
L’Australia porta sempre con sé sensazioni e gare davvero incredibili. In poche parole, non tradisce mai le attese.
E’ accaduto anche oggi, in una sfida a quattro tra Marquez, Lorenzo, Iannone e Rossi finiti nell’ordine ma dopo una serie incredibile si sorpassi e controsorpassi (noi non li abbiamo contati, ma probabilmente sono stati oltre una trentina) mozzafiato che ad ogni curva, ad ogni giro, faceva mutare la situazione in classifica e, soprattutto, anche la classifica generale del mondiale, visto che gli occhi erano puntati sia alle immagini dei monitor che a quella del divario tra Lorenzo e Rossi che si restringeva o si allungava a seconda delle posizioni in gara.
Ha vinto Marquez, marziano e fenomeno, grazie ad un ultimo giro che probabilmente entrerà nella storia del motociclismo: dietro di oltre 3 decimi da Lorenzo, ha recuperato metro su metro, lanciando il cuore oltre l’ostacolo, come si dice in gergo, compiendo una specie di capolavoro alla penultima curva. Una vittoria per lui meritatissima, la quinta di una travagliatissima stagione un po’ per colpa sua e un po’ per colpa della sua Honda, mai seriamente competitiva quest’anno.
Se Marquez ha compiuto il capolavoro dell’anno all’ultimo giro, uno Iannone semplicemente galattico consegna agli annali della storia del motociclismo il doppio sorpasso più eclatante mai visto prima: a tre giri dalla fine, approfittando della bagarre tra Rossi e Marquez li ha incredibilmente sorpassati entrambi trovandosi improvvisamente 2°, pronto a lanciare la sfida a Lorenzo per andare a vincere. A quel punto però non ha fatto i conti con un Marquez davvero in stato di grazia che infatti all’ultimo giro lo ha passato per andare a riprendere Lorenzo e a vincere mentre Iannone con le unghie e con i denti ha tenuto Rossi alle spalle, relegandolo a un 4° posto che suona come una sonora sconfitta.
Valentino, ecco, è stato la vera delusione di giornata. Recuperata in extremis competitività (il warm up non era stato un granché), la sua Yamaha dopo un avvio promettente non gli ha mai dato quello spunto per stare davanti stabilmente. E così Valentino ha dovuto arrangiarsi alla meglio, perdendo 7 preziosissimi punti che ora portano il suo vantaggio a soli 11 sul rivale.
Nulla è perduto, sia chiaro. Ma di certo Rossi non l’ha presa bene. Anzi, l’ha presa malissimo, saltando le interviste in conferenza stampa che da questa gara e fino alla fine del campionato riguardano il podio e l’eventuale leader del mondiale. Gli altri si sono presentati regolarmente, lui invece si è chiuso prima nei box e poi nel motorhome con tutto lo staff tecnico ed hanno fatto il punto della situazione. Poi finalmente, si è concesso a microfoni e taccuini, ma sul volto la delusione era lampante e nelle parole anche un forte rimprovero alla squadra che al sabato non gli hanno consegnato una moto competitiva.
Lo stress c’è, la fatica anche e il nervosismo è più che lecito in un ragazzo che sta cercando di raggiungere il 10° titolo iridato e che si vede minacciato da presso dalla moto del compagno di squadra. II quale Lorenzo, ieri, ha addirittura avuto parole di elogio per Iannone e per il fatto che gli italiani non abbiano fatto gioco di squadra per favorire Valentino. Incredibile davvero, visto che appena 24 ore prima Jorge aveva “cazziato” Andrea per avergli succhiato le ruote in qualifica.
