
“La casa, sia in affitto sia di proprietà, è un bene essenziale per ogni Cittadino”. E dal 4 maggio, la Fase 2 prevede la ripartenza del real estate, e quindi la riapertura delle agenzie immobiliari che possono ritornare ad esercitare e a visitare gli immobili nel rispetto delle normative.
Si dichiara dunque soddisfatta RE/MAX Italia, gruppo in franchising leader del mercato dell’intermediazione immobiliare mondiale con 450 agenzie e più di 4.000 affiliati in Italia, che per prima ha lanciato una campagna di sensibilizzazione a beneficio dell’intero comparto rivolgendosi al Governo con una lettera aperta affinché contemplasse l’intermediazione immobiliare tra i servizi essenziali.
Ma cosa aspettarsi in questo nuovo scenario? Come poter gestire l’attività immobiliare e la visita delle case? Quali caratteristiche dovranno avere le abitazioni che gli italiani cercheranno dopo aver trascorso molte settimane tra le mura casalinghe, notandone pregi e difetti?
“Fare previsioni in questo momento è alquanto complesso, perché molte delle variabili in campo sono senza precedenti”, dichiara Dario Castiglia, CEO & Founder di RE/MAX Italia. Per questo il Gruppo immobiliare ha chiamato a raccolta gli oltre 4.000 affiliati del proprio network, coinvolgendoli in un’indagine condotta proprio nei giorni antecedenti la riapertura. Obiettivo: delineare il profilo di uno scenario, non affidandosi alle sensazioni del singolo, ma evidenziando l’opinione di un panel rappresentativo del comparto, attivo peraltro in tutta Italia.
Se il 2019 è stato un anno positivo per il real estate, così come i primi due mesi del 2020, il sentiment degli operatori prevede una riduzione della domanda (63% degli intervistati), focalizzata su esigenze che vanno dalla ricerca di case più grandi (34,25%) alla necessità di vendere per far fronte a problemi economici (66,67%).
I nuovi must che emergono dalla survey condotta da RE/MAX, quasi superfluo dirlo, sono la ricerca di appartamenti con spazi esterni (balconi, terrazze, giardini privati e condominiali) secondo l’87% degli intervistati; case indipendenti o semi-indipendenti; metrature più grandi (41%) con una migliore suddivisione degli spazi per gestire da casa il lavoro o sopperire alla mancanza di privacy emersa durante la quarantena (53%). Si prevede dunque un’utenza interessata ad acquistare nuove case con queste caratteristiche, in alcuni casi solo a condizione di poter vendere l’attuale abitazione. Dall’indagine, l’attuale offerta di case risulta per più della metà degli intervistati (56,48%) conforme alla domanda, anche se Dario Castiglia specifica: “Sicuramente ci sarà un equo bilanciamento tra domanda e offerta in termini quantitativi, meno in termini qualitativi, considerando che chi possiede immobili con spazi esterni sicuramente sarà poco propenso alla vendita, se non costretto da contingenze economiche”. Sul fronte dei prezzi, certamente, le case dotate di spazi esterni acquisteranno valore registrando un aumento, mentre si prevede una diminuzione per quelle che non hanno sfoghi all’aperto, così come per i piani intermedi di condomini senza balconi. Tendenze che valgono sia per la compravendita, sia per la locazione.
Ma dove si collocherà la nuova casa dei sogni?
Anche qui si delineano nuove esigenze, con un 45,2% che prevede lo spostamento della domanda verso aree più periferiche, in prossimità di esercizi e servizi quali supermercati, farmacie e scuole (55,92%) e adiacenti a parchi e/o giardini pubblici (54,98%). Tutto nell’ottica di prediligere al centro città una migliore qualità della vita.
Caso a sé i capoluoghi come Milano e Roma, le città d’arte come Venezia e Firenze e le città universitarie come Bologna e Pavia. Qui il 52,86% prevede una flessione dei prezzi più contenuta e una ripresa più veloce (39,5%), a fronte di un cambiamento sostanziale nelle locazioni dove agli affitti brevi (B&B), che hanno subìto la quasi totale cancellazione delle prenotazioni, si prediligeranno locazioni abitative tradizionali sul medio-lungo periodo che garantiscono maggiore stabilità, anche se a fronte di minori introiti.
Quale sarà dunque il ruolo dell’intermediario immobiliare in questo nuovo scenario?
