
CAST
Huo An Jackie Chan
Lucio John Cusack
Tiberio Adrien Brody
Luna Fredda Lin Peng
Xiu Qing Mika Wang
Yin Po Siwon Choi
Capitano Xiao Yang
Ratto Wang Taili
Sole Rosso Sammy Hung
Puma Steve Yoo
Regina dei Parti Lorie Pester
Generale Huo Qubing William Feng
Publio Jozef Liu Waite
CAST TECNICO
Regia Daniel Lee
Direttore della fotografia Tony Cheung
HKSC musiche originali Henry Lai
Montaggio Yau Chi-Wai
Scenografie Daniel Lee
Ideazione costumi Thomas Chong
Art director Eddy Wong
Action director Jackie Chan
Coreografi scene d’azione He Jun, Jc Stunt Team
Produttori responsabili Sam Shia, Along Sun, Qian Jianping
Produttori associati Bernard Yang, Helen Li, Tony Cao, Ding Yong
Co-produttori Aie Yan, Chang Bin, Wang Sen, Li Shoujing, Zhang Liangwu
Supervisori di produzione Ren Zhonglun, Zhang Dajun, Wang Yike
Coordinatori di produzione Sunny Sun, He Xiaoqiu, Yin Jianhua, Stephen Kin
Produttori esecutivi Joe Tam, Wang Zhonglei, Rojer Zhu, Zhao Lei, Patrick Liu
Co-produttori esecutivi Qi Jianhong, Wei Jie, Sun Zhonghuai
Produttori esecutivi Jackie Chan, Wang Zhongjun, Ren Zhonglun, Zhou Maofei
Prodotto da Jackie Chan, Susanna Tsang
Paese CHN/Hong Kong
Anno 2015
Formato DCP
Durata 101’
Distribuzione MICROCINEMA DISTRIBUZIONE
Via Nomentana 251, Roma
Tel. 06 64760273
www.microcinema.eu
Uscita 30 giugno 2016
Diretta da Daniel Lee, DRAGON BLADE è una pellicola epica, che vede impegnata la star internazionale Jackie Chan, sia come produttore sia come protagonista del film. Al suo fianco, il popolare attore hollywoodiano John Cusack e il vincitore dell’Oscar Adrien Brody, danno vita a un terzetto di altissimo livello per questo film d’azione.
Ispirata a eventi storici realmente accaduti, la storia di DRAGON BLADE vede protagonista Huo An (Jackie Chan), il comandante della squadra che protegge la Via della Seta. Dopo essere rimasto orfano, è stato adottato dal leggendario generale Huo Qubing. Ora, assieme al fedele sottoufficiale Yin Po (Siwon Choi), dirige un plotone di soldati che protegge i confini della Cina con una grande fiducia nell’eguaglianza, nella tolleranza e nella pace. Tuttavia, si tratta di un’era di profondi sconvolgimenti, in cui gli unni vagano per il territorio nordoccidentale, occupato da 36 nazioni in conflitto tra loro.
Un giorno, quando si trova a dover risolvere una disputa etnica, Huo An incontra la bella e coraggiosa Cold Moon (Lin Peng). Lei lo affronta in duello, ma quando viene sconfitta, finisce per innamorarsi di lui. Tuttavia, Huo An è devoto alle sue truppe e a sua moglie, l’insegnante Xiuqing (Mika Wang), così come all’obiettivo di realizzare i suoi sogni di pace sulla Via della Seta. Purtroppo, accusati ingiustamente di tradimento, Huo An e i suoi uomini vengono ridotti alla condizione di schiavi e mandati a riparare le mura della città ai Cancelli delle oche selvatiche.
Posizionato nel bel mezzo di una zona di Guerra che vede impegnati i nomadi unni e gli han cinesi, i Cancelli delle oche selvatiche è un luogo di frontiera nel deserto e dimenticato da Dio, che viene governato con mano incerta dal Capitano (Xiao Yang) e da Rat (Wang Taili), il suo vice. Qui, Huo An incontra Lucio (John Cusack) e la sua legione di soldati romani, dopo aver preso momentaneamente il comando dei Cancelli delle oche selvatiche. Quando una tempesta di sabbia si avvicina, spinto dalla pietà, Huo An apre le porte e offre un rifugio sicuro ai romani. Per sdebitarsi, i romani mettono a disposizione le loro competenze architettoniche, per consentire di terminare i lavori alle mura della città entro una scadenza che, in condizioni normali, sarebbe stato impossibile rispettare. In questo modo, Lucio e Huo An diventano grandi amici.
Scopriamo quindi che la legione romana si è diretta a est, verso la Cina, nel tentativo di Claudio di proteggere la vita di Publio, il figlio di un console romano, la cui vita è minacciata dal fratello Tiberio (Adrien Brody), assetato di potere. Infatti, Tiberio ha fatto assassinare il console e accecato il fratello più giovane, prima che il ragazzo riuscisse a fuggire con Lucio, che ora, senza saperlo, si ritrova in trappola. Inoltre, è in atto un’altra cospirazione, che potrebbe determinare il futuro della Cina …
DRAGON BLADE è una Produzione della Visualizer in collaborazione con la Fable House. Tra i principali investitori del film, figurano Sparkle Roll Media Corporation, Huayi Brothers Media Corporation, Shanghai Film Group, Home Media and Entertainment Fund, Shenzhen Tencent Video Culture Communication Limited, China Film & TV Capital, Alibaba (China) Co. Limited e Yu Le Bao.
DRAGON BLADE rappresenta un’altra pietra miliare nella carriera di Jackie Chan, che qui è protagonista, produttore e coreografo delle scene d’azione. La straordinaria squadra di talenti creativi comprende il regista, sceneggiatore e scenografo Daniel Lee, la produttrice Susanna Tsang, il direttore della fotografia Tony Cheung, lo scenografo e ideatore dei costumi Thomas Chong, l’art director Eddy Wong, il montatore Yau Chi-wai, l’autore delle musiche Henry Lai e, per quanto riguarda le coreografie d’azione, He Jun e il Jackie Chan Stunt Team.
SINOSSI
Siamo nelle pianure cinesi di Duemila anni fa, una misteriosa legione di soldati galoppa lungo la Via della Seta. Armature elaborate, elmi dalle criniere rosse, armi e formazioni in battaglia mai viste prima in quei territori: sono i soldati della legione romana condotta dal generale Lucio (interpretato dal candidato al Golden Globe® John Cusack), diretti verso est per proteggere Publio, figlio più giovane del Console Crasso, dal fratello malvagio Tiberio (il premo Oscar® Adrien Brody) assassino il padre e reo di aver accecato Publio.
Dopo essersi persi nel deserto, arrivano ai Cancelli delle oche selvatiche, dove Lucio combatte contro Huo An (Jackie Chan), il comandante della squadra che protegge la Via della Seta nella regione occidentale. I due, entrambi accusati ingiustamente di tradimento, iniziano a provare un reciproco rispetto. Così, Huo An concede ai romani esausti riparo da una pericolosa tempesta di sabbia. In cambio, la legione di Lucio aiuta gli uomini di Huo An a terminare i lavori di riparazione dei Cancelli delle oche selvatiche.
Quando Tiberio li raggiunge con un esercito enorme, esige da Huo An che gli vengano consegnati Lucio e Publio, altrimenti le sue armate annetteranno la Cina. Per proteggere il suo Paese e per discolparsi dall’accusa di tradimento, Huo An riunisce i guerrieri di 36 nazioni di etnie diverse per combattere insieme Tiberio in una battaglia epica.
UNA PRODUZIONE IMPONENTE
Con sette anni necessari per realizzarlo, DRAGON BLADE rappresenta un capitolo epico della storia del cinema cinese. Il film è stato girato con un budget record di 65 milioni di dollari (4 miliardi di yuan), è ambientato durante l’era della Dinastia Han occidentale e dell’Impero romano e racconta la leggenda di queste due grandi civiltà. La provenienza da diverse civiltà dei personaggi del film, dà una visione globale della ricerca della pace e della giustizia mai affrontata prima d’ora nella filmografia cinese. Il film ha messo insieme tre attori famosi, in un cast che comprende importanti interpreti di Hollywood, un idolo coreano e un’icona cinese nota in tutto il mondo. Il cast e la troupe hanno affrontato grandi distanze – più di 3.200 chilometri – passando dagli Hengdian World Studios (nell’Est della Cina) a Dunhuang e Aksai, situati a Ovest. Sul set hanno lavorato 700 membri della troupe di nazionalità diverse, parlando più di dieci lingue differenti, tra cui mandarino, cantonese, inglese, coreano, francese, tedesco e russo.