Alla grande festa Ducati, però, manca un pilota, Andrea Dovizioso. Naufragato in Australia, ha chiuso 13° senza neppure tentare qualcosa per risollevarsi. Assai probabile che sia più una crisi personale che tecnica e che i successi di Iannone certo non lo aiutano. Dall’Igna potrà fare molto, ma adesso ci pare sia il pilota a cercare di uscire da questa situazione. E adesso tutti in Malesia, per l’ultimo round del trittico prima del finalone di Valencia. Chi ha più motore a Sepang può vincere. La Ducati si candida, ma Yamaha e Honda non staranno a guardare. Chi vincerà? Ve lo diremo un minuto dopo la fine della gara! E adesso via con la cronologia della giornata
Warm up. Valentino Rossi confidava molto sul warm up per rimettere la sua Yamaha a posto in vista della gara. Il warm up ha invece detto esattamente il contrario: che la sfida riguarderà Marquez e Lorenzo. I due spagnoli sono stati i più rapidi e alla fine erano divisi da un’inezia, solo 159 millesimi. Non è solo il divario tra i due che li fa diventare i favoriti della gara, ma il passo gara sull’1’29”3, cosa che non è riuscita a nessun altro pilota. Terzo tempo per Iannone, lontano 267 millesimi, veloce ma sempre qualche decimino dietro i due. Per trovare Valentino Rossi bisogna scendere fino al 6° posto, dietro alla Yamaha satellite di Pol Espargarò. Il Dottore ha pagato più di mezzo secondo di svantaggio da Marquez e – come aveva già ammesso ieri – si è dimostrato costante ma senza avere la velocità dei migliori. Unica soddisfazione è che Rossi si è messo alle spalle Crutchlow e Vinales, che partiranno davanti a lui in gara. Nei primi 10 anche Redding e Dovizioso, lontano dalle prestazioni del suo compagno di squadra. Andrea ha preceduto le Ducati di Barbera, Petrucci ed Hernandez, in quest’ordine. Smith, vittima di un problema al cambio a inizio turno, non è andato oltre al 14° posto, davanti ad Hayden, Miller e Bautista.
Sulla griglia
C’è un gran bel sole quando si preparano a partire i giganti della MotoGp: non fa caldo, in modo eccessivo, il vento non dà fastidio. Tutta la griglia ha scelto una gomma asimmetrica all’anteriore, segno che la copertura che ha portato la Bridgestone soddisfa tutti. Al posteriore invece tutti i big hanno optato per una gomma media, mentre solo da Bradl in giù hanno scelto una gomma soft, per vedere di dimezzare subito il gap nella speranza di poter arrivare sino alla fine con un pneumatico ancora performante.
Al via
Iannone parte a palla e si mette davanti a tutti, Lorenzo si accoda, Pedrosa si beve Marquez mentre Crutchlow tiene dietro Rossi. Alla curva Siberia primo capolavoro di Lorenzo che si mette 2° passando prima Pedrosa e poi Marquez mentre Rossi continua a restare in sesta posizione.
Al secondo giro incidente di percorso per Andrea Iannone: un gabbiano che parcheggiava sulla pista si alza in volo all’ultimo istante e centra in pieno il casco di Iannone che un po’ si disunisce ma riesce a riprendersi la prima posizione. Il pilota di Fano si ingarella con Marquez che finisce lungo per superarlo. Ne approfitta Lorenzo che al 4° giro passa Iannone e si porta al comando mentre Rossi passa finalmente Crutchlow è 4° e si affianca a Marquez pronto a ricucire il gap.
Quinto giro a Iannone guida come se non ci fosse un domani ma è Rossi che prende il ragazzo di Fano e lo passa in modo incredibile. Adesso è terzo. Dura poco perché prima Rossi passa anche Marquez, poi alla curva successiva lo spagnolo si riprende la posizione. Due curve ancora e la lotta è a tre, perché Iannone non molla e si porta lui al secondo posto e Marquez ripassa Rossi che scende quarto.
Una gara con il cuore in gola: così facendo, però, i tre lasciano fuggire Lorenzo che adesso ha oltre 1”4 di vantaggio sul terzetto. E’ il caso che lascino perdere di darsi delle sberle, perché il mallorchino sta volando via.
Ottavo giro e Rossi passa Iannone e si mette 3°, alle spalle di Marquez, e fa segnare anche il giro più veloce della gara. Adesso il divario tra Lorenzo e gli altri è sceso a 1”100, segno che tutti, dietro a Lorenzo, cominciano a gestire la gara per evitare colpi di testa pericolosissimi.
La tensione comunque si taglia con il coltello: al decimo giro Rossi cerca il sorpasso su Marquez perché non vuole lasciar scappare Lorenzo. Pedrosa torna 5° passando Crutchlow (attenzione…) mentre Iannone continua ad essere 4°, abbastanza tranquillo. Al giro successivo Rossi continua a spingere come un forsennato e dà l’impressione di avere margine. Invece Marquez davanti non vuole sentire ragioni e resiste. La manovra avvicina pericolosamente Iannone che si incolla al codone di Rossi mentre davanti Lorenzo ringrazia e riallunga.
