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Il calcio che non c’è più

 

Erano i tempi dell’uscita da scuola. Un manipolo di amici, la maglia del cuore indossata e ostentata con quella passione figlia della beata gioventù.

Quel cuoio che rotolava sull’asfalto per ore e ore. Le ginocchia che si sbucciavano. Le gote che divenivano sempre più rosse. Le urla bonarie della mamma. All’imbrunire. Finché ce n’era. Prima di riabbracciare papà. A tavola. Tra un boccone e il racconto dell’epica sfida consumata nel pomeriggio. Il calcio vissuto come un divertimento. La formazione dall’uno all’undici sciorinata come una filastrocca. Il poster del campione a far bella mostra di sè in cameretta. L’attesa spasmodica per l’arrivo della domenica. Che faceva rima baciata con “Tutto il Calcio minuto per minuto” e “Novantesimo minuto”. Sembra trascorsa un’eternità. Dal sale di Romeo Anconetani ai milioni dei nuovi ricchi. Rozzi, Lugaresi, Mantovani, Viola o Ferlaino. Personaggi veraci. Talvolta fuori dagli schemi. Ma pur sempre signori. Oggi la signorilità ha lasciato spazio al potere del vil denaro. Un’infinità di banconote messe di fronte al calciatore di turno. E via. Senza batter ciglio. Leggasi Ibrahimovic, Thiago Silva o il Lavezzi di turno. Campioni che se ne vanno. Delusioni che restano. Quelle dei ragazzini di oggi. Una maglia da riporre nel cassetto. Il poster da staccare e accantonare. Epoche diverse. I soldi sono sempre girati. Tanti, spesso troppi. Verrebbe da pensare a un Maradona. Chissà quanto varrebbe oggi. Lui che rifiutò Juventus, Milan e Inter per l’amore di Napoli. Mancini e Vialli a dire di no a chiunque, pregando in lacrime il compianto Paolo Mantovani. Il grande Franco Baresi. Fino ad arrivare a Del Piero, Zanetti e Totti. Esempi per migliaia di giovani calciatori nel mondo. La maglietta come seconda pelle. Il sorriso di un bambino di fronte a papà e mamma e gli occhi che si illuminano di fronte alla televisione. E quella casacca da tenere ben stretta addosso. Un po’ come quando era la stagione della vita in cui non c’è malinconia. Erano i tempi dell’uscita da scuola. Forse oggi il calcio non c’è più.

(m.c.)