Giornalista e volto noto in Toscana, ma conosciuto anche a livello nazionale Seven Press intervista Fabrizio Diolaiuti, giornalista e volto noto in Toscana, ma conosciuto anche a livello nazionale ( prese parte a Linea Verde Orizzonti su Rai Uno nell’edizione 2008 – 2009 ). Nel 1985 è diventato giornalista pubblicista. Ricorda ancora quel momento? Quando era un giornalista alle prime armi, si ispirava a qualche modello?Certo che me lo ricordo. Dovetti pagare una cena ad una quindicina di giornalisti. Usava così. La tessera da pubblicista la presi perché lavoravo per un settimanale “Il Libeccio” inventato da Aldo Valleroni un vulcanico giornalista, scrittore e uomo di spettacolo. Lui per me è diventato un amico. Mi piace ricordare il livornese Aldo Santini, recentemente scomparso. Ma non mi sono mai ispirato a nessun modello. Ho “rubato” un po’ a tutti. Lei è tra i conduttori degli Incontri al Cafè alla Versiliana e si occupa prevalentemente di cucina e salute. Da cosa nasce la sua passione per la cucina? Ha mai pensato di realizzare un programma televisivo sul mondo delle ricette?Sono figlio di un contadino. Prima dell’amore per la cucina è venuto il mio amore per le cose coltivate ed allevate come si deve. Come dice Bigazzi, senza materie prime serie non si può fare una cucina seria. In Tv per 5 stagioni ho condotto su RTV 38 “Cucinando s’impara” e in Rai ho avuto una rubrica in “Linea Verdi Orizzonti”.
Visto che è un’amante della cucina, predilige quella tradizionale o quella più elaborata?Quella tradizionale con un pizzico d’innovazione o meglio di attualizzazione. Non sopporto i cuochi cosiddetti creativi come Ferran Adrià. La gente parla di lei sempre positivamente. Come mai è così tanto amato dal pubblico? Forse la sua semplicità?Qualsiasi cosa io faccia, ce la metto tutta per essere chiaro e non noioso. Chi apprezza queste cose mi vuole bene. Comunque non credo che tutti parlino bene di me. A tutti non si può piacere. Oltre ad essere giornalista, conduttore ed autore televisivo è anche uno scrittore, infatti ha scritto un libro molto curioso a mio avviso “ Intervista al cervello “. come mai ha scelto da fare quattro chiacchiere con questa macchina così misteriosa?È una storia lunga. La sintetizzo. Ho presentato dibattiti con grandi studiosi tra cui Ubaldo Bonuccelli. In questi dibattiti ho sempre cercato di capire concetti complicati, per tradurli a chi come me, non è uno scienziato. Il pubblico ha gradito molto questa mia iniziativa. Così è nato il libro “Intervista al cervello” ed adesso dal libro è nato lo spettacolo “Intervista al cervello show”. Attualmente lavora a qualche progetto?Almeno ad una decina contemporaneamente, così ne andranno in porto uno due. Ha ancora qualche sogno da realizzare sul piano del lavoro?Io non ragiono per obiettivi o sogni. Vado dove mi porta il mio cervello, che spero scelga la cosa migliore per me davanti alle circostanze della vita. Se fa riferimento a tutto ciò che ci propone la televisione, cosa manca secondo lei? Che cosa toglierebbe poi? Dei reality show che cosa ne pensa? Modello negativo o positivo per i giovani d’oggi?I reality fanno schifo, tutti. Sono contento che Fiorello abbia battuto il Grande Fratello. Il problema della televisione è la globalizzazione dei programmi. Sono Magnolia ed Endemol che fanno la TV. Programmi come il Grande Fratello, l’Isola dei Famosi o la Prova del cuoco sono trasmessi in tutto il mondo. Non esistono più gli autori, ma gli adattatori di programmi. Che tristezza!!! Ringrazio prima di tutto Fabrizio Diolaiuti per la sua disponibilità, e vorrei come seconda cosa proporgli il titolo, eventualmente per un nuovo libro, “Và dove ti porta il cervello”, frase molto curiosa che il nostro amico Fabrizio ha citato durante l’intervista. Fabiana Rebora






