Antonino Oliveri nuovo consigliere regionale al posto di Basso
Il Consiglio regionale ha preso atto delle dimissioni di Lorenzo Basso, eletto alla Camera dei deputati, e ha votato all’unanimità la surroga con Antonino Oliveri, primo dei non eletti nella lista provinciale di elezione. (Comunicato con il curriculum già inviato)
Coordinamento Giunta – Consiglio. Richiesta seduta monotematica dell’Assemblea
Raffaella della Bianca (Gruppo misto-Riformisti italiani) è intervenuta all’inizio della seduta sull’ordine dei lavori. La consigliera, prendendo spunto dall’iniziativa assunta per sabato prossimo dal presidente della Regione Claudio Burlando a Palazzo Ducale e rivolta agli imprenditori per confrontarsi sulle misure necessarie per affrontare la crisi economica, ha stigmatizzato la mancanza di coordinamento, in particolare sui temi economici, fra Giunta e Consiglio e «la mancanza di collegamento dell’amministrazione regionale con la difficile realtà esterna»..
A questo proposito, Della Bianca ha chiesto alla Presidenza del Consiglio di convocare una seduta dell’Assemblea regionale interamente dedicata al programma di governo che giunta e maggioranza intendono attuare fino alla fine della legislatura, anche allo scopo di verificare compattezza e omogeneità politica della maggioranza stessa.
Per esaminare la richiesta del consigliere, il presidente del Consiglio regionale Rosario Monteleone ha convocato la Conferenza dei capigruppo con la partecipazione dei rappresentanti della giunta giovedì prossimo.
Riduzione dell’Imu sulla prima casa, in particolare se gravata da mutuo
Per sollecitare la riduzione dell’Imu sulla prima casa, il Consiglio regionale ha approvato una mozione, sottoscritta dalla Lega Nord (primo firmatario Francesco Bruzzone), che fa riferimento in particolare agli immobili gravati da mutuo ipotecario, ed un ordine del giorno che ha come primo firmatario Nino Miceli (Pd) e sottoscritto da altri componenti della maggioranza.
La mozione della Lega è stata approvata con 21 voti favorevoli (Lega Nord, Pd, Diritti e libertà , Sel, Federazione della sinistra e Riformisti italiani), 1 contrario (Massimo Donzella, Udc) e 9 astenuti (Pdl e Liste civiche per Biasotti presidente). Nella mozione si impegna il presidente e la giunta ad intervenire presso il Governo nazionale affinché i proprietari di prima casa su cui grava un mutuo ipotecario pagino l’Imu in maniera ridotta. Nella mozione viene rimarcato che l’Imu «così come regolamentata attualmente, si prefigura una imposta ingiusta ed iniqua nei confronti dei possessori di prima casa ed, in modo particolare, per gli immobili su cui grava il mutuo ipotecario». Il testo precisa, inoltre, che, a differenza di quanto accade negli altri Stati, per tradizione e scelta delle famiglie, circa l’ottanta per cento dei cittadini è proprietario di un appartamento e che, pertanto, i possessori non sono necessariamente benestanti.
Il testo approvato è comprensivo di un emendamento proposto dallo stesso Bruzzone ed approvato 18 voti favorevoli, 3 contrari (Udc e Federazione della sinistra) e 9 astenuti (Pdl e Liste civiche per Biasotti Presidente).
Respinto, con 13 voti favorevoli (Centrodestra), 17 contrari (Centrosinistra) e 1 astenuto (Marylin Fusco, Diritti e Libertà ) un emendamento presentato da Marco Melgrati, Pdl, che sollecitava l’intervento della giunta presso il governo affinché venisse totalmente eliminata l’Imu sulla prima casa e sui beni strumentali delle imprese.
L’ordine del giorno che ha come primo firmatario Nino Miceli (Pd) è stato approvato con 22 voti favorevoli (Pd, Udc, Sel, Diritti e libertà , Federazione della sinistra e Lega), 8 contrari (Pdl e Liste civiche per Biasotti presidente) e 1 astenuto (Raffaella della Bianca, Gruppo Misto Riformisti italiani).
