Tratto dal titolo di un film di Wim Wenders “Lo Stato delle cose” vuole essere una riflessione sul destino: “tutto va scomparendo, dobbiamo affrettarci se vogliamo vedere ancora qualcosa”.
Nato come concept album, le cinque tracce hanno come filo conduttore la decadenza e la fragilità dei rapporti. Sono istantanee di uno stato di fatto, polaroid di resistenze, di malinconie, di immobilismo. Non vogliono descrivere storie, ma soffermarsi solo su alcuni fotogrammi in bianco e nero di istanti ben precisi. Il suono è semplice, diretto ma curato. Accosta parti elettriche alle linee acustiche con aperture melodiche emozionanti.