LA PRIMA SFIDA – I CANCELLI DELLE OCHE SELVATICHE
La squadra di produzione ha affrontato un viaggio complesso e lungo per rendere unica questa storia. Loro desideravano esprimere la vastità del film attraverso la storia, le idee e la produzione. La squadra di creativi ha deciso così di costruire concretamente i Cancelli delle oche selvatiche, con grandi sforzi per fabbricare le gru romane ‘trispastos’, e le gabbie di ferro e mattoni, seguendo fedelmente i progetti e le proporzioni originali, ma aggiungendo anche alcuni elementi cinesi. Il regista Daniel Lee sottolinea che sono stati realizzati dei progetti dettagliati per la costruzione di tutta la cittadina. Gli spettatori potranno così vedere la ricostruzione dei Cancelli delle oche selvatiche man mano che la storia si sviluppa.
Per effettuare le riprese aeree è stato utilizzato un drone a sei motori. In particolare, è stata predisposta una ripresa aerea per filmare una battaglia cruciale tra le due nazioni tra le colline. Inizialmente la ripresa sarebbe dovuta avvenire da una montagna, risultata poi troppo alta e con una salita eccessivamente ripida, senza lo spazio necessario al decollo e all’atterraggio del drone. Per questo, il tecnico è salito sulla collina e ha impiegato un’ora per creare una superficie piana per il drone.
Alcune gru imponenti sono state utilizzate per girare delle inquadrature spettacolari, mentre degli enormi green screen sono stati posizionati in diversi teatri di posa, in modo che gli sfondi potessero venire aggiunti in postproduzione. Decine di container racchiudevano costumi e oggetti di scena.
Il Jackie Chan Stunt Team si è occupato delle sequenze d’azione, il cuore del film. Alcuni stuntmen avevano anche dei ruoli nel film, compreso Steve Yoo, che interpreta l’aiutante di Huo An, Puma. Due squadre giravano contemporaneamente, le scene d’azione della seconda squadra venivano dirette dal coreografo He Jun. Poiché buona parte del cast non aveva grande esperienza nei film d’azione, la squadra ha addestrato gli attori e ha ideato le sequenze nel modo più indicato per metterli a loro agio. Jackie Chan infatti preferisce “realizzare delle sequenze d’azione concrete piuttosto che lavorare volteggiando grazie ai cavi. Oggigiorno, si lavora troppo con i cavi”.
LA SECONDA SFIDA – TENETEVI FORTE
La troupe ha dovuto superare tanti ostacoli per girare questo film epico, tra cui fronteggiare il tempo avverso, come la pioggia incessante a Hengdian e le numerose tempeste di sabbia ad Aksai. Proprio come avviene per il personaggio di Huo An, che non perde mai la speranza nel suo sogno di pace, la troupe ha dovuto accettare le difficoltà, le incomprensioni e i fallimenti. Bisognava fare di tutto per dar vita a questo incredibile film epico.
Visto che la pellicola è ambientata nella regione occidentale, il calore del deserto, il sole incessante e le tempeste di sabbia hanno rappresentato delle sfide estreme per la troupe. Hanno affrontato tre grandi tempeste di sabbia e altre di minore impatto, durante le riprese nel deserto, talvolta con una visibilità che non andava oltre i due metri. Con le tempeste di sabbia, le temperature salivano e potevano superare i 50 gradi. Hanno perso il conto dei tanti danni alle tende e alle attrezzature di ripresa. Inoltre, il cast ha dovuto sopportare il caldo enorme dovuto alle armature pesanti e abbigliamenti in pelle che indossavano per le scene, in giornate di lavoro che mediamente duravano 14-15 ore. Jackie Chan ricorda che le condizioni erano assolutamente insopportabili e inimmaginabili.
Anche il programma di riprese era molto impegnativo. La troupe si trovava sotto pressione per sfruttare al massimo le poche ore di sole ogni giorno. Molte scene comprendevano formazioni militari e assalti che vedevano impegnate tante persone, peraltro in un’area molto vasta. In una scena, 36 nazioni alleate assaltano l’esercito di Tiberio, mandando in pezzi la sua formazione. L’esercito di Tiberio era composto dalla fanteria, ma nell’azione erano coinvolti anche attori a cavallo. Una squadra ha iniziato l’attacco prima che la seconda partecipasse. Le imponenti scene di azione erano complicate dalla vastità della scena. Chan, che dirigeva la lavorazione, ricorda che “la cosa più complessa non erano le interpretazioni, ma coordinare così tante persone”. Inoltre le comparse, quando tornavano alle posizioni originali per ripetere le scene, muovendo la sabbia generavano così tanta polvere, da complicare notevolmente le riprese. Ci sono volute due ore e dieci ciak per catturare la scena, senza contare il tempo necessario per la preparazione. Alla fine, la sequenza era perfetta, ma sullo schermo si tratta di un momento molto breve.
Le riprese sono state veramente difficili per il cast, che doveva recitare con gli occhi aperti di fronte alla cinepresa. Il regista Daniel Lee e il coreografo He Jun non indossavano un abbigliamento elaborato: Lee aveva soltanto una sciarpa attorno al collo all’inizio delle riprese e in seguito ha aggiunto un paio di occhiali per fronteggiare il sole intenso. Così, prima della fine delle riprese, era già molto abbronzato. Invece, i capelli neri di He Jun sono diventati grigi a causa della sabbia.
La troupe non si è certo divertita molto durante i due mesi passati a girare ad Aksai. Erano stati prenotati dalla troupe almeno una decina di alberghi nella città più vicina. Un gruppo di assistenti, cuochi e autisti hanno dovuto accamparsi nel deserto, in tende dove i cellulari non prendevano e non c’era il WiFi. Tutto quello che potevano fare era parlare o giocare a carte. I pochi ristoranti in città erano luoghi popolari per la troupe per ritrovarsi la sera dopo il lavoro. Quelli che rientravano albergo, ad almeno due ore di macchina, spesso preferivano rimanere con lo stomaco vuoto, piuttosto che viaggiare attraverso il deserto dopo aver mangiato.
Non c’erano posti in cui spendere i propri soldi ad Aksai, quindi era un modo per stringere forti amicizie e conoscere meglio i propri colleghi. Non c’erano dubbi: si poteva perdere peso semplicemente ingoiando sabbia tutto il giorno.
LA TERZA SFIDA – UNO CONTRO MILLE
Jackie Chan sa bene come gestire lo stress sul set e stemperare i momenti di tensione. Una volta, stava piovendo a Hengdian, così il regista ha dovuto cambiare improvvisamente il programma delle riprese e girare gli interni. Mentre i tecnici erano impegnati a sistemare tutto, Lee era indaffarato a scrivere rapidamente le battute di quella scena. Jackie Chan ha utilizzato quei momenti nella sala del trucco per memorizzare le sue battute, una cosa semplice per lui. Tuttavia, nessuna delle comparse reagiva alle sue battute durante la prova dei costumi. La ragione era semplice: buona parte di loro erano stranieri che non capivano il cinese e l’interprete non era presente per spiegare la situazione, quindi l’improvviso cambiamento nella scena li aveva colti di sorpresa. Chan allora ha chiesto se il silenzio dipendesse dal fatto che non capivano quello che diceva. A quel punto, tutti hanno compreso quello che stava avvenendo e si sono messi a ridere, dopo che lui aveva contribuito a smorzare questo momento di tensione.
Anche se Jackie Chan è pronto a interpretare le scene più rischiose, fa sempre attenzione alla sicurezza degli altri, in particolare dei bambini. Tra un ciak e l’altro portava spesso gli attori bambini in luoghi sicuri, dicendo loro “lì è troppo pericoloso, stai qui”. La scena in cui i soldati inseguono lui e Xiu Qing, per poi sfociare in un combattimento, è stata ripetuta diverse volte e l’attore era preoccupato di poter ferire una comparsa sul volto ogni volta che si girava, considerando che aveva tre coltelli nella mano sinistra.
In generale, Jackie Chan è estremamente attento, anche ai più piccoli dettagli. Nella classe di Xiu Qing, ci sono degli oggetti che sembrano dei giocattoli di legno. Capitava spesso che potessero cadere dagli scaffali o essere ricollocati in un ordine diverso, ma Chan li sistemava ogni volta che notava delle discrepanze. Inoltre, rimetteva gli oggetti a posto in diverse scene di ogni ciak. Svolgeva personalmente questo compito, senza chiedere di farlo a nessun assistente.
LA QUARTA SFIDA – QUALSIASI COSA SUCCEDA, CE LA FAREMO
A parte le sfide provocate dal tempo nel deserto e le continue tempeste di sabbia, durante la produzione di questa pellicola epica, la troupe di DRAGON BLADE ha dovuto lavorare con gli attori più impegnativi in assoluto: animali e bambini.
