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Il campione del mondo Alexander Shvartsman vince sia la Coppa che il Torneo Blitz Città di Mori

podio 1 gruppo con Shvartsman Pismenny e Scaggiante

podio 1 gruppo con Shvartsman Pismenny e Scaggiante

Il campione del mondo Alexander Shvartsman si aggiudica la 44ª Coppa Città di Mori di dama internazionale disputata sabato e domenica 1 e 2 settembre. Il campione russo, non senza difficoltà, dopo un torneo molto equilibrato con alcuni giocatori in testa a pari punti, ha la meglio al fotofinish, vincendo l’ultimo incontro e lasciando così ad un punto di distacco un altro giocatore russo, Grigory Pismenny, ed il numero uno italiano Alessio Scaggiante, di Casale sul Sile (TV) i quali hanno pareggiato l’ultima partita giocata proprio tra di loro.

Ottimo quarto posto per il bergamasco Moreno Manzana, originario di Mori e figlio del compianto Giuseppe Manzana a cui la gara è dedicata da 9 anni a questa parte. Fu proprio Giuseppe Manzana infatti ad ideare la competizione e ad organizzarla per circa 25 anni, prima di lasciare spazio a Riccardo Agosti che ne coordina l’organizzazione dai primi anni 2000. Lo stesso Agosti ottiene un 2° posto nel 2° gruppo di merito sfiorando la vittoria nell’incontro finale con il vincitore Walter Moscato, di Velletri, alla fine conclusosi in parità pur in posizione vantaggiosa per il giocatore moriano. Il veliterno si aggiudica la vittoria in quanto aveva già acquisito un punto di vantaggio nel corso del torneo. Al 3° posto Rafael Rordriguez, giocatore dominicano tesserato con il Dama Mori.
I damisti di Mori vanno sul podio anche nel 3° gruppo di merito vinto dal veneto Simone Zanandrea, con il 2° posto di Lucio Manzana ed il 3° di Pietro Cescatti.
Tra i ragazzi vince il moriano Emiliano Deimichei che precede Luca Manzana.
Presenti quasi tutti i migliori giocatori italiani della disciplina, suddivisi in 3 gruppi in virtù del punteggio di ogni giocatore nella cosiddetta classifica “elo” nazionale. Agli italiani si sono aggiunti 3 damisti russi, un senegalese, un dominicano ed un giocatore della Guinea Bissau, per dar vita ad una vera e propria gara mondiale. 42 i partecipanti complessivi.
Nel weekend erano in programma altri due tornei all’interno di una sorta di festival della dama che ha dato risalto a Mori sulla scena mondiale da venerdì a domenica. Si è cominciato con i campionati italiani a coppie vinti dalla squadra di Latina (già detentrice del titolo italiano a squadre) con i due forti maestri Daniele Macali e Roberto Di Giacomo, al 2° posto la squadra di Latina-Velletri con Moscato e Senesi, 3° Bergamo con i due ex-moriani Moreno Manzana e Nicola Gioffrè. 4° Treviso con Scaggiante e Zanandrea; al 5° posto la coppia di Mori con Agosti e Rodriguez per un buon piazzamento (a pari punti con i terzi) su 11 coppie presenti.
Sabato mattina è stata la volta del torneo “blitz” Città di Mori che, in termini sportivi, con 5 minuti per giocare la partita e 3 secondi di ricarica ad ogni mossa, sta alla dama un po’ come i 100 metri piani stanno all’atletica leggera. Il russo Alexander Shvartsman, che è campione del mondo anche in questa specialità, ha vinto la gara precedendo di un solo punto Alessio Scaggiante.  A due punti di distacco il russo Grigory Pismenny. Poi, a seguire, il campione italiano della disciplina Loris Milanese a pari punti con il russo Aleksandr Surkov, Gabriele D’amora e Daniele Macali. 8° Moreno Manzana.
Alle premiazioni sono stati presenti la presidentessa del CONI provinciale Paola Mora, il sindaco di Mori Stefano Barozzi ed il presidente FID Carlo Bordini. Quest’ultimo si è congratulato con l’ASD Dama Mori per la lunga tradizione delle 44 edizioni consecutive della gara, di fatto la gara più longeva del panorama damistico nazionale, nonché per l’organizzazione di tutta la manifestazione.

Curiosità damistiche

Non tutti lo sanno ma la dama dal 1993 è riconosciuta dal CONI come disciplina sportiva. La Federazione Italiana Dama (FID) appartiene al CONI come disciplina associata, nonostante questa disciplina non sia praticata nelle Olimpiadi. Esiste inoltre una manifestazione denominata “Olimpiadi dei giochi della mente” dove, tra gli altri giochi, vi è anche la dama presente con più varianti di gioco.

Federazione Italiana Dama
Il gioco della Dama in Italia è oggi considerato a tutti gli effetti sport e la Federazione dipende direttamente dal CONI, rispettandone tutte le regole. Per questo, per esempio, nei  principali tornei c’è anche il controllo antidoping.
La Federdama conta sul territorio nazionale oltre 50.000 tesserati e quasi un centinaio di società sportive sparse su tutto il territorio nazionale. Il sito internet ufficiale è www.federdama.it – il canale Facebook www.facebook.com/federdama conta oltre 1.400 follower.
Il presidente della FID è Carlo Bordini.