“In questi due mesi non siamo mai stati fermi”, spiega Dario Castiglia. “Il nostro network ha continuato ad operare da remoto, nel totale rispetto delle normative, soprattutto sfruttando queste settimane per training formativi e per una riorganizzazione interna così da essere pronti alla riapertura con una rimodulazione del servizio fortemente orientato all’utilizzo di nuove tecnologie”. Il 98,61% degli agenti immobiliari ha dedicato tempo alla formazione per implementare i nuovi strumenti tecnologici; contemporaneamente l’81,94% ha mantenuto contatti con la clientela in chiave di fidelizzazione. Oltre il 50% si è attivato nell’acquisizione di nuovi immobili, il 40,7% ha fatto quotazioni per chi ha già manifestato la necessità di vendere, mentre una quota minore ma comunque significativa degli intervistati (38,89%) ha gestito vere e proprie trattative. L’emergenza ha stimolato gli operatori a digitalizzare i processi con la creazione di app inedite che vanno dai tour virtuali, che permetteranno di fare una prima scrematura senza la necessità di visitare fisicamente l’immobile, fino alla creazione di rendering per l’arredo della casa.
E se il 60% degli affiliati RE/MAX prevede un allungamento del tempo medio per la vendita di un immobile, fino a 3 mesi, quasi l’unanimità ritiene che il Governo debba mettere in campo misure a sostegno del real estate: da un lato, la semplificazione delle pratiche burocratiche (82,57%) con un forte orientamento alla digitalizzazione delle stesse (66,51%); dall’altro, agevolazioni fiscali per l’acquisto di immobili (77,06%) e per l’erogazione di mutui (66,06%). Il tutto in un’ottica di ripartenza dell’economia e del mercato.
Nell’attuale scenario, viene spontaneo chiedersi se l’utenza straniera continuerà ad essere interessata ad investire nel nostro Bel Paese. Complessivamente gli agenti RE/MAX, che operando in tutta Italia, da mari a monti, dispongono di un osservatorio esaustivo, rispondono per la quasi unanimità (95%) che l’interesse ad investire nell’immobiliare continuerà ad esserci. In particolare, nelle zone turistiche che comprendono sia città d’arte, sia località di villeggiatura, ma anche nelle grandi città, considerate da un lato un buon investimento, dall’altro una risposta a particolari necessità lavorative.
“Certamente ci troviamo di fronte a un nuovo capitolo dell’intermediazione immobiliare: cambierà il rapporto tra agenti e consumatori, puntando su una consulenza sempre più mirata. Inoltre, il fai da te sarà penalizzato perché, per minimizzare e gestire al meglio i contatti tra persone, sarà sempre più necessario l’intervento professionale dell’agente immobiliare che avrà sempre più il ruolo di property finder”, aggiunge Castiglia. “In prima battuta saranno i nostri agenti a visitare le case con le dovute dotazioni, per poter poi presentare agli acquirenti solo una selezione mirata, laddove possibile sfruttando l’utilizzo di tecnologie come virtual tour, realtà aumentata, formulari editabili online e firma a distanza”. E aggiunge: “In generale riteniamo che saranno la professionalità, la competenza e il servizio di qualità a fare la differenza. E noi di RE/MAX siamo pronti ad affrontare compatti questa nuova sfida”.
RE/MAX PROFILO AZIENDALE
Fondata nel 1973 da Dave e Gail Liniger, RE/MAX approda in Italia nel 1996 grazie alla lungimirante vision di Dario Castiglia, tutt’oggi alla guida del network immobiliare. Anno dopo anno RE/MAX rafforza sempre di più la sua presenza a livello mondiale, dove oggi è presente in oltre 115 Paesi con più di 8.000 agenzie in cui operano 130.000 consulenti immobiliari affiliati.
Premiata da Assofranchising nel 2018 e nel 2019 con l’Italian Franchising Award per essere stata la Rete in franchising con la maggior crescita in Italia e riconosciuta da Federfranchising come il Miglior MASTER FRANCHISEE in Italia, RE/MAX si conferma, sia per gli operatori del settore sia per il cliente, il miglior brand in franchising del settore immobiliare in cui lavorare e a cui affidarsi per comprare o vendere un immobile.
Sono i numeri a parlare per il network immobiliare. RE/MAX Italia ha chiuso il 2019 registrando un incremento del 23% del fatturato aggregato rispetto allo stesso all’anno precedente, superando gli oltre 81 milioni di euro. Il gruppo immobiliare in franchising, inoltre, ha registrato un aumento del 6% del numero di transazioni gestite da circa 450 agenzie RE/MAX operative sul territorio nazionale e dagli oltre 4.160 consulenti immobiliari affiliati, di cui 660 ingaggiati nel corso dell’anno.







