«Giudichiamo positivamente l’impegno della giunta a intraprendere un percorso condiviso in commissione affinché anche Genova si doti di un piano aggiornato del traffico, anche se riteniamo che sia una decisione piuttosto tardiva» ha commentato Alfonso Gioia, capogruppo Udc in consiglio comunale a Genova che ha presentato insieme al collega Paolo Repetto una mozione che impegna il sindaco Doria affinché venga predisposto il Put, Piano urbano del traffico, obbligatorio per i Comuni sopra i 30mila abitanti.
«Il Piano – ha spiegato Gioia – è lo strumento idoneo e necessario a disciplinate la mobilità e la sicurezza stradale, con particolare attenzione all’ambiente e al risparmio energetico. Per un’amministrazione comunale che, a più riprese, si è definita “smart”, quindi intelligente, dovrebbe essere una priorità garantire una mobilità sostenibile ai propri abitanti, in primis favorendo l’utilizzo dei mezzi pubblici. Purtroppo, vista la situazione disastrosa del tpl a Genova, è evidente che l’utilizzo di bus, metro e impianti speciali sia attualmente sottostimato. Ad aggravare la situazione è la grave mancanza politica da parte dell’attuale giunta nel non aver ancora aggiornato il Piano del traffico, visto che quello attuale risale addirittura al 2000. Negli ultimi anni abbiamo appreso, a mezzo stampa, di onirici scenari di mobilità cittadina: dalla rambla di via XX Settembre alla pedonalizzazione della sopraelevata, dall’introduzione del fallimentare bike sharing al mai decollato multitaxi.
Per una città che conta più di un’auto privata ogni tre abitanti e un motociclo ogni sei, neonati e ultraottantenni compresi, ritengo che sia prioritaria una revisione del traffico all’interno del centro urbano, potenziando l’uso dei mezzi pubblici realizzando, per esempio, parcheggi di interscambio, oggi praticamente inesistenti, in prossimità dei principali snodi del traffico pubblico-privato.
Ogni azione ha tuttavia una necessaria e irrinunciabile base di partenza: l’efficientamento del trasporto pubblico locale all’interno di una pianificazione di mobilità che davvero risponda alle reali richieste del territorio, predisposta sui flussi di traffico, degli operatori commerciali e della conformazione orografica della città che tenga conto anche dei quartieri collinari e di periferia».






