In cinque anni di vita non ha sbagliato un colpo. La Monte Carlo Yachts, sede a Monfalcone e appartenenza al Gruppo francese Beneteau, dopo il 65’, il 76’ e il 70’ ha presentato sabato sera in anteprima mondiale – e dove se non a Monte Carlo! – la sua nuova creatura: il MCY 86’.
Punto di forza di questo cantiere, oltre al binomio con il più grande e solido gruppo cantieristico da diporto esistente al mondo, è quello di progettare ogni yacht per la produzione in serie ma con la qualità e la flessibilità di una barca fatta artigianalmente.
Un punto che ha sempre stupito e convinto lil famoso studio trevigiano Nuvolari & Lenard, creatori dei concept, delle linee esterne e dell’interior design, a lavorare per questo brand.
“E’ incredibile come loro siano capaci di ragionare industrialmente e realizzare artigianalmente. Mi spiego: tu presenti loro un progetto, i disegni di come concepisci la barca, i suoi interni e ogni dettaglio, e alla Monte Carlo Yacht sono capaci di riprodurre tutto senza il minimo scostamento e con una perfezione da maestri artigianiâ€, ci racconta Carlo Nuvolari a bordo del nuovo 86’ davanti a un pannello bianco in legno con venature a rilievo che non capiamo come possano essere così perfette da sembrare persino cloni in plastica. E’, invece, vero legno fresato appositamente secondo il disegno di venatura previsto.
Lungo 26,30 metri fuori tutto ma meno di 24 al galleggiamento così da non necessitare del comandante, l’MCY 86’ segue uno di principi base di tutti i modelli finora costruiti.
“Ogni MCY deve essere concepito come uno yacht di grandi dimensioni, indipendentemente dalle sue misure realiâ€, afferma Carla Demaria presidente di Monte Carlo Yachts. “E – aggiunge – deve sorprendereâ€.
Questo nuovo gioiello di Monfalcone risponde perfettamente ad entrambi i dettati. Per esempio, la lunga “coda†è riservata all’ampia spiaggetta e solo se necessario diventa l’area di accesso alla barca.
L’ingresso, anzi gli ingressi principali sono laterali e immettono direttamente nel salone (nella foto a lato) alle spalle della plancia di comando.
Una soluzione di grande effetto scenografico, ma non certo l’unica. Di fianco a quello di babordo, verso prua, alcuni gradini conducono alla cucina e alla zona equipaggio, evitando in questo modo di interferire con la privacy di armatore e ospiti.
Il layout, inoltre, prevede già la possibilità di variare la posizione e il numero delle cabile (da tre a cinque) in modo modulare e molto flessibile per facilitare la produzione in serie e dare all’armatore ampia facoltà di scelta secondo le proprie esigenze.
Sul flybridge, poi, non solo è stato ricavato anche uno spazio per una generosa vasca Jacuzzi, ma è quasi completamente ombreggiabile grazie a una lunga “capote†in tela azionata elettricamente.
Splendidi come sempre le scelte dei materiali, i cromatismi e tutti gli arredi e complementi d’arredo, tra i quali compaiono firme di prestigio come Hermes, Armani e Poltrona Frau. A bordo non manca proprio nulla e tutto è, ancora una volta, di grandissima eleganza.
Adesso chi volesse vederla da vicino potrà trovarla in settembre ai prossimi saloni nautici francesi e in ottobre a Genova. A noi, invece, non resta che attendere la prossima creatura: l’MCY 100’. (Rossella Dallò)
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