L’ordine del giorno impegna la giunta ad assumere le più opportune iniziative nei confronti del governo nazionale e dei gruppi parlamentari di Camera e Senato affinché siano modificate le norme attualmente in vigore in materia di Imu, nel rispetto della compatibilità finanziaria dello Stato, garantendo comunque ai Comuni lo stesso gettito, per consentire i seguenti obiettivi: l’aumento a 500 euro del limite di esenzione dal pagamento dell’imposta per le abitazioni destinate a prima casa, fermo restando le detrazioni già operanti a favore delle famiglie; l’esenzione o riduzione per le abitazioni destinate a prima casa, acquistate o ristrutturate con mutuo anche in relazione alla capacità contributiva del soggetto d’imposta; l’esenzione per i beni strumentali ed utilizzati per l’attività di impresa e l’esenzione per le abitazioni affittate a canone concordato. Nel documento si rimarca che in una fase di difficoltà economica e sociale deve essere messa in atto una pluralità di interventi che consentano di accrescere il reddito disponibile delle famiglie . Si sottolinea a tal proposito che «numerose famiglie per accedere alla proprietà della prima casa hanno contratto mutui onerosi, in condizioni diverse e più favorevoli rispetto alle attuali, dove ben maggiori sono i rischi di insolvenza o comunque le difficoltà nei pagamenti». Si rimarca, infine, la necessità di alleggerire la fiscalità che grava sulle imprese, per favorirne la ripresa.
Francesco Bruzzone (Lega Nord Liguria-Padania) nell’illustrare la mozione ha detto: «Quando l’Imu è stata introdotta, noi ci siamo trovati soli ad avversarla, contro Pd e Pdl che l’hanno voluta e sostenuta. Purtroppo sulla questione c’è molta incoerenza. Anche chi sosteneva il governo Monti adesso dice che l’Imu è iniqua. Mi fa piacere che la mozione venga discussa ora, fuori dal clima elettorale. Oggi possiamo dare alla vicenda un tono molto moderato, che non ha nulla di propagandistico. Un discorso serio. Auspico che da qui parta un primo segnale in Italia». Bruzzone in chiusura di discussione, come aveva fatto anche il consigliere Massimo Donzella (Udc), ha lanciato una proposta: «Sarebbe opportuno che, se sulla necessità di intervenire sull’Imu per la prima casa si trovasse un’intesa politica, si arrivasse ad avanzare una proposta di legge alle camere».
.Antonino Miceli (Pd) ha innanzitutto rimarcato che «il tema in discussione è oggettivamente molto sentito da tutti. Ringrazio pertanto Bruzzone che ha sollevato questo tema». Ha quindi illustrato i punti salienti dell’ordine del giorno del quale il capogruppo del Pd è primo firmatario: «Riteniamo ci debba essere un abbattimento significativo dell’Imu, a vantaggio dei proprietari della prima casa, con l’innalzamento a 500 euro del limite di esenzione dal pagamento dell’imposta, fermo restando le detrazioni già operanti. Sollecitiamo l’esenzione o la riduzione dell’Imu per la prima casa acquistata con mutuo, da attuarsi sulla base della capacità contributiva. Di rilevanza l’esenzione per i beni strumentali, utilizzati per l’attività di impresa e per le abitazioni affittate a canone concordato». Miceli si è invece detto contrario all’emendamento di Melgrati perché a suo avviso la totale e indiscriminata abolizione dell’Imu sulla prima casa potrebbe far rischiare «un deficit nei conti pubblici», e porrebbe sullo stesso piano i proprietari di piccole case e quelli di lussuose ville.
Aldo Siri (liste civiche per Biasotti presidente), ha espresso pesanti critiche sull’Imu: «E’ una vera e propria patrimoniale – ha detto – Sono contrario a questa imposta che va a colpire il sacrificio e l’impegno di tanti italiani e che è stata aggravata dalla revisione delle aliquote catastali dei comuni. Occorre trovare risorse sostitutive per i Comuni. E’ apprezzabile la proposta di esentare i beni strumentali delle imprese ».
