
L’artista di Caltanissetta e l’Ambasciatore di pace Francesco Guadagnuolo ha un nobile pensiero: un “PIANO MARSHALL” PER L’AFRICA.
<… Ho ascoltato da più parti parlare di un possibile “Piano Marshall” come pure si è detto che i migranti vanno aiutati in Africa, ma nulla sinora è stato fatto.>
Guadagnuolo, artista umanitario e ambasciatore di pace dell’Universal Peace Federation – Ong presso il Consiglio Economico e Sociale delle Nazioni Unite, il senso del suo forte pensiero umanitario lo esplicita con sensibilità attraverso due opere artistiche molto significative. Sono due sculture che offrono spunti di riflessioni e ci fanno avvertire un senso di inettitudine e di colpevolezza di fronte alla piaga dell’emigrazione e dei bisogni del Continente africano. Apparentemente solo rappresentazioni artistiche di simboli ma in realtà e nella sostanza il contenuto, dirompente e chiaro, è significante di una nuova umanità e solidarietà; l’artista siciliano, di fronte ai ritardi della politica per aiutare i migranti in Africa e i Paesi bisognosi, anche con un possibile “Piano Marshall”, afferma: <… È necessaria una politica sana, che affronti in modo serio il problema che l’Africa stessa possa diventare produzione di lavoro con una certa stabilità economica. Questo sarebbe pure un modo di portare pace ed allontanare ogni odio ed ogni forma di razzismo.>.
Il torinese Carlo Chenis ha scritto giustamente che <Guadagnuolo fa “il politico” perché confida nella possibilità di adoperarsi per un nuovo umanesimo di ispirazione cristiana, onde dare maggiore dignità alla <città dell’uomo>. Questo programma non lo attua con i sofismi del <politichese>, ma lo presenta con i grafismi della pittura, così da essere indubbiamente più convincente.>.
Mentre la campagna elettorale 2019 per il rinnovo del Parlamento Europeo è in corso l’artista siciliano Guadagnuolo, apprezzato e conosciuto a Parigi e a New York e capofila del Transrealismo in Italia, sensibile al problema della dignità della persona ritorna a parlare dell’immigrazione stimolando la promozione dell’economia e richiamando la solidarietà per i Paesi bisognosi e sottosviluppati.
<…, come artista prima e poi come Ambasciatore, mi sento portato ad occuparmi di questo problema. Ho realizzato diverse opere d’arte che affrontano gli aiuti all’Africa pensando ad un grandioso “Piano Marshall”,…>
Componente al Senato, come artista, nell’Intergruppo Parlamentari, il maestro Guadagnuolo nel 1999 con le delegazioni accreditate presso l’ONU, per presentare il progetto sul debito estero, ha realizzato per una nuova solidarietà l’opera <IL DEBITO ESTERO> che testimonia a livello universale il contributo alto di Guadaguolo.
Quest’opera nota a livello internazionale, consegnata a Kofi Annan, da Paolo Pulci, ambasciatore permanente all’ONU, è stata definita <il simbolo della vocazione dell’Italia alla cooperazione verso il Terzo mondo>; infatti, nel periodo del Segretariato Generale delle Nazioni Unite diretto da Kofi Annan, l’impegno di Guadagnuolo per le problematiche della dignità umana, della fame nel mondo e del sottosviluppo tra i Popoli si è sostanziato nella rappresentazione dell’importante quadro <IL DEBITO ESTERO> che dal 1999 è esposto permanentemente a New York nella prestigiosa Sede dell’ECOSOC (Consiglio Economico e Sociale delle Nazioni Unite) del Palazzo dell’ONU. Quest’opera molto affascinante è stata, altresì, utilizzata nel sito web di “Cronique ONU, n,. 4 – 1999 Rétrospective d’un siècle” per la presentazione del progetto del Nobel dell’Economia Lawrence R. Klein. Inoltre, in occasione del <Giubileo dei Governanti e dei Parlamentari> nel 2000 in nome della solidarietà e della pace l’artista siciliano ha realizzato numerose opere tra cui ricordiamo “Il Debito Estero n. 2” (per Cipro), “La pace per Gerusalemme” e “Pace in Terra Santa” nata a Ramallah (Palestina) da un incontro con il Presidente Yasser Arafat.
