
Dopo la dimostrazione di forza sul circuito cittadino di Marrakech la settimana scorsa, si attendeva un eguale show sul circuito del Paul Ricard ove, oltretutto, la Citroen correva praticamente in casa e poteva approfittare di un circuito vero non di un percorso “costruito”.
Invece lo strapotere proprio non si è visto anche se sono arrivate due vittorie conquistate in modo relativamente facile: in gara 1 Yvan Muller davanti a Loeb, in gara 2 Lopez davanti a Muller.
Tutto sembrava essere stato costruito per un trionfo di Loeb, che mediaticamente vale molto di più del quattro volte campione del mondo, Muller, e del semi sconosciuto Lopez che guida la classifica con 12 punti proprio su Loeb e che se continua con questo passo rischia di scompaginare i piani del team principal Yvs Matton.
Loeb è stato spettacolare in classifica, evidentemente è abituato a correre da solo come si corre nei rally, ma nel traffico dimostra ancora qualche indecisione e qualche timore nel districarsi tra concorrenti che non vanno molto per il sottile. Una qualifica però inutile perché sia Loeb che Lopez sono stati retrocessi in fondo alla griglia di partenza della prima gara e di questo si può leggere più sotto a commento della qualifica.
Una penalizzazione che la Citroen ha accettato e dovuto accettare dal momento che un ricorso avrebbe richiesto tempi lunghi….e intanto le gare si sarebbero disputate in base alle decisioni dei commissari. Al massimo si avrebbe avuto un ordine di arrivo sub judice che poi in sede di appello sarebbe stata inevitabilmente ratificata.
Un “peccato” che certo non è stato molto apprezzato dai grandi capi della Casa francese accorsi per gustarsi il successo.
In gara 1 Muller non è stato protagonista certo di una bella partenza e questo ha permesso a Gabriele Tarquini di prendere il comando della gara insieme a Michelisz. Si è trattato però solo di un fuoco di paglia perché Muller, su un fondo abbastanza umido che ha messo in evidenza l’assetto della Elysee, ha impiegato neppure tre giri a riprendersi ciò che era suo ovvero il comando della gara.
Da quel momento per l’ex pilota Chevrolet tutto è stato facile, la leadership lo ha esaltato e Muller non ha mollato anzi ha continuato a spingere e a far segnare tempi record sul giro ed anche in vari intermedi. Dal muretto infatti l’ordine era di spingere al massimo per verificare l’affidabilità della berlina. Cosa che si poò permettere solo chi è consapevole della propria forza.
E Muller ha chiuso con dodici secondi di vantaggio su Loeb che partito dal fondo si è lanciato in un furioso inseguimento, indubbiamente il talento c’è e lo si è visto soprattutto nel sorpasso di Tarquini che valeva il secondo posto.
Con un Muller già soddisfatto della vittoria e che pur partendo dalla decima non ha dato segni di grande aggressività, la gara 2 è stata invero lo show di José Maria Lopez che, partito in ultima posizione, ha entusiasmato per la sua performance fatta di sorpassi e volate decise. Lopez è arrivato come terzo pilota, serviva un pilota anche a supporto dell’immagine Citroen nei mercati centro e sud americani, ma ora si vede che Lopez non è affatto un pilota di scorta. Quello che ha fatto vedere è stato da dieci e lode !!
A stento sufficiente invece la gara di Loeb che venutosi a trovare in mezzo al gruppo non ha mai trovato lo spunto, a differenza della prima gara, per trovare il varco giusto e forse qualche timore di sportellata lo ha intimidito. Il sesto posto è veramente pochino.
Sono state due gare in cui si è vista anche un’ottima Honda anche se la Civic denota sempre un potenza che è certo inferiore a quella della concorrenza. In ogni caso bene Tarquini ed anche bene Monteiro, la controprova alla prossima gara.
Segna gloria questa volta le varie Chevrolet. Morbidelli sembra il lontano Morbidelli che si è visto anche solo negli scorsi anni in un’altra categoria. I vari Valente , Borkovic, Munnich hanno confermato di essere piloti da piazzamenti.
In gara 1 sull’umido ha illuso Huff con la Lada poi però sull’asciutto l’inglese ha pagato pesantemente i limiti della vettura russa.