Ezio Chiesa (Gruppo misto-Liguria Viva), ha affermato: «Imu era già stata introdotta dal governo Berlusconi e doveva avere vigenza dal 2014, per immobili diversi dall’abitazione principale. Una parte pesante va allo Stato. Credo invece sarebbe stato opportuno che lo Stato avesse trasferito la competenza ai Comuni, lasciando loro la libertà di modularla. In questo caso lo Stato potrebbe non trasferire più risorse ai Comuni, togliendo però il vincolo del patto di stabilità . A seguito dell’introduzione dell’Imu, in teoria il debito pubblico avrebbe dovuto diminuire ed invece è ancora aumentato. E questo perché da parte dello Stato centrale continuano ad esserci enormi sprechi. Voto l’ordine del giorno della maggioranza, perché non inficia la mia proposta».
Marco Melgrati (Pdl): «Sull’Imu la posizione del Pdl è molto chiara: se avessimo vinto le elezioni, secondo quanto promesso dal nostro leader con una lettera agli elettori, l’avremmo tolta immediatamente. Questo è quanto accadde in passato per l’Ici. I fondi si potevano trovare, visto che si sono trovati i quattro miliardi di euro per ripianare il buco del Monte dei Paschi di Siena. L’Imu non è stata voluta da Berlusconi: quella proposta dal centrodestra era ben altra cosa, era modulata sulle esigenze dei Comuni che ne avrebbero risposto a livello politico».
Edoardo Rixi (Lega Nord Liguria-Padania) ha sottolineato che la mozione proposta dalla Lega ha anche il merito da far comprendere realmente «quali sono le forze politiche che vogliono eliminare questo balzello sulla prima casa e chi, invece, pensa che la casa dei cittadini possa essere utilizzata come strumento per far cassa. C’è Differenza fra chi vuole abolire questa tassa e chi vuole modularla in modo diverso. La Regione Liguria ha perso l’occasione di incidere su questo provvedimento per non mettere in discussione una maggioranza che aveva come unico scopo quello di mettere le mani nelle tasche degli italiani».
Luigi Morgillo (Pdl): «La posizione del Pdl è stata ben esposta dal capogruppo, e credo sia arcinota: è stata il cuore della proposta politica in campagna elettorale. L’Imu sulla prima casa è ingiusta. Dobbiamo dire forte e chiaro al governo che non la vogliamo. L’Imu è un dissuasore del risparmio che gli italiani hanno sempre indirizzato verso la casa. Si è voluto prendere i soldi dalla prima casa e non dalle banche, che un anno fa hanno attuato una transazione con il fisco a condizioni ben più vantaggiose di quelle normalmente consentite ai cittadini».
Raffaella Della Bianca (Gruppo misto-Riformisti italiani) ha posto l’accento sull’attuale crisi che si ripercuote in maniera pesante sui cittadini: «Otto milioni di italiani oggi sono in stato di povertà . – ha detto – Il problema purtroppo non è solo l’Imu sulla prima casa. Da questa aula dovrebbe alzarsi, in maniera univoca, un invito ai parlamentari, affinché facciano presto a formare un nuovo governo che agisca con provvedimenti che riguardano l’economia di questo Paese. E’, questa, un’occasione che il Consiglio regionale non deve sprecare: deve fare da stimolo anche per chi deve decidere su questi provvedimenti».
Roberto Bagnasco (Pdl) : «E’ stato un errore, anche della nostra parte politica, fidarci di un uomo, Monti, che pareva avesse le capacità per risolvere la crisi. Di recente Monti ha detto che si possono rivedere le aliquote dell’Imu. Il 23 marzo il Pdl manifesterà a Roma e un tema significativo sarà proprio l’eliminazione dell’Imu».
