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Giochi e Sport della Mente

L’USO DEGLI SCACCHI A LIVELLO EDUCATIVO

Venerdì 27 aprile si è tenuta a partire dalle ore 9.00 presso l'Istituto Nautico San Giorgio di Genova (Calata Darsena) una mattinata di approfondimento dedicata agli insegnanti della scuola primaria su “Giochi e Sport della Mente”.

L'iniziativa – organizzata dalla Scuola Regionale dello Sport del Coni con il sostegno del Progetto Giovani di Fondazione Carige e il patrocinio del Panathlon International – si è posta innanzitutto l'obiettivo di sostenere le valenze formative delle “discipline della mente”.

Il corso ha rappresentato un'occasione importante per informare gli insegnanti sulle possibilità educative e propedeutiche all'apprendimento del gioco degli scacchi e fornire contemporaneamente indirizzi didattici, comprovati scientificamente, che possano essere applicati o semplicemente sperimentati in classe.

Tra i relatori Alessandro Dominici del settore Scacchi del Movimento Sportivo Popolare (MSP), che ha illustrato la metodologie di apprendimento del gioco via web, Daniele Berté, Maestro FID, che ha proposto l'esperienza del circolo Damistico savonese, Irene Pulzoni, Formatrice MSP Scacchi, che ha parlato di “Psicomotricità su scacchiera gigante” e Gianluca Argentin, consulente INVALSI, che ha affrontato il rapporto tra scacchi e apprendimento della matematica.

In contemporanea al corso oltre 200 bambini hanno avuto l'opportunità di giocare a scacchi, a dama e ad altri giochi di società grazie alla partecipazione delle Federazioni regionali Dama e Scacchi e dell'associazione Labyrinth.

I temi dell'incontro: gli scacchi a scuola per sviluppare l'abilità verbale e di calcolo. L'incontro era diviso in tre sezioni: una parte scientifica, una parte didattica e una parte gestita dal Panathlon International sul valore etico e comportamentale degli scacchi.

Ai docenti sono stati inoltre forniti i risultati di un'indagine realizzata su oltre 1.000 scolari dedicata all'apprendimento degli scacchi attraverso il web: le metodologie on line rappresentano infatti un'esperienza molto interessante perché consentono di integrare il percorso didattico minimizzando i costi, un elemento fondamentale di fronte alle crescenti difficoltà economiche del mondo della scuola.

L'idea di fondo del corso era quella di dimostrare che attraverso il gioco degli scacchi i bambini sviluppino – insieme alle capacità di osservazione, intuito, strategia, tattica, autovalutazione, gestione della competizione, del conflitto, dell'errore – due categorie di abilità fondamentali per la loro crescita: l'abilità verbale e l'abilità di calcolo.
Imparare a pensare, a parlare e a ragionare sono processi strettamente correlati e per stimolare tali capacità è utile il ragionamento matematico, che è alla base del gioco degli scacchi. Così con gli scacchi i bambini imparano “a pensare” e “a studiare”.

Il Parlamento europeo ha approvato nel marzo scorso la mozione “Chess in School” – promossa dal presidente dell'European Chess Union Silvio Danailov e dal campione di scacchi Garry Kasparov – con cui ha invitato la Commissione a prestare la necessaria attenzione al programma “Scacchi a scuola”, favorendone la diffusione e garantendo un finanziamento adeguato già a partire dal 2012.

L'Italia è uno dei paesi in Europa dove i “giochi della mente” sono più diffusi e praticati all'interno delle scuole: ad oggi infatti gli “scacchi a scuola” sono praticati da quasi 100.000 alunni delle classi primarie e secondarie inferiori.

A livello regionale “Scacchi a scuola in Piemonte”, può essere considerato il più grande progetto italiano di “Scacchi a scuola” che vede la partecipazione di 20.000 ragazzi. Proprio sull'esempio del Piemonte si è mossa anche la Liguria: da due anni è attivo il progetto “Scacchi a scuola in Liguria”, che coinvolge circa 4.000 ragazzi su tutto il territorio regionale. Un progetto curato da Maurizio Accardo, che venerdì era presente all'iniziativa in Calata Darsena.