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Continua la lotta contro il gioco d’azzardo a Chiavari: chiusa anche la sala giochi di Corso Lavagna

L’Amministrazione Comunale chiavarese ha adottato, non appena insediata, su proposta dell’Assessore ai Servizi Sociali, Avv. Nicola Orecchia, e della consigliera comunale, con incarico al Commercio, Monica Merciari, una politica di contrasto al gioco d’azzardo, seppur lecito, che sta ormai dilagando e coinvolgendo sempre più persone anche sul nostro territorio.

 

Il Sindaco di Chiavari, Ing. Roberto Levaggi, dichiara in merito: “Il bilancio sociale dell’ASL 4 dimostra come il gioco d’azzardo stia diventando sempre più una piaga sociale, con ricadute sanitarie, sociali ed economiche che non possono lasciare indifferenti. A due anni dal nostro insediamento possiamo dire che Chiavari sia sempre più città no slot. Abbiamo più che dimezzato le sale gioco presenti in città e messo nel mirino le sale pronte ad aprire in assenza dei requisiti delle distanze previste dalla legge regionale o delle ulteriori limitazioni che abbiamo introdotto variando il nostro piano regolatore. Nell’ambito delle nostre competenze e possibilità, siamo anche impegnati a mettere in atto tutti gli strumenti a nostra disposizione per prevenire gli effetti nefasti delle ludopatie a tutela dei cittadini”.

In particolare, il Comune di Chiavari ha messo in atto una serie di azioni concrete per porre un freno al proliferare di nuove sale giochi sul territorio comunale e, laddove possibile, ha ordinato la chiusura delle sale giochi esistenti:

  1. 1)Introduzione di limiti più stringenti per l’apertura di nuove sale giochi.

In data 29.08.2012 il Consiglio Comunale, con delibera n. 38, ha adottato una variante parziale al Piano Regolatore Generale finalizzata alla modifica ed integrazione delle relative Norme tecniche di Attuazione per disciplinare specificamente le sale giochi.

Introducendo nuovi e più stringenti limiti di distanza (300 m.) dai luoghi sensibili della città (in aggiunta a quelli già previsti dalla legge della Regione Liguria n. 17 del 30.04.2012, come, ad esempio, istituti scolastici, impianti sportivi, luoghi di culto, centri giovanili), Chiavari ha di fatto impedito l’apertura di nuove sale giochi, non solo in centro città, ma anche in periferia.

  1. 2)Chiusura del bar con slot machine in Corso Colombo 57.

In data 31.10.2012 il Comune di Chiavari con provvedimento dirigenziale ha vietato l’apertura di una nuova sala giochi nei locali di Corso Colombo 57 e l’immediata rimozione di n. 8 apparecchi da gioco che una società cinese aveva installato nel bar, perché in contrasto con la suddetta variante al PRG, trovandosi a meno di 300 metri di distanza dalla scuola materna S. Marta. Per tutta risposta, la società titolare del locale ha chiesto l’annullamento del provvedimento comunale con ricorso straordinario al Presidente della Repubblica ma ha poi desistito, lasciando definitivamente i locali.

L’Assessore Orecchia e la Consigliera Merciari, congiuntamente, dichiarano: “Siamo particolarmente orgogliosi di questo provvedimento perché, oggi, al posto di una sala giochi, alcuni giovani imprenditori del territorio hanno potuto aprire un nuovo locale alla moda per i giovani, molto più ricreativo e qualificante per la città di Chiavari, dedicato allo sport.

  1. 3)Chiusura della sala giochi di Via Entella 30.

In data 09.09.2013 il Comune di Chiavari con ordinanza d’ingiunzione di rimessa in pristino ha ordinato la chiusura della sala giochi in Via Entella 30, perché in contrasto con la legge regionale 17/2012 e la variante urbanistica del 2012, visto che i locali si trovano a meno di 300 metri sia della piscina e della palestra comunale, sia della scuola elementare Mazzini, luoghi frequentate da giovani e giovanissimi.

Ne è seguito un contenzioso giudiziario in cui il Comune di Chiavari, fino ad ora, ha avuto sempre la meglio. La società che gestiva la sala giochi ha impugnato l’ordinanza al TAR Liguria chiedendone l’annullamento e in via provvisoria la sospensione per potere riaprire il locale in attesa della sentenza.