Massimo Donzella (Udc) ha rimarcato: «L’Imu non risponde ai criteri di progressività e capacità contributiva, previsti dalla Costituzione. E’ chiaro che l’Imu deve essere cambiata. La relazione dell’Unione europea ci dice che Imu non va a ridurre diseguaglianze dei cittadini, anzi. Non è equa. E’ una vera e propria patrimoniale». Donzella ha quindi invitato la Regione a prendere una posizione «attarverso un lavoro da fare insieme alla presidenza del Consiglio regionale, per chiedere alle Camere di modificare questa imposta. La Regione Liguria, dunque, si faccia protagonista in questa proposta». Ha quindi ribadito che l’ordine del giorno presentato dalla maggioranza tiene presente gli indispensabili requisiti di progressività e capacità contributiva che, a suo avviso, non sono invece rispecchiati nella mozione di Bruzzone.
Gino Garibaldi (Pdl) ha espresso il suo rammarico per il fatto che, nonostante la lunga discussione, non si è arrivati a un testo unitario «per dire al governo che riteniamo l’Imu iniqua».
Variazioni al Piano territoriale di coordinamento paesistico a Montoggio
Più spazio ad agricoltura e turismo
E stato approvato all’unanimità il “Nulla-osta ai sensi dell’articolo 69 della legge regionale 4 settembre 1997, n. 36 (Legge urbanistica regionale) a variare il Piano territoriale di coordinamento paesistico in sede di approvazione del Piano urbanistico del Comune di Montoggio relativamente ad aree soggette a regime normativo di trasformazioneâ€.
Il nulla osta è stato assicurato sulla base del parere formulato dal Comitato tecnico regionale per il territorio, sezione per la pianificazione territoriale e urbanistica e dopo l’approvazione unanime del provvedimento da parte della VI commissione consiliare.
Nel Piano in particolare vengono riclassificati gli ambiti territoriali ubicati in località Creto, nell’area dell’ex discarica Nevea di Creto, dove viene fortemente ridotta l’estensione del territorio edificabile restituendo all’uso agricolo la maggior parte.
Il Piano urbanistico comunale di Montoggio, prevede tra l’altro il sostanziale raddoppio della capacità ricettiva di due alberghi tradizionali, “I Cacciatori†e albergo “Del Sole†e il potenziamento sia della struttura all’aria aperta “Villaggio dei Fieschi†che del “Campeggio Creto†. Complessivamente si prevede un incremento dei posti letto degli alberghi esistenti: da 73 a 103 (+ 30 p.l.) e un incremento delle piazzole nelle strutture all’aria aperta esistenti da 120 a 151 (+ 31 piazzole).
Istituzione, organizzazione e funzionamento del Co.re.Com.
All’unanimità è stata approvata la proposta di legge dell’Ufficio di presidenza sulla “Istituzione, organizzazione e funzionamento del Co.re.Com regionale per le comunicazioniâ€.
Le innovazioni legislative intervenute danno una nuova e coerente veste organica all’organizzazione e al funzionamento del Corecom, abrogando la precedente legge regionale n. 5 del 2001.
Molte modifiche rendono la legge più coerente con le innovazioni legislative intervenute in questi anni. Vengono, fra l’altro, specificate le funzioni ” proprie “, peraltro già svolte dal Corecom, tra cui la vigilanza (nel periodo elettorale) sull’applicazione della normativa in materia di par condicio, lo svolgimento delle attività istruttorie necessarie per la predisposizione della graduatoria per l’attribuzione e l’erogazione dei contributi alle emittenti televisive private locali che il Ministero delle Comunicazioni eroga annualmente.
Nel provvedimento sono stati adeguati anche formalmente i compensi dei componenti del Corecom alle riduzioni imposte dalle norme delle ultime finanziarie. Tali riduzioni erano già ovviamente in atto.
