È stata fissata per venerdì 4 dicembre 2020 a Roma, in Cassazione, l’udienza che vedrà processato per la cosiddetta ‘ordinanza antimigranti’ il sindaco di Alassio Enzo Canepa, di Lega Nord, giudicato colpevole anche in secondo grado dalla Corte di Appello a Savona con una condanna di 4mila euro di multa dal Giudice Francesco Giannone.
«Ci sarò senz’altro» – commenta la denunciante Aleksandra Matikj, Presidentessa del “Comitato per gli Immigrati e contro ogni forma di discriminazione” – «Quell’ordinanza, firmata nel 2015, fin da subito ha attirato la nostra attenzione perché discriminatoria: vietava l’ingresso e la permanenza nel Comune di Alassio alle persone provenienti dagli Stati africani, asiatici e sudamericani per motivi igienico-sanitari, se non erano in grado di documentare con un certificato sanitario il loro essere immuni di ogni malattia infettiva. Il Sindaco Canepa era arrivato a giudizio perché, dopo che il Tribunale civile di Genova ha annullato la sua ordinanza, lui si era opposto al Decreto penale di condanna emesso dalla Procura di Savona.
Ci rendiamo conto anche oggi» – continua la Matikj – «di quanto quella misura non sarebbe servita a nulla, visto che l’unica soluzione, in caso di pandemie come ad esempio ora è attuale quella del Covid-19, era il controllo di tutti i passeggeri in entrata nel nostro Paese, non solo agli aeroporti e alle Dogane, ma tenere in stato di rigida quarantena chi è già infettato: tutte le misure di sicurezza che altresì il governo italiano ha prontamente in effetti adottato quest’anno.
Inoltre va tenuto conto che le persone che viaggiano anche all’estero, è spesso anche per motivi di lavoro: sembra in effetti che il Coronavirus sia stato importato in Italia proprio da un Cittadino Italiano ma anche se fosse successo diversamente, in ogni caso, le misure di sicurezza in ogni Paese del mondo, andrebbero rispettate da parte di ciascuno, non soltanto sulla base della nazionalità.
Le ordinanze come quella di Alassio e le politiche di estrema destra hanno creato il caos in Liguria. Per questo le discriminazioni e le istigazioni, tutte, vanno fermate per cui cogliamo l’occasione innanzitutto per ringraziare sentitamente il Palazzo di Giustizia di Savona che ha dato un coraggioso esempio, anche nel Rispetto della Costituzione italiana e dell’uguaglianza. Ora attendiamo il processo a Roma, noi ci saremo.»