Tredicesimo giro: Iannone sfrutta tutta la potenza della sua Ducati e si mette secondo, poi Marquez lo riprende e anche Rossi ripassa Iannone che si ritrova quarto in meno di tre curve. Lorenzo, come detto prima, guarda e sorride: il suo vantaggio è tornato sul 1”2.
Siamo al 14° giro e Marquez, approfittando della bagarre tra Rossi e Iannone, allunga un poco e prova ad andare a riprendere Lorenzo, stracciando il giro veloce della gara. Al momento intanto, il divario in classifica generale tra Rossi e Lorenzo scende a 9 punti. Questo Valentino lo sa benissimo, così come Lorenzo, mentre a Marquez la cosa interessa poco. Lui vuole vincere e si avvicina a Lorenzo sino a 0,246 dal mallorchino. Fuori dai giochi tutti gli altri, con Pedrosa 5° a oltre 3” e Dovizioso disastroso, 12°.
Al 17° giro Iannone riprende Rossi mentre più avanti Marquez ha ormai preso Lorenzo e studia Jorge e le sue linee. Dietro Rossi per la prima volta gira in 1’30”, pericolo gomme. Al giro successivo Marquez porta a termine il suo capolavoro, passa Lorenzo che pure lui va sull’1’30”, segno che il degrado delle gomme sulle due Yamaha è uguale. Chi invece viaggia come un fulmine è Iannone: lui viaggia sull’1’29” e va a riprendere i due davanti mentre Rossi ricomincia a spingere e il quartetto adesso si è rimesso insieme, ognuno è distante dall’altro circa tre decimi. Magnifica gara.
I giri cominciano ad essere pochi, ne mancano solo 7, ma Iannone continua a inanellare giri veloci, passa anche Lorenzo sul rettilineo ma fermare la sua Ducati è un bel problema e Iannone torna 3°
Al 21° giro Lorenzo, visto che Marquez non fugge, compie un sorpasso capolavoro e si riprende il comando e mette Marc e Iannone tra lui e Rossi. Ma Iannone è in stato di grazia: quando vede Marquez vede rosso e lo passa in una rapida curva a sinistra. Iannone viaggia sui tempi di Lorenzo, ma la bagarre è appena cominciata: Marquez si riprende il 2° posto ma mentre Lorenzo fugge di nuovo i tre sono attaccati.
Gran finale
Giro 23 e Rossi torna terzo, Iannone non ci sta e si riprende il podio, altra curva e Rossi di nuovo terzo. Mancano tre giri alla fine e capire chi vincerà è un bel rebus: le gomme ormai sono finite per tutti ma l’adrenalina fa il resto: Rossi passa Marquez, poi Iannone ripassa tutti e due, sul rettilineo Iannone allunga e Marquez passa Rossi, incredibile! Mai visto un sorpasso simile di Iannone, in un destra/sinistra da tenere tutti con il fiato sospeso.
Due giri alla fine e Iannone non sente ragioni, vuole il podio e tiene dietro Marquez che a suo volta controlla Rossi, per ora quarto. Davanti Lorenzo allunga in modo perentorio.
Iannone, che grinta!
Ultimo giro a Rossi sale 3°, si tocca con Iannone che lo ripassa due curve dopo. Ma è Marquez che compie il suo capolavoro: arriva sul codone di Lorenzo, lo guarda e lo sorpassa nell’ultima curva a destra, tiene anche nella successiva a sinistra e vince con un tempo clamoroso 1’29”280, nuovo record della pista all’ultimo giro e con le gomme alla frutta! Lorenzo rosica per la mancata vittoria, ma si accontenta di aver guadagnato una buona manciata di punti (7) su Rossi che non riesce a passare Iannone e chiude 4°. La grinta del pilota di Fano è sensazionale: quando la moto lo asseconda si vede che ha la stoffe del campione, capace di qualsiasi impresa
Capolavoro Marquez
Ci aspettavamo una battaglia e così è stato: il volto di Rossi ai box dice tutto. Dire che è arrabbiato e dire poco, il suo vantaggio adesso si è assottigliato a 11 punti, restano due gare e tutto può ancora succedere.
