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Plovdiv: risultati e resoconti BATTERIE

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SINGOLO UNDER 23 MASCHILE

Prima batteria – i primi quattro ai quarti finale gli altri ai recuperi: 1. Romania 7.03.16, 2. Sud Africa 7.06.61, 3. Danimarca 7.07.54, 4. Austria 7.09.90, 5. Svizzera 7.12.80, 6. Uzbekistan 7.37.82
Seconda batteria – i primi quattro ai quarti finale gli altri ai recuperi: 1. Canada 7.07.07, 2. Bulgaria 7.12.25, 3. Australia 7.13.84, 4. Gran Bretagna 7.19.89, 5. Finlandia 7.22.28, 6. Kazakistan 7.51.07
Terza batteria – i primi quattro ai quarti finale gli altri ai recuperi: 1. Germania 7.08.79, 2. Grecia 7.10.45, 3. Belgio 7.12.07, 4. Brasile 7.12.08, 5. Ucraina 7.13.10

Quarta batteria – i primi quattro ai quarti finale gli altri ai recuperi: Il lituano Muravjov prova a fare la voce grossa al via di questa batteria dove l’azzurro Monfrecola è in acqua 5, ma subito lo svedese Freudenthal lo va a riprendere mentre lo sculler italiano è terzo, posizione mantenuta anche ai 500 metri, a sette decimi dalla Lituania seconda. Svezia che continua a condurre verso i 1000 metri ma con Monfrecola che incrementa in acqua riprendendo la Lituania, passata anche dal russo Zhovner, e che si attesta a un misero secondo da Freudenthal. Il bahamense Stanhope in quinta posizione è già a sei secondi dal quarto e ultimo posto utile per la qualificazione ai quarti, cosa che però non ferma Monfrecola che prosegue nella sua azione recuperando lo svedese e passando in testa ai 1500 metri grazie ad una terza parte a tutta, che lo porta ad avere ben sei secondi di vantaggio sulla seconda posizione, occupata dalla Svezia. Lo sprint finale altro non fa che legittimare la supremazia del campione italiano in carica della specialità, che va a vincere con luce sugli avversari aggiudicandosi il primo pass disponibile per i quarti di finale. 1. Italia (Salvatore Monfrecola-Ilva Bagnoli) 7.24.47, 2. Russia 7.32.03, 3. Svezia 7.35.89, 4. Lituania 7.45.86, 5. Bahamas 7.48.92
Quinta batteria – i primi quattro ai quarti finale gli altri ai recuperi: 1. Polonia 7.17.99, 2. Norvegia 7.21.97, 3. USA 7.23.91, 4. Ungheria 7.31.98, 5. Albania 7.46.09

SINGOLO PESI LEGGERI MASCHILE
Prima batteria – i primi tre ai quarti finale gli altri ai recuperi: 1. Grecia 7.14.34, 2. Austria 7.16.13, 3. Svezia 7.26.44, 4. Francia 7.30.01, 5. USA 7.43.21, 6. Israele 8.00.74
Seconda batteria – i primi tre ai quarti finale gli altri ai recuperi: 1. Slovenia 7.12.91, 2. Germania 7.19.65, 3. Cile 7.19.92, 4. Serbia 7.43.62, 5. Portogallo 7.48.83, 6. Croazia 8.37.93
Terza batteria – i primi tre ai quarti finale gli altri ai recuperi: Il tailandese Saensuk tenta la sorpresa nella terza batteria del singolo leggero e si mette subito a condurre tallonato però da Lorenzo Galano, subito in seconda posizione e distante meno di un secondo e tre decimi al primo rilevamento, dove ha già tre secondo sul bielorusso Pashkevich momentaneamente quarto. La marcia di Saensuk continua anche sulla strada dei 1000 metri, dove è sempre il tailandese in testa che ha guadagnato un secondo su Galano, passato all’approssimarsi della metà gara dal messicano Lopez Garcia ma con ancor più margine sulla Bielorussia. Lopez Garcia non aveva solo l’Italia nel mirino ma anche la Tailandia, che va a rimangiare prima del penultimo passaggio, dove dunque c’è il Messico in prima posizione, mentre lo sculler azzurro è sempre terzo, in controllo sulla Bielorussia. Nulla cambia nell’ultima parte di gara, che ufficializza il passaggio ai quarti di Messico, Tailandia, e dell’Italia di Lorenzo Galano, che senza alcun patimento si posiziona in terza piazza controllando le retrovie e guadagnandosi il turno successivo. 1. Messico 7.13.90, 2. Tailandia 7.15.72, 3. Italia (Lorenzo Galano-SC Esperia) 7.20.96, 4. Bielorussia 7.25.31, 5. Norvegia 7.37.24, 6. Paraguay 7.43.67
Quarta batteria – i primi tre ai quarti finale gli altri ai recuperi: 1. Tunisia 7.10.20, 2. Turchia 7.11.39, 3. Ucraina 7.13.99, 4. Sud Africa 7.14.08, 5. Svizzera 7.28.11, 6. Moldavia 7.37.51
Quinta batteria – i primi tre ai quarti finale gli altri ai recuperi: 1. Repubblica Slovacca 7.11.95, 2. Belgio 7.12.92, 3. Nuova Zelanda 7.18.16, 4. Giappone 7.28.04, 5. Bulgaria 7.43.25
Sesta batteria – i primi tre ai quarti finale gli altri ai recuperi: 1. Brasile 7.05.39, 2. Repubblica Ceca 7.10.22, 3. Cipro 7.12.23, 4. Uzbekistan 7.21.09, 5. Egitto 7.38.06