Ad oggi, la sala giochi è ancora chiusa in quanto l’istanza di sospensione reiterata per due volte è sempre stata rigettata dal TAR.

  1. 4)Chiusura della sala giochi di Corso Lavagna 17.

In data 13.09.2013 il Comune di Chiavari ha instaurato un procedimento di contestazione anche nei confronti della sala giochi di C.so Lavagna 17, in quanto anch’essa si trova nelle immediate vicinanze di un luogo sensibile, come lo Stadio comunale che ultimamente, con la promozione della squadra calcistica Virtus Entella in serie B, è divenuto di particolare richiamo di un gran numero di persone. Ad inizio di quest’anno anche questa sala giochi ha chiuso spontaneamente senza instaurare alcun contenzioso giudiziario.

L’Assessore Orecchia e la Consigliera Merciari dichiarano: “Tale intervento dimostra la nostra attenzione al problema non solo per quanto riguarda il centro città ma anche i quartieri più periferici, ma non meno importanti”.

INTERVENTI SUL COMMERCIO

 

Consapevoli della diffusione capillare delle slot machines e delle macchine VLT anche nei bar e nelle tabaccherie e nel contempo della difficoltà di intervento vista l’entità del fenomeno, è intenzione di Questa Amministrazione intervenire mediante:

  1. 1)un’attività di mappatura delle realtà esistente per conoscere meglio il territorio;
  2. 2)individuazione dei locali no slot, mediante vetrofanie che ne rendano evidente l’assenza;
    1. 3)sistemi di premiazione e pubblicizzazione sul Sito Web del Comune del comportamento virtuoso di quei locali che decidessero di rimuovere gli apparecchi da gioco con vincite in denaro o che decidano dichiaratamente di non installarli.
    2. 4)Diffusione di frasi informative da pubblicare sui pannelli luminosi per sensibilizzare la cittadinanza sui rischi connessi al gioco d’azzardo e gli effetti nefasti derivanti dalla ludopatia;

La Consigliera comunale Monica Merciari dichiara:

Chiavari ha un progetto che ruota attorno al miglioramento della capacità attrattiva della città; un progetto confermato anche dalle linee guida che verranno poste in opera attraverso il nuovo PUC. Questo sviluppo avviene in due direzioni: la prima, rivolta ai residenti permanenti o occasionali, affinchè abbiano a ritrovare a Chiavari quella garanzia di “Buon Vivere” che l’ha contraddistinta negli anni. La seconda rivolta alla possibilità di attrattiva nei confronti di piccole/medie imprese che inviduino in Chiavari l’ambiente ideale per radicare la propria vita aziendale. L’offerta lavorativa e’, in questo caso, arricchita dalla buona (se non ottima) qualità di vita da poter offrire ai propri dipendenti; in una dimensione urbana media quindi a misura d’uomo” e completa di tutti i serivizi necessari.

Chiavari afferma la propria identità di città del “Buon Vivere” grazie alla qualità dell’offerta commerciale, sia numericamente che qualitativamente di primissimo ordine, pur se rapportata a città con bacini abitativi pià ampi. L’amministrazione chiavarese, consapevole dell’importanza di una tale risorsa, si adopera affinchè questa attrattiva non abbia a venire meno a causa del proliferare di esercizi commerciali che possano creare turbativa in una popolazione in gran parte composta da famiglie, giovani in età scolare ed anziani.La drastica riduzione del numero di sale VLT, conferma Chiavari come la città del comprensorio con il minor numero di sale, che assieme all’assenza di sexy shop e con un solo distributore automatico h24, pongono (anche questa volta), Chiavari come capofila del Tigullio nel recepire, in modo consapevole, le disposizioni di legge normanti le tipologie di licenze commerciali sopra indicate”.

INTERVENTO COMPRENSORIALE.

Così l’Assessore Orecchia: “Convinti che il fenomeno del gioco d’azzardo non sia certamente una prerogativa del Comune di Chiavari, ma riguarda tutto il territorio nazionale, e guidati dal motto ‘l’unione fa la forza’, potendo in tale modo contrastare più efficacemente la diffusione del gioco d’azzardo, è intenzione di Questa Amministrazione affrontare la problematica del gioco d’azzardo insieme con gli altri Comuni del Comprensorio, proponendo di lavorare in rete per supportare l’importante azione che già sta compiendo da tempo l’ASL 4 Chiavarese”.