Onore a Iannone, che riporta la Ducati sul podio e diventa sempre più il pilota di riferimento del team, visto l’involuzione tecnica di Dovizioso. Il suo distacco da Marquez è notevole, ma la lotta per il 3° posto nel mondiale non è conclusa e domenica prossima, con quel po’ po’ di motore che ha la Ducati, sul velocissimo circuito di Sepang ci potrebbero essere delle belle sorprese (Enrico Biondi)
Così al traguardo
Pilota
Team
Moto
Gap
Marc MARQUEZ
Repsol Honda Team
Honda
40’33.849
Jorge LORENZO
Yamaha MotoGP
Yamaha
+0.249
Andrea IANNONE
Ducati Team
Ducati
+0.930
Valentino ROSSI
Yamaha MotoGP
Yamaha
+1.058
Dani PEDROSA
Repsol Honda Team
Honda
+5.062
Maverick VIÑALES
Team SUZUKI
Suzuki
+6.800
Cal CRUTCHLOW
LCR Honda
Honda
+9.375
Pol ESPARGARO
Yamaha Tech 3
Yamaha
+18.401
Aleix ESPARGARO
Team SUZUKI
Suzuki
+20.039
Bradley SMITH
Yamaha Tech 3
Yamaha
+20.657
Scott REDDING
EG 0,0 Marc VDS
Honda
+21.846
Danilo PETRUCCI
Octo Pramac Racing
Ducati
+22.840
Andrea DOVIZIOSO
Ducati Team
Ducati
+29.168
Alvaro BAUTISTA
Aprilia Team Gresini
Aprilia
+37.244
Jack MILLER
LCR Honda
Honda
+40.192
Hector BARBERA
Avintia Racing
Ducati
+48.263
Yonny HERNANDEZ
Octo Pramac Racing
Ducati
+48.572
Loris BAZ
Forward Racing
YamahaF.
+48.677
Eugene LAVERTY
Aspar MotoGP Team
Honda
+50.201
Mike DI MEGLIO
Avintia Racing
Ducati
+50.262
Stefan BRADL
Aprilia Team Gresini
Aprilia
+50.277
Toni ELIAS
Forward Racing
YamahaF
+1’20.942
Anthony WEST
AB Motoracing
Honda
+1’23.454
Nicky HAYDEN
Aspar MotoGP Team
Honda
18 Giri
Damian CUDLIN
IodaRacing Team
ART
18 Giri
Mondiale Piloti
Pos.
Pilota
Moto
Punti
1
Valentino ROSSI
Yamaha
296
2
Jorge LORENZO
Yamaha
285
3
Marc MARQUEZ
Honda
222
4
Andrea IANNONE
Ducati
188
5
Dani PEDROSA
Honda
165
6
Bradley SMITH
Yamaha
158
7
Andrea DOVIZIOSO
Ducati
153
8
Cal CRUTCHLOW
Honda
107
9
Danilo PETRUCCI
Ducati
97
10
Pol ESPARGARO
Yamaha
96
11
Aleix ESPARGARO
Suzuki
88
12
Maverick VIÑALES
Suzuki
84
13
Scott REDDING
Honda
78
14
Yonny HERNANDEZ
Ducati
49
15
Hector BARBERA
Ducati
30
16
Loris BAZ
YamahaF
28
17
Alvaro BAUTISTA
Aprilia
28
18
Jack MILLER
Honda
17
19
Nicky HAYDEN
Honda
16
20
Stefan BRADL
Aprilia
11
21
Eugene LAVERTY
Honda
9
22
Katsuyuki NAKASUGA
Yamaha
8
23
Michele PIRRO
Ducati
8
24
Mike DI MEGLIO
Ducati
8
25
Hiroshi AOYAMA
Honda
5
26
Takumi TAKAHASHI
Honda
4
27
Alex DE ANGELIS
ART
2
Mondiale Costruttori
Yamaha 362
Honda 310
Ducati 237
Suzuki 120
Yamaha F 33
Aprilia 28
Art 2
La parola ai piloti
Marquez
“Che gioia, ragazzi. Incredibile gara, incredibile la mia vittoria. Prima della gara non ero molto convinto, credevo che Lorenzo avesse un po’ più di margine. Lui e Iannone sono partiti fortissimo, poi però verso metà gara ho visto che non scappava via e che potevo andare a riprenderlo. E così mi sono incollato a lui ed ho tenuto il ritmo. Una serie di sorpasso e controsorpassi incredibili. All’ultimo giro, però mi sono detto: “Vai e fai l’impossibile. Ho passato Iannone e mi sono buttato alla caccia di Jorge. Non so dove ho recuperato tutti quei decimi, guardavo davanti a me e spingevo al massimo. Poi alla penultima curva ci ho provato, mi sono messo alle sue spalle e l’ho superato, ho tenuto duro ed ho vinto. La sfida più bella? Quella con Valentino alla curva 10, è stata incredibile, per poco non volavamo per terra tutti e due! Adesso non ci resta che continuare. So benissimo che non posso lottare per il titolo, ma aver vinto 5 gare quest’anno mi dice che sono sempre forte. Dobbiamo fare tesoro adesso di tutto quello che ci è capitato quest’anno. Ci manca la costanza di risultati. So che in Giappone stanno lavorando per tornare davanti a tutti. Io ci credo e saremo di nuovo competitivi”