Altre novità sono di carattere sostanziale e riguardano la riduzione della composizione del Comitato. In particolare la precedente legge prevedeva che il Comitato fosse composto da cinque componenti tra cui il Presidente. Ora il Comitato è composto da soli tre componenti tra cui il Presidente. Le ragioni della riduzione della composizione del Comitato sono da ricondursi alle scelte politiche avvenute negli ultimi anni a livello nazionale e locale di riduzione dei costi di funzionamento di organi e comitati per il contenimento della spesa pubblica. La legge, infine, stabilisce che la scelta del Presidente del Comitato viene effettuata direttamente dal Presidente del Consiglio Regionale d’intesa col Presidente della Giunta tra i componenti del Comitato (eletti dal Consiglio Regionale).
Boschi, cambiano le norme. Sarà favorita la conversione ad attività agricola.
Un fondo per impiantare alberi anche nelle zone urbane
Con 30 voti a favore e 2 contrari (Liste civiche per Biasotti presidente) è stato approvato il disegno di legge: â€Modifiche ed integrazioni alla legge regionale 22 gennaio 1999 n° 4 (Norme in materia di foreste e di assetto idrogeologico)â€. Il provvedimento ha assorbito la proposta di legge precedentemente avanzata da Aldo Siri (Liste civiche per Biasotti Presidente) senza accogliere gli emendamenti presentati dal consigliere. La legge approvata amplia ad enti pubblici e imprese forestali la possibilità di assumere la gestione delle foreste appartenenti al patrimonio della Regione. Il rilascio delle autorizzazione è subordinato al versamento a favore della Regione di un importo opportunamente calcolato che confluirà in un fondo destinato alla realizzazione di interventi di riequilibrio idrogeologico delle aree geografiche più sensibili, anche di altri bacini idrografici, nonché alla realizzazione di interventi di salvaguardia dei boschi esistenti e, in virtù di un emendamento presentato da Sergio Scibilia (Pd), di nuove piantumazioni nelle aree urbane. Come quest’ultimo ha spiegato nella sua relazione di maggioranza, la legge interviene a complemento della normativa nazionale sulla trasformazione del bosco e sul rimboschimento compensativo, quello che viene attuato nel caso di autorizzazione alla trasformazione del bosco ad altro uso. Chi vorrà fare interventi, opportunamente programmati all’interno di una pianificazione regionale, nei boschi in capo alla Regione verserà parte dei guadagni in un fondo che servirà a finanziare rimboschimenti delle zone montane o nuove piantumazioni nelle città .
L’assessore all’Agricoltura Giovanni Barbagallo, ha ricordato che la legge parte dall’assunto che la Liguria, avendo il 70% di territorio occupato da boschi, non ha il problema di aumentare la superficie forestale ma di convertire parte del bosco alla produzione agricola e di salvaguardare l’assetto idrogeologico. Quindi non è opportuno il rimboschimento compensativo di aree utilizzate ad altri scopi, ma sono più utili misure che restituiscano alle formazioni boscate esistenti una valenza multifunzionale agricola e selvicolturale. «La legge – aggiunge Barbagallo – porta in capo alla Regione la gestione di 6000 ettari di bosco che oggi sono in mano alla forestale. Faremo dei bandi per darli in gestione a imprese agricole e a cooperative e questo avverrà in tutte le province. Il nostro legname non è di particolare pregio, ma ha un suo valore commerciale. Partendo dalla considerazione che un terreno coltivato è un terreno preservato, verrà garantita a chi utilizzerà il bosco, a chi realizzerà strade antincendio e attività agricole una redditività ».
Gino Garibaldi, nel motivare il voto favorevole del Pdl, ha definito la legge un primo passo verso un nuovo modo di vivere e valorizzare l’entroterra e di combattere il dissesto idrogeologico.
Francesco Bruzzone (Lega Nord Liguria-Padania), pur annunciando il voto favorevole alla legge, ha ricordato che presso la commissione consiliare è depositata da tempo una proposta di legge sugli stessi temi. Aldo Siri (Liste Biasotti) ha stigmatizzato che la proposta della giunta sia arrivata 3-4 mesi dopo la sua proposta di legge fagocitandola e che non siano stati accolti emendamenti significativi proposti dal suo gruppo e volti a realizzare le necessarie condizioni di tutela del territorio e del bosco, di ripristino di aree boschive distrutte da incendi o dalla mano dell’uomo. Siri ha ribadito la necessità di impiantare essenze autoctone e di favorire interventi di pulizia del bosco e di contrasto del dissesto idrogeologico.