In una scena in classe, Xiu Qing sta insegnando a un gruppo di bambini, quando Huo An fa il suo ingresso. Dopo aver terminato di cantare, i bambini corrono verso di lui, in cerca di cibo e abbracci. Tuttavia, un attore di 3 anni non aveva voglia di esibirsi e, dopo diversi ciak, Chan ha deciso di “cambiare la sceneggiatura”. Così, ha messo il bambino sulle sue ginocchia e ha iniziato a offrirgli degli snack, lasciandogli prendere quello che voleva. Il sistema ha funzionato durante le prove, ma quando si è trattato di girare, il bambino ha scosso la testa dopo il primo morso. Chan allora si è trovato a corto di idee, quindi ha mangiato lo snack e ha detto alla troupe “è veramente buono”. In effetti, Jackie è gentile con tutti, in particolare con i più piccoli. Quando un bambino non aveva la giusta espressione o si trovava nel posto sbagliato, lui gli spiegava come fare tutto correttamente. Quando capiva che i bambini non avevano voglia di recitare, cantava e rideva assieme a loro per sollevare il morale, in modo da ottenere quello che voleva il regista. Ma con i bambini, non c’è nessuna garanzia che questi trucchi funzionino sempre.
I bambini, in realtà, non sono complicati come gli attori animali. Sono stati utilizzati molti cavalli nelle riprese di DRAGON BLADE. Anche se sono animali pazienti, tutte le corse sotto il sole del deserto erano stancanti per loro, soprattutto nella scena in cui centinaia di soldati a cavallo si lanciano all’attacco. Per questo, quando Jackie Chan ha notato della ghiaia sul loro cammino, l’ha tolta dal percorso. “C’è il rischio che entrino dentro gli zoccoli mentre i cavalli corrono a tutta velocità”. Anche i membri della troupe, dopo aver notato quello che stava facendo, hanno seguito il suo esempio.
Oltre ai tanti cavalli, nel film ci sono condor e cammelli, che non perdevano occasione di atteggiarsi a divi. I condor non sono facilmente addomesticabili. I due che erano sul set sono addestrati a eseguire al meglio i movimenti necessari, ma non hanno l’abitudine di ascoltare tutti sul set, a volte neanche il loro addestratore. Insomma, c’è voluto del tempo per abituarsi all’ambiente di lavoro. Sammy Hung, che interpreta il padrone del condor Sun, andava sul set prima dell’inizio delle riprese per familiarizzare con gli animali, dando loro dell’acqua e parlandoci. Ma il giorno delle riprese, alle nove di mattina, il condor si rifiutava di volare, cosa che ha continuato a fare per le successive due ore. Così, non si è ottenuta un’inquadratura utilizzabile fino alle cinque di pomeriggio, quando il condor ‘primadonna’ ha deciso di librarsi in volo. Il regista delle scene d’azione ha urlato di gioia, mentre gli altri membri della troupe applaudivano. Per fortuna, la scena non richiedeva la presenza di altri attori, altrimenti sarebbe stato un disastro. Per quanto riguarda i cammelli, questi “animali del deserto” erano incredibilmente scontrosi sul set. Come se volessero protestare contro il caldo, hanno iniziato a scioperare e si sono rifiutati di prendere ordini dal loro addestratore. Non importa quanto l’addestratore alzasse la voce, chiedendogli di inginocchiarsi o di scaricare il carico che portavano, loro non obbedivano e continuavano a lamentarsi. ?
L’IDEA DIETRO A DRAGON BLADE
La visione e la saggezza che è presente in DRAGON BLADE va oltre i periodi storici e le culture. Risale ai tempi antichi e arriva alla nostra epoca. Mostra la straordinaria eredità delle maggiori culture mondiali della storia.
Huo An in DRAGON BLADE canta “La canzone della pace” come una celebrazione dopo la costruzione delle mura della città. L’ultima frase del brano dice “oltre la guerra per sempre”. E lui ripete la frase dopo la canzone, per dimostrare la sua volontà di portare la pace nel mondo.
SVILUPPO DELLA STORIA
Daniel Lee ha ricoperto diversi ruoli nella produzione di DRAGON BLADE, sfruttando la sua grande esperienza, che lo ha visto realizzare tanti film di arti marziali e d’epoca. Lee ha iniziato a scrivere la sceneggiatura sette anni fa.
Nel corso di una ricerca molto elaborata, Lee ha scoperto l’esistenza di questa Squadra di difesa e ha unito molti elementi storici per dar vita a questa sceneggiatura. Le dimensioni del progetto sono diventate sempre più ambiziose e hanno trovato il suo cuore quando lui ha deciso di utilizzare il concetto di “pace” come base del film.
Lee definisce DRAGON BLADE un ‘wuxia’ storico ed epico. Con ‘wuxia’, si riferisce al senso di cavalleria cinese. Infatti Huo An è un nobile cavaliere che mette in gioco la sua vita, le sue convinzioni e la sua filosofia per cercare di creare un futuro migliore.
L’obiettivo del regista era quello di dar vita a un film di intrattenimento e lasciare che il pubblico scoprisse da solo il suo messaggio. La pellicola comprende momenti di eroismo, legami tra padri e figli, storie d’amore, paesaggi spettacolari ed effetti digitali impressionanti. Il messaggio è che accettare le differenze esaltando la tolleranza è il sistema migliore di risolvere i conflitti tra le diverse etnie. Il film è incentrato su questo concetto e propone al pubblico elementi drammatici e comici.
Per dar vita ai suoi protagonisti, il regista ha inserito le caratteristiche personali di ogni attore nel rispettivo personaggio. Per Jackie Chan, non si trattava semplicemente di recitare, ma anche di esprimere la sua filosofia di vita. Chan trova facilmente un legame con il suo pubblico perché, proprio come avviene per il suo personaggio, è effettivamente un uomo onesto e nobile.
Lee ha creato la personalità di Huo An e i suoi valori avendo bene in mente Chan, che ha adorato le battute che doveva pronunciare e che gli hanno permesso di far salire la sua interpretazione a un altro livello. Chan ha anche apprezzato il talento di Lee come scenografo e quest’ultimo, noto per la sua meticolosità, ha effettuato tanti cambiamenti all’ultimo minuto al guardaroba e al trucco, anche solo per un paio di baffi, arrivando a indicare 800 variazioni.
Il generale romano interpretato da John Cusack è una figura tragica. Il regista riteneva che Cusack fosse affascinante e romantico. Adrien Brody ha invece una personalità eccentrica, che ha fornito un senso gioioso alla sua interpretazione. Considerando che il regista si è occupato anche dello script, poteva affinare la sceneggiatura per gli attori, dopo aver imparato a conoscere le loro personalità e i punti di forza sul set.
DRAGON BLADE è stato girato ai confini occidentali cinesi, una location difficile per le troupe cinematografiche. Ma il regista aveva realizzato diversi film d’azione e svolto ricerche accurate sull’era rappresentata nella storia, così ha potuto preparare bene alcune cose, come organizzare delle riprese in una zona desertica problematica e controllare delle scene con centinaia di comparse. Ma la sfida maggiore è stata gestire le diverse lingue che si sentono nel film e parlate da 36 nazioni diverse.
INTERVISTA A JACKIE CHAN
Può parlarci del suo personaggio, Huo An?
Huo An viene adottato da un Comandante militare quando è ancora un bambino. Sia la dinastia Han che quella degli unni rifiutano di accettarlo. Così, diventa il Comandante di una squadra di difesa nei confini occidentali ed è responsabile di soldati di diverse etnie, che mantengono la pace sulla Via della Seta. Ovviamente, all’epoca era molto complicato evitare la guerra. C’erano 36 nazioni in quel momento e combattevano costantemente tra loro.
Pensa che lui sia un eroe?
Quando ero piccolo, amavo gli eroi, ma oggi no. Un eroe nasce da qualche evento drammatico. Se non ci fossero guerre, incendi o terremoti, non potremmo avere degli eroi, giusto? Per questo, preferisco che non ci siano eroi, perché significherebbe evitare i drammi. Un eroe nasce quando molte persone muoiono. Huo An è un uomo che ama la pace e crede nella possibilità di trasformare i nemici in amici. Perché si continua a combattere? Non ci sarebbero eroi senza le guerre. Tutto dipende dal mantenere la pace tra le 36 nazioni della regione. Huo An detesta la guerra, ma vive in un’epoca in cui la pace può esistere solo vincendo le guerre. È una situazione molto complessa.
Che può dirci dei suoi colleghi americani, John Cusack ed Adrien Brody?