Nel 2019 Francesco Guadagnuolo, all’insegna di un nuovo umanesimo e della pace, con l’auspicio di sempre dedica due opere piene di significazione socio-umanitaria per sensibilizzare gli uomini di buona volontà e la politica per l’adozione di politiche di incentivo necessarie per i problemi del Continente africano al fine di creare lavoro, portare pace e allontanare odio e razzismo.
Guadagnuolo con la sua straordinaria sensibilità e umanità il suo appello di messaggio artistico e di speranza, sotto forma di richiamo alla solidarietà e all’azione dell’umanesimo del pensiero di Maritain, di cui la sua arte è pervasa per un nuovo corso di umanesimo cristiano, raggiunge nell’espressività e nell’originalità delle due opere, rappresentate per una sorta di “Piano Marshall” per l’Africa, un valore di sublime significazione per un intervento di sostegno a favore del Continente africano ossia per un provvedimento utile e necessario sull’emergenza emigrazione dell’Africa come richiamo umanitario e di solidarietà all’intervento di tutti gli Stati dell’Europa per favorire quegli investimenti economici necessari affinché questo grande progetto-disegno diventi realtà.
In questo contesto Francesco Guadagnuolo, pittore transrealista e scultore di fama a livello internazionale, nel ritardo degli interventi della politica ci porta a condividere con la sua “arte-idea” la convinzione che tra politica e arte ci possono essere spazi per un dialogo tra campi diversi; ovviamente il rapporto tra politica e arte si estrinseca nel rispetto reciproco ma con azioni diverse per dare risposte alle domande e alle esigenze sociali. L’arte di Guadagnuolo con le due nuove opere piene di sensibilità, con la sua azione non astratta e la sua “arte-idea” legata nella realtà, contribuisce, in uno spazio che include l’azione della politica e degli uomini di buona volontà, a far nascere e realizzare progetti e aspirazioni volti al raggiungimento di principi e obiettivi di grande idealità sociale.
Nell’arte transrealista di Guadagnuolo, testimone attento dei nostri tempi su varie questioni socio-politiche, non ci sono solo richiami di simbolo umanitario ma anche pensieri di fede e speranza in cui albergano, come artista umanitario e ambasciatore di Pace dell’Universal Peace Federation delle N.U., il senso etico e il suo impegno sociale e di profondo umanesimo cristiano quale mezzo ed esperienza interiore per confidare in una realtà e in un cammino più fondatamente umani poiché è l’umanità e non sono i territori degli Stati e dei continenti ad essere l’elemento costitutivo del cosmo. Il nuovo realismo di Guadagnuolo non rappresenta solo il legame con la realtà ma si contraddistingue per il suo linguaggio universale che esprime “tra la vita e l’arte, le vicissitudini umane”; ma vi è di più! L’arte dell’artista di Caltanissetta si caratterizza anche per la ricerca di forme interiori più che di aspetti esteriori nonché per la capacità di analizzare problematiche e condizioni della società e del mondo del XXI secolo, auspicandone soluzioni.
Concludendo il pensiero-idea delle due opere artistiche di Guadagnuolo, assertore, come Maritain, delle responsabilità sociali e della dimensione dell’umanesimo al centro della persona, si fa strumento di speranza affinché, con la pietas umana e cristiana, l’Europa possa intervenire con alto senso di responsabilità morale per fini di solidarietà e umanità garantendo protezione e diritti umani con una sorta di “PIANO MARSHALL” PER L’AFRICA.
Calogero Rotondo
Nella foto Francesco Guadagnuolo