QUATTRO SENZA UNDER 23 MASCHILE
Prima batteria – i primi tre in semifinale gli altri ai recuperi: 1. Australia 6.04.15, 2. Svizzera 6.11.54, 3. Spagna 6.12.49, 4. Sud Africa 6.13.68, 5. Francia 6.15.06
Seconda batteria – i primi tre in semifinale gli altri ai recuperi: 1. Gran Bretagna 6.00.85, 2. Austria 6.01.80, 3. Lituania 6.03.76, 4. Germania 6.08.41, 5. Cile 6.35.04
Terza batteria – i primi tre in semifinale gli altri ai recuperi: E’ l’Olanda a condurre il gioco nella terza e ultima batteria del quattro senza, con l’Italia stretta proprio tra gli Orange e la Turchia in corsia 2. Stati Uniti e Serbia non vogliono far scappare gli olandesi e così le palline si alternano al comando passando praticamente attaccate ai 500 metri, dove conduce l’Olanda ma con appena un secondo tra i primi tre equipaggi, mentre l’Italia è quarta a meno di tre secondi. Nella seconda frazione gli olandesi riescono a guadagnare qualcosa, circa un secondo, sui diretti inseguitori, il ritmo dei battistrada è alto e l’Italia, praticamente appaiata alla Turchia, paga altri tre secondi all’intertempo di metà gara. La seconda parte di regata vede i tre battistrada continuare la propria corsa verso la qualificazione, con le posizioni che vanno a delinearsi meglio solo nell’ultimo quarto. L’Italia è distante, e serba le forze per il recupero chiudendo quarta sulla Turchia. 1. Olanda 6.09.59, 2. Serbia 6.12.02, 3. USA 6.19.16, 4. Italia (Jacopo Frigerio-SC Lario, Mirko Cardella-SC Telimar, Antonio Cascone-CC Aniene, Dario Favilli-SC Firenze) 6.26.01, 5. Turchia 6.29.11

QUATTRO DI COPPIA PESI LEGGERI MASCHILE
Prima batteria – i primi tre in semifinale gli altri ai recuperi: 1. Irlanda 5.59.39, 2. Gran Bretagna 6.02.12, 3. Spagna 6.03.16, 4. Danimarca 6.05.29, 5. USA 6.21.90
Seconda batteria – i primi tre in semifinale gli altri ai recuperi: 1. Austria 5.57.48, 2. Francia 5.59.60, 3. Germania 6.07.20, 4. Portogallo 6.23.55
Terza batteria – i primi tre in semifinale gli altri ai recuperi: Italia in acqua 2 in questa batteria del quadruplo leggero che regala tre lasciapassare per le semifinali. I quattro pielle azzurri devono mettersi alle spalle una sola tra Hong Kong, Svizzera e Giappone per evitare i recuperi, e iniziano lasciando andare prima i giapponesi e poi gli svizzeri, che passano in testa nella prima frazione, dove l’Italia è terza a meno di un secondo dal Giappone secondo e con mezzo secondo su Hong Kong. Passo di Hong Kong molto veloce sul carrello, sfiorano i 40 colpi gli asiatici ma è già nei secondi 500 metri che il quartetto italiano fa sentire la propria voce, incalzando la seconda posizione del Giappone e registrando oltre tre secondi di vantaggio su Hong Kong a metà gara, mentre la Svizzera continua nella propria corsa alla vittoria. E’ un’Italia diesel quella del quadruplo leggero, che dopo i 1000 metri si lancia all’attacco dei battistrada seminando definitivamente Hong Kong, superando il Giappone di slancio e lanciandosi all’attacco dei rossocrociati, che ai 1500 metri mantengono poco meno di tre secondi di vantaggio sugli azzurri. La Svizzera tuttavia non si lascia sorprendere dal rientro italiano e mostra scaltrezza nel rispondere agli attacchi di Caldonazzo e compagni, che non riescono nell’ultima frazione a colmare il divario ma chiudono comunque in seconda posizione assicurandosi il passaggio in semifinale, oltre che con gli svizzeri, assieme ai giapponesi. 1. Svizzera 5.58.51, 2. Italia (Marcello Caldonazzo-SC Baldesio, Leonardo Bava-Rowing Club Genovese, Dimitri Morselli-SC Tritium, Andrea Cattermol-VVF Tomei) 6.01.99, 3. Giappone 6.06.51, 4. Hong Kong 6.17.81