Per quanto riguarda le coreografie d’azione, John è molto bravo nel kickboxing, ma non aveva grande esperienza con le spade e i coltelli, così gli ho insegnato come combattere con le armi. Quando si parla di recitazione, non c’è bisogno di sottolineare quanto sia bravo. Lui mi ha permesso anche di migliorare l’inglese, come pronunciare al meglio una battuta e anche come recitare dando il massimo. È un ottimo insegnante. La cosa strana, è che, subito dopo esserci incontrati per la prima volta, avevamo l’impressione di conoscerci da tantissimo tempo. Magari adesso non ci vedremo per tanti anni, ma quando ci rincontreremo sono sicuro che ci sentiremo ancora grandi amici.
Per quanto riguarda Adrien, è molto intraprendente. Un giorno, mi ha mandato un messaggio chiedendomi dove mi trovassi e mi ha rivelato di essere un mio grande fan, così come lo era la sua ragazza. Lei mi adorava e voleva che Brody lavorasse con me, cosa che anche lui si augurava. Gli ho risposto che avremmo dovuto trovare qualche progetto a cui collaborare e gli ho dato appuntamento due giorni dopo, per mangiare qualcosa e parlarne. In quell’occasione, mi ha confidato che la sua ragazza voleva che facesse una foto con me. Poi, mi ha chiesto come avremmo potuto collaborare. Avevo già la risposta pronta. “Sto preparando un film e potremmo lavorare subito insieme”. E così, mi ha fatto tante domande sul film.
Molti interpreti cinesi dovrebbero imparare da loro. Adrien è un attore famoso, che ha vinto l’Oscar, ma non ha un assistente. È venuto da solo, portandosi i bagagli senza nessun aiuto. Per me, era eccessivo, almeno avrebbe dovuto avere un traduttore, così gliene ho assegnato uno della mia squadra.
Come è cambiato il suo lavoro in tutti questi anni?
Quando lavoravo a Il ventaglio bianco e Terremoto nel Bronx, non riuscivo a entrare nei personaggi. Tutto quello a cui pensavo erano le tecniche di combattimento, come coreografare le sequenze di azione e realizzare gli stunt più pericolosi. All’epoca, non c’era il tempo perché la cinepresa zoomasse su di me. Se avessimo chiesto al pubblico di osservare Jackie Chan recitare, si sarebbe addormentato. “Salta! Salta dal tetto dell’edificio! Salta dalla macchina!”. Era per quello che applaudivano. Io mi facevo male e loro applaudivano.
Ora il pubblico è diverso. Non amano soltanto l’azione, ma anche la storia del film. La trama aiuta le scene d’azione a risultare più efficaci. Oggi non devo saltare dal tetto di un edificio e comunque non lo farei. Il pubblico sa che prima eseguivo certi stunt e mi conoscevano per quel tipo di scene. Ora invece mi devo sforzare maggiormente a recitare bene.
INTERVISTA A JOHN CUSACK
Può parlarci del suo personaggio?
Io interpreto Lucio, comandante generale dell’esercito dell’Impero romano e che presta servizio sotto Crasso. È un generale che ha il compito di proteggere il giovane erede al trono.
Come descriverebbe il film?
Ritengo che sia un racconto epico che fa parte della storia cinese, in particolare della Via della Seta, ma parla anche della necessità di vivere in pace. Se fosse possibile costruire una città in cui tutti sono i benvenuti e la pace esistesse realmente, anche se questo luogo fosse distrutto, dovremmo impegnarci tutti per ricostruirlo. Talvolta, gli imperi e le potenze nazionali possono essere in guerra, ma questo non è mai il desiderio del popolo. Nei loro cuori, le persone vogliono pace e giustizia. È di questo che parla il film.
Qual è la differenza tra girare in Cina e a Hollywood?
Ho scoperto che in Cina l’entusiasmo e la passione sono maggiori. Quando arrivavo sul set, si sentiva che le persone erano impegnate a fare qualcosa di speciale. Magari dipende dal fatto di lavorare con Jackie e Daniel, d’altronde non ho collaborato con altri registi e produttori cinesi. Ma sicuramente c’è un entusiasmo che a Hollywood abbiamo perso. Per esempio, se realizzi una scena magnifica, tutta la troupe osserva e applaude per farti sentire il suo entusiasmo. Questo aiuta molto gli attori e ti fa capire che per loro è importante quello che fai e che stanno lavorando duro. L’etica del lavoro qui è incredibile, le persone sono disponibili a lavorare senza sosta.
Come è stato lavorare con Jackie Chan?
È stato bellissimo. In America, Jackie è un’icona, quasi allo stesso livello dei comici del cinema muto, come Buster Keaton, Harold Lloyd e Charlie Chaplin, considerando i rischi fisici che si assume e le sue doti comiche. In effetti, nessuno ha mai fatto nulla di paragonabile dopo l’epoca del cinema muto, considerando che qui è protagonista e produttore, oltre a realizzare personalmente tutti i suoi stunt. È decisamente creativo e abile con le sue mani, quasi come se fosse un mago, ed è per questo che negli Stati Uniti è adorato. Lavorare con lui nella sua patria, sul suo ‘campo da gioco’, ti permette di vederlo dare il meglio.
INTERVISTA AD ADRIEN BRODY
Può parlarci del suo personaggio?
Interpreto Tiberio, che rappresenta un governante malvagio e senza pietà. Lui ritiene di non poter essere punito, quindi anch’io, in un certo senso, mi sentivo più ‘libero’. Tento sempre di creare una certa complessità nei personaggi che interpreto. Anche se Tiberio rappresenta una forza oscura in questo film, mi sentivo obbligato a creare una fragilità e dei traumi vissuti da questo personaggio, che lo avevano portato su questo sentiero oscuro. Il pubblico non potrà certo parteggiare per Tiberio, ma devono provare delle emozioni per lui, così come per le lotte di tutti questi uomini che sono in conflitto tra loro.
Cosa pensa di Jackie Chan e dei film di arti marziali?
Sono cresciuto guardando i film di arti marziali assieme a mio padre, anche prima che iniziassi ad apprezzare buona parte dei titoli di Hollywood. Da piccolo, andavamo a Chinatown a vedere dei bellissimi film cinesi degli anni settanta e ottanta. Da adolescente, ero ossessionato da questo tipo di pellicole. A 16 anni, stavo per strada a New York a esercitarmi con i Nunchaku, e mi sono fatto male. Il giorno seguente, avrei dovuto farmi la foto per la patente e così, per quattr’anni fino alla scadenza, avevo un brutto occhio nero sul documento. Insomma, fare un film con Jackie è un sogno che si realizza. Spero che sia soltanto un primo passo e che ce ne saranno altri in futuro, perché lo ammiro molto e ho apprezzato tantissimo questa collaborazione.
Che differenze ci sono tra i film d’azione girati a Hollywood e quelli di arti marziali cinesi?
Qui c’è un livello tecnico altissimo, ma allo stesso tempo, anche una grande libertà. Dragon Blade è una pellicola epica. Abbiamo diverse squadre che sono bravissime in quello che fanno. Nulla ci ha mai impedito di proseguire nel nostro lavoro e la loro capacità di non far perdere tempo a nessuno è stata fondamentale. Quando doveva avvenire qualcosa nella storia ed erano coinvolti gli stuntmen, tutto veniva risolto in pochi minuti.
INTERVISTA A DANIEL LEE
Perché voleva portare al cinema questa storia?
Gli antichi romani sono stati in Cina ed è un evento cruciale per quanto riguarda la dinastia Han. Per chi, come me, ama realizzare film storici, era impossibile non essere interessati. Per sette o otto anni, ho cercato informazioni su questa storia, tentando di farla diventare un trattamento cinematografico. Nella zona nordoccidentale della Cina sono rimasti dei reperti storici e alcune persone ritengono che a Zhangye ci siano delle rovine romane. Le persone che vivono nei dintorni non sembrano Han cinesi e test genetici hanno dimostrato che loro erano discendenti degli antichi romani. Nella dinastia Han, c’erano 36 nazioni in quella regione, le persone andavano e venivano, quindi non è strano che i romani avessero dei discendenti lì. Dal punto di vista di uno sceneggiatore, mi sono chiesto: cosa sarebbe successo se i romani fossero arrivati veramente in Cina?
Esiste veramente una leggenda su una legione romana scomparsa in zona?
Sì, è proprio così. È stata l’idea fondamentale alla base della sceneggiatura. È affascinante: delle truppe scompaiono nel loro viaggio verso est. Mi sono ispirato a un incidente storico sulla legione di Crasso dispersa a est e l’ho trasformato in un personaggio nella storia, rivelando un complotto all’interno della sua famiglia. Alla fine, sono stati i cinesi che lo hanno aiutato a risolvere la situazione.
Il personaggio di Huo An è molto simile a Jackie Chan, non è vero?