Il 25.09.2014 il presidente di Distretto Socio Sanitario 15 (con Chiavari comune capofila), Avv. Nicola Orecchia, convocherà la conferenza sindaci di Distretto 15 dove, tra gli altri argomenti, affronterà il tema della ludopatia e, successivamente, chiederà al Presidente del Consiglio Comunale. Dott. Maurizio Barsotti (nella sua qualità di Presidente della Conferenza Sindaci ASL 4 Chiavarese e Responsabile per la Sanità del Comune di Chiavari) di convocare il Comitato di Rappresentanza (organo che coinvolge i Presidenti di Distretto Socio Sanitario di Chiavari, Rapallo e Sestri Levante e l’ASL 4 Chiavarese) per discutere tra i vari temi anche del gioco d’azzardo patologico. A tal proposito il Dott. Barsotti, che come Medico ha avuto dirette esperienze di questo increscioso fenomeno, conferma che la ludopatia e/o ludomania e/o ludodipendenza rappresenta, purtroppo in crescita, un fenomeno sanitario e sociale che deve essere preso in particolare considerazione e trattato come “malattia” nella stessa maniera del tabagismo e della tossicodipendenza, producendo danni finanziari e di salute mentale anche superiori alle precedenti; sarà mia ferma intenzione, insieme al nostro Sindaco, all’Assessore Orecchia e alla Consigliera Merciari, col conforto di tutto il Consiglio Comunale, combattere da Medico e Amministratore questa non nuova, ma oggi più diffusa, condizione patologica sociosanitaria.

Lo scopo” spiega l’Assessore Orecchia “è quello di cominciare ad affrontare insieme la problematica, confrontarsi sulle possibili soluzioni, individuare e valutare le misure più efficaci per contrastare la diffusione del gioco d’azzardo e il fenomeno della dipendenza grave, condividere buone prassi già avviate nei singoli comuni, pianificare azioni comuni e coordinate con l’Asl 4 Chiavarese in cui ognuno, per la propria competenza, possa fornire un contributo utile per contrastare il fenomeno del gioco d’azzardo sull’intero territorio”.

Negli ultimi anni, tra le cosiddette “nuove dipendenze” sono aumentate notevolmente quelle legate al gioco d’azzardo, che si manifestano inizialmente come episodi sporadici per poi sfociare in un vero e proprio disturbo che mette a rischio vita sociale, familiare, professionale e materiale. Si tratta di una vera e propria patologia, con pesanti ricadute non solo economiche ma anche sociali e sanitarie.

Secondo la Relazione (anno 2013) del Dipartimento Politiche Antidroga della Presidenza del Consiglio dei Ministri, sono, infatti, problemi correlati al gioco d’azzardo patologico: la depressione, l’ansia, il disturbo del controllo degli impulsi, l’abuso di alcol, il tabagismo, l’abuso di droghe. Inoltre, la necessita? impellente di giocare può portare a comportamenti illeciti, cosi? come al ricorso all’usura. Spesso vengono coinvolti anche i familiari del giocatore patologico i quali, oltre a convivere con disturbi psichici o frequentemente causati da abuso di sostanze, sono spesso loro malgrado coinvolti in gravi dissesti finanziari e, addirittura, impoverimento.

 

Allarmanti sono i numeri relativi al gioco d’azzardo che sta distruggendo le persone, le famiglie, le comunità.

      Circa 80 miliardi di fatturato, 4% del PIL nazionale, la 3° industria italiana, 8 miliardi di tasse;

      12% della spesa delle famiglie italiane, 15% del mercato europeo del gioco d’azzardo, 4,4% del mercato mondiale, 400.000 slot-machine, 6.181 locali e agenzie autorizzate.

      15 milioni di giocatori abituali, 2 milioni a rischio patologico, circa 800.000 i giocatori gia? patologici;

      5-6 miliardi l’anno necessari per curare i dipendenti dal gioco patologico.

 

Nel Tigullio, il numero di persone che sin sono rivolte al SERT è andato quasi raddoppiando di anno in anno. Nel 2013 è aumentato del 92%. Ad oggi, le persone che si sono rivolte al Sert per problemi di ludopatia sono circa 46 (nel 2010 n. 5, nel 2011 n. 12, nel 2012 n.24), senza contare coloro, pur affetti da ludopatia, non si rivolgono al servizio sanitario e gli assistiti affetti da ludopatia vittime anche di altre dipendenze (Cfr. dati regionali in calce e bilancio sociale ASL 4 Chiavarese pubblicato sul sito http://www.asl4.liguria.it/ovinternet/Resource/News/bilancio_sociale_2013.pdf, in particolare pag. 19).