DUE SENZA UNDER 23 FEMMINILE
Prima batteria – il primo in finale gli altri ai recuperi: 1. USA 7.26.75, 2. Cile 7.32.31, 3. Danimarca 7.33.27, 4. Russia 7.38.86, 5. Romania 7.41.54, 6. Ungheria 7.57.57
Seconda batteria – il primo in finale gli altri ai recuperi: La Germania prova a imporre il proprio ritmo uscendo rapidamente dai blocchi ma l’Australia con un passo superiore ai 40 colpi si prende la testa della corsa, mentre il due senza di Caterina Di Fonzo e Serena Lo Bue lascia sfogare le avversarie e passa ai 500 metri in quinta posizione. La gara sembra andare a incanalarsi subito nella direzione che vogliono le Aussie, che pur calate sul passo continuano a guadagnare sulle dirette inseguitrici, Serbia, Germania e Messico. Una sola va in finale da questa batteria del due senza femminile, e l’Australia sembra essere l’indiziata numero 1, passando ai 1000 metri in testa con già cinque secondi sulla Serbia. L’Italia in acqua 4 decide di fare la propria gara e attaccano rientrando sulla Germania, crollata per aver tentato nei primi 1000 di rientrare su una forsennata Australia, e avvicinando il Messico. Azzurre quarte ai 1500 metri di una gara che però ha il finale già scritto: l’Australia domina e va a vincere con ampio vantaggio sulla Serbia, l’Italia chiude quarta e va ai recuperi insieme, oltre che alle serbe, a messicane, ceche e tedesche. 1. Australia 7.31.11, 2. Serbia 7.37.29, 3. Messico 7.38.06, 4. Italia (Caterina Di Fonzo-SC Lario, Serena Lo Bue-SC Palermo) 7.43.82, 5. Repubblica Ceca 7.49.48, 6. Germania 7.51.97

DUE SENZA PESI LEGGERI
Prima batteria – il primo in finale gli altri ai recuperi: è la barca azzurra che detta le regole di gara passando prima a 500 metri e ancora prima al passaggio dei 1000 metri con alle spalle l’Irlanda che tenta di rimanere agganciata. Ma l’Italia, che vuole in passaggio in finale, non molla un colpo e continua la sua corsa vincente verso il traguardo e al passaggio dei 1500 metri è ancora nettamente prima davanti all’Irlanda e alla Turchia. Sul finale l’Italia allunga il distacco e vincendo accede alla finalissima per le medaglie. Italia in finale con il miglior tempo di qualifica. 1. Italia (Alfonso Scalzone, Giuseppe Di Mare-RYCC Savoia) 6.41.77, 2. Irlanda 6.47.52, 3. Turchia 6.48.96, 4. Francia 6.55.95, 5. USA 7.07.82, 6. Norvegia 6.16.28,
Seconda batteria – il primo in finale gli altri ai recuperi: 1. Gran Bretagna 6.53.69, 2. Messico 6.55.54, 3. Ungheria 6.56.93, 4. Danimarca 6.57.335. Germania 7.06.44, 6. Cile 7.10.57,

QUATTRO DI COPPIA PESI LEGGERI FEMMINILE
Prima batteria – i primi due in finale gli altri ai recuperi: 1. Germania 6.34.95, 2. Gran Bretagna 6.36.72, 3. Svizzera 6.38.28, 4. USA 6.50.48, 5. Ungheria 7.11.13
Seconda batteria – i primi due in finale gli altri ai recuperi: Scende in acqua la prima delle due barche azzurre che a Plovdiv difendono il titolo mondiale conquistato a Rotterdam lo scorso anno, il quadruplo Pesi Leggeri femminile. Uscito dalla partenza alle spalle dell’Olanda si attesta sui 36/37 colpi il passo del quartetto azzurro, che dopo le prime palate sovrasta subito le Orange prendendo il comando delle operazioni. L’Olanda non molla e al passaggio dei 500 metri sono seconde a un soffio dall’Italia, 12 centesimi, mentre l’Australia terza e momentaneamente eliminata è a meno di un secondo e mezzo di distacco dall’armo iridato in carica. Il passo del quartetto rosa cala intorno ai 33 colpi, ma non nell’intensità in acqua, tant’è che a metà gara aumenta il margine su Olanda e Australia, distante già cinque secondi. Le Orange passati i 1000 metri cercano di rientrare ma il quadruplo leggero italiano non vuole cedere il passo, e ribatte colpo su colpo gli assalti olandesi, che non portano a niente, infatti nessun cambiamento si verifica ai 1500 metri, dove l’Italia sempre i due secondi e poco più di vantaggio registrati a metà gara. Lo sprint finale incorona il passo azzurro, e nonostante le olandesi non demordano, le campioni mondiali in carica sono abili non solo a respingere gli assalti ma anche a incrementare, andando a vincere aggiudicandosi subito la batteria, con circa tre secondi sull’Olanda mentre le altre finiscono ai recuperi. Italia in finale. 1. Italia (Giovanna Schettino-CC Aniene