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DINIEGO DI ACCESSO AL PROGETTO DEL PORTO DI SANTA: MOTIVAZIONE ILLEGITTIMA

Alla redazione di “Bacherontius” abbiamo ricevuto stamattina, tramite posta, la lettera del Comune di S. Margherita Ligure, datata 26 febbraio 2018 prot. N. 7520 (con firma illeggibile) recante una “motivazione-fotocopia” inviata (in modo uguale) a tutti i 40 Cittadini che hanno fatto richiesta di avere copia del Progetto definitivo del Porto di S. Margherita Ligure presentato dalla Società “Santa Benessere” S.p.A.

Detta motivazione, a nostro parere illegittima, contrasta infatti con la recente entrata in vigore del “Freedom Of Information Act”, meglio noto come FOIA, del 23 dicembre 2016 (per l’accesso agli atti amministrativi) secondo cui “tutti i cittadini non hanno la necessità di motivare la relativa richiesta in maniera specifica”.

Oltre a questo aspetto giuridico non irrilevante, abbiamo protocollato subito stamattina una replica in cui abbiamo fatto presente che la richiesta inviata dal periodico “Bacherontius” è stata ulteriormente motivata con lettera del 22 febbraio 2018, in quanto la nostra testata giornalistica, una volta entrata in possesso degli elaborati progettuali, ha chiesto specificamente di voler “diffondere il progetto, anche singolarmente, sia in via mediatica sia in conferenze pubbliche mirate, che ci riserviamo di organizzare per porre rimedio e per bloccare le voci di non democraticità di cui sopra”. Dunque: la domanda specifica di “accesso agli atti” è stata avanzata proprio in funzione della pubblicazione del progetto.

Premesso quindi che, dinanzi alla richiesta del Cittadino, la P.A. può oggi rifiutare l’accesso soltanto ove lo stesso comporti pregiudizi a interessi pubblici o privati e dandone adeguata motivazione.

Premesso che, ai sensi della normativa del 23 dicembre 2016, la risposta fornita di diniego è inconsistente e, a parere di alcuni legali, anche illegittima (e per questo abbiamo inviato copia della nostra replica anche al Segretario Generale che è garante della trasparenza della P.A.)

Premesso che oggi, dunque, spetta alla P.A. dimostrare l’esistenza di un ostativo, e non al privato di avere uno scopo, che appunto potrebbe essere anche un semplice motivo di informazione, abbiamo sollecitato un’urgente risposta a quanto sopra esposto.

Redazione del periodico “Bacherontius”