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DA SABATO 11 A DOMENICA 26 MAGGIO 2013 AD USCIO SARÀ VISITABILE LA MOSTRA CELEBRATIVA “FRA PITTURA E SCULTURA” DELL’ARTISTA MIRKO GUALERZI

Da Sabato 11 a Domenica 26 Maggio 2013 ad Uscio alla sala Regina Margherita (adiacente alla scuola in salita Isella 10) il Comune di Uscio, il Comune di Tribogna e la Pro Loco di Uscio, presieduta da Bruna Terrile, omaggeranno l’artista Mirko Gualerzi con una mostra che ospiterà una serie di sue opere fra “Pittura e scultura”.

La mostra che sarà inaugurata ufficialmente Sabato 11 alle ore 16, è stata pensata per ricordare l’artista scomparso anni fa e comprenderà diverse ardesie e disegni, alcuni testi scritti dall’autore e dedicati al suo rapporto con l’ardesia e la Liguria; la ricostruzione di tutto il materiale critico pubblicato in occasione delle mostre e degli eventi dell’artista in questi ultimi anni. «Gualerzi si innamorò del paese levantino, lavorando per oltre 40 anni ad Uscio e lasciando il suo tocco artistico anche nel paese di Tribogna – ha spiegato Bruna Terrile – Fu pittore, scultore e grafico. I suoi bassorilievi in ardesia visualizzano e fissano sulla pietra l’identità culturale delle classi popolari. Ha raccontato la storia della nostra gente. Interessanti sono i disegni preparatori al suo lavoro e l’ attenzione ai prodotti e agli strumenti artigianali della nostra terra. La storia contadina e rurale di Uscio rivive nei suoi lavori». Il Comune di Uscio, inoltre, ha pubblicato un piccolo catalogo con testo critico a cura del critico Dino Molinari. Orario di apertura: Sabato e Domenica: 10-12; 15-18. Durante la settimana la mostra è visitabile solo su prenotazione telefonando al 0185-91101. La Pro Loco di Uscio, infine, fa sapere che a breve verrà calendarizzato tutto il programma di eventi estivi che comprendono anche la mitica sagra dei batolli.

INFORMAZIONI

Info ; Comune di Uscio 0185.919401 ; fax 0185 919413- email [email protected] ; Pro Loco Uscio 0185-91101 ; [email protected] : www.prolocouscio.it

APPROFONDIMENTI:

LA PITTURA DI MIRKO GUALERZI SECONDO IL CRITICO DINO MOLINARI

La pittura di Mirko Gualerzi origina dalla lezione del museo realista secentesco e da Daumier, Sironi, Permeke. Il rifiuto dell’aggiornamento neo-realista, chiuso in schemi ottocenteschi, ripiegato sul più moderno linguaggio realistico esistenziale, attardato sulla lettura accademica del realismo espressionista tedesco o inglese (Dix, Bacon), o, infine, sul malinteso pop-fotografico, lo porta a cercare dal ‘62 un ‘uscita linguistica su premesse differenti i cui caratteri costanti sono il rifiuto del modello come oggetto di contemplazione da un lato, e, dall’altro, della scarica di pulsioni profonde in manufatti di tipo astratto-lirico o informale. Assume invece la ricerca della “condizione” attraverso libere sintesi formali laddove si intende provocare l’attivazione dello spettatore quale portatore di coscienza individua le e sociale. Ne deriva il sospetto per la costante linguistica canonizzata come “sviluppo” in sé, ed invece la piena accettazione di ogni possibile risposta-rischio, alle sollecitazioni emergenti dal quotidiano. Atteso che il metodo per l’approccio col reale vive in misura più concreta del linguaggio astrattamente considerato, ne viene una figura d’artista antiformalista e, in sintesi, non facilmente sistemabile nella griglia che la prassi d’indagine critica oggi accredita. I diversi strumenti che l’artista si fabbrica, e le «necessariamente differenti unità di misura che adotta per confrontarsi con un reale sottilmente mutante, sarebbero dunque risposte congrue pragmaticamente, se è vero – con la logica di James – che l’eterogeneità dell’esperienza e la forma pluralista della realtà sono irriducibili alla forma di un pensiero universale». (A. Corsini, 1981). La grafica, nata nel ‘61, e ampliata negli anni ‘70 – ‘80, convalida l’ipotesi di lettura anche attraverso la scelta degli argomenti che l’autore sviluppa per una ricca produzione in atto. La scultura nasce a metà degli anni ‘60 come feconda matrice archetipica e attraverso l’esperienza del reale nel tempo. La manipolazione dei materiali, dalla terra da modellato alla cera da fusione, dalla pietra ai materiali plastici, aiuta l’autore nelle scelte per la concretezza che la dimensione plastica conferisce al rapporto espressivo.

MIRKO GUALERZI. BREVE BIOGRAFIA.

Pittore, grafico e scultore, lavora a Milano dagli anni sessanta fino al 1975 quando si trasferisce in Liguria, a Uscio; soggiorna poi in Belgio, a Ostenda e a Parigi. La sua pittura nella seconda metà degli anni cinquanta muove da radici elegiaco-realiste. Agli inizi degli anni sessanta si volge ad un linguaggio astratto-surreale. La grafica inizia negli anni settanta con raccolte xilografiche, puntesecche, acqueforti, impiegate per illustrare opere letterarie. Dalla metà degli anni sessanta si dedica anche alla scultura: la manipolazione dei materiali (dalla terra da modellato alla cera da fusione, dalla pietra ai materiali plastici) aiuta l’autore nelle scelte di concretezza plastica ed esprressiva. La scultura in pietra di Lavagna arriva dopo l’80 alla composizione monumentale (tra cui il ciclo Storie d’acqua di Valenza, composto da 228 lastre d’ardesia lavorate a bassorilievo). La sua ricerca estetica non si basa solo sui principi specifici dell’arte, ma si arricchisce di elementi derivati dalle ideologie sociali, dalla storia, dalla filosofia, dalla cultura in genere, accademica e minore, dai filori di cultura popolare, contadina, artigiana, operaia, sottoproletaria (le stampe popolari, i “pianeti” o i manifesti da cantastorie, immagini devozionali, ex voto, carte da gioco come i tarocchi, il vasto patrimonio della letteratura orale).