Angelo Barbero consigliere regionale al posto di Roberta Gasco
All’unanimità l’Assemblea ha preso atto della convalida dell’elezione di Angelo Barbero nella carica di consigliere regionale. Subentra a Roberta Gasco che aveva rassegnato le dimissioni il 14 ottobre scorso.
Angelo Barbero ha aderito al Gruppo Misto.
Variazioni di bilancio: mutuo di 10 milioni per ripristinare le strade danneggiate dall’alluvione. Rossetti: 2 milioni per gli inquilini meno abbienti
Con 22 voti a favore (Centro sinistra e Ncd), 7 contrari (Forza Italia e Liste Biasotti) 2 astenuti (Edoardo Rixi, Lega Nord – Liguria Padania) e Angelo Barbero (Gruppo Misto) è stato approvato il disegno di legge “Terza variazione al bilancio di previsione 2014”.
La votazione è avvenuta dopo una sospensione della seduta per mancanza del numero legale.
Come ha spiegato Antonino Oliveri (Pd) nella relazione di maggioranza, la variazione si rende necessaria principalmente per iscrivere in bilancio, secondo le regole di contabilizzazione prescritte dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, l’anticipazione di liquidità di 32 milioni e 632mila euro concessa alla Regione e da rimborsarsi con un ammortamento trentennale. L’assessore alle risorse finanziarie Sergio Rossetti ha aggiunto che tale anticipazione va a sommarsi a quelle già concesse per complessivi 234 milioni 256 mila euro e servirà – ha spiegato – per assicurare la necessaria liquidità al cosiddetto “salva aziende”. La contabilizzazione prevede la contestuale riduzione del mutuo autorizzato a pareggio dei disavanzi pregressi per 32 milioni 635 mila euro.
Viene inoltre autorizzata l’iscrizione di un mutuo di 10 milioni di euro per finanziare investimenti nella viabilità e nella difesa del suolo, a seguito degli eventi alluvionali dei mesi di ottobre e novembre 2014. A questi si aggiungono 4 milioni di mutuo per la manutenzioni straordinarie di immobili di proprietà regionale e due milioni per le ARTE (le Aziende Regionali Edilizia e Territorio) della Liguria a sostegno degli affitti ridotti per gli inquilini meno abbienti. Sono previste alcune iscrizioni di fondi statali vincolati relative alla sanità (132 migliaia di euro) e all’istruzione (930 migliaia di euro). Vengono infine effettuate, nell’ambito della spesa, alcune variazioni compensative di modesta entità.
Con un emendamento presentato dall’assessore Rossetti allo stato di previsione dell’entrata sono apportate variazioni in aumento di 19 milioni e 739 mila euro in termini di competenza e in aumento per 52 milioni 385 mila in termini di cassa. Di conseguenza le previsioni di spesa aumentano dell’importo corrispondente.
Nel dibattito Luigi Morgillo (FI) ha annunciato voto contrario denunciando i «giochi di prestigio della giunta che durante il precedente esame in commissione affermava che non c’è la possibilità di contrarre mutui e poi con un emendamento presentato a sorpresa all’ultimo minuto ne contrae uno per 10 milioni di euro». Secondo Morgillo, «la vera variazione di bilancio è quella che è stata imposta dal Governo che, come ogni anno, corregge i conti troppo ottimistici della Regione Liguria e riesce a tappare il buco nel bilancio con il fondo di perequazione nazionale. L’assessore e la giunta fanno previsioni di incasso di Irap e Irpef tarate sul 2008, quando la situazione economica era ben migliore di quella attuale. Di fronte a questo atteggiamento, e all’impossibilità di fare una vera discussione, nonostante la decisione sacrosanta di stipulare il mutuo per gli alluvionati, voto contro». Alle critiche di Morgillo si è associato Aldo Siri (Liste civiche per Biasotti presidente) il cui gruppo ha votato contro la legge: «La Giunta non si è ancora accorta che ogni giorno chiudono aziende e non si rende conto che in questa situazione anche il bilancio della Regione Liguria viene penalizzato».
Edoardo Rixi (Lega Nord – Liguria Padania) si è detto «scandalizzato per il fatto che, in una seduta che doveva discutere se dare 10 milioni agli alluvionati, la maggioranza non abbia garantito il numero legale». Secondo Rixi questo dimostra «la mancanza di senso di responsabilità del centro sinistra e l’incapacità del Pd di tenere i propri consiglieri in aula». Rixi ha annunciato il voto di astensione della Lega (e non contrario) per il mutuo a favore degli alluvionati, che ha definito «una decisione sacrosanta». Con analoghe motivazioni ha annunciato il proprio voto di astensione Angelo Barbero (Gruppo Misto) che ha aggiunto: «Sono sconcertato dal fatto che un provvedimento così importante sia stato emendato all’ultimo momento in aula senza dare la possibilità alla minoranza di valutarlo». Barbero ha poi ricordato la «denuncia fatta da alcuni organi di stampa sull’utilizzo improprio dei fondi per la difesa del suolo». Barbero ha annunciato che sul problema presenterà una iniziava politica in Consiglio regionale.
