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Genova: “M – Il mostro di Duesseldorf” il 14 e 15 settembre al cinema City

cinema City
M – Il mostro di Düsseldorf di di Fritz Lang (copyright Deutsche Kinemathek)

Genova – Dalla cronaca nera nasce uno dei noir capitali della storia del cinema. In arrivo il capolavoro realizzato nel 1931 da Fritz Lang “M – Il mostro di Düsseldorf” (“M- Eine Stadt sucht einen Mörder”). L’appuntamento è lunedì 14 settembre 2026 alle ore 18.45 e martedì 15 settembre alle ore 18.45 e 21.15 al cinema City (vico Carmagnola, tel. 010 8690073) di Genova, dove sarà proiettato in versione originale tedesca con i sottotitoli italiani. Il film è proposto nella versione restaurata da Deutsche Kinemathek presso i laboratori L’Immagine Ritrovata, Haghefilm e Henderson e distribuita dalla Cineteca di Bologna con il suo progetto per la distribuzione dei classici restaurati “Il Cinema Ritrovato. Al cinema”.

La cronaca giornalistica degli anni 20 aveva riportato tra i numerosi eventi neri i primi racconti di omicidi seriali: Fritz Haarmann, “il lupo mannaro di Hannover”, che violentò, mutilò, uccise e vendette le carni di oltre 27 vittime; Karl Grossmann, “il macellaio di Berlino”, assassino di oltre 50 prostitute; non da ultimo Peter Kürten, “il vampiro di Düsseldorf”, che fornì a Lang – per quanto questi lo negò decisamente – le linee fondamentali per il mostro di “M”, interpretato da Peter Lorre, attore che questo ruolo ha reso immortale. Il passaggio dalla cronaca giornalistica alla riflessione cinematografica è breve, ma lo sguardo penetrante di Lang offre un’analisi ancora oggi lacerante come la lama di un rasoio del profondo abisso sociale che può partorire i più sinistri incubi dell’umanità.

«“M” si apre con le voci di bambini che recitano allegramente una filastrocca su un killer che fa a pezzi le sue vittime con la mannaia. L’innocenza e il terrore – ha scritto la studiosa Imogen Sara Smith – si prendono per mano, stabilendo un sinistro collegamento tra i bimbi e l’assassino che con le sue guance paffute, le piccole mani e gli occhi gonfi di paura suscita sia ripugnanza che pietà». La popolazione è preda di un’isteria grottesca. “Chi è l’assassino?”, chiedono esplicitamente i manifesti. Il film esce due anni prima dell’ascesa al potere dei nazisti in Germania, che spinse sia Lang che il protagonista Peter Lorre a lasciare il Paese. In “M” l’occhio del regista si immerge nelle oscure profondità del mondo tedesco, dell’animo umano al contempo, tracciando un profilo lucido e impietoso di un’umanità desolata, “l’assassino è tra noi”: l’assassino siamo noi.

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