
La Nuova C3 irrompe prepotentemente a Bologna con il suo carico di freschezza, ottimismo e originalità.
La Nuova C3 è al centro dei valori di Citroën: “Optimistic” per il design audace, “Human” per il benessere che offre, “Smart” per le tecnologie ultra moderne, tra cui in primo piano la ConnectedCAM Citroën, telecamera HD grandangolare, connessa, perfettamente integrata, che permette di catturare in immagini o video gli istanti di vita che si vogliono poi condividere sui social network, o semplicemente tenere come ricordo.
Nuova Citroën C3
La Nuova CITROËN C3 si riconosce immediatamente per il design audace e di carattere, volumi e proporzioni che le conferiscono una silhouette unica. Il frontale è rialzato, in continuità con la linea di luce della scocca. La firma luminosa dei fari, che denotano l’appartenenza a Citroën, solleva lo sguardo dell’auto e rafforza la percezione di altezza del cofano. Gli Chevron, con il doppio profilo cromato, arrivano fino alle luci a LED. Il design dei fari è arrotondato e tecnologico. Nella parte inferiore il paraurti è in plastica non verniciata, per proteggere la vettura, rialzare la percezione del frontale e mostrare la vocazione all’avventura. I fendinebbia prevedono un profilo colorato.
La vista laterale sottolinea il tetto flottante, sostenuto da montanti del parabrezza neri. Le curve tese del tetto rendono dinamica la silhouette. Il lavoro fatto sulla proporzione tra lamiera e vetro valorizza il lato protettivo dell’auto. La linea delle guarnizioni orizzontali dei vetri segue la linea del cofano, volutamente rialzata.
Gli Airbump proteggono la carrozzeria e rafforzano lo stile del veicolo. La loro superficie antigraffio cattura l’aria e funge da paraurti. Il materiale usato, il poliuretano termoplastico alifatico, resiste alle aggressioni quotidiane: sole, acqua, invecchiamento, graffi. Gli Airbump sono composti da 6 capsule che contengono aria, e sono collocati nella parte inferiore della porta. Gli Airbump sono movimentati da un profilo colorato, bianco o rosso, in base al colore del tetto. La parte posteriore mostra fari posteriori 3D e la zona di protezione inferiore garantisce robustezza nell’uso di tutti i giorni.
L’abitacolo di Nuova C3 è accogliente, in puro spirito « feel good ». Il design interno coniuga volumi semplici, omogeneità, forme piene e morbide, e trasmette sensazioni di spazio, grazie in particolare alla plancia, sviluppata lungo tutta la larghezza del veicolo. Valorizza la tecnologia con lo schermo Touch Pad 7’’, integrato al centro della plancia. Gli aeratori posizionati alle estremità hanno profili cromati.
Per la carrozzeria Nuova C3 propone una gamma bicolore. Le tinte per la carrozzeria sono 9: Polar White, Night Black, Shark Grey, Arctic Steel, Ruby Red, Almond Green, Cobalt Blue, Orange Power e Soft Sand; abbinate a 3 tinte per il tetto (Onyx Black, Opal White, Sport Red), per dare vita a 36 combinazioni cromatiche differenti. Per l’abitacolo sono disponibili 4 ambienti.
In Italia, i tre livelli di allestimento – Live, Feel e Shine – si declinano con un’offerta di 5 motorizzazioni 3 cilindri benzina; si tratta del PureTech 68, PureTech82 che da gennaio sarà disponibile anche con alimentazione GPL, PureTech 110 Stop&Start, da febbraio 2017 arricchito con il nuovo cambio automatico EAT6. Inoltre sono previsti due Diesel BlueHDi, 75 e 100, entrambi con sistema Stop&Start e con SCR, il dispositivo che elimina le emissioni di ossidi di azoto.
Al centro dell’attenzione l’evoluzione più dinamica della Nuova C3: la C3 WRC, l’auto con cui Citroën rientra nel campionato WRC, una specialità che conosce bene, dopo 8 titoli di Campione del Mondo Costruttori e 96 vittorie totali. Lo stile esterno della Concept C3 WRC è stato adattato all’universo delle gare automobilistiche con paraurti che esaltano lo sguardo del veicolo e chevron con doppia barra cromata che si estendono fino ai fari diurni a LED. Il tetto sfoggia una capsula in gel e linee gialle. I retrovisori sono in carbonio lavorato, anche loro colorati di giallo. La versione definitiva che parteciperà al campionato dovrà osservare rigorosamente i nuovi standard FIA WRC in vigore a partire dal 2017, ma la concept C3 WRC le si avvicina molto: la larghezza è stata definita in base al nuovo standard, come anche le appendici aerodinamiche anteriori e posteriori
Sempre nel segno dell’originalità la C4 Cactus, in allestimento Rip Curl, una serie speciale che segna l’incontro tra due Marchi che sviluppano prodotti che abbinano tecnica e design, uno nel settore automobilistico, l’altro nel mondo del surf. I due marchi condividono anche l’amore per l’avventura . Una collaborazione che si traduce nell’introduzione sulla gamma C4 Cactus del Grip Control che utilizza un sistema antislittamento evoluto, integrato nel calcolatore ESP, che ottimizza la motricità delle ruote anteriori e prevede varie modalità di adattamento al fondo stradale. Proprio partendo da una Rip Curl, l’originalità e versatilità dell’Unconventional Crossover francese ha fatto da base per un esperimento di contaminazione tra auto e moto sul quale ha lavorato un team di artigiani e officine che operano con una cura al dettaglio e una precisione d’altri tempi.
