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Giuseppe Marceca

NEL CUORE DEL CENTURINI

Se, come qualcuno ha detto, i pedoni sono l'anima degli scacchi, Giuseppe Marceca è l'anima del Centurini, oltre a essere il prezioso anello di collegamento tra il Circolo stesso e il CRAL AMT. In questa breve intervista Pino ci racconta qualcosa della sua vita. Emerge il ritratto di un uomo attivo, tenace, ricco di interessi, a cominciare da quello per gli scacchi. Figure meritorie come queste, che garantiscono il buon andamento quotidiano del Circolo, sono essenziali per la vita e la crescita di associazioni come la nostra.

La passione per gli scacchi – ci racconta Pino – è nata nel 1981, quando sono stato assunto all'AMT di Genova come autista di bus. Ero già padre di due figli e per me la stabilità del lavoro era fondamentale. Fino ad allora non avevo molto tempo in quanto lavoravo, per tredici ore al giorno, come artigiano-falegname. Chiaramente ero monoreddito e tutti i miei sforzi erano concentrati sul lavoro.

L'ingresso in AMT, una realtà sociale e lavorativa radicalmente diversa, rappresenta una svolta nella vita di Marceca.

Sì mi sono ritrovato in un ambiente completamente nuovo e così ho avuto anche la possibilità di coltivare i miei interessi.

Già, perché non ci sono solo gli scacchi fra gli interessi di Marceca, c'è anche la musica. Fin da piccolo nelle strade di Palermo mi incantavo a sentire un signore anziano che suonava quel magnifico strumento che è la fisarmonica, così a distanza di circa 25 anni, e con il primo stipendio in AMT, mi sono fatto questo regalo, che tuttora conservo e che, di tanto in tanto, strimpello in compagnia di amici. Chiaramente ho dovuto fare il corso di almeno un anno da un maestro di musica per sapere leggere gli spartiti.

E poi ci sono anche i cavalli, in particolare Egeo, un ricordo molto caro per Pino: Nello stesso anno un mio amico mi chiede un favore, sapeva della mia patente di guida adatta per il trail, veicolo trasporto cavalli. Insomma andammo per prendere un cavallo, invece siamo ritornati da un allevamento di Cuneo con due meravigliosi cavalli di razza Merens (morelli) con stella bianca in fronte, chiamati cavalli di Giulio Cesare. Il mio si chiamava Egeo.

E naturalmente ci sono gli scacchi, Pino è stato l'artefice della sezione scacchi AMT, con cui il Centurini, per tradizione sempre attento alle realtà dell'associazionismo, ha collaborato nel corso negli anni.

La sezione scacchi è nata intorno al 1985, facevamo attività due giorni della settimana. I rapporti con il Centurini già allora erano consolidati: nel 1986 Silvio Gonzaga veniva da noi a dare lezioni di scacchi, compensato dal CRAL. Nel 1988, però, ci fu un momento di crisi: la sezione scacchi fu chiusa, a seguito del comportamento scorretto del mio predecessore nei confronti del CRAL. Ma io non mi diedi per vinto, così reclutai nuovamente 50 sostenitori, naturalmente tutti dipendenti, e riportai gli scacchi in via Ruspoli… Così nel gennaio 1999 mi hanno nominato responsabile della sezione.

Il Circolo, dopo avere deciso di lasciare la sede comunale di Corso Firenze, grazie soprattutto a Pino si ritrova ora nella sede del CRAL AMT in via Ruspoli. Un rilancio, nella continuità. Marceca guarda con favore al futuro.

A volte penso alle cose strane della vita: un tempo il Centurini ospitava la sezione scacchi AMT, ora a distanza di 25 anni i ruoli si sono rovesciati. Sono certo che il Centurini andrà avanti e crescerà ancora, perché c'è un gruppo valido e fedele, con tanta voglia di scoprire nuovi talenti da inserire nell'attività. Serviranno a mandare avanti questo che non è solo il nobile gioco, ma anche è un utile bene e strumento culturale.