Ezio Chiesa (Gruppo Misto) ha aggiunto che in Liguria il bosco occupa il 70 per cento del territorio ma è trascurato, con la sola eccezione delle foreste demaniali. «Sono necessarie operazioni di taglio selettivo e di manutenzione straordinaria del bosco anche su terreni privati. Attività che possono creare occasioni di reddito. Oggi si stanno verificando frane prodotte dal peso stesso della vegetazione appesantita dall’acqua piovana. Queste otturano l’alveo dei torrenti con effetti devastanti: abbiamo la necessità di fare manutenzione straordinaria e i tagli di alberi possono servire per rinvigorire il bosco che poi ricresce da solo». Chiesa ha chiesto che si dia il via ad un’opera di risistemazione del territorio e si favorisca la coltivazione del sottobosco (funghi, more, ecc).
Sergio Scibilia (Pd) ha ricordato che gli inglesi, soprattutto nell’imperiese, hanno sviluppato interventi importanti di rimboschimento che dopo un secolo hanno lasciato un importante polmone verde alla Liguria. Un polmone che le assicura vivibilità , prestigio e attrattività turistica. «Dobbiamo cercare di proteggere in modo attivo il bosco anche con il ricambio delle piante che spesso soffrono di malattie. Il taglio del bosco a fini economici ha scarsa competitività con le produzioni del resto del mondo per questo la pratica del ricambio va sostenuta dalla mano pubblica. Questo non ci deve esimere dall’intervenire con il rimboschimento in particolare nelle zone urbanizzate dove la presenza del verde è assolutamente sottodimensionata. Occorre rispettare le norme che prevedono la piantumazione nelle nuove zone abitative. Questa non è una tematica di secondo livello, non c’è ideologia in questo, il bosco è una risorsa per gli operatori e per tutti i liguri sul piano turistico».
Edoardo Rixi (Lega Nord – Liguria Padania) ha aggiunto: «Votiamo a favore di questa legge, ma ricordo che il Consiglio regionale ha tagliato moltissime risorse che prima erano destinate all’entroterra, una zona che ormai è abbandonata a sé stessa. Si è tagliato drasticamente le comunità montane e le province senza andare a vedere cosa serviva e cosa no. E anche questa legge rischia di non avere alcun effetto se non si accompagna con degli stanziamenti».
Rivedere o ritirare il decreto “Salva costeâ€
E’ stato approvato all’unanimità un ordine del giorno sottoscritto dai gruppi di maggioranza e opposizione (primo firmatario Edoardo Rixi della Lega Nord Liguria-Padania) che impegna la giunta a “attuare la massima pressione politico istituzionale presso il Governo affinché il decreto “Salva coste†venga ritirato o quantomeno rivisto per evitare il definitivo tracollo economico dei comprensori di Golfi Tigullio e Paradisoâ€. Il decreto, che era stato emanato dopo la sciagura avvenuta all’Isola del Giglio, imporrà , infatti, nel 2013 “da un punto di vista crocieristico una drastica diminuzione se non una vera e propria scomparsa di alcuni scali minori tra cui quello di Portofinoâ€. Nel documento, infatti, si rileva che, secondo alcune ricerche il decreto avrebbe determinato la perdita di 40 mila passeggeri nel comparto delle crociere di lusso mentre i comprensori del Tigullio e Golfo Paradiso “hanno nel turismo una delle loro principali se non la principale fonte di redditoâ€. Nell’ordine del giorno, infine, si specifica che “a causa del “decreto salva coste†le compagnie crocieristiche favoriranno scali concorrenti a quelli liguri come la Corsica e la Costa Azzurraâ€.