Edilizia residenziale pubblica. Fondo ad hoc per compensare la riduzione degli affitti delle case popolari
All’unanimità è stato approvato il disegno di legge “Modifiche alla legge regionale 29 giugno 2004, n. 10 (norme per l’assegnazione e la gestione del patrimonio di edilizia residenziale pubblica e modifiche alla legge regionale 12 marzo 1998, n. 9 (nuovo ordinamento degli enti operanti nel settore dell’edilizia pubblica e riordino delle attività di servizio all’edilizia residenziale e ai lavori pubblici))”.
La legge prevede alcune misure di compensazione dei previsti minori introiti nella gestione del patrimonio di edilizia residenziale pubblica. In particolare viene istituito per l’anno 2014 un fondo destinato a compensare le A.R.T.E. (Aziende regionali territoriali per l’edilizia) della mancanza di remunerabilità o dei minori introiti derivanti dall’incidenza dei canoni dei nuclei familiari assegnatari inseriti nella fascia a) di cui all’articolo 5, comma 1, della legge regionale 27/1996 e successive modificazioni e integrazioni ed alla parziale copertura dei costi fiscali, di gestione e di manutenzione ordinaria del patrimonio di edilizia residenziale pubblica sostenuti dalle stesse. Questo avviene nelle more dell’aggiornamento dei canoni di locazione di edilizia residenziale pubblica e, in applicazione di quanto previsto dal decreto del Ministro delle infrastrutture 22 aprile 2008 (Definizione di alloggio sociale ai fini dell’esenzione dall’obbligo di notifica degli aiuti di Stato, ai sensi degli articoli 87 e 88 del Trattato istitutivo della Comunità europea).
Agli oneri derivanti dalla legge si provvede con le seguenti variazioni nello Stato di Previsione della Spesa del Bilancio regionale, esercizio 2014 con una riduzione di 2 milioni di euro dal “Fondo Perenti di parte corrente”.
Assenti: Monteleone (motivi personali), Berlangieri e Vesco (motivi istituzionali)
Quorum: 20 voti
Percorso pedonale costiero tra Framura e le spiagge di Arena e Torsei
Matto Rosso (FI) ha presentato due interpellanze sulla passeggiata di Framura.
Nella prima interpellanza ha chiesto il motivo per cui, nonostante i pareri negativi, sia in atto la realizzazione del percorso pedonale costiero tra Framura e le spiagge Torsei e Arena. Rosso ha rilevato, infatti, che esiste già un percorso simile che collega le stesse località. Il consigliere ha ricostruito l’intera vicenda: il dipartimento Agricoltura, Sport, Turismo e Cultura nell’agosto 2006 aveva concesso al Comune di Framura il finanziamento di 100 mila euro per la progettazione definitiva ed il 1° lotto dei lavori relativi alla realizzazione del percorso pedonale costiero tra le località stazione di Framura e le spiagge di Arena e Torsei, ma il settore Valutazione Impatto Ambientale nel 19 febbraio 2010 aveva espresso valutazione negativa per la parte del progetto del percorso pedonale tra le spiagge La Vallà e Arena, che fa parte del percorso tra le località Torsei ed Arena in quanto contrastava con una disposizione del 2009 relativa alle “Misure di salvaguardia per la tutela dell’ambiente costiero marino”. «Il settore Urbanistica, con nota del 20 aprile 2010, – ha aggiunto Rosso – ha ribadito l’inammissibilità del tratto del percorso pedonale costiero tra La Vallà e Arena mentre il Dipartimento Agricoltura, Sport, Turismo e Cultura il 14 maggio 2010 rilasciava al Comune di Framura l’autorizzazione paesaggistica per la realizzazione del percorso pedonale costiero tra le spiagge di Torsei e Arena senza, però, il parere favorevole espresso dalla competente Soprintendenza. Rilevo, infine, che la Regione Liguria, attraverso il Dipartimento Infrastrutture, ha finanziato anche il 2° lotto con fondi FAS anche se esiste già un percorso pedonale, che raggiunge la spiaggia Arena, in ottime condizione utilizzata da turisti e bagnanti».
Nella seconda interpellanza Rosso ha ricordato la delibera su “Concessione finanziamento Comune di Framura. Progetto Completamento passeggiata a mare, III lotto” che è il più impegnativo perché rimane adiacente alla ferrovia e su un terreno franoso. Ma non sarebbe pervenuta risposta alle sue domande circa le opere. Rosso ha chiesto alla giunta il motivo per cui, nonostante i pareri negativi da parte di alcuni uffici dell’ente regionale e l’esistenza di un percorso pedonale simile, si proceda al finanziamento dell’ultimo lotto della passeggiata a mare.