Sì, assolutamente. Quando realizzo un film, soprattutto con Jackie, ho la responsabilità di tirar fuori il meglio da un attore e utilizzarlo nel film. Il talento maggiore di Jackie non è legato alla sua interpretazione o alle sue doti di arti marziali, ma al fatto di mettere la sua visione delle cose in ogni film. Fin da bambino, ho seguito la sua carriera e, ancora oggi, sono un suo grande fan.
Quale pensa sia la qualità migliore del film?
Ritengo che sia unico. È un caso raro nella storia del cinema cinese. Non dico che sia stato il film più complesso di sempre, ma è stato sicuramente un caso raro. Con tanti attori da gestire, era difficile portare sullo schermo l’immagine di Jackie Chan che ho sempre avuto in mente. Tuttavia, penso proprio che lui sia riuscito a dimostrare che noi asiatici possiamo fare un film sugli antichi romani. È una grande opportunità avere Jackie come coreografo delle scene d’azione di un mio film e lui ha dato il massimo. Lo stesso hanno fatto gli investitori, che hanno messo assieme una grande quantità di denaro. Anche se io ero molto attento, è evidente che si tratta di un film costoso. Insomma, abbiamo ottenuto dei grandi risultati e realizzato un film unico.
LE SUPERSTAR INTERNAZIONALI
Jackie Chan
Jackie Chan è completamente devoto al mondo del cinema. Spesso, rimane sul set dopo aver terminato le sue scene per insegnare ai colleghi i movimenti d’azione corretti, tirar su delle tende o sistemare gli oggetti utilizzati. Altrimenti, lui rimane semplicemente a osservare la troupe, come se volesse comunicare il suo amore per il set. Essendo una star internazionale, ha vissuto in prima persona i vantaggi e gli svantaggi di diversi sistemi cinematografici mondiali. Chan sostiene di voler mandare avanti il suo stile di produzione. Per esempio, è sorpreso di vedere che, nelle coproduzioni, le troupe cinesi e americane mangiano cose diverse. “Noi dovremmo mangiare lo stesso cibo. Perché trattiamo le persone che sono di nazionalità diverse in maniera diversa?”.
Le temperature erano altissime durante le riprese della costruzione delle mura cittadine e il costume di Chan estremamente pesante. La troupe gli ha consigliato di utilizzare una controfigura per un’inquadratura, ma lui ha insistito a spingere dei macchinari pesanti, assieme a decine di comparse. Chan ha fatto parte della squadra creativa del film, dall’ideazione alla costruzione dei grandi set. La squadra specializzata nelle costruzioni scherza (ma non del tutto), dicendo che “lui ha svolto buona parte del lavoro sul set”.
Chan ha anche sorpreso gli artisti makeup per le sue doti interpretative. Sul set a Dun Huang, quando Xiu Qing – che sta morendo – affida il marito alle cure di Cold Moon, Chan tiene Mika Wang tra le sue braccia e la fa piangere. “I suoi occhi si sono bagnati in un attimo, la commozione è stata immediata. Di solito, lui scherza con noi, quindi non siamo abituati a vederlo piangere in questo modo”.
John Cusack
John Cusack interpreta il generale romano Lucio, un guerriero costretto a fuggire dal suo Paese. È tormentato per l’amore che prova verso la moglie del Console e cerca di redimersi salvando la vita del loro figlio più giovane, Publio.
Cresciuto in una famiglia di attori, Cusack ha partecipato a molte produzioni hollywoodiane, tra cui la pellicola catastrofica 2012, la commedia romantica Alta fedeltà (High Fidelity) e la commedia di culto Essere John Malkovich (Being John Malkovich). Un veterano del mondo del cinema, che lo ha visto impegnato anche come regista e produttore, non aveva mai affrontato delle scene d’azione come quelle di Dragon Blade. Tuttavia, lui ‘sfidava’ spesso Jackie Chan nelle pause delle riprese. I due uomini, armati solo di spade, si affrontavano spesso, e Chan gli dava dei consigli su come ruotare l’arma creando degli effetti affascinanti.
Cusack si è preparato al ruolo dedicando molto tempo al sollevamento pesi, alle arti marziali, al kickboxing e ai combattimenti con la spada. Nella scena in cui Lucio salva la vita di Publio, lui doveva eseguire una complicata scena d’azione, combattendo contro diversi uomini. Cusack ha provato la sequenza dal mattino fino a notte inoltrata. Grazie alla sua forza e pazienza, è riuscito a fornire una grande interpretazione, nonostante fosse completamente sudato a causa del calore del deserto.
Adrien Brody
Adrien Brody interpreta il generale romano Tiberio in DRAGON BLADE. Il suo personaggio è un comandante ambizioso e spietato. Una battuta che pronuncia nel film rappresenta perfettamente il suo personaggio: “Mi piace che la gente mi odi. Il loro odio mi fa sentire vivo”.
Brody è un acclamato attore americano, che ha studiato recitazione fin da piccolo, prima di iscriversi alla prestigiosa American Academy of Dramatic Arts di New York. Il suo ruolo ne Il pianista (The Pianist) gli ha fatto vincere un Oscar come miglior attore protagonista nel 2003, rendendolo il più giovane ad essersi mai affermato in questa categoria. Da giovane, ogni settimana andava nel quartiere di Chinatown a New York con il padre per vedere dei film di kung fu. Brody è un grande ammiratore del lavoro di Jackie Chan e in diverse occasioni aveva espresso il desiderio di poter recitare al suo fianco.
Il primo film cinese in cui Brody è stato impegnato è stato Back to 1942 di Feng Xiaogang, un’altra pellicola girata in condizioni estreme. Brody ama fare tutto da solo e così non ha richiesto degli assistenti. La troupe gli ha soltanto assegnato un membro del Jackie Chan Stunt Team che parlava inglese, per aiutarlo a imparare i movimenti di arti marziali.
Anche se Brody e Chan sono nemici sullo schermo, i due sono diventati amici nella vita reale. Brody definisce Chan “un grande eroe”. A sua volta, Chan ritiene che Brody sia qualcosa di più di un ottimo attore. “È molto amato sul set, gli attori cinesi dovrebbero prendere esempio da lui”. Chan ha tradotto personalmente il discorso che Brody ha fatto al cast e alla troupe quando le riprese sono terminate.
Siwon Choi
L’idolo coreano Siwon Choi ha lasciato da parte la sua immagine pulita di cantante K-pop, per sfoggiare una barba in DRAGON BLADE che lo trasforma in Yin Po, un’arcigna guardia dei confini occidentali. Tra i tanti personaggi nel film, la lealtà di Yin Po è decisamente la più ambigua. Choi ha avuto notevoli problemi durante le riprese, correndo con un’armatura pesante, che lo ha aiutato a scolpire il suo fisico sotto il sole del deserto. Choi si è anche impegnato molto per migliorare il suo cinese, riuscendo alla fine ad avere una pronuncia perfetta. Il suo duro lavoro non è passato inosservato, tanto che ha ricevuto i complimenti di Daniel Lee. Alla fine di quella giornata di riprese, il regista ha regalato a Choi una t-shirt rara con il logo della sua società cinematografica.
Choi era rimasto colpito dalla sceneggiatura fin dall’inizio. Come capitato anche al resto del cast, ha amato lavorare con Jackie Chan, che ritiene essere molto premuroso. “Visto che si prendeva cura di ognuno, tutti lo chiamavano con affetto ‘fratellone’”.
LE DIVE
Lin Peng (Luna Fredda) e Mika Wang (Xiu Qing, moglie di Huo An) sono le due eroine del film. I loro personaggi sono in contrasto: una guerriera e un’insegnante. Il personaggio della Lin è una donna fredda, che indossa una pelliccia, una gonna turchese e una fondina di cuoio da cui emerge una spada imponente. Essendo l’unico personaggio Han, Xiu Qing indossa un costume tradizionale cinese dai toni delicati e uno scialle sulla testa per confondersi con i commercianti della Via della seta. Appare come una gentildonna e ha sempre un sorriso cordiale.
Mika Wang
Mika Wang, che interpreta la moglie di Huo An, Xiu Qing, ha impressionato tutti con la sua capacità di manifestare le emozioni del personaggio, suscitando grandi lacrime quando pronuncia la frase “io ti amo”. Questa scena complicata è stata terminata prima del previsto grazie alla bravura dell’attrice.
La Wang interpreta Xiu Qing come la grande donna che sta sempre dietro a ogni grande uomo. Insegna ai bambini di etnia diversa, mentre Huo An promuove la pace alla frontiera. Nella vita condividono degli obiettivi e dei valori comuni. La Wang, parlando di Chan, sostiene che “mi ha tolto un grande peso grazie alle indicazioni di ‘fratellone’, che mi hanno permesso di interpretare al meglio il mio ruolo”.