Garantire il pagamento degli ammortizzatori sociali per il 2013
E’ stato approvato all’unanimità un ordine del giorno sul finanziamento degli ammortizzatori sociali in deroga, sottoscritto dai gruppi di maggioranza e opposizione (primo firmatario Antonio Miceli del Pd) che impegna la giunta “a richiedere al Governo e al Ministro del lavoro, nelle more dell’assegnazione delle risorse già disponibili sul bilancio dello Stato, che venga messo in atto ogni intervento idoneo a garantire la copertura degli interventi per l’intero 2013â€.
Nel documento si ricorda, fra l’altro, gli accordi quadro fra Regione Liguria e parti istituzionali e sociali sottoscritti nel 2009, 2011 e 2012 per la gestione degli ammortizzatori sociali in deroga fino al 31 dicembre 2013, in particolare l’accordo del 27 dicembre scorso in cui “sono state confermate le misure adottate dalla Regione nel quadriennio precedente in merito all’utilizzo degli ammortizzatori socialiâ€. Nell’ordine del giorno, infine, viene sottolineato che il governo ha messo a disposizione per il 2013 650 milioni di euro di cui 9 milioni e 106 sono lo stanziamento iniziale per la Liguria ma sarebbero stati individuati ulteriori stanziamenti nella conversione della legge di stabilità 2013. La Conferenza delle Regioni pochi giorni fa ha ribadito la situazione di emergenza per il ritardo nei pagamenti degli ammortizzatori sociali in deroga. L’ordine del giorno, infine, ribadisce “di fondamentale importanza la copertura integrale del fabbisogno 2013 oggi fortemente sottostimato anche nella quota attribuita alla Liguria a fronte di una necessità prevista, sulla base delle domande presentate finora di almeno ulteriori 60 milioniâ€
Assenti: Conti Gasco
Quorum: 20 voti
Questa mattina Antonino Oliveri (Pd) è subentrato al consigliere Lorenzo Basso dimessosi a seguito della sua elezione alla Camera dei deputati. Oliveri, il secondo dei non eletti con tremila preferenze, è un politico radicato nell’entroterra ligure.
Nato a Rossiglione (Genova) nel 1953 risiede a Campo Ligure. La sua attività politica è iniziata a metà degli anni settanta nelle file del PCI. Successivamente aderì al PDS e al DS, di cui è stato rappresentante nel Consiglio Comunale di Campo Ligure a partire dal 1985.
Notevole la sua esperienza amministrativa: è stato assessore della Comunità Montana Valle Stura con delega ai lavori pubblici e all’ambiente dal 1991, presidente dello stesso ente dal 1994 al 1999 e vicepresidente regionale dell’UNCEM (Associazione delle Comunità Montane della Liguria).
Eletto sindaco di Campo Ligure nel 1999 alla guida di una lista civica di centro sinistra, venne rieletto sindaco dello stesso comune nel 2004 a capo di una lista dell’Ulivo. In quel decennio è stato presidente del distretto sociosanitario del ponente genovese (Comuni della Valle Stura, Tiglieto, Mele, Arenzano, Cogoleto e il Municipio Genova Ponente) e membro del Consiglio di Amministrazione del GAL Appennino Genovese dal 2002 al 2007 e, a partire dal 2006, della Consulta Regionale per la sicurezza urbana e del territorio ligure su designazione dell’ANCI Liguria.
Dal 2007 è il coordinatore regionale della Consulta ANCI Piccoli Comuni, carica a cui viene rieletto all’unanimità . Fa anche parte del comitato direttivo e dell’Ufficio di presidenza di ANCI Liguria. Tuttora è membro del Comitato dell’Autorità d’Ambito della Provincia di Genova sia per il settore dell’acqua che per quello dei rifiuti e capogruppo di maggioranza sia nel Consiglio comunale di Campo Ligure, sia nel Consiglio dell’Unione dei Comuni Stura, Orba, Leira.
Nel 2010 è entrato a far parte della segreteria regionale del Partito democratico con l’incarico di responsabile dei servizi pubblici locali.
Sposato, ha due figlie. Laureato in filosofia, di professione è funzionario pubblico.