Per tutti appuntamento tra quindici giorni a Budapest, sul tortuoso, e lento, circuito dell’Hungaroring qualche sorpresa potrebbe sempre arrivar.(Marc Cannone)
ORDINE DI ARRIVO GARA 2 – 18 GIRI:
1.Jose Maria Lopez (Citroen) – Citroen – 30’24”551
2. Yvan Muller (Citroen) – Citroen – 1”886
3. Tiago Monteiro (Honda) – Honda – 7”994
4. Gabriele Tarquini (Honda) – Honda – 8”459
5. Mehdi Bennani (Honda) – Proteam – 17”407
6. Sebastien Loeb (Citroen) – Citroen – 17”924
7. Dusan Borkovic (Chevrolet) – Campos – 18”592
8. Norbert Michelisz (Honda) – Zengo – 18”927
9. Gianni Morbidelli – Munnich – 20”531
10. Hugo Valente (Chevrolet) – Campos – 21”787
11. Robert Huff (Lada) – Lada – 22”216
12. Renè Munnich (Chevrolet) – Munnich – 23”391
13. James Thompson (Lada) – Lada – 25”800
14. Mikhail Kozlovskiy (Lada) – Lada – 26”475
15. Tom Chilton (Chevrolet) – ROAL – 41”250
16. Franz Engstler – Engstler – 44”222
17. Pasquale Di Sabatino (BMW) – Engstler – 46”048
CLASSIFICA CAMPIONATO PILOTI:
1.Lopez 85; 2.Loeb 73; 3.Muller 65; 4.Tarquini, Valente 31; 6.Monteiro, Chilton 30; 8.Bennani 16; 9.Borkovic 15; 10.Michelisz 14.
ORDINE DI ARRIVO GARA 1 – 16 GIRI:
1 – Yvan Muller (Citroen) – Citroen – 27’58”347
2 – Sebastien Loeb (Citroen) – Citroen – 12”727
3 – Gabriele Tarquini (Honda) – Honda – 15”026
4 – Jose Maria Lopez (Citroen) – Citroen – 18”663
5 – Robert Huff (Lada) – Lada – 31”393
6 – Hugo Valente (Chevrolet) – Campos – 34”415
7 – Norbert Michelisz (Honda) – Zengo – 34”896
8 – Tiago Monteiro (Honda) – Honda – 37”918
9 – Tom Chilton (Chevrolet) – ROAL – 41”014
10 – James Thompson (Lada) – Lada – 45”739
11 – Gianni Morbidelli – Munnich – 48”720
12 – Renè Munnich (Chevrolet) – Munnich – 49”234
13 – Mehdi Bennani (Honda) – Proteam – 57”136
14 – Dusan Borkovic (Chevrolet) – Campos – 1’02’522
15 – Mikhail Kozlovskiy (Lada) – Lada – 1 giro
16 – Franz Engstler – Engstler – 1 giro
17 – Pasquale Di Sabatino (BMW) – Engstler – 1 giro
18 – John Filippi (Seat) – Campos – 2 giri
LA GRIGLIA DI PARTENZA GARA 1:
1.Sebastien Loeb (Citroen) – Citroen – 1’29”527 – Q3****
2.Jose Maria Lopez (Citroen) – Citroen – 1’29”619 – Q3*****
3.Yvan Muller (Citroen) – Citroen – 1’29”857 – Q3
4.Gabriele Tarquini (Honda) – Honda – 1’30”808 – Q3
5.Hugo Valente (Chevrolet) – Campos – 1’31”139 – Q3
6.Norbert Michelisz (Honda) – Zengo – 1’30”751 – Q2
7.Tom Chilton (Chevrolet) – ROAL – 1’30”897 – Q2
8.Dusan Borkovic (Chevrolet) – Campos – 1’31”099 – Q2
9.Gianni Morbidelli (Chevrolet) – Munnich – 1’31”207 – Q2
10.Tiago Monteiro (Honda) – Honda – 1’31”224 – Q2
11.Renè Munnich (Chevrolet) – Munnich – 1’31”345 – Q2
12.Mehdi Bennani (Honda) – Proteam – 1’32”458 – Q2
13.Robert Huff (Lada) – Lada – 1’32”142 – Q1
14.James Thompson (Lada) – Lada – 1’33”162 – Q1
15.Mikhail Kozlovskiy (Lada) – Lada – 1’34”210 – Q1
16.John Filippi (Seat) – Campos – 1’35”972 – Q1
17.Franz Engstler – Engstler – 1’36”022 – Q1
18.Pasquale Di Sabatino (BMW) – Engstler – 1’36”083 – Q1
***** La soddisfazione della Citroen per aver conquistato le prime tre posizioni in griglia è durata solo pochi minuti: infatti i commissari hanno rilevato sulle due Citroen di Sebastien Loeb e Lopez la non conformità della valvola che regola l’interruzione del flusso di benzina in caso d’incidente. Pertanto i due piloti della casa francese sono stati immediatamente retrocessi dalla prima fila al fondo della griglia.
Il team principal, Yves Matton ha riconosciuto l’infrazione ma ha precisato che la componente incriminata proviene da un fornitore esterno e che non ha alcuna influenza sulle performances delle berline.