Lin Peng
Lin Peng, che interpreta la gelida guerriera Luna Fredda, è stata quella che ha subito numerose ferite gravi tra il cast. Il suo personaggio utilizza due armi, la frusta e la spada. Le sue dita erano costantemente rovinate dall’utilizzo dell’arco ogni giorno, tanto che l’indice era completamente spellato. Un giorno, i suoi cavi si sono rotti ed è caduta da un’altezza di due metri, atterrando pesantemente sul lato sinistro del suo corpo. Per fortuna, Jackie Chan le ha protetto la testa.
La Lin rivela che “mi sono fatta molto male! Avevo tanti lividi, ma gli incidenti accadono in questo tipo di film e non si possono evitare”. Daniel Lee e Chan l’hanno convinta a realizzare una scena del matrimonio in cui si trovava quasi nuda, come era comune per gli unni un tempo. Inoltre, era l’unica ad avere il naso sanguinante, a causa di un’infiammazione causata dall’arido clima del deserto, che l’ha fatta soffrire molto durante tutte le riprese.
L’attrice si è allenata con il Jackie Chan Stunt Team per diversi mesi prima dell’inizio delle riprese, imparando come utilizzare la frusta. Non voleva ferire Chan nelle due scene che comprendevano l’uso della frusta, ma era anche preoccupata di non risultare molto convincente sullo schermo. Per la Lin, la parte più complessa non sono state le sequenze d’azione, ma esprimere la freddezza del personaggio attraverso lo sguardo e il linguaggio del corpo. “Lei può essere veramente una dura, è un personaggio molto forte. Il suo sguardo doveva essere diretto, senza esitazioni. Era sagace e aggressiva, ma la sua personalità è molto diversa dalla mia”.
GLI AMICI
I fratelli delle bacchette – Xiao Yang e Wang Taili
Xiao Yang e Wang Taili hanno recitato insieme nell’innovativo film Old Boys. La loro canzone, vincitrice dell’American Music Award, “Little Apple”, è stata un enorme successo in Corea del Sud, dove i due hanno collaborato con l’idolo del K-pop T-ara. La coppia mostra una grande sintonia sullo schermo, interpretando i ruoli del Capitano (Xiao Yang) e di Ratto (Wang Taili), che si trovano ai Cancelli delle oche selvatiche. Il capitano non è noto per le sua intelligenza e spesso risulta balbettante, mentre Ratto è un dottore dell’esercito, che dedica tutte le sue energie a ingannare il Capitano. I due sono presenti in quasi tutti i momenti comici del film. Il capitano mette in mostra una testa piena di ricci e un’armatura pesante dall’aspetto strano, così come una frusta. Ratto ha un aspetto ambiguo, con una sciarpa arancione e un soprabito, oltre a fumare sempre la pipa. Ovviamente, è difficile non notarli sul set.
Xiao Yang ha studiato le vicende storiche realmente avvenute dopo aver ricevuto la sceneggiatura e ritiene che la leggenda sia piena di fascino. “Sappiamo soltanto che tante persone diverse erano presenti in quella zona, ma non ci sono conferme e quindi il mistero rende tutto ancora più affascinante, lasciando grande spazio all’immaginazione”.
Sammy Hung
Sammy Hung incarna il Sole degli unni (Sole Rosso), il fratello maggiore di Luna Fredda. Il suo personaggio appare sempre assieme a un condor maschio, che rappresentava un simbolo del proprio status sociale in quei luoghi. Inoltre, il condor è anche il simbolo della nazione degli unni. Ma i 12 chili di peso del volatile significavano che, quando portava l’animale in giro, il braccio gli faceva costantemente male. Per fortuna, Hung ha praticato le arti marziali fin da bambino con suo padre, la leggenda delle arti marziali Sammo Hung. Lui ha molta pazienza con gli animali e ha dedicato tanto tempo a creare un legame con il volatile. Ritiene che la sceneggiatura di DRAGON BLADE fosse decisamente speciale e con tanti punti di vista, affrontando diversi aspetti come la lealtà, la pace e l’amore. Inoltre, è convinto che spettatori di Paesi diversi coglieranno tanti messaggi differenti vedendo il film.
Jozef Waite
Tanti attori bambini interpretano gli abitanti dei Cancelli delle oche selvatiche. Il principale è Jozef Waite, che incarna Publio, il figlio del potente console romano. Waite si è fatto conoscere apparendo nel programma televisivo Grade One su Hunan TV. Metà inglese e metà cinese, questo attore di sette anni ha lavorato con tutti i protagonisti maschili del film. John Cusack ama molto giocare con i bambini e i due hanno stretto un legame forte, come padre e figlio. Il giovane attore è in grado di pronunciare le sue battute in maniera emozionante, impressionando i suoi colleghi, commuovendo Jackie Chan e ottenendo grandi complimenti da parte di Cusack. A un certo punto, quando Waite improvvisamente è rimasto impietrito nel bel mezzo di una canzone e si teneva la bocca con la mano, tutti sul set si sono messi a ridere. In effetti, la dentiera di Waite – che copre i denti mancanti dovuti all’età giovanissima – era caduta a metà del brano.
William Feng
William Feng interpreta il leggendario generale Huo Qubing, basato su un personaggio realmente esistito. Ha lavorato durante le riprese ad Aksai e ha vissuto le difficoltà di girare nel deserto. Ricordando questa esperienza, ha sostenuto che “nonostante sia un ambiente difficile, ci ha motivato molto. Il compito di un attore è portare a termine la sua interpretazione nonostante tutto”.
I PERSONAGGI
HUO AN (Jackie Chan) è il comandante della Squadra di difesa della Via della Seta, il principale avamposto militare esistente nella Cina della dinastia Han, che proteggeva i suoi confini dagli invasori, e la Via della Seta dai conflitti tribali. È stato cresciuto dal generale Huo Qubing, che lo ha trovato quando era un bambino abbandonato sul campo di battaglia.
LUCIO (John Cusack) il più grande guerriero della sua generazione, che ha dedicato la vita a servire l’uomo più ricco di Roma, Crasso, il Console dell’Impero romano. Dopo l’omicidio di Crasso, Lucio è fuggito con suo figlio piccolo, Publio, per proteggerlo dall’assassino del padre. Forma una strana alleanza con Huo An.
TIBERIO (Adrien Brody) è il figlio maggiore dell’uomo più ricco di Roma, Crasso. Visto che il padre preferisce il figlio più giovane, Tiberio avvelena il fratello Publio, così da non dover dividere l’eredità. Quando Lucio fugge con Publio, Tiberio li segue. Huo An denuncia il piano di Tiberio e lo sfida a duello.
YIN PO (Siwon Choi) serve sotto Huo An come suo vice nella Squadra di difesa della Via della Seta. A causa della sua ambizione sfrenata, tradisce Huo An e il suo Paese alleandosi con Tiberio. Dopo che Huo An viene arrestato e i suoi uomini costretti alla schiavitù, il suo piano viene finalmente scoperto.
LUNA FREDDA (Lin Peng) è l’unica figlia del capo della nazione degli Unni. È molto competitiva e bravissima nel tiro con l’arco. Avendo giurato di sposare solo un uomo che è in grado di batterla, inizia a provare dei sentimenti forti per Huo An, dopo che quest’ultimo riesce a sconfiggerla. Quando lui si ritrova in difficoltà, lei conduce la nazione che governa in suo soccorso.
XIU QING (Mika Wang) è la moglie di Huo An. I suoi genitori, degli Han, non avevano approvato il suo matrimonio con Huo An, che invece è di origini unne. Sostiene sempre suo marito e crede nei suoi principi. Insegna in una scuola per bambini di diverse etnie. Anche lei viene tradita da Yin Po in circostanze tragiche.
CAPITANO (Xiao Yang) è il capitano dei Cancelli delle oche selvatiche. Forte e imponente, porta una frusta e si definisce “re dei coltelli”. Lui tratta male Huo An quando quest’ultimo arriva prigioniero, ma il suo aiuto si rivela fondamentale quando i soldati romani attaccano.
RATTO (Wang Taili) è il dottore militare che ammira molto l’umanità di Huo An. E’ il primo ufficiale del Cancello delle oche selvagge a sostenerlo, dandogli un’antica armatura per combattere le forze romane. Influenzato da Huo An, rifiuta le offerte di Tiberio.
SOLE ROSSO (Sammy Hung) è il figlio del capo degli unni e il miglior guerriero del suo clan. Ama la natura e si prende sempre cura degli amici. Il suo condor per lui è sia un animale, sia un compagno in battaglia.
