Home Altro Varie

Il consigliere regionale Muzio ha inaugurato le nuove sale tecnologico-musicali del liceo “Pertini”

foto muzio pertini

foto muzio pertini

Claudio Muzio, consigliere regionale di Forza Italia e segretario dell’Ufficio di Presidenza, ha preso parte stamane all’inaugurazione del laboratorio di tecnologie musicali e dello studio di registrazione presso il liceo musicale “Sandro Pertini” di Genova.

Queste strutture sono state realizzate grazie ai fondi legati ai bandi del PON-FESR, il Programma Operativo Nazionale del MIUR finanziato dai Fondi Strutturali Europei. Il progetto presentato dal “Pertini”, intitolato “La tecnologia per conoscere, capire, interpretare e creare la musica”, ha ricevuto un contributo di circa 150.000 euro.

“Entrando al ‘Pertini’ ci si rende immediatamente conto – ha dichiarato Muzio nel suo intervento – di trovarsi in una struttura sì datata, ma gestita da una dirigenza scolastica, in primis il preside Alessandro Cavanna, con la mente aperta al futuro. Ciò è testimoniato dall’impegno, dalla passione e dalla determinazione con cui la dirigenza, in particolare attraverso la dott.ssa Chiara Bernardi, ha portato avanti e gestito la partecipazione al bando PON-FESR, affrontando un percorso complesso che ha avuto come esito finale la realizzazione delle sale tecnologico-musicali che oggi ho avuto l’onore di inaugurare. Tutto questo – ha aggiunto il consigliere segretario dell’Ufficio di Presidenza – dà la misura di quanto chi guida questa scuola intenda impegnarsi per migliorare sia la struttura che l’offerta formativa rivolta ai ragazzi. La musica – ha sottolineato ancora Muzio – allarga i confini del mondo, fa superare le divisioni, è uno strumento di comunicazione che, al pari di ogni arte, riesce ad esprime emozioni che le parole non possono esprimere. Per questo va protetta, difesa, salvaguardata e promossa. Ciò che voi ragazzi diventerete – ha concluso rivolgendosi agli studenti – sarà anche in ragione di questo percorso che state facendo: le scelte che farete saranno il frutto di questa storia non soltanto didattica, ma anche educativa”.