Umanità e pragmatismo ma anche orgoglio ed entusiasmo: ecco quali sono stati gli ingredienti che hanno consacrato la vittoria di Sebastian Vettel al GP d’Australia.
Se la squadra ha funzionato, regalando alla Ferrari il gradino più alto del podio, è anche e soprattutto merito di Maurizio Arrivabene, Team Principal della Scuderia Ferrari che accompagna il sogno di molti, coinvolti nello sforzo di vincere. La Formula 1 non ammette secondi, come l’America’s Cup: sono queste le parole di un leader che sottolineano la tensione della guida dell’organizzazione ma anche le logiche economiche, le dinamiche interne e soprattutto il desiderio di soddisfare media e tifosi. Ma quali sono gli elementi necessari per raggiungere la vittoria lavorando con un team di Formula 1? La prima Master Certified Coach in Italia, Marina Osnaghi, punto di riferimento nel Belpaese, ha stilato un decalogo di consigli concreti per direzionare e costruire un team vincente.
“Uno degli elementi vincenti è coniugare umanità e pragmatismo, saper trasformare le emozioni in boost costruttivo e non distruttivo – spiega Marina Osnaghi, prima Master Certified Coach in Italia – Disegnare la mente di un campione non è facile, disegnare la mente di un direttore formidabile è altrettanto complesso. Sono necessari sforzi e lavoro attento, tranquillità interiore e adrenalina ma per emergere occorre anche lavorare su se stessi, affinché le difficoltà vengano superate rendendo l’uomo più forte. Il lavoro da fare, specialmente con il Coaching, si basa sull’incontro ‘olistico’ con la persona. Le fasi della vita che attraversa ad esempio sono un tema fondamentale: cosa diventa un Team Principal nel tempo? L’individuo si trasforma con il tempo e in base alle sfide quotidiane, acquisendo consapevolezza e forza grazie ai processi comunicativi necessari, attraverso cui si catalizzano anche cambiamenti e consapevolezze, alla gestione e risoluzione dei fattori potenzianti ed inabilitanti; includendo anche tecniche come la meditazione ed il rilassamento profondo, emerge il potenziale utile per accompagnare alla vittoria tutto il team”.
Secondo Marina Osnaghi infatti, un team di Formula 1 è un ecosistema complesso e delicato in cui ogni individuo si muove e vive, condividendo lo spirito che anima il gruppo nel sostegno al campione perché le emozioni diventano la forza propulsiva della vittoria insieme alla competenza tecnica e alla lucidità. La Ferrari rappresenta il mito del Cavallino Rampante, un pezzo di storia che tutti amano e la rappresentazione dell’orgoglio italiano ma rappresenta anche il rischio continuo della vita in pista. Emozione e paura si incanalano e diventano fattori di successo perché vincere è l’obbiettivo finale e, in termini sportivi, aver solo accarezzato il podio non è contemplato. Eppure non sempre si può vincere: da qui essere primo fa la differenza in termini di capacità e spirito interiore. Essere campione racchiude il peso dello stress a cui si è sottoposti ma anche la competitività e la capacità di uscire da una situazione complessa e uscirne vincitore.
Infatti, in caso di vittoria, non c’è più il singolo campione ma sia il team che i tifosi diventano campioni del momento. La coach prosegue: “Un ottimo direttore tutto questo lo sa e lo gestisce. Maurizio Arrivabene fa funzionare al meglio sia l’organizzazione che gli uomini; stimolando, incitando, motivando, orientando, indirizzando e guidando ogni parte a diventare un unisono di sforzo verso la vittoria. Per mia esperienza, più si è tesi verso l’obiettivo, più l’esigenza di efficienza e corretto rispetto delle regole e dei tempi, diventa possibile ragione di nervosismo e disequilibrio; dietro le quinte il Team Principal deve compiere un’azione soggettiva ed oggettiva continua per stabilire equilibri utili alla vittoria”.
Come cita il detto: l’unione fa la forza, è innegabile la presenza di limiti oggettivi. Infatti la squadra fa la differenza anche quando l’imprevisto è dietro l’angolo. Quando è la componente tecnica a penalizzare in pista, la frustrazione che ne deriva è tanta ma non bisogna perdersi d’animo. La capacità del Team Principal di reagire in momenti critici, la cosiddetta resilienza, deve essere infusa a tutti gli altri. Il suo sforzo dunque non è solo mentale ma anche fisico: deve saper resistere allo stress, rimanere lucido per prendere la decisione giusta. La definizione stessa di Team Principal denota un uomo forte in grado di giocarsi il tutto per tutto in ogni giro di Formula 1, coinvolgendo i suoi ragazzi e preservando la vita del pilota. Nel momento dell’accensione del motore, il pilota nel suo abitacolo della monoposto incarna i sogni, i desideri, gli sforzi e i sacrifici di un intero team, una lotta per la vittoria.
ECCO INFINE IL DECALOGO DELLA MASTER COACH MARINA OSNAGHI PER TRAMUTARE GLI SFORZI DEL TEAM PRINCIPAL IN UNA VITTORIA:
1. Gestisci te stesso come un team, dando attenzione ad ogni parte del tuo essere
2. Non perdere il focus su di te e sul tuo miglioramento continuo
3. Dedicati almeno 30 minuti al giorno per ristabilire il tuo equilibrio interiore
4. Perfezionati nelle tecniche comunicative necessarie alla motivazione
5. Applica il feedback come una attività strutturata
6. Trova un sano distacco dalle tue emozioni per farle diventare forza propulsiva di miglioramento
7. Individua i fattori abilitanti: la potenzialità è più forte del problema, che si risolve di conseguenza alla soluzione individuata
8. Potenzia il focus sulla soluzione, perché diventi un approccio sempre più immediato e veloce
9. Definisci le pietre miliari della tua trasformazione e le lezioni che hai imparato: oggi sei diverso rispetto a ieri, più completo e capace e consapevole
10. Delega per riuscire a portare avanti ciò che è essenziale nel tuo ruolo. La tua energia deve essere focalizzata e concentrata per avere il massimo effetto