PUBLIO (Jozef Waite) il figlio minore di Crasso ha dieci anni ed è il suo erede al trono. Ma suo fratello lo avvelena e lo fa diventare cieco. Fugge a est sotto la protezione di Lucio, ma non riesce comunque a far perdere le sue tracce.
PUMA (Steve Yoo). Nonostante sia poco più che un ventenne, è uno degli uomini più fidati e degli amici stretti di Huo An. Le informazioni sul nemico e la capacità di scoprire cose importanti sono la sua specialità.
LA MADRE DI PUBLIO (Sharni Vinson) è la moglie di Crasso, l’uomo più ricco di Roma e che detiene un grande potere politico. Aveva una relazione con Lucio, prima che i genitori la convincessero a sposare Crasso. Nel primo anno di matrimonio, ha dato alla luce Publio, che sospetta possa essere in realtà il figlio di Lucio.
GENERALE HUO QUBING (William Feng) è stato fondatore e comandante della Squadra di difesa della Via della Seta delle Regioni occidentali. Ha salvato Huo An quando era un orfano affamato e lo ha cresciuto come se fosse suo figlio. Ha sostenuto l’esistenza pacifica tra le nazioni della Via della Seta, un’eredità che Huo An ha portato avanti quando è diventato suo successore.
I REALIZZATORI
DANIEL LEE (Regista/Sceneggiatore/Scenografo), nato a Hong Kong nel 1960, è un regista acclamato e noto per la sensualità delle sue immagini. Da giovane, ha imparato la pittura cinese e quella a olio, per poi laurearsi in arti visive in Canada, dove ha studiato cinema. Dopo essere tornato a Hong Kong, ha iniziato la sua carriera in televisione ed è stato impegnato con diverse serie per quasi dieci anni. In seguito, ha iniziato a lavorare nell’industria cinematografica locale come assistente alla regia per The Romance Of Book & Sword (1987) di Ann Hui. L’anno successivo, grazie a Starry Is The Night (1988), ha cominciato un percorso che gli ha permesso di diventare uno dei migliori art director di Hong Kong. Sei anni dopo, ha esordito come regista, lavorando al wuxia contemporaneo What Price Survival (1994), in cui il suo stile surreale e coraggioso gli ha permesso di ottenere grandi consensi, tanto che il celebre regista d’azione Chang Cheh lo ha definito “il realizzatore di arti marziali più importante della sua generazione”. Un altro suo film molto apprezzato è stato La vendetta della maschera nera (Black Mask). Di solito, Lee scrive e dirige i suoi film, occupandosi spesso anche delle scenografie. Grazie alla sua profonda conoscenza della cultura cinese, è un maestro nelle pellicole d’epoca e d’azione, oltre che un affermato scenografo e art director. La pellicola epica Three Kingdoms: Resurrection of the Dragon è stata un grande successo di pubblico e di critica, tanto da ricevere anche il premio per le migliori scenografie ai 3rd Asian Film Awards.
JACKIE CHAN (Produttore) è nato a Hong Kong nel 1954. Da giovane, ha studiato con il maestro dell’Opera di Pechino Yu Jim-yuen, assieme ai futuri coreografi d’azione di Hong Kong come Sammo Hung, Yuen Wah, Yuen Biao e Yuen Bun, che hanno formato un gruppo chiamato i “Sette fortunati”. Chan ha esordito come stuntman a soli 17 anni, prima di ottenere dei ruoli da protagonista nei film di Yuen Woo Ping Drunken Master e Il serpente all’ombra dell’aquila (Snake In The Eagle’s Shadow), che nel 1978 gli hanno permesso di farsi notare dal pubblico e dagli addetti ai lavori. A quel punto, la Golden Harvest Films ha firmato un accordo con Chan che lo ha portato, l’anno dopo, a partecipare a Jacky Chan la mano che uccide (The Fearless Hyena). Chan allora è andato a Hollywood per lavorare a La corsa più pazza d’America (The Cannonball Run) e al suo sequel. Dopo essere tornato a Hong Kong, ha partecipato a Il mistero del conte Lobos (Wheels On Meals) e Twinkle Twinkle Little Star, diretti e interpretati da Sammo Hung, dando vita a un nuovo genere di successo, quello delle commedie d’azione. Così, si è costruito un grande seguito di pubblico in Asia (e, in particolare, in Giappone) grazie a Police Story (1985). In seguito, il grande successo Terremoto nel Bronx (Rumble In The Bronx) ha esordito al primo posto delle classifiche americane e ha battuto diversi record di Hong Kong, mentre la serie di Rush Hour ha reso Chan una superstar internazionale. Inoltre, ha prestato la sua voce ai film di Kung Fu Panda, un altro titolo che lo ha reso molto popolare nel mondo.
Le sue grandi doti come sceneggiatore, produttore, regista, attore e coreografo d’azione lo hanno fatto diventare una leggenda cinematografica mondiale. Ha ottenuto tanti riconoscimenti, tra cui quello di Cavaliere dell’ordine delle arti e delle lettere in Francia. Inoltre, è molto impegnato nella beneficenza, avendo creato la Jackie Chan Charitable Foundation e la Dragon’s Heart Foundation per aiutare i bambini svantaggiati in Cina.
Chan ha prodotto, diretto e partecipato a più di 100 film.
SUSANNA TSANG (Produttore) ha fondato la Visualizer Film Production nel 2004, collaborando con la leggenda d’azione Steven Seagal per produrre il film Dragon Squad (2005) di Daniel Lee, che vedeva coinvolti Sammo Hung, Michael Biehn e Maggie Q. Nel 2006, è stata inserita in una classifica dei 10 imprenditori più creativi in Cina.
In seguito, ha prodotto una serie di fortunate pellicole d’azione storiche con Daniel Lee, tra cui Three Kingdoms: Resurrection Of The Dragon (2008) con Andy Lau, Sammo Hung e Maggie Q, 14 Blades (2010) interpretato da Donnie Yen e Vicki Zhao, e White Vengeance (2011), che vedeva impegnati Leon Lai, Zhang Hanyu e Crystal Liu.
THOMAS CHONG (Scenografie e costumi) ha iniziato la sua carriera nel mondo della pubblicità a Hong Kong. A metà degli anni ottanta, è diventato responsabile d’immagine in vari show televisivi e consulente d’immagine per la Capital Artist and Entertainment, dove ha lavorato su marchi di prestigio, grandi concerti e tanti eventi importanti. Ha collaborato con i maggiori musicisti asiatici, tra cui Anita Mui, Faye Wong, Leslie Cheung, Andy Lau, Aaron Kwok e Ayumi Hamasaki, in vari progetti per MTV che lo hanno visto impegnato come scenografo, responsabile dei costumi e stilista. È coinvolto nell’industria cinematografica di Hong Kong e della Cina da più di 25 anni. È stato candidato per i migliori costumi agli Hong Kong Film Award per Three Kingdoms: Resurrection of the Dragon di Daniel Lee e per le migliori scenografie ai Golden Rooster Film Awards con Waiting Alone di Dayyan Eng. Ha anche partecipato a produzioni straniere come Marco Polo di Kevin Connor e Kung Fu Killer di Philip Spink. Chong lavora attualmente a Shanghai come art director e stilista per pubblicità televisive.
TONY CHEUNG (Direttore della fotografia) ha esordito nel mondo del cinema nei reparti luci di inizio anni ottanta, diventando per la prima volta direttore della fotografia grazie ad Autumn Moon (1992) di Clara Law. I suoi lavori più conosciuti sono avvenuti nel genere d’azione, come Drunken Master II di Lau Kar-leung; La vendetta della maschera nera (Black Mask) di Daniel Lee; e Beastcops di Gordon Chan e Dante Lam. Ha ricevuto diverse candidature per la sua attività di direttore della fotografia agli Hong Kong Film Award, compreso il suo lavoro in What Price Survival di Lee.
EDDY WONG (Art Director) è un premiato art director di Hong Kong. Il primo film a cui ha lavorato è stato Crime Story (1993) con Jackie Chan, anche regista assieme a Kirk Wong. Per questo titolo, ha ottenuto un premio per le migliori scenografie ai Golden Roosters Award. Tra i tanti riconoscimenti ottenuti nel corso della sua carriera agli Hong Kong Film Award, ricordiamo i due premi come miglior regista agli Hong Kong Film Award, conseguiti grazie a Seven Swords e Let The Bullets Fly.
HE JUN (Coreografie d’azione) fa parte del Jackie Chan Stunt Team. È specializzato nelle coreografie e negli stunt delle scene d’azione per film d’azione e thriller. Talvolta, appare brevemente in scena nei film a cui lavora, come è avvenuto per The myth – Il risveglio di un eroe (The Myth), New Police Story, Connected e Little Big Soldier.
