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LETTERA APERTA su conclusione indagini clochard Genova-Piccapietra: “Ora i genovesi meritano le scuse”

«Ora Genova, i genovesi, semplici cittadini e commercianti, si meritano le scuse ufficiali da parte di tutti coloro che, senza aspettare gli esiti del lavoro degli inquirenti, hanno accusato di razzismo e xenofobia la nostra città.

Ora da questi “giudici” ci aspettiamo, con la stessa solerzia dimostrata nei giorni immediatamente successivi al tragico fatto della notte tra il 24 e il 25 gennaio scorso, un atto doveroso di onestà intellettuale che dica “ci siamo sbagliati”.
Certi intellettuali di sinistra, di cui per rispetto non farò i nomi, non avevamo esitato neppure un istante ad additare i genovesi come autori di “ronde xenofobe”. Qualcuno si era spinto ad retrospettive psicologiche individuando l’autore del gesto come uno che “si sente eroe maschio e ariano”. E poi fior fior di dichiarazioni che fotografavano Genova come culla di movimenti razzisti e teatro di raid stile Arancia meccanica. Nulla di tutto questo. Forse certi moralizzatori della sinistra nostrana e non solo sono rimasti delusi, ma dietro al tragico episodio c’è solo una storia di degrado e di povertà che viene da lontano, esplosa sul marciapiede del nostro centro cittadino per pochi euro, per un racket di controllo del territorio tra sbandati.
Genova non è una città violenta. Esasperata sì. Esasperati sono i commercianti che, tra tasse e burocrazia, sono costretti anche a fare i conti con episodi di degrado estremo fino poi ad arrivare al paradosso di diventare da vittime a presunti autori di violenza indiscriminata, sbattuti sulle prime pagine dei giornali grazie alle dichiarazioni di certi perbenisti sempre pronti a dare i propri giudizi ideologici.
Purtroppo se Genova diventa teatro di simili violenze di strada è anche perché la sinistra, che da anni governa la città, tollera gli accampamenti di senza fissa dimora nelle vie del centro e dei nostri quartieri, senza cercare un’efficace soluzione al problema. Tollerare le situazioni di degrado è fare da detonatore anche a esplosioni di violenza, in una guerra tra invisibili. Tollerare, come fa la sinistra, in nome di una presunta “accoglienza” mette a rischio l’incolumità sia di chi vive ai margini della società, come è stato dimostrato dall’aggressione di Piccapietra, sia di tutti i cittadini, che sono ogni giorno esposti al rischio di imbattersi i sbandati violenti che dormono davanti al loro portone o davanti alla serranda del proprio negozio. Propongo una riflessione profonda all’assessore alla Sicurezza Fiorini perché pensi quali pericoli presenta la convivenza coatta dei genovesi con accampamenti improvvisati, dove possono insinuarsi con facilità individui violenti che entrano ed escono dal carcere per reati che reiterano puntualmente. Il caso dell’unico aggressore individuato è esemplare: già in carcere a Bologna per aver colpito un passante con una catena.
Infine, esprimo la personale solidarietà a Matteo Fisichella, il barista che per sei mesi ha vissuto con il marchio di “aggressore xenofobo”, con l’augurio di poter riprendere presto una vita normale, alla fine di un incubo».

Edoardo Rixi