Per la giunta ha risposto assessore all’edilizia, Giovanni Boitano il quale ha chiarito che l’intervento in questione è costituito da tre differenti lotti. Ha quindi ripercorso l’iter procedurale degli interventi, spiegando che hanno ottenuto tutte le necessarie autorizzazioni di legge, da parte degli organi competenti. In particolare il primi due lotti sono già stati ultimati. «C’è stato un ritardo per il terzo lotto a causa di due ricorsi presentati al Tar e respinti dal Consiglio di Stato» ha precisato l’assessore, spiegando che questo ultimo lotto usufruisce di fondi Fas. Attualmente – ha precisato – si sta perfezionando la parte procedurale e progettuale. Presto si potrà procedere all’affidamento dei lavori.
Rosso ha ribattuto che a suo avviso quel terreno comporta dei rischi, a differenza di quanto ritengano gli organismi che hanno rilasciato le autorizzazioni. Ha quindi manifestato la sua volontà di effettuare ulteriori verifiche.
Futuro della Fiera di Genova
Raffaella Della Bianca (Gruppo misto) ha interpellato la giunta sul futuro della Fiera di Genova. Il consigliere ha ricordato che la Fiera di Genova realizzò il “padiglione blu” progettato dall’architetto Jean Nouvel su un’area del Comune, ma ora i 40 milioni spesi devono essere risarciti alla Fiera da parte dell’amministrazione e che il Comune (uno degli azionisti della Fiera) immagina un progetto di valorizzazione per 88mila metri quadrati, di cui 15 dedicati al commerciale (sull’esempio della Fiumara) e deve chiudere la vendita entro due anni per non accollarsi in toto il costo delle aree, che ammonta a oltre 18 milioni di euro: una situazione che potrebbe verificarsi qualora il bando di gara andasse deserto. Della Bianca ha chiesto quindi per quale motivo Regione Liguria non intervenga sul futuro della Fiera di Genova in quanto partecipata, e se sia opportuno, nonostante il Piano del Commercio regionale non metta vincoli, un simile intervento nell’area della Fiera di Genova. In aula il consigliere, dopo aver sottolienatoc eh la sua interpellanza era stata presentata prima della presentazione del progetto dell’architetto Piano, ha rilevato l’esistenza di un progetto di espansione commerciale presso Ponte Parodi nel quale sarebbero previsti 20 mila metri quadrati e ha avanzato perplessità sulla sostenibilità economica del progetto.
Per la giunta ha risposto l’assessore al commercio Renzo Guccinelli: «La Regione, attraverso Filse, ha partecipato all’aumento di capitale deliberato dalla Fiera con 500 mila euro a sostegno di un piano di investimenti presentato dalla Fiera stessa. La Regione – ha aggiunto – ha seguìto tutta la procedura concernente il riassetto delle aree di Fiera e non è stata, quindi, convitato di pietra, ma ha svolto il proprio ruolo di azionista attraverso Filse». Rispetto ai nuovi assetti per le aree che non saranno più occupate dagli spazi espositivi e, in particolare, in relazione al progetto presentato da Piano, l’assessore ha assicurato che «si aprirà un dibattito e su questo terreno di confronto la Regione sarà protagonista. Se il dibattito sarà sul disegno complessivo e non solo sulla quantità ,si dovrà tenere conto dell’ economicità degli insediamenti e della loro compatibilità con quanto già previsto nelle vicinanze» ha concluso riferendosi al piano per Ponte Parodi.
Della Bianca ha espresso perplessità sul progetto e sulla sua sostenibilità economica invitando la giunta a valutare prima i costi di qualsiasi intervento verrà fatto in zona affinché non si tratti «di una nuova manovra elettorale».
Esercizi commerciali gestiti da cinesi
Francesco Bruzzone (Lega Nord Liguria-Padania) con un’interrogazione ha chiesto alla giunta se sia intenzionata ad intraprendere iniziative tese a fermare l’espansione in Liguria di esercizi commerciali cinesi. Il consigliere ha sottolineato come l’espansione di esercizi commerciali nella nostra regione, ed in particolare modo a Genova, i cui titolari e gestori arrivano dalla Cina, sia numericamente e sostanzialmente esagerato, che è nata un’agenzia in rete per vendere bar ai cinesi e che tale business rischia di eliminare le nostre tradizionali forme di ristorazione.
