Il nostro impegno rivolto a fare chiarezza all’interno della nebulosa gestione economica delle casse edili, con le iniziative intraprese dall’associazione
” No Cassa Edile” appoggiata da M.B.I. non dev’essere considerata come una guerra contro la sola Cassa Edile Genovese, ma una legittima richiesta nei confronti di tutto l’apparato delle Casse Edili Italiane poichè riteniamo nostro legittimo diritto di imprese e lavoratori edili sapere dove vanno a finire i nostri soldi e come vengono spesi.
Sappiamo benissimo che vengono investiti milioni di euro in titoli di stato, immobili, ecc., ma non sappiamo a chi sono intestati, chi ne usufruisce, da chi e come vengono riutilizzati i proventi dagli interessi bancari.
Non sappiamo a quanto ammontino le buste paga dei lavoratori dipendenti delle Casse Edili, ne tantomeno dei loro presidenti e direttori, non sappiamo come vengono eletti i componenti dei vari consigli di amministrazione, dei consigli direttivi e come vengono fatte le assunzioni in Cassa Edile ne per docenze delle scuole Edili, come vengono assunti o come vengono pagati i sindacati. Insomma non sappiamo nulla di nulla.
Ribadiamo che non accusiamo nessuno, chiediamo risposte e combatteremo con tutte le nostre forze affinchè la dovuta trasparenza, che migliaia di uomini e donne del settore edile meritano, venga raggiunta.
Siamo a disposizione per qualsiasi confronto pubblico , sui seguenti argomenti: bilanci, assunzioni, la necessità di avere ancora le casse edili, nomine direttive e sindacali, quantitativo del patrimonio finanziario, la sua collocazione e le iniziative volte al miglioramento del nostro comparto.
Constatiamo altresì che in un momento di crisi del settore edile che dura purtroppo già da anni, le stesse casse edili e i loro apparati non hanno tutelato i lavoratori promuovendo politiche di rilancio, anzi non hanno impedito o tentato di ridurre la chiusura di migliaia di imprese edili con notevole perdita di posti di lavoro.
Si chiede inoltre quale sia l’effettivo scopo della direttiva protocollata con il n.6433 del 2 dicembre 2014 dove si chiede l’intervento di società di advisor per il piano industriale delle casse edili. La domanda sorge spontanea, volete accorpare le casse edili per eliminare costi, oppure mascherare questa iniziativa solo per creare altri uffici dove assumere altri dipendenti senza concorso ed altri consigli di amministrazione? E a quale costo?
Un’ultima domanda: corre voce nei corridoi della politica italiana e della stessa Confindustria, che chiaramente fanno parte dello stesso sistema, che esista la volontà di espropiare dalle filiali delle banche la montagna di soldi depositata per conto degli stessi operai, per portarla all’interno della Cassa Depositi e Prestiti, (di proprietà per il 35% di State Grid Corporation of China(Sgcc) valore 2 miliardi euro, fonte Il sole 24 Ore).
Chiediamo spiegazioni in merito a tutte queste domande, chiediamo risposte, chiediamo i bilanci, chiediamo assoluta trasparenza così come quella che contraddistingue l’associazione No Cassa Edile ed il Movimento Base Italia che hanno pubblicato tutto quello che fin’ ora hanno prodotto e che lo faranno sempre nel rispetto del cittadino italiano.
E’ un nostro diritto sancito dalla costituzione italiana, dal codice civile e dal codice penale.
X Movimento Base Italia/Ass. No Cassa Edile
Fabrizio Martin
Coordinatore Nazionale Edilizia






