
Pascal Wehrlein ha conquistato sullo Speedway di Lausitz la sua prima, limpida vittoria nel DTM, in una gara caratterizzata da condizioni meteo cangianti (Start con le Rain e a metà gara le Slick) e dall’attenzione al primo “match point” per il Campionato.
Il tedesco della Mercedes è scattato perfettamente dalla Pole e guadagnato un secondo al giro nei primi dieci, gestendo perfettamente la vettura in condizioni di pista scivolosissima (qui l’asfalto non drena e non asciuga)
In queste condizioni di enorme vantaggio, con Christian Vietoris che gli copriva le spalle il driver dell’HWA ha condotto il gioco, fermandosi soltanto al 29° giri per montare le slick e poi incrementando il vantaggio fino ai 15.4″ dell’ultimo giro.
Vietoris, partito 11°, è scattato come una fionda e al quinto giro si è portato al secondo posto, difeso con tenacia dalle pressioni del veterano dell’Audi Timo Scheider, terzo al traguardo.
Senza il pilota del Team Phoenix (in gran forma e galvanizzato dalla strategia vincente definita dal suo Track Engineer Laurent Fedacou) la stella avrebbe potuto occupare con Daniel Juncadella anche il gradino più basso del podio: un drive through per non aver rispettato le bandiere gialle ha però impedito al catalano la grande impresa.
Robert Wickens, quinto, ha completato la grande giornata della Casa di Stoccarda, sicuramente propiziata dalla meteo, ma ben sfruttata dai suoi piloti.
Solo sesto Marco Wittmann con la prima delle BMW, ma a fine gara Jens Marquardt sfoggiava un sorriso da vincitore, con piena ragione perchè è riuscito ad assicurare alla Casa di Monaco la vittoria nel Campionato con ben due gare di anticipo, fatto da consegnare agli annali dei 30 anni di storia del DTM.
Il giovanissimo Campione 2014 ha trascorso tutto il tempo della corsa ad evitare contatti e controllare i (potenziali) avversari Ekstroem e Mortara, entrambi attardati da errori evitabili, con l’italiano di Ginevra che ha giocato la carta delle Slick e lo svedese che è stato autore di una partenza disastrosa, prima di ritirarsi a causa di una ruota mal fissata al Pit stop: a quel punto il titolo è passato da Rockenfeller a Wittmann.
Augusto Farfus è risalito caparbiamente dal 20° al 7° posto finale, davanti all’altro catalano Miguel Molina e Martin Tomczyk, dav 23° a 9°, nonostante una piroetta propiziata da Jamie Green (autore di un “manuale degli errori” veramente completo).
Mike Rockenfeller festeggia il passaggio di consegne con il 10° posto che gli garantisce l’ultimo punto disponibile.
Pessima giornata per i britannici: detto di Green, Gary Paffett in gara non è riuscito a tenere il passo della qualifica, mentre Paul di Resta, in piena rimonta da da 21° a (quasi) 6° si è dovuto ritirare dopo un testa – coda in battaglia con Wittmann.
Segnali positivi dal russo Vitaly Petrov, 12° dopo qualche divagazione sull’asfalto umido: vedremo cosa saprà fare nelle ultime due gare, con Zandvoort in programma il 28 settembre che rimpiazza la evanescente gara cinese.
Zandvoort e Hockenheim, a dispetto del titolo già assegnato, saranno certamente due gare interessantissime, proprio perché libere da qualsiasi vincolo matematico, con spettacolari duelli all’arma bianca che gratificheranno i piloti più coraggiosi: speriamo nella sensibilità ed intelligenza dei Kommissari! (Guido M. Pedone)
Ordine di arrivo
Ordine di arrivo
1. Pascal Wehrlein HWA Mercedes, 52 giri in 1h15m47.314s
2. Christian Vietoris HWA Mercedes +15.418s
3. Timo Scheider Phoenix Audi +15.681s
4. Daniel Juncadella Muecke Mercedes +18.024s
5. Robert Wickens HWA Mercedes +32.677s
6. Marco Wittmann RMG BMW +48.435s
7. Augusto Farfus RBM BMW +1m02.380s
8. Martin Tomczyk Schnitzer BMW +1m07.705s
9. Miguel Molina Abt Audi +1m08.719s
10. Mike Rockenfeller Phoenix Audi +1m13.480s
11. Joey Hand RBM BMW +1m14.734s
12. Vitaly Petrov Muecke Mercedes +1m19.199s
13. Gary Paffett HWA Mercedes a 1 giro
14. Maxime Martin RMG BMW a 1 giro
15. Bruno Spengler Schnitzer BMW a 2 giri
16. Edoardo Mortara Abt Audi a 2 giri
Giro più veloce: il 42° di Timo Scheider in 1’19″782