AZIONI POLITICHE.

  1. 1)Adesione al Manifesto dei Sindaci per la legalità contro il gioco d’azzardo.

Nel prossimo Consiglio Comunale anche il Comune di Chiavari intende aderire al “Manifesto dei Sindaci per la legalità contro il gioco d’azzardo”, promosso dalle associazioni “Legautonomie” e “Terre di Mezzo”, sottoscritto già da ben n. 564 Comuni italiani, tra cui S. Margherita Ligure e Ne, con cui gli enti locali:

      Chiedono:

  1. oUna nuova legge nazionale, fondata sulla riduzione dell’offerta e il contenimento dell’accesso, con un’adeguata informazione e un’attività di prevenzione e cura;
  2. oleggi regionali in cui siano esplicitati;
    i compiti e gli impegni delle Regioni per la cura dei giocatori patologici, per la prevenzione dai rischi del gioco d’azzardo, per il sostegno alle azioni degli Enti locali;
  3. osia consentito il potere di ordinanza dei sindaci per definire l’orario di apertura delle sale gioco e per stabilire le distanze dai luoghi sensibili e sia richiesto ai Comuni e alle Autonomie locali il parere preventivo e vincolante per l’installazione dei giochi d’azzardo;

      Costruiscono reti nei territori con associazioni, volontari, polizia locale e forze dell’ordine per attivare iniziative culturali, attività di controllo, di prevenzione e di contrasto;

      Costruiscono reti sovraterritoriali con le ASL e con Prefettura, Questura e Dia per monitorare, prevenire, contrastare il gioco d’azzardo e curare i giocatori patologici;

      Si impegnano per la formazione propria, degli esercenti e dei cittadini, consapevoli del ruolo insostituibile della cultura per conoscere e comprendere la portata e le conseguenze del gioco d’azzardo, costruire nuovi atteggiamenti e nuove mentalità, recuperare i valori fondanti delle nostre società basati sul lavoro, sull’impegno e sui talenti;

      Si impegnano ad utilizzare tutti gli strumenti disponibili per esercitare tutte le attività possibili di contrasto al gioco d’azzardo.

      Ritengono di poter intervenire su: gli statuti comunali, i piani di governo del Territorio con norme specifiche per le sale gioco; i regolamenti (di Polizia locale, del Commercio, della Pubblicità, delle Sale gioco) , le ordinanze basate sulla necessita? di proteggere i più deboli e garantire la sicurezza urbana, i controlli della Polizia locale sulle sale gioco e su coloro che le frequentano, ai fini della prevenzione nei confronti della malavita organizzata, strumenti e modelli operativi informatici per conoscere sempre meglio il territorio e i fenomeni che vi si manifestano.

  1. 2)Lettera al Primo Ministro Matteo Renzi.

Sono note le dichiarazioni di Matteo Renzi, prima ancora di diventare Presidente del Consiglio dei Ministri, contro il gioco d’azzardo.

Fiduciosi del suo interessamento alla problematica, e convinti che tale fenomeno non possa essere affrontato solo a livello locale ma soprattutto a livello nazionale, è intenzione sollecitare, mediante una lettera da inviare, possibilmente a firma congiunta di tutti i sindaci del comprensorio, (per dare un segnale di forte contraddittorietà del nostro territorio verso certi provvedimenti che vanno nella direzione opposta), un intervento normativo statale entro fine anno che:

      ponga un freno al modello statale di liberalizzazione controllata del gioco d’azzardo in Italia;

      restituisca un potere decisionale alle comunità locali che sono espropriate di ogni funzione di governo del fenomeno;

      impedisca la pubblicità del gioco d’azzardo con appositi divieti, analogamente a quanto avviene per il tabacco;

      inserisca il gioco d’azzardo patologico all’interno dei livelli essenziali di assistenza, analogamente alle altre forme di dipendenza patologica,

      Promuovere campagne di informazione e sensibilizzazione sui rischi e i pericoli derivanti dal gioco d’azzardo a partire dai contesti scolastici e di aggregazione giovanile (centri  culturali, sportivi, etc) con una quota parte del prelievo fiscale già in essere quale tassa di scopo per la sovvenzione della “pubblicità progresso”;

      Promuovere l’adozione di un unico registro nazionale delle persone che chiedono l’autoesclusione dai siti di gioco uniformando la disciplina per tutti i concessionari;

      avvii tutte le possibili attività di prevenzione.