Per la giunta ha risposto l’assessore al commercio Renzo Guccinelli: «Gli strumenti che abbiamo a disposizione sono estremamente limitati nel senso che oggi l’apertura di attività commerciali non può essere preclusa a nessun imprenditore a prescindere dalla provenienza, fermo restando il pieno rispetto delle normative, sia dal punto di vista urbanistico, commerciale, igienico sanitario. C’è – ha aggiunto – un nuovo strumento che sono i Patti d’area che danno la possibilità ai Comuni in aree particolarmente delicate del contesto urbano di mettere in campo politiche di natura commerciale per elevare la qualità e la vivibilità della zona introducendo anche elementi ostativi all’apertura di determinate attività».
Bruzzone si è dichiarato insoddisfatto della risposta ribadendo che la «politica regionale dovrebbe contrastare questa espansione tutelando i commercianti italiani, che sono invece costretti a chiudere a causa della concorrenza sleale di queste attività».
Predisposizione Misure di conservazione SIC e redazione Piani di Gestione SIC e ZPS in Regione Liguria: rinvio in commissione
L’Assemblea ha deciso il rinvio in commissione di una mozione, che ha come firmatari Antonino Oliveri e Nino Miceli del Pd, con il quale si impegnavano il presidente e la giunta regionale ad attivare iniziative nell’immediato futuro per coinvolgere le Amministrazioni locali e associazioni di categoria agricole, forestali, turistiche nelle procedure di predisposizione e di adozione delle Misure di conservazione dei SIC (Siti di interesse comunitario) e delle ZPS (Zone di protezione speciale) liguri; a tener conto, nella predisposizione delle Misure e dei piani, della necessità di calare gli obiettivi e le azioni generali previste dalle normative comunitarie e nazionali nella specificità del territorio ligure, per sostenere le attività economiche esistenti, superando logiche vincolistiche ed inutili appesantimenti burocratici; a dotare di adeguate risorse finanziarie gli enti gestori dei SIC e delle ZPS liguri prevedendo le opportune integrazioni con gli strumenti finanziari della programmazione comunitaria 2014-2020, in particolare del Piano di Sviluppo Rurale e del POR FESR.
A sollecitare il rinvio in commissione è stato il gruppo della Lega Nord Liguria Padania che ha sottolineato la necessità di rivedere il sistema dei Sic e Zps, a livello regionale, per evitare che “ingessino il territorio”, ponendo ostacoli ad attività agricole, sportive ed in particolare di manutenzione del territorio stesso (ad esempio – è stato sottolineato – la realizzazione di muretti a secco che contengono i versanti delle colline)
La proposta di rinvio è stata accolta dal primo firmatario, Antonino Oliveri, che ha detto: «Poiché quanto è stato espresso ha un intento costruttivo, non ho difficoltà a prevedere un passaggio in commissione».
Nella sua relazione introduttiva, tesa a spiegare la mozione, Oliveri aveva spiegato che l’intento è quello di alzare l’attenzione su un argomento poco dibattuto, ma in realtà molto importante per il territorio ligure, sottolineando che le misure di salvaguardia di carattere generale a volte si traducono in vincoli molto restrittivi, almeno fino a che non vengono approvati Piani di gestione. A suo avviso, quindi, in una fase in cui le misure vengono “declinate “ sul territorio, «è necessario che le stesse vengano concordate da chi deve applicarle e osservarle». Ha inoltre puntualizzato: «La direttiva comunitaria da conto del fatto che queste misure, al di là degli aspetti vincolistici e normativi, devono considerare le necessità di chi vive sul territorio. Servono quindi misure che non siano prigioniere di vincoli burocratici e si coniughino anche con la possibilità di attivar risorse. Cito , ad esempio, il Piano di sviluppo rurale». Ha concluso: «Bisogna superare logiche meramente vincolistiche e attivare forme di sostengo finanziario».
Francesco Bruzzone (Lega Nord Liguria-Padania) ha spiegato che nelle zone Sic è resa quasi impossibile l’attività antropica «e non stiamo parlando di nuove edificazioni, ci mancherebbe altro – ha precisato – In queste aree è impossibile, ad esempio, fare i boscaioli o costruire i muretti a secco, che pure salvaguardano il territorio impedendo i movimenti franosi». Bruzzone ha quindi proposto una revisione dei Sic con il coinvolgimento dei Comuni e con attente verifiche sul territorio.
Del medesimo avviso Edoardo Rixi (Lega Nord Liguria-Padania) il quale ha anche sottolineato che il bosco abbandonato a se stesso, senza l’intervento dell’uomo, non può sopravvivere ed è comunque possibile causa di dissesto.
Anche per Gino Garibaldi (Nuovo Centro Destra) è necessario un rinvio in commissione, per rivedere il sistema dei Sic, sottolineando che, così come applicati oggi, non aiutano a combattere l’abbandono del territorio.
E’ stato poi Maurizio Torterolo (Lega Nord Liguria-Padania) a formalizzare la richiesta di rinvio in commissione.