Obiettivo: rendere C4 Cactus una “scrambler” in grado di affrontare qualsiasi percorso senza fermarsi mai e, viceversa, trasformare la classica Triumph in una special pronta a tutto. Il risultato si chiama “Ouverture” presente al Motorshow dopo essere stato svelato all’EICMA 2016.
A completare l’esposizione la nuova Citroën e-Mehari, la prima Cabrio 100% elettrica sul mercato, realizzata in collaborazione con Bolloré, che rimanda a un’altra vettura iconica della storia del Double Chevron.
L’area heritage
Lo spazio Citroën della zona Heritage è interamente consacrato al suo modello più iconico, la Citroën 2CV, in alcune tra le sue interpretazioni più curiose e originale.
La Citroën 2CV Spot è stata la prima delle serie speciali su base 2CV prodotte da Citroën. E’ nata dalla fortunata mano di Serge Gevin, l’artista e creativo che ha legato indissolubilmente il suo nome al Marchio disegnando le livree di tutte le serie speciali prodotte in quegli anni. La “Spot” è una 2CV4 blanc meije, con fari quadrati; cofano, capotte e bagagliaio posteriore orange ténéré e una striscia sempre arancio sulle fiancate con il nome del modello. Anche gli interni sono personalizzati: sellerie arancio, pannelli porta e tendalino a righe bianche e arancio. Prodotta dal febbraio 1976 al settembre 1977 in soli 1.800 esemplari è stata la prima vettura francese venduta in serie limitata, ideata per festeggiare il traguardo dei 5 milioni di 2CV e derivate vendute. Per il solo mercato tedesco sono stati realizzati 200 esemplari di 2CV Spot con motore da 602 cc.
La Citroën 2CV 007 è la serie speciale più rara e più ricercata dai collezionisti. Anche James Bond, l’agente segreto più famoso di sempre, cede al fascino della 2CV. In “007 solo per i tuoi occhi” Roger Moore e Carole Bouquet sono impegnati in una folle corsa in terra di Spagna a bordo della gialla bicilindrica. Nell’ottobre 1981 a Parigi, in Place Vendôme, in occasione dell’uscita del film, Citroën presenta la serie limitatissima di soli 500 esemplari della 2CV 007 uguale a quella utilizzata nella pellicola. Si tratta di una 2CV6 Spécial color giallo mimosa e capotte nera con una serie di adesivi che riproducono sulle portiere e sul cofano posteriore la scritta “007” con tanto di pistola stilizzata ed una miriade di finti fori di proiettile. Alla première inglese del film, nel luglio 1981, sono state presentate altre 500 2CV 007 con guida a destra.
“Citroën 2CV a quattro ruote motrici studiata per il Sahara”: con queste parole, Citroën annuncia la nascita della 2CV 4×4 Sahara bimotore. Dotata di due motori da 424 cc ciascuno, la 2CV 4X4 è capace, a pieno carico, di affrontare dune con più del 40% di pendenza e raggiungere la velocità di 100 km/h. Presentata al Salone dell’Auto di Parigi del 1958, i primi 20 esemplari sono prodotti nel 1960, l’effettiva commercializzazione parte nel febbraio 1961 e termina nel 1967 con un totale di 693 vetture vendute più un misterioso, unico esemplare prodotto nel 1971. L’assenza di bagagliaio (lo spazio è occupato dal secondo motore), la ruota di scorta posta sul cofano anteriore e la portiera anteriore con il foro da cui rifornire il serbatoio caratterizzano la linea della 2CV Sahara. Di tutte le performance di questa caparbia vettura ricordiamo, nel luglio 1961, la “scalata” della Grande Duna di Pyla: 110 metri di altezza per 5 km di sabbia con pendenza fino al 60% non impediscono alla Sahara di conquistarne la cima.
La 2CV Charleston è stata commercializzata come serie speciale a partire dall’ottobre 1980. Ne sono stati prodotti 8.000 esemplari dall’accattivante livrea bicolore rifinita da un “baffo” adesivo bianco che ne caratterizza le fiancate. La base è una 2CV6 Club, gli interni sono bianchi e neri con disegno pied-de-poule, la carrozzeria bicolore è bordeaux/nero, i cerchi sono bordeaux e montano le piccole borchie cromate della Dyane; i fari sono in tinta (bordeaux). La 2CV Charleston è un tale successo che dal settembre 1981 viene prodotta come vettura di serie con ben poche modifiche alla livrea dell’edizione limitata: i sedili sono in tessuto grigio, i fari diventano cromati ed è disponibile, oltre che in bordeaux/nero, negli allestimenti grigio scuro/grigio chiaro e giallo/nero. (G.C.)
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