“Abbiamo deciso di abbandonare il tentativo di record del nord Atlantico”. Nella serata martedì 21 ottobre, Giovanni Soldini, a bordo di Maserati con un team di nove velisti, comunica che il record di traversata atlantica da NewYork a Lizard Point è definitivamente sfumato.
“Purtroppo il fronte freddo che stavamo inseguendo fin dalla partenza ha improvvisamente accelerato, ci ha superato e noi, malgrado gli sforzi e l’impegno, siamo stati inglobati da una zona con poco vento. Abbiamo provato per qualche ora a navigare con questo nord ovest, ma abbiamo presto capito che non ce l’avremmo fatta. Ce lo confermano tutti i modelli meteo scaricati e le simulazioni fatte.
“Siamo ovviamente dispiaciuti, non è andata come speravamo, ma in mare non siamo noi a comandare. Siamo però tutti sereni – prosegue Soldini – perché consapevoli che ce la siamo giocata al massimo, senza risparmiarci mai e in alcun modo. Queste ultime miglia sono state le più entusiasmanti, Maserati ha superato se stessa e mi ha stupito per l’affidabilità strutturale e per le performance formidabili.
“Ringrazio tutto l’equipaggio: Guido Broggi, Boris Herrmann, Corrado Rossignoli, Jianghe Tiger Teng, Oliver Herrera Perez, Andrea Fantini, Michele Sighel, Sam Goodchild, Alberto Sonino per la tenacia, la voglia e la competenza dimostrate. E i nostri partner Maserati, Bsi, Generali, Zegna, Vodafone, Boero e i fornitori tecnici per la magnifica occasione che ci hanno dato lasciandoci tempo e risorse da investire in questa fantastica impresa che siamo convinti sia alla nostra portata. E chi lo sa quando, ma un giorno ci riproveremo”.
Maserati era partita da New York il 17 ottobre alle ore 00:27:20 Gmt e avrebbe dovuto percorrere le 2880 miglia fino a Lizard Point, estrema punta occidentale dell’Inghilterra, in meno di 6 giorni, 17 ore, 52 minuti e 39 secondi, record che appartiene al maxy yacht di 140 piedi “Mari Cha IV”.
Così Giovanni Soldini riassume le fasi salienti del tentativo di record: “Alla partenza da New York sapevamo che questa finestra meteo aveva dei rischi e dei passaggi difficili, il primo dopo appena 12 ore: un passaggio con poco vento che ci è costato caro. La seconda incognita era la reale velocità di questo fronte freddo; le previsioni lo davano dietro di noi e più lento, invece ci ha superati. Il terzo punto critico sarebbe stato l’arrivo, probabilmente con poco vento. Insomma, non la finestra ideale che abbiamo sempre sognato con vento stabile e grandi sistemi facilmente prevedibili, ma l’occasione migliore per partire, da giugno ad oggi, in un anno che dal punto di vista meteorologico è stato sicuramente anomalo.
Ora dobbiamo pensare al futuro e per preparare il prossimo anno abbiamo bisogno di fare due mesi di seria manutenzione in Italia. Per questo stiamo facendo rotta prima sulle Azzorre dove faremo cambusa e gasolio e poi su Gibilterra e La Spezia.?Dopo quasi due anni e 70.000 miglia in giro per il mondo torniamo nel Golfo dei Poeti, il posto migliore per prenderci cura di Maserati”. (R.D.)
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