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IL REVERSE VENDING NON A SARZANA!!

Pubblichiamo di seguito la segnalazione di un nostro lettore che porta all’attenzione un metodo di raccolta della plastica, attraverso macchinette di riciclo, metodo che ha percorso tutta l’Italia, ma non si è fermato a Sarzana. Amministrazione, pensiamoci!

“Buonasera, volevo raccontarvi una mia esperienza.

Giro l’Italia per lavoro e spesso mi “imbatto” in cose strane, ma questa è veramente interessante. Non siamo in Germania, ma a Modica (più a sud di Tunisi). Ho messo dentro a questa specie di distributore (foto allegata) una bottiglia di plastica, mi è uscito lo scontrino con 1 eco punto del valore di 5 centesimi da spendere presso le attività commerciali convenzionate (moltiplicatelo per le centinaia di bottiglie che produciamo in un anno!). Ho proprio pensato che i rifiuti possono essere una risorsa, non sempre un problema. Adesso raccoglierò le bottiglie di plastica che produco a casa e tac, quando andrò a Modica per lavoro, le trasformerò magicamente in denaro da spendere.

Lettera Firmata

Il reverse vending è un metodo alternativo alla raccolta differenziata classica basato sull’incentivo economico e dà la possibilità ai cittadini di conferire determinati rifiuti in apposite macchine che riconoscono e separano i materiali tramite la lettura di un codice a barre. In breve, si tratta di rivendere i rifiuti di plastica, lattine e vetro che noi produciamo inserendoli nelle macchinette piazzate presso supermercati, bar e ristoranti e, quelle più grandi, anche su suolo pubblico. In Europa è diffusissimo, in Italia poco o nulla.

Il sistema ha molti pregi e le amministrazioni pubbliche vedrebbero una riduzione dei costi di gestione poiché sarebbero i cittadini a trasportare i rifiuti. Esistono varie tipologie di macchine che si distinguono in base alla capacità di raccolta e di scelta dei materiali. Purtroppo, il metodo così come è stato concepito in Italia non può dare buoni risultati perché non è conveniente per il cittadino. Per dimostrarlo, è stato fatto un esperimento: lungo il ciglio di una strada è stato ripulito un fosso, riempiendo in un’ora due sacchi da 120 litri di rifiuti potenzialmente recuperabili portandoli poi in una macchina ad Alessandria dove sono stati inseriti 63 pezzi per un recupero totale di solo 1,26 €.

In Italia il sistema ha un terribile difetto: bottiglie e lattine sono pagate indistintamente 2 cent e, in alcuni casi, la macchina non dà buoni spesa ma solo “punti fedeltà” che non a tutti interessano.

Se fosse stato portato lo stesso quantitativo di materiale in un supermercato tedesco, si sarebbero ottenuti almeno 16 € poiché in Germania le bottiglie di plastica sono pagate dai 25 ai 30 centesimi, molto di più rispetto all’Italia, perché i consumatori, quando acquistano certi prodotti, pagano una cauzione iniziale che si aggiunge al prezzo d’acquisto della merce: solo in questo modo il metodo può funzionare, e cioè quando si toccano le tasche della gente. Il risultato è che lungo le strade della Germania non c’è la minima traccia di bottiglie di plastica, lattine o bottiglie di vetro. E non ci sono nemmeno nei bidoni della spazzatura. Insomma, con questo sistema la raccolta differenziata si avvicina molto al 100%. Le persone senza tetto frugano nei bidoni e raccolgono le bottiglie di plastica e le lattine per consegnarle in un qualunque bar che è tenuto a prenderle in cambio di un po’ di denaro.

Questo sistema genera anche posti di lavoro. Nel supermercato che è stato visitato, lavorano a tempo pieno tre persone. Hanno spiegato come funziona la gestione della flaschenpfand.
Qui ogni giorno vengono gestiti circa 4000 euro di resi ed il sabato si può arrivare anche ad 8000.

In Italia c’è il CONAI – Consorzio Nazionale Imballaggi – è un consorzio privato senza fini di lucro costituito dai produttori e utilizzatori d’imballaggi con la finalità di perseguire gli obiettivi di recupero e riciclo dei materiali d’imballaggio. Il CONAI raccoglie denaro per coprire le spese di recupero dei rifiuti riciclabili, per cui basterebbe destinare parte delle casse del CONAI a finanziare gli incentivi per il reverse vending.