Regole di gioco
Nel mondo esistono molte varianti del gioco della dama. Le dame giocate in Italia sono essenzialmente 3: dama italiana, dama internazionale e dama inglese.

Dama italiana
La dama che tutti conoscono in Italia, il gioco tradizionale, che ha per campo di gara
la classica damiera di 64 caselle (8×8), viene definita nel nostro Paese  “dama italiana”.
La specifica serve perché la dama sulle 64 caselle viene giocata in modo
diverso da nazione a nazione: quindi si parla di dama inglese, dama tedesca,
dama turca, ecc. Le differenze riguardano soprattutto le regole di presa (in
Italia la presa è obbligatoria, si deve prendere il maggior numero di pezzi,
a parità il pezzo maggiore o iniziare a prendere dal pezzo maggiore; la
pedina non può catturare la dama) e la posizione iniziale della damiera e
delle pedine (in Italia con casella nera in basso a destra dei giocatori e
le pedine sulle case nere).

Dama internazionale
Vi è poi la dama internazionale, giocata come dama tradizionale in alcuni paesi quali Francia e Olanda, ed adottata dalla Federazione Mondiale quale dama principale per le competizioni ufficiali.
Si gioca su di una damiera 10×10 con 20 pedine ciascuno. Vi sono poi regole leggermente diverse rispetto alla dama italiana.

Dama inglese
E’ stata una decisione importante quella della accettazione della dama “inglese” come terza disciplina dalla Federazione Italiana Dama (le altre due sono dama ‘italiana’ e dama “internazionale” che si svolge su damiera di 100 caselle).
Mentre scriviamo i detentori dei due titoli mondiali di dama inglese sono italiani: il titolo della specialità “a mossa libera” è detenuto dal livornese Michele Borghetti, l’altro, definito 3-MOVE (le prime 3 mosse sono sorteggiate), è detenuto dal foggiano Sergio Scarpetta.
Le regole della dama inglese
Come la dama ‘italiana’ anche la dama ‘inglese’ ha per campo di gara la classica damiera di 64 caselle (8×8). In entrambe la presa è sempre obbligatoria (il ‘soffio’ è stato abolito nel 1934!)  ma in più nella versione italiana si deve prendere il maggior numero di pezzi,  a parità il pezzo maggiore o iniziare a prendere dal pezzo maggiore; soprattutto la  pedina non può catturare la dama, cosa che nel gioco inglese è invece possibile. E infine la posizione iniziale della damiera in Italia richiede la casella nera in basso a destra dei giocatori e  le pedine sulle case nere, nel gioco inglese il contrario: la casella in basso a destra dei giocatori bianca e  pedine sulle case bianche.

Quando si vince a dama 
La partita a dama è vinta quando un giocatore cattura tutti i pezzi dell’avversario. Ma si può vincere anche bloccando tutti i pezzi dell’avversario, cioè quando l’avversario, pur avendo dame e pedine, non può fare alcuna mossa.

Il soffio 
Nel gioco della dama non si può e non si deve “soffiare”. Il “soffio” è stato ufficialmente abolito da tutte le Federazioni nazionali e in particolare dalla Federazione Italiana nel 1934. Va chiarito che questa abolizione non è altro che una conseguenza della regola base del gioco per
cui “la presa è sempre obbligatoria”. L’origine del soffio risale comunque a vari secoli fa, addirittura al secolo XV.

Sorteggio dell’apertura  
Nei tornei di dama italiana (damiera di 64 caselle) le prime mosse non sono libere, ma vengono sorteggiate.  Vengono sorteggiate le prime due mosse del bianco e la prima del nero e in pratica
la partita inizia con la seconda mossa del nero. Questa regola costituisce la “restrizione americana” e fu introdotta in Italia nel 1929. Delle possibili combinazioni, ne sono state scartate alcune poiché troppo a favore dell’uno o dell’altro colore. La restrizione è dovuta al fatto che, come è stato poi confermato dal computer, ad apertura libera chi muove per primo a gioco corretto vince.

Dama e computer
La rivista “Science” del 20 luglio 2007 riporta un articolo in cui afferma che il gioco della Dama – versione Inglese – è stato ormai risolto.
Il concetto è che il programma “Chinook”, realizzato da un gruppo di ricercatori dell’Università di Alberta (Canada) – considerato attualmente il più forte giocatore al mondo di Dama Inglese – non potrà più essere sconfitto perché anche un avversario che giocasse sempre le mosse migliori, arrivando così a giocare la “partita perfetta” non potrebbe ottenere più del pareggio.
E’ sottinteso che Chinook giochi ogni volta la “mossa migliore” in assoluto.
“I ricercatori hanno iniziato a costruire un database di tutti i 39.000 miliardi di posizioni con al massimo 10 pedine sulla damiera. Durante l’elaborazione, hanno determinato se una posizione portava alla vittoria del nero, del rosso (bianco in italia) o a una patta. Quindi, sono passati a considerare l’inizio della partita, aperta con una mossa del nero, e hanno utilizzato uno speciale algoritmo di ricerca per ricostruire le mosse
successive e dimostrare che, a mano a mano che i due giocatori tentano di massimizzare il rispettivo
vantaggio, inevitabilmente conducono la partita a una delle configurazioni con 10 pedine che
conducono alla patta.”
Si può dire che anche se non sono state considerate tutte le posizioni, il procedimento garantisce che ormai il gioco è stato “risolto”.
L’articolo di Science è stato ripreso dal sito della rivista Nature, www.nature.com