 

3) Politiche giovanili

Nell’ambito del progetto Informato & Connesso 2”, nel contesto delle politiche giovanili di Regione Liguria, sviluppata a livello distrettuale (distretti 14 15 e 16), con la collaborazione tra i Centri Giovani del Tigullio, tra cui il Centro Giovani Chiavari, è prevista un’attività di informazione e sensibilizzazione dei più giovani sui rischi connessi con il gioco d’azzardo.

Il progetto si propone di rendere protagonisti i giovani partecipanti nella definizione di messaggi di sensibilizzazione su alcune specifiche tematiche di ordine sociale, tra cui il gamblig (gioco d’azzardo) fornendo loro l’occasione di riflettere su tale tema.

I giovani partecipanti, con ogni probabilità studenti del liceo artistico Luzzati di Chiavari, affiancati da esperti e formatori, elaboreranno messaggi di comunicazione sociale attraverso le forme del fumetto, della grafica e del video. 

IMPEGNO IN A.N.C.I. Liguria (Associazione Regionale Comuni della Liguria)

L’Assessore Avv. Nicola Orecchia ha preso parte al Coordinamento regionale della Liguria per la campagna “mettiamoci in gioco”, campagna nazionale contro i rischi del gioco d’azzardo promossa da ANCI Nazionale, Organizzazioni Sindacali e Associazioni del Terzo Settore.

DATI RELATIVI AL GIOCO D’AZZARDO IN LIGURIA

I dati sotto riportati sono stati forniti dai Dipartimenti di Salute Mentale e Dipendenze Liguri nell’ambito della predisposizione della Relazione al Parlamento sullo stato delle Tossicodipendenze 2014 (su dato 2013).

La tabella standard NIOD sull’utenza con problematiche relative a comportamenti di addiction per tipo di contatto, genere ed età, riporta il numero di utenti assistiti dai Servizi nel periodo di riferimento per comportamenti di addiction inerenti il gioco d’azzardo. Le informazioni vengono fornite direttamente in forma aggregata dai Servizi.

In Liguria i soggetti che nel 2013 hanno fatto domanda ai servizi preposti per Gioco d’Azzardo Patologico sono stati 347.

Come si evince dalla tabella, i maschi sono 272 e le femmine 75. I maschi rappresentano il 78%, le femmine il rimanente 22%.

Si evidenzia che il 53% è rappresentato da nuovi utenti, cioè soggetti che hanno fatto domanda di trattamento per la prima volta e che non erano noti ai servizi.

Tabella: soggetti in carico ai Sert dei DSMD liguri distribuiti per genere, classi di età e presenza nel servizio. Anno 2013

Gambling

Tipo di contatto per genere

Nuovi utenti

Utenti già noti

Totale

Maschi

Femmine

Maschi

Femmine

Classi di età

Fino a 14 anni

0

0

0

0

0

15-19 anni

0

0

0

0

0

20-24 anni

6

0

10

0

16

25-29 anni

9

2

6

0

17

30-34 anni

5

2

9

0

16

35-39 anni

21

3

13

2

39

40-44 anni

25

3

29

4

61

45-49 anni

13

2

12

6

33

50-54 anni

21

6

26

8

61

55-59 anni

15

7

11

3

36

60-64 anni

12

8

9

3

32

65 anni e più

15

9

5

7

36

Totale gambling

142

42

130

33

347

Fonte: dati forniti dai DSMD

Nel 2012 i soggetti in carico ai DSMD liguri per GAP erano 184: nel corso di un anno vi è stato un sensibile incremento (47%)

Grafico: soggetti in carico ai Sert dei DSMD liguri distribuiti per ASL di appartenenza. Anno 2013

Fonte: dati forniti dai DSMD

Come si evince dai grafici sotto riportati, le classi di età maggiormente rappresentate sono 40-44 anni 50-54 anni

Grafico: distribuzione dei soggetti in carico ai SERT DSMD per genere e classe di età. Anno 2013

Fonte: dati forniti dai DSMD

Grafico: distribuzione dei soggetti in carico ai SERT DSMD per classe di età. Anno 2013

Fonte: dati forniti dai DSMD