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CONTI: «CONSIGLIO REGIONALE E CONSIGLIO COMUNALE IN PIAZZA PER DIFENDERE ANSALDO»

Consiglio regionale e Consiglio comunale di Genova convocati, lunedì prossimo, davanti alla Prefettura del capoluogo ligure, a fianco dei lavoratori di Ansaldo.

E’ la proposta di Giacomo Conti, capogruppo di Federazione della sinistra-Rifondazione, per sollecitare il Governo a fermare la vendita di alcune società del gruppo Finmeccanica. Conti condivide e sostiene il progetto di una mobilitazione generale delle istituzioni avanzato dai sindacati.

«La notizia che Finmeccanica, con l’avallo del Ministro Saccomanni, è pronta a cedere Ansaldo Energia ai coreani di Doosan e a mettere sul mercato anche STS e Breda – spiega il capogruppo – appare oggi tanto più inquietante dopo il passaggio di mano di Telecom Italia agli spagnoli di Telefonica e il via libera del ministro Lupi alla cessione di Alitalia a Air France. Si tratterebbe del più consistente pacchetto di ‘svendita’ (la definiva così qualche settimana fa il Sole24Ore) di aziende di interesse strategico a gruppi stranieri, nel caso di Ansaldo anche al di fuori del perimetro UE, con conseguenze pesanti sull’economia nazionale»

Conti ricorda che il presidente del Consiglio Enrico Letta aveva assicurato ai sindacati, al presidente della Regione Burlando e al sindaco Doria che prima di assumere ogni decisione avrebbe consultato tutti i soggetti coinvolti mentre il ministro Zanonato aveva annunciato la volontà del Governo di procedere col passaggio di mano delle quote a Cassa Depositi e Prestiti.

«Proprio per gli impegni assunti dall’esecutivo con le istituzioni locali, credo che vada raccolto l’invito rivolto ieri da FIOM FIM e UILM – conclude Conti – a un’azione forte della politica e delle stesse istituzioni locali, nel caso il Governo non mantenga gli impegni presi, mediante la convocazione dei Consigli regionale e comunale davanti alla Prefettura, in concomitanza con l’annunciata manifestazione sindacale. Se il Governo tira dritto, se le tensioni interne al Governo e al principale partito della maggioranza si scaricano ancora una volta sulle spalle dei lavoratori a essere presi in giro non sono soltanto loro, ma anche le istituzioni che sono chiamate a rappresentare il territorio».