HENRY LAI (Musiche) è un architetto che è diventato musicista e compositore. Ha fondato la band ‘Island’ negli anni ottanta e ‘Heavenly Weaved’ negli anni novanta. Lai è un talento poliedrico: è produttore di album, responsabile delle musiche di opere teatrali e compositore in tanti settori, come i videogiochi, le serie televisive e i prodotti di animazione. Di recente, si è specializzato nelle musiche da film. È stato candidato agli Hong Kong Film Award per le migliori musiche grazie a Beijing Rock e Three Kingdoms: Resurrection of the Dragon, quest’ultimo un titolo che ha ottenuto anche la nomination agli Asian Film Award.
YAU CHI-WAI (Montaggio) è un montatore veterano che ha incominciato la sua carriera con la Golden Harvest Films negli anni ottanta. Ha ottenuto candidature e vittorie nella categoria miglior montaggio agli Golden Horse Awards e agli Hong Kong Film Awards. In questo ambito, The White Storm di Benny Chan gli ha permesso di vincere entrambi i riconoscimenti nel 2013. È noto per il montaggio di titoli d’azione e ha collaborato spesso con i registi Stanley Tong e Benny Chan, così come con altri grandi registi di Hong Kong, come Jackie Chan, Tsui Hark, Sammo Hung, Stephen Chow e Johnnie To.
MINERVA PICTURES GROUP
La Minerva Pictures viene costituita da Gianluca Curti nel 1995 con il fine di produrre e realizzare opere cinematografiche di rilievo nazionale ed internazionale, e dare il proprio contributo al panorama cinematografico italiano, selezionando progetti cinematografici e televisivi tratti da opere letterarie di spessore mondiale. Sin dai primi anni di attività, la società porta a compimento la realizzazione di opere cinematografiche del calibro di Buck ai confini del cielo campione di ascolto televisivo in mezzo mondo.
Nel 2000 realizza, in regime di co-produzione, l’opera Scarlet diva, esordio alla regia di Asia Argento, e sempre della regista è Ingannevole é il cuore più di ogni cosa, prodotto nel 2005 e tratto dal celebre romanzo scandalo del misterioso americano J.T. Leroy.
Nel 2006 vede la luce il film H2ODIO per la regia di Alex Infascelli, in regime di co-produzione italiana.
La necessità di proporre un cinema che tenti di indagare il reale ed il sociale portano la società a co-produrre con Bibi Film e Rai Cinema, nel 2009, il film Fortapàsc di Marco Risi, basato sulla storia vera di Giancarlo Siani, giornalista del mattino ucciso dalla Camorra nel 1985. Il film conquista 3 Ciak d’oro (miglior fotografia, miglior colonna sonora e miglior manifesto). Vince il 28° Premio Internazionale “Sergio Amidei” alla Miglior Sceneggiatura Cinematografica e un Globo d’Oro per la miglior regia ed è candidato nella cinquina dei Nastri d’argento.
Da allora, quello dell’impegno sociale è uno dei caratteri fondamentali delle produzioni Minerva. Sempre al 2009 si attesta, insieme ai Figli del Bronx, la realizzazione della docu-fiction italiana Napoli, Napoli, Napoli per la regia di Abel Ferrara.
Il sodalizio con i Figli del Bronx continua nel 2010, con la co-produzione di La-bas. Educazione criminale, opera prima di Guido Lombardi, il cosiddetto “Gomorra nero” ispirato alla strage di Castelvolturno. Presentato alla 26° Settimana Internazionale della Critica, nell’ambito della 68° Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica, è risultato vincitore del “Leone del Futuro”, premio miglior Opera Prima Luigi De Laurentiis, e del premio del Pubblico “Kino”. Presentato poi al Bifest di Bari, è valso a Guido Lombardi il premio alla regia Francesco Laudadio, la nomination al David di Donatello come miglior regista esordiente e ha ottenuto svariati riconoscimenti internazionali. Sempre di Lombardi è il gangster movie Take five, coprodotto ancora una volta da Minerva, Figli del Bronx e Eskimo.
Sempre con Figli del Bronx, poi, la realizzazione, in regime di coproduzione, di altre due film, entrambi presentati Fuori Concorso al Festival Internazionale del Cinema di Roma 2012: Interdizione perpetua, per la regia di Gaetano Di Vaio, indagine sulla vita ai margini, nella periferia della città partenopea, e il corto L’uomo col megafono, per la regia di Michelangelo Severgnini. Altri progetti produttivi degni di nota sono quelli realizzati con Margherita Film: del 2010 è Tatanka, per la regia del giovane Giuseppe Gagliardi, tratto dal bestseller La bellezza e l’inferno di Roberto Saviano. L’anno successivo è la volta di Workers, una commedia a episodi che indaga in modo originale il difficile mondo del precariato giovanile italiano.
Se quello dell’impegno sociale è uno dei filoni a cui è posta particolare attenzione, stessa cosa si può dire del cinema di genere thriller e horror. Grazie alla partnership con la factory Full moon features, Minerva realizza in co-produzione con la casa americana i due film horror Skull heads e Demonic toys 2.
Nel 2010 vede poi la luce Ubaldo Terzani horror show l’opera seconda del giovane regista romano Gabriele Albanesi.
Fiore all’occhiello della distribuzione è Un’estate da giganti, di Bouli Lanners, vincitore della Quinzaine des Realisateurs al Festival di Cannes 2011. E poi altri quattro film: a cominciare dal road movie Just like a woman, per la regia di Rachid Bouchareb e interpretato da Sienna Miller e Golshifteh Farahani (orso d’oro Berlino 2009), di cui Minerva è anche coproduttrice insieme alla francese 3B SARL; per continuare poi con Tentazioni (ir)resistibili, una commedia toccante e imprevedibile, dal cast d’eccezione che annovera Mark Ruffalo, Gwyneth Paltrow, Tim Robbins, presentato in prima mondiale al Toronto Film Festival 2012, e in prima nazionale al Torino Film Festival 2012. Il listino presenta inoltre: Low tide, dell’italiano naturalizzato americano Roberto Minervini, presentato alla 69. Mostra Internazionale del Cinema di Venezia. Infine, last but not least, un documentario di suggestiva potenza visiva e di indagine: The summit, per la regia di Franco Fracassi e Massimo Lauria, prodotto da Minerva in regime di coproduzione con Telemaco, Thalia Group. Il film, presentato al Festival di Berlino del 2011, e vincitore di numerosissimi premi in tutto il mondo, ripercorre, a 10 anni di distanza, i terribili giorni del G8 di Genova, tentando di indagare i meccanismi politici ed economici che stanno dietro alle esplosioni di violenza, e ne sono in larga parte la causa prima. Proprio per il grande interesse con cui il film è stato accolto, nonché per l’urgenza delle tematiche affrontate, Minerva ha deciso di accettare la difficile sfida della produzione documentaristica e di inchiesta giornalistica, e con gli stessi partner ha deciso di coprodurre altri cinque documentari: La fabbrica delle rivoluzioni, ‘Ndrangheta, IV Reich, The plot of silence e Roma caput mundi.
Ha, inoltre, prodotto il nuovo film di Tonino Zangardi L’esigenza di unirmi ogni volta con te con la partecipazione di Claudia Gerini e Marco Bocci e l’ultimo film di Mimmo Calopresti, Uno per tutti, con Fabrizio Ferracane, Giorgio Panariello, Thomas Trabacchi e con Isabella Ferrari.
Due delle recenti produzioni di Minerva Pictures sono state selezionate per la 72esima edizione della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia: Per amor vostro realizzato insieme a Buena Onda, Eskimo, Figli Del Bronx, Gaundri e Bea Production Company, ha partecipato in Concorso al Festival. Protagonista di questo nuovo lungometraggio di Giuseppe Gaudino è Valeria Golino nei panni di Anna, una donna prigioniera dei doveri e della famiglia, ruolo che le è valso la “Coppa Volpi” per la migliore interpretazione femminile.
Italian gangsters di Renato De Maria, è stato invece presentato nella sezione “Orizzonti”. Il documentario, prodotto da Minerva con Istituto Luce Cinecittà, è un viaggio inedito e spettacolare nelle imprese più eclatanti della mala nostrana, trent’anni di storie violente consacrate dalla cronaca e dal cinema. Una galleria di volti, testimonianze e filmati d’epoca tratti dalla library di Rarovideo, con il meglio dei film di genere.
Conclusa la produzione di Ciao brother di Nicola Barnaba con Pablo e Pedro (Zelig), Benedicta Boccoli, Massimo Ceccherini e Mietta, in uscita al cinema il 9 giugno, è attualmente in produzione Falchi di Toni D’Angelo con Fortunato Cerlino, Michele Riondino, Pippo Delbono e Stefania Sandrelli.







