Home Altro Varie

Gianni Pastorino (Linea Condivisa) – Sondaggi, adesso vince chi paga. “I dati senza costrutto diventano strumento a beneficio di Toti per influenzare il voto”.

«Beati i sondaggi. Premesso che non siamo fra coloro che non credono nel rigore dei sondaggi, ma a tutto c’è un limite.

L’ultima rilevazione, apparsa in questi giorni su un quotidiano della nostra regione, non può che lasciare perplessi: il committente, ossia il movimento di Toti “Cambiamo!”, è accreditato di un irresistibile 17%, mentre tutte le forze di opposizione sono stimate a percentuali risibili, quasi buffe. Toti paga? Toti vince e gli altri non solo perdono: soccombono. Così si vuole influenzare il voto». Lo dichiara il capogruppo di Linea Condivisa Gianni Pastorino.

«Sarebbe interessante capire il metodo di un sondaggio del genere, effettuato prima di avere un quadro definitivo delle forze in campo e quindi prima della pubblicazione delle liste dei candidati. Sembrerebbe quindi la registrazione di un puro voto di opinione, in cui il successo del presidente uscente esiste a priori, ed è assoluto, senza riferimento alcuno alle dinamiche del nostro territorio o alla rappresentanza sociale cui le liste faranno riferimento –spiega Pastorino -.Senza voler offendere il committente o l’istituto demoscopico, i risultati sembrano confezionati ad hoc. Come dire: ormai i giochi sono fatti, quasi inutile andare a votare, i liguri sono felicissimi del governo uscente. Il candidato vincente è chi paga il sondaggio. Mentre la valutazione sullo schieramento opposto resta totalmente generica, come se fosse del tutto inutile considerarla. Forse chi ha elaborato i dati ne sa 100 volte più di noi, però almeno poteva informarsi su chi compone lo schieramento che appoggia Sansa (assente) o le aggregazioni».

«Insomma un bel minestrone a uso e consumo del committente, da proporre nel caldo ferragosto in una regione completamente immobilizzata dal punto di vista dei trasporti, con un sistema sanitario in difficoltà e una situazione economica negativa, che colpisce in maniera pesante migliaia di persone –conclude Pastorino -. Vedremo cosa accadrà il 20 e 21 settembre. Magari, come successo altre volte, i sondaggi potrebbero dimostrarsi uno strumento di propaganda elettorale, piuttosto che un meccanismo per leggere la realtà».