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Genova: al cinema America “Lost Highway – Strade perdute” di David Lynch dal 13 al 15 ottobre

foto Suzanne Tenner

Genova – La rassegna “The Big Dreamer – Il cinema di David Lynch” prosegue al cinema America di Genova (via Colombo 11, tel. 010 4559703) con “Lost Highway – Strade perdute”, in programma lunedì 13 e mercoledì 15 ottobre 2025 alle ore 18.45, martedì 14 ottobre alle ore 21. È vietato ai minori di 14 anni e proiettato in lingua originale con i sottotitoli italiani.

 

“Lost Highway – Strade perdute”, interpretato tra gli altri da Bill Pullman, Patricia Arquette, Balthazar Getty, Robert Blake e Robert Loggia, è un noir affacciato sugli abissi della follia. A Los Angeles il sassofonista Fred Madison è perseguitato dall’invio di una serie di videocassette che riprendono la sua vita da vari punti di vista. Sposato con Renée, partecipa con lei a un party dove viene avvicinato da un misterioso uomo che si prende gioco di lui e lo terrorizza. Il giorno dopo, Fred riceve una cassetta VHS in cui si vede il corpo di Renée massacrato. Arrestato per omicidio, in prigione soffre di lancinanti emicranie e una mattina, in cella, al posto suo si risveglia un altro uomo, Pete, giovane meccanico che viene immediatamente rilasciato. Al soldo della malavita, Pete diventa l’amante della ragazza del boss, Alice, straordinariamente somigliante alla moglie di Fred. La donna coinvolge Pete in un colpo ai danni di un regista di film porno: tutto però va storto e l’uomo entrerà in un regno di follia e mistero…

 

David Lynch così ha definito “Strade perdute. Lost Highway”: «È un film noir del XXI secolo. Una vivida descrizione di crisi d’identità parallele. Un mondo dove il tempo è pericolosamente fuori controllo». Telefonare a casa propria e scoprire che a rispondere è l’uomo che vi sta davanti in quel momento. Ascoltare il citofono di casa e sentire la propria voce affermare che un tizio è morto. Cambiare personalità a metà film e vedere un mondo che possiede lo stesso lessico ma un’altra sintassi. “Lost Highway” è tutto questo: una fuga psicogena, un viaggio scintillante e dark lungo le strade perdute di una dimensione surreale e inquietante, in un mondo governato dal mistero e dall’allucinazione, attraversato da ogni tipo di paradosso logico, da narrazioni che si avvitano dentro una spirale inspiegabile, perché «qualsiasi tipo di spiegazione si dimostrerebbe inadeguata, un film è fatto per essere visto», ha concluso lo stesso Lynch. L’essere qui e anche l’essere altrove (come dimostra l’ingresso da incubo del misterioso uomo alla festa, forse la creazione più spaventosa di tutto il cinema di Lynch), diventa la sola forma di rappresentazione capace di trovare una sintesi tra realtà e sogno, ragione e follia. Un film che ha fatto epoca.