Genova – Un padre e una figlia hanno rischiato e dedicato la vita nel nome dell’arte. Sono Pasquale Rotondi e Giovanna Rotondi Terminiello. Il XXII Festival dell’Eccellenza al Femminile, ideato e diretto da Consuelo Barilari, giovedì 15 ottobre 2026 alle ore 18 nel Salone di rappresentanza di Palazzo Tursi (via Garibaldi 9, a Genova), li riunisce in un pomeriggio che ancora una volta li vedrà protagonisti insieme, come tante volte sono stati nella vita, con un ricordo e lo spettacolo “La lista” di e con Laura Curino. La giornata inizia con la commemorazione di Giovanna Rotondi Terminiello, storica dell’arte, Soprintendente per i Beni Artistici e Storici della Liguria dal 1979 al 1996, morta il 28 dicembre 2025. Il prossimo 27 ottobre avrebbe compiuto 88 anni. Cultrice e custode dell’arte e della bellezza, è stata preziosa amica e collaboratrice del Festival dell’Eccellenza al Femminile, partecipando alla Giuria del Premio Ipazia. Di Giovanna Rotondi Terminiello, figura autorevole e di grande temperamento nel mondo della cultura tout court, parleranno: l’assessore alla Cultura del Comune di Genova Giacomo Montanari, che è stato suo allievo; Marco Doria, storico, già sindaco di Genova, professore ordinario presso il Dipartimento di Economia dell’Università di Genova; Silvana Zanovello, giornalista e critica teatrale, membro del comitato scientifico di Premio Ipazia; Salvatore Giannella, giornalista e ideatore del Premio Pasquale Rotondi Salvatori dell’Arte, che ogni anno viene assegnato nella Rocca di Sassoferrato, nelle Marche; Umberto Marciasini, già presidente dell’UniAuser, dove ha insegnato Giovanna Rotondi Terminiello; Eugenio Pallestrini, presidente del Museo Biblioteca dell’Attore di Genova. Soprattutto, Monica Terminiello, figlia di Giovanna e nipote di Pasquale, che dichiara: «Sono davvero molto contenta che la città abbia dedicato questa iniziativa a mamma. Ed è bello che proprio in questa occasione le associazioni e le realtà culturali con cui ha così generosamente collaborato ne valorizzino la sua creatività culturale, rendendola protagonista di questa manifestazione». Molte testimonianze di chi l’ha conosciuta sono state raccolte da Salvatore Giannella e Monica Terminiello nel volume “Nel ricordo di Giovanna si apre un libro” (Le Cromiche edizioni), che sarà presentato in questa occasione. Fra gli interventi, figura quello di Paola Cimatti e Silvia Brecciaroli, che la descrivono così: “Diretta, generosa, mai finta. Combattiva quando serve, umana sempre”.
Dotata di una curiosità intellettuale senza confini amava ogni espressione artistica, ne comprendeva con l’istinto analitico geniale che caratterizzava ogni suo intervento la necessità profonda e il significato, e la sua empatica capacità critica e l’enorme cultura umanistica e scientifica la rendevano partecipe di ogni forma sempre da protagonista. Seguendo il desiderio di scoprire altre amorose inclinazioni artistiche, Giovanna nel 2016 ci fece il grandissimo regalo di entrare a far parte del Comitato del Festival dell’Eccellenza al Femminile e fu presente con assiduità e interesse sincero ai lavori della Giuria del Premio Ipazia per 10 anni e fu garante scientifica delle attività del Festival che riguardavano l’Arte figurativa. Prima di accettare l’impegno di giurata del Festival, che svolse con tale coscienza e sublime capacità di giudizio, Giovanna mi telefonò per precisare con fermezza alcuni suoi punti di vista sulla questione di genere in merito alla parità e all’uso del linguaggio che riteneva dovessero rispondere esclusivamente alla meritocrazia e non alla rappresentanza di genere. Accettai senza fiatare ogni sua volontà di principio. Lei, nata in una famiglia che fu per il mondo il cenacolo dell’aristocrazia intellettuale, simbolo dell’empatia umanistica e della sensibilità per l’Arte non poteva nemmeno concepire che le donne dovessero chiedere alla società la garanzia di essere rappresentate al di là dei loro meriti. Giovanna Rotondi Terminiello va ricordata tra i giganti del ‘900, le sue parole, i suoi studi, i suoi giudizi severi ma sempre giusti, le sue intuizioni, il suo senso del dovere, la sua luce intellettuale, la sua autorevolezza fanno di lei la figura di riferimento nella nostra città per gli Studi e la Cura dei Beni Culturali e l’Arte di qualsiasi epoca. Qualche giorno prima della morte mi ha chiamata per dirmi con la fermezza di sempre nella voce: “Consuelo ti chiamo per dirti che non potrò partecipare alle attività e alla Giuria del Premio Ipazia da ora in poi, non sto bene e le medicine che prendo mi hanno abbassato la vista e non vedo quasi più, quindi non potrò più leggere i testi per il Premio. Non ho potuto votare per questa edizione. Non so se avrò ancora dei peggioramenti, ma se mi accompagnano forse potrei venire alla premiazione che ci sarà a Palazzo Ducale” Ci lasciammo così. Le dissi che saremmo andati a prenderla per portarla. Bastava che ci chiamasse… e non capii, non valutai che stava male davvero.
Consuelo Barilari
Dopo il ricordo, lo spettacolo di un’apprezzata protagonista del teatro di narrazione italiano. Laura Curino interpreta “La lista”, di cui è anche autrice, dedicato a Pasquale Rotondi, padre di Giovanna, e alla sua memorabile opera di salvataggio di una parte inestimabile del patrimonio artistico italiano dalla rapacità nazista. È l’otto settembre 1943. Il governo si sgretola. Viene proclamata la repubblica di Salò. I ministeri lasciano Roma. Nessuno dà più ordini chiari, e c’è anche chi dà ordini irresponsabili che vanno contro l’interesse dei cittadini e quindi dello Stato. È qui che il Soprintendente Pasquale Rotondi, obbedendo solo alla sua coscienza etica e al suo senso di responsabilità, diventa eroico. Lo si deve a lui se i nazisti non sono riusciti a mettere le mani su quasi 10.000 preziosissime opere d’arte, fra cui Giorgione, Tintoretto, Piero della Francesca, Lotto, Mantegna, Donatello, Correggio, Caravaggio, Tiepolo e tanti altri capolavori delle Marche, del Veneto e della Lombardia, di Roma e di Napoli. Nascosti anche sotto il letto. È un racconto di avventura, di luoghi preziosi (Palazzo Ducale di Urbino, Rocca di Sassocorvaro, Residenza del Principe di Carpegna), di opere di immenso valore portate in salvo da un pugno di persone senza denaro e senza strumenti. Solo l’intelligenza e la capacità organizzativa di un uomo come Rotondi poteva farcela, contro tutto e contro tutti. È una storia che dà coraggio, fa riflettere sul significato della parola “responsabilità” e ci porta in una vicenda mozzafiato che meriterebbe un grande film. Cinque anni tre mesi e otto giorni di passione, rischi, avventure rocambolesche, decisioni sul filo del rasoio. “La lista”, prodotto dall’Associazione Culturale Muse, vanta la collaborazione alla messinscena di Gabriele Vacis.







