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MARQUEZ IN FORMA…MARTELLO, ROSSI DISASTROSO, DOVIZIOSO SPRECA TUTTO

sachsenring

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La pioggia é stata la grande protagonista dell’appuntamento in Germania della MotoGP e alla fine ha vinto il migliore sulle due ruote e il migliore anche “di testa” per la prontezza nell’intuire il modificarsi del cielo e sopratutto della pista.

Quella di Marquez non é una semplice vittoria, é una mazzata pesantissima che ha annichilito i suoi, si fa per dire, avversari diretti ed ha mandato il messaggio che il campionato è affare suo.

Eppure in partenza sembrava essere la grande giornata dei piloti italiani. che con Petrucci, Dovizioso e Rossi hanno guidato la danza sull’acqua mentre sul bagnato Marquez sembrava essere un po’ in difficoltà e quindi dava l’impressione di volersi accontentare di un piazzamento ai piedi del podio sempre molto buoni in fatto di punti. Intanto Lorenzo nelle retrovie continuava la sua ricerca del feeling con la sua Yamaha: il campione del mondo sente già troppo profumo di Ducati?

Al decimo giro però la pattuglia italiana perdeva il primo pezzo con la caduta di Petrucci e lo stesso Marquez se la vedeva brutta per via di un’escursione fuori dal nastro di asfalto. La coppia Dovizioso – Rossi sembrava aver la gara in mano con Rossi che non forzava, in fin dei conti l’importante era arrivare davanti a Marquez. Ma Marquez é stato il più bravo a capire che la pista stava asciugandosi rapidamente e al 17° giro rientrava ai box per passare dalle gomme per il bagnato alle slick. Mossa vincente dal momento che Marquez ha recuperato anche 6 o 7″ per volta sul gruppo dei leader, che insisteva nel continuare.

Dai box Ducati e Yamaha probabilmente hanno dormito che hanno dormito Dovizioso e Rossi di fronte al ritorno dello spagnolo. Quando poi a sei giri dalla fine i due sono rientrati ai box oramai il patatrac era servito da Marquez su un piatto con i colori dell’iride. Marquez passava al comando e per Dovizioso e Rossi non c’erano più chances di recuperare. Rossi così si é giocato ogni possibilità mondiale visto che ora il gap di punti é salito a 48 mentre il pilota della Ducati ha perso la grande occasione anche se negli ultimi giri ha sfogato la sua rabbia inseguendo e superando Redding mentre Crutchlow era troppo lontano. Comunque un podio é sempre oro che cola ma tra un terzo e un primo posto c’é una bella differenza !!

Alla Ducati rimane anche la soddisfazione del quinto posto di Iannone che ha tenuto molto facilmente dietro un Pedrosa sempre più spento, Miller che al via sembrava pronto a giocare ancora una volta un brutto scherzo a tutti mentre Rossi ha avuto il suo bel da fare nel tenere dietro Barbera .

Il Gran Premio di Germania passa agli archivi, il circuito del Sachsenring ha confermato di essere terra di conquista per Marc Marquez che può mettere già in frigo la bottiglia di champagne per la grande festa anche se la fine del campionato é molto lontana intanto si gode le vacanze in allegria mentre per Rossi & C. sono solo lacrime. (Mark Muller)

Hanno detto:

Andrea Iannone: «E’ successo un po’ un casino. Anche sull’acqua la moto era depotenziata, perdevo molto in accelerazione. Cercavo di recuperare molto in curva, ce l’ho fatta per i primi 4-5 giri poi la gomma davanti è calata molto: stavo rischiando veramente molto di scivolare, ho perso tanto, sono rientrato e ho deciso di giocare sul cambio moto. Anche quando sono rientrato la moto non era pronta, abbiamo perso tantissimo tempo, mi sono quasi ‘preso’ con il mio meccanico ma ci può stare, sono errori che non dovrebbero esserci ma è la prima volta in tanti anni, quindi vediamo il bicchiere un po’ mezzo pieno. Abbiamo preso punti importanti, abbiamo recuperato punti sul quinto posto, anche su Lorenzo e Rossi. Siamo contenti ma vanno sfruttate gare così, specie se la tua moto ha del potenziale deve essere tutto perfetto. Non avevo più il ritmo giusto, se perdi due secondi dal primo vuol dire che sei cotto. Ho rischiato quando ho cambiato perchè la pista era ancora bagnata ma è andata bene, sono arrivato quinto, per oggi dobbiamo essere contenti di questo, ma sono successe cose che non dovevano succedere».

Jorge Lorenzo:«Dopo il warm up era chiaro che non saremmo stati in grado di lottare per la vittoria in questa gara. Quando la pista ha cominciato ad asciugarsi ho cominciato a perdere posizioni perché non mi sentivo al sicuro non avevo fiducia nel pneumatico anteriore: nè in frenata, nè in curva. Poi ho cambiato moto quando la squadra me lo ha segnalato ma forse era un po’ troppo tardi».

