Genova – Un film d’animazione d’autore, il documentario del momento e un classico della storia del cinema. Il 4 ottobre 2026 prosegue con “Il mio vicino Totoro” di Hayao Miyazaki, “Naza” di Yuval Abraham e Rachel Szor, “Forbidden/Proibito” di Frank Capra con Barbara Stanwyck la Cinecolazione della domenica mattina al cinema Sivori (salita S. Caterina 54 r., Genova tel. 010 583261 o 010 5532054). “Forbidden/Probito” fa parte della rassegna “L’eterna illusione”, è proiettato in lingua originale con i sottotitoli italiani, introdotto da Francesca Felletti del Gruppo Ligure Critici Cinematografici. In tutti e tre i casi biglietti a 9 euro e 7.50 (under 12 e abbonati Circuito), in cui è compresa una piccola colazione di benvenuto. Non sono validi gli abbonamenti di Circuito. La sala è a Genova in salita S. Caterina 54 r. (tel. 010 583261 o 010 5532054).
“Il mio vicino Totoro” è diretto da uno di più grandi autori di cinema di animazione, Hayao Miyazaki, leggendario fondatore dello Studio Ghibli. La storia, ambientata negli anni ’50, racconta l’indimenticabile estate vissuta dalle sorelle Satsuki e Mei, trasferite assieme al padre in un piccolo villaggio di campagna circondato da foreste, campi coltivati, fiumi e molte risaie, lontanissimo dagli stereotipi del Giappone supertecnologico, per stare più vicine alla madre, ricoverata in ospedale per una malattia. La piccola Mei, dopo aver esplorato la casa e i dintorni, s’imbatte in un piccolo e curioso animaletto bianco con due buffe orecchie: seguendo le sue tracce, giunge ad un altissimo albero di canfora al cui interno vive Tororo, lo spirito dei boschi, una enorme creatura pelosa e morbida. Totoro si dimostrerà gentile con le due bambine e permetterà loro di ritrovarsi quando Mei, allontanatasi per portare un regalo alla madre, si perderà nel dedalo di stradine in mezzo al verde.
“Naza”, vincitore del Premio Speciale della Giuria alla 83ª Mostra Internazionale del Cinema di Venezia. “Naza” è il termine dell’IDF – Israel Defence Forces per indicare i danni collaterali, che nekl gergo israeliano sono i civili ucciso in un attacco a un presunto terrorista. Attorno a quella parola, i due registi Abraham e Szor – due dei quattro autori di “No Other Land”, Oscar 2025 per il miglior documentario – hanno costruito un’inchiesta durata tre anni realizzata in collaborazione con “The Guardian” e Jonathan Glazer tra i produttori. È girato di notte sui tetti di Tel Aviv, dove ventiquattro ufficiali dell’intelligence israeliana, con volti e voci alterati digitalmente, raccontano il quartier generale da cui sono partiti i bombardamenti sui palazzi di Gaza. Chi si è pentito, chi è convinto di aver fatto il proprio dovere. Tutti descrivono un sistema – con un ruolo crescente dell’intelligenza artificiale – per selezionare le case da colpire.
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