Lorenzo
“Diciamo la verità: quando Marquez mi ha superato proprio in vista del traguardo, mi sono demoralizzato un po’ perché sapevo che Valentino era alle mie spalle e avrei guadagnato solo 4 punti su di lui. Neppure il tempo di arrabbiarmi troppo ed ecco che sul tabellone spunta il risultato finale, con Iannone davanti a Rossi. E allora mi sono ripreso, ho anche sorrido sotto il casco, perché recuperare 7 punti invece di 4 è comunque un gran bel risultato. L’avevo detto che per sperare di vincere, avrei voluto vedere qualche pilota tra me e Rossi. Questa volta è andata bene e adesso ci sono 11 punti di distacco tra me e lui. Sono sempre molti, ma mancano ancora due gare e tutto può succedere. Non chiedetemi come ha fatto Marquez a vincere e i punti dove ha recuperato tutto lo svantaggio. Quello che mi fa piacere però è che gli italiani non hanno fatto il gioco di squadra e a Iannone devo fare i complimenti perché ha lottato sino alla fine, comportandosi da vero sportivo”.
Iannone
“Da nove gare non salivo sul podio e mi ero un po’ stufato, a dir la verità! Scherzi a parte ho fatto davvero una bella gara. Quel sorpasso doppio, poi, ha dell’incredibile e non è stato facile metterlo in pratica. Sapevo che Marquez e Vale erano in bagarre e io non mi potevo assolutamente permettere di intromettermi ma allo stesso tempo sapevo di averne di più e di poter agganciare Lorenzo. E così ho approfittato del fatto che loro due sono andati un pelo lungo alla staccata, io mi ci sono infilato e ho tenuto duro, sorprendendoli entrambi. Poi all’ultimo giro Valentino ha tentato il tutto per tutto, mi ha superato un paio di volte ma ho tenuto duro e sfruttando la scia e il gran motore della mia Ducati sono riuscito a tenerlo dietro. Ragazzi, però, che moto avevo oggi? E che lavoro hanno fatto in Ducati? Per il 3° posto nel mondiale la vedo dura, anche perché Marquez è davanti e va forte e dietro devo stare attento a Pedrosa che mi ha recuperato un sacco di punti. Ma di sicuro io non mollo proprio adesso!”.
Rossi
“Non sono contento e ne ho parlato col team: sabato abbiamo lavorato male, non abbiamo fatto quello che si doveva fare e abbiamo perso tempo dietro a soluzioni che non hanno funzionato. In qualifica le ultime gare era andata meglio, qui no e partire dalla terza fila è stata dura. Forse in una gara così di gruppo partire davanti non avrebbe poi fatto così la differenza. Però essere forti già al sabato per una questione psicologica sarebbe stato importante, specie nei confronti di Jorge, oggi potevo batterlo. Il venerdì non eravamo messi male, sabato abbiamo cercato assetti per permettere di curvare la moto sul davanti, invece ci mancava grip dietro e questo ci ha penalizzato in qualifica. Ormai il livello è così alto che se perdi un turno senza migliorare sei già in svantaggio, specie contro Marc e Jorge. Però ne faremo tesoro per Sepang. Iannone? E’ stato bravissimo, nel corpo a corpo è forte e quando giochi per un posto sul podio ognuno dà il 100% e lui ha sfruttato la potenza della Ducati in rettilineo, bravo lui. Peccato perché è stata una bellissima gara e grande dispiacere per aver perso il podio e 7 punti. Abbiamo uno svantaggio troppo grande in rettilineo su Ducati, Honda e la stessa moto di Lorenzo, forse sono troppo più grosso io. Però abbiamo altri punti di forza e si può passare nel guidato”
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