Marc Marquez: «E’ stato molto difficile, all’inizio faticavo parecchio con la extrasoft e ho avuto qualche momento di paura, ma appena ho visto la minima possibilità che l’asfalto si stesse asciugando sono rientrato a cambiare la moto. Ho corso dei rischi al primo giro, ma quando ho visto che avevo 20 secondi di vantaggio è stato molto bello per me»

Cal Crutchlow «Ero veloce anche sull’asciutto, ieri l’avevo detto che ero tra i primi 4-5 e oggi lo ripeto per chi non mi credeva. Non tutti hanno avuto il coraggio di fare certe scelte, bisognava tenere la testa giù in una gara così lunga e io ho seguito quelli che mi stavano davanti, li ho ripresi, ho superato Dovizioso e Rossi. Insomma ho preso un azzardo».Devo ringraziare il mio team, mi dispiace che mia moglie non sia qui. E’ la seconda gara in 9 anni che salta, ma tiene la nostra bambina calda nella pancia, quindi va bene così»

Valentino Rossi:«E’ stato un peccato perché in questo weekend eravamo competitivi. Con un gara asciutta avrei potuto lottare per la vittoria, così come un in una gara tutta bagnata. Invece alla fine ho fatto ottavo ed è un’occasione persa. Con il senno di poi sarei potuto rientrare due o tre giri prima per cambiare ma sinceramente non sarebbe cambiato tanto, avrei potuto fare il sesto posto. Il problema è stato che quando sono rientrato in pista andavo veramente piano e ho fatto molta fatica. Bisogna capire se è avvenuto perché noi avevamo la intermedie. Sarebbe stato bello provare con le slick ma sulla carta probabilmente avremmo fatto ancora più fatica. In queste condizioni quando si cambiano le gomme, premesso che io non sono molto bravo, anche la nostra moto è difficile da guidare. Non riuscivo proprio a stare in pista, avrei potuto battere Pedrosa e non farmi battere da Miller ma sarebbe cambiato poco».
Sulla moto ci sono io e ho deciso io. Non me la sono sentita di mettere le slick, un errore figlio di come stava andando la prima parte di gara. Marquez ha deciso di giocarsi il tutto per tutto e fermarsi prima, io e Dovizioso invece stavano andando forte ed avevamo un buon passo, era difficile fermarsi. Il problema è stata la competitività nella seconda parte di gara e le difficoltà a mettere le gomme in temperatura»

Andrea Dovizioso:«In pista non si riesce a capire tutto, avevo l’anteriore extrasoft e in testa ero talmente concentrato a sfruttare la gomma che non mi sono reso conto che avrei dovuto cambiare due giri prima e questo ha fatto la differenza. Il podio però è importante, è una bella reazione e devo ringraziare il team.Dovevo essere più lucido, quei due giri prima avrebbero fatto la differenza, mi avrebbero dato la possibilità di lottare per la vittoria, ma senza la comunicazione con i box fai fatica. Il pilota è quello che vede la pista, deve avere anche il feeling per fare certi cambiamenti, se non ti senti a posto vai comunque più piano. E’ questa la prima regola nostra. Poi se qualcuno cambia prima e si vede che vanno meglio, devono darmi subito i box, ma è andata così, un giro prima non ho visto bene la comunicazione. Se mi fossi fermato prima sarebbe stato ancora meglio, chi ha cambiato prima è andato meglio. Detto questo, in pista si provano certe sensazioni: mettere le slick quando c’è bagnato è un azzardo, e quando sei davanti fai ancora più fatica». Abbiamo fatto un podio al Sachsenring, dove abbiamo sempre avuto difficoltà. Potevo anche puntare al secondo posto».

Ordine di arrivo dopo 30 giri:

1 – Marc Marquez – Honda (Honda) – 47’03″239
2 – Cal Crutchlow – LCR (Honda) – 9″857
3 – Andrea Dovizioso – Ducati (Ducati) – 11″613
4 – Scott Redding – Pramac (Ducati) – 11″992
5 – Andrea Iannone – Ducati (Ducati) – 22″755
6 – Dani Pedrosa – Honda (Honda) – 25″920
7 – Jack Miller – Marc VDS (Honda) – 26″043
8 – Valentino Rossi – Yamaha (Yamaha) – 26″449
9 – Hector Barbera – Avintia (Ducati) – 26″614
10 – Alvaro Bautista – Gresini (Aprilia) – 31″274
11 – Eugene Laverty – Aspar (Ducati) – 41″208
12 – Maverick Viñales – Suzuki (Suzuki) – 42″158
13 – Bradley Smith – Tech 3 (Yamaha) – 1’03″129
14 – Aleix Espargaro – Suzuki (Suzuki) – 1’06″091
15 – Jorge Lorenzo – Yamaha (Yamaha) – 1’17″694
16 – Tito Rabat – Marc VDS (Honda) – 1 giro
17 – Loris Baz – Avintia Racing (Ducati) – 2 giri
18 – Yonny Hernandez – Aspar (Ducati) – 3 giri

Il campionato
1.Marquez 170 punti; 2.Lorenzo 122; 3.Rossi 111; 4.Pedrosa 96; 5.Vinales 83; 6.P.Espargaro 72; 7.Barbera 65; 8.Iannone 63; 9.Dovizioso 59; 10.Laverty 53

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