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Euro 2012

Diario di viaggio VI giorno castello reale e Varsavia sconosciuta

La stanchezza di ieri con i tanti km percorsi si fa sentire, fatico a prendere sonno e quando alle 8 suona la sveglia sono assonnato, intontito e stanco, scosto le tende della finestra e vede un cielo grigio e plumbeo che lascia scendere pioggia a secchiate, accidenti si prospetta una giornataccia…

Colazione continentale, ce la prendiamo più comoda del solito, ci vuole poco per cambiare il programma niente gita al parco di palazzo Lazienki, ma necessariamente una visita di qualche museo, optiamo per quella al Castello Reale.

Poco dopo le nove mettiamo il naso fuori dall'Hotel, piove a diritto e ci si bagna già per raggiungere la fermata del bus, che è pure senza pensilina.

Anzichè scendere a Universitat allunghiamo di una fermata, mal ce ne coglie visto che la prossima è all'altezza dei giardinbi sassoni, ci bagnamo come si deve per raggiungere il Castello, prendiamo il biglietto completo 168 zloty in tre e cominciamo finalmente la visita.

Il castello reale venne originariamente costruiti quando la capitale fu spostata da Cracovia a Varsaviaattorno alla fine del 1500, più volte nella sua storia il palazzo venne sottoposto a rifacimenti ed ampliamenti dai monarchi che si succedettero, la facciata tardo barocca è dei tempi di Augusto III, gli interni eleganti e regali risalgono a Stanislao Augusto, la II guerra mondiale lo lasciò in rovina completa e solo recentemente è stato riportato al suo splendore originario, i lavori di ricostruzione iniziarono nel 1971 e videro la fine solo nel 1988.

Iniziamo la visita dalla galleria Lanckoronski che ospita quadri di scuola polacca, italiana, e, una sezione, di fiamminghi, tra cui due Rembrandt: Ritratto di giovane donna e Studioso allo scrittoio. A me colpiscono particolarmente un paio di ritratti di un artista minore italiano , di cui uno femminile, davvero di ottimo impatto.

Ci sono anche collezioni di oprologi, medaglioni, capodimonte, vasellame e boccali di diversa origine ma di pregevole fattura.

Si passa poi negli appartamenti reali caratterizzati dal solito fasto di ogni palazzo reale, da rammentare la dorata sala da ballo decorata con 17 coppie di colonne, la sala dei marmi dell'epoca di Ladislao IV con una serie di ritratti di re polacchi, ma di colori scuri , davvero troppo opprimenti.

sala dorata

Si passa dalla sala dei cavalieri, con la statua di Cronos,  a quella del senato in cui venne ratificata la prima costituzione polacca nel 1791, ma la sala che mi attrae, colpisce e conquista è naturalmente quella del Canaletto in cui sono raccolte oltre 20 vedute di strade e piazze della Varsavia dell'epoca, rese con la riconosciuta limpidezza di tratto e precisione maniacale dei dettagli che hanno reso l'autore italiano il più grande vedutista della sua epoca.

La collezione  subì l'oltraggio prima delle truppe napoleoniche che ne sottrassero 4 tele, poi dei russi e infine dei nazisti che  le presero tutte, fortuna ha voluto che nessuna è andata perduta e tutte sono tornate al loro posto.

sala canaletto

Si chiude con la visita degli appartamenti del principe che ospitano i quadri a soggetto storico del pittore Jan Matejko, al piano sotterraneo assistiamo invece alla proiezioni di due documentari sulla vita del castello nei secoli e sulle devastazioni arrivate con la II guerra mondiale.

tra due guerre

La visita finisce spostandosi nell'annesso Palac Pod Blacha per una mostra davvero vasta di tappeti ed arazzi delle più diverse provenienze che sono un inno al colore e alle forme geometriche e, al piano superiore, si possono infin evisitare gli appartamenti  del Principe Poniatowski, caratterizzati dal gusto rococò con i loro pannelli variopinti con la prevalenza di colori sgargianti tendenti al mirtillo e al blu elettrico.

appartamenti poniatowski

All'uscita, attorno all'una, la pioggia ha smesso di scendere, cerchiamo un posto per pranzare, decidiamo per un locale nella piazza del mercato della città vecchia, ma la pioggia riprende e finiamo per mangiare in un sotterrameo , arredato come un vagone ferroviario, prendo una zuppa di pesce, buona, ma piccantissima, e del salmone affumicato con patatine fritte assai salate, il conto, 298 zloty, nonvale però quanto mangiato.

zuppa di pesce

Su un aguida locale leggiamo del quartiere Staro Praga, dove è stato girato da Polanski 'Il pianista, prendiamo il tram 26 e lì ci dirigiamo.

Dovrebbe esserci un pezzo della vecchia Varsavia, non distrutta dai nazisti, in verità degno di nota vediamo una vecchia fabbrica di vodka, la Warszawska, ormai cadente, un piccolo blocco di case di legno e la basilica  Najiswietszego, imponente, ma chiusa, ci sarebbe pure una fantomatica Fabryka Trzciny, elogiata dal folder come un grande esempio di arte moderna, ch ea me è parsa 'na chiavica'.

Di certo scostandosi dal centro abbiamo potuto vedere una Varsavia diversa, senza luci e lustrini, dove si sente la povertà e c'è l'impressione evidente del declino urbano.

Ripreso il tram 7, che qui fa capolinea, ci dirigiamo verso la stazione centrale, passando proprio davanti al Narodni Stadion, originale, imponente, ma io gli preferisco la Gde Arena di Gdansk, e diamo un'occhiata da sotto all'imponente e maesrtoso Palazzo della Cultura e della Scienza, un dono per il popolo di Varsavia della grande madre URSS, costruito nel 1952-55 su progetto di Lev Rudniev. A quei tempi era il secondo edificio piu alto d'Europa, si dice che sia stato costruito con le macerie delle case distrutte nella II guerra mondiale, di certo oggi è un gigante d'antan, simbolo ed inno ad un mondo che non esiste più, ma che ha condizionato le coscienze per oltre 4o anni.

Nella zona sottostante si trova la Fan Zone, proviamo ad entrare ma ci bloccano perchè Mariela ha al collo la sua Nikon, misteri della fede, ci allontaniamo sacramentando e ci consoliamo dirigendoci verso la Nowy Swiat e il celebre Cafè Blilek che dal lontano 1869 delizia i palati degli abitanti e turisti di Varsavia con i suoi celebri Paczec che io accompagno con un caffè corretto allo cherry.

Non ci resta che prendere il bus per tornare in hotel in attesa della cena, che andiamo a consumare in zona castello al Delicja Polska, un ristorante molto elegante dove inizio con una zuppa d'asparagi, per poi passare all'anatra con mele e marmellata di mirtilli e chiudere con crema catalana e vodka locale, un delirio dei sensi e, visto il posto e la qualità alla fine il conto, il più salato fin qua, ammonta a 436 zloty in tre.

io

Luca e Mariela , con tanto di cavalletto, si deliziano con una serie di scatti che sono poi curioso di vedere, io mi accontento dell'Iphone!

sirena

Si riprende due bus per tornare in hotel e preparare valige, domani ci aspetta giornata molto pesante, partenza alle 9 in treno per Poznan, partita dell'Italia alle 18 e poi verso le 11.30 treno notturno per CRacovia….