Storia
Una delle più antiche testimonianze sul gioco della dama si trova nella
“Vita di San Luigi” scritta da Jean sire di Joinville nel 1309. San Luigi,
ovvero il Re di Francia Luigi IX.
Nel testo si racconta che Luigi, ammalato, fece chiamare il fratello duca di
Anjou, ma un servo fece sapere che questi non poteva essere disturbato in
quanto impegnato in una partita a dama con monsignor Gautier d’Anemous.
Luigi allora si alzò e andò di persona dal fratello: buttò la damiera dalla
finestra e inflisse ai due una multa in quanto giocavano a soldi.
Che si trattasse proprio di una partita a dama (e non a scacchi) è provato
dal fatto che il testo parla di “tables” mentre in altre pagine l’autore
parlando degli scacchi li chiama “eschez”.

Un romanzo celebre, un autore importante

Edgard Allan Poe, I delitti della via Morgue

Le facoltà mentali che definiamo analitiche, sono, di per sé, poco
suscettibili di analisi. Le apprezziamo unicamente nei loro effetti.
Sappiamo fra l’altro che, per chi le possiede in misura straordinaria,
costituiscono sempre una fonte di vivissimo godimento. (…)
E’ appassionato di enigmi, di rebus, di geroglifici, nel risolvere i quali
da prova di ACUMEN che può apparire soprannaturale a un’intelligenza
comune. (…).  Eppure calcolare non è di per sé analizzare.
(…) Colgo quindi l’occasione per sostenere che le facoltà più elevate
dell’intelligenza riflessiva sono messe alla prova più a fondo e con
maggiore utilità dal gioco più modesto della dama piuttosto che
dall’elaborata frivolezza degli scacchi. In quest’ultimo gioco, dove i pezzi
si muovono con mosse diverse e particolari, secondo dei valori vari e
variabili, ciò che è soltanto complesso viene scambiato (errore piuttosto
comune) per ciò che è profondo.
Si richiede qui la massima capacità d’attenzione. Distrarsi per un attimo
significa commettere una svista da cui deriverà un danno o una sconfitta.
Poiché le mosse possibili non sono soltanto molteplici, ma anche complesse,
le occasioni per simili sviste si moltiplicano, e nove volte su dieci vince
la partita non il giocatore più acuto, ma quello che sa maggiormente
concentrarsi.
Nel gioco della dama, invece, dove il movimento è UNICO e consente poche
variazioni, le probabilità di distrazioni sono minori, e dal momento che la
semplice attenzione viene impegnata solo relativamente, i risultati ottenuti
da entrambi gli avversari sono attribuibili soltanto a una maggiore dose di
ACUMEN. Per toglierci dall’astratto: immaginiamo una partita a dama dove i
pezzi siano ridotti a solo quattro dame, e dove naturalmente non ci sia da
aspettarsi alcuna svista. E’ chiaro che qui la vittoria sarà decisa (dal
momento che i giocatori si trovano su un piano di parità) da una mossa ‘
recherchée ‘, risultato di un eccezionale sforzo mentale. Non potendo
valersi dei consueti stratagemmi, l’analista s’insinua nello spirito
dell’avversario, si identifica con esso, e non di rado vede così, a colpo
d’occhio, l’unica mossa (a volte assurdamente semplice) mediante la quale
può indurlo a commettere un errore o affrettare un calcolo sbagliato.

Quadri damistici

*Il pittore più noto e importante ad essersi occupato di dama è Henry Matisse (1869-1954) che era anche un giocatore; nel 1911 ha dipinto il celebre quadro “La famiglia Matisse” in cui riprende i due figli maschi mentre giocano sotto lo sguardo di mamma e sorella (quadro conservato all’Hermitage di San Pietroburgo). Poi nel 1928 dipinge “Odalische che giocano a dama” conservato in museo a New York.

La dama al cinema

I principali film con scene damistiche.

Quattro passi fra le nuvole, di Blasetti (1942)
Protagonista Gino Cervi che fa una lunga partita usando come pedine cioccolatini.

 Il nostro agente all’Avana, di C. Reed (1960)
Questo è famosissimo per la partita tra Alec Guiness ed Erneie Kovacs con al posto delle pedine bicchierini di liquore.

Primo amore, di Dino Risi (1978)
Qui è Tognazzi che si diletta del gioco e ad un certo punto effettua un classico “tiro puliscitutto”

Assassinio sul Nilo (1979)
Con David Niven e Peter Ustinov. C’è Hercule Poirot, giocatore di dama, autore di una simpatica partita conclusa con tiro e controtiro.