Rete a Sinistra), Alice Salvatore (Mov5Stelle), Valter Ferrando (Pd), Lilli Lauro (Giovanni Toti Liguria), Luca Garibaldi (Pd), Fabio Tosi (Mov5telle) e Angelo Vaccarezza (FI).

Ok a rimboschimento dopo incendi
Il Consiglio regionale ha approvato all’unanimità un ordine del giorno, sottoscritto da tutti i gruppi, che impegna la giunta a porre in atto tutte le iniziative necessarie per gli interventi, con una valutazione sull’utilizzo di risorse comunitarie, per la ricostituzione boschiva e a attuare iniziative simili nelle aree maggiormente colpite da incendi. Nel documento si rileva che nel 2016 gli incendi hanno interessato oltre mille ettari di aree boschive alcune delle quali sono di particolare rilievo paesistico.

Vertenze Ericsson, Piaggio e Tirreno Power
All’unanimità è stato approvato un ordine del giorno sottoscritto da consiglieri di maggioranza e minoranza relativo alle vertenze occupazionali attualmente in atto in Liguria. In particolare il documento impegna la giunta a porre presso il Ministero dello Sviluppo economico il tema del rispetto dell’integrità aziendale di Piaggio, chiedendo all’azienda di sgomberare il campo dagli esuberi , presentando un nuovo piano industriale che parta dal rispetto degli impegni assunti nell’accordo di programma del 2014; a ribadire in tutte le sedi la contrarietà della Regione Liguria al piano di esuberi di Ericsson; a chiedere al governo di approvare lo stato di area di crisi complessa per il savonese e, infine, a respingere la proposta di esuberi dichiarata da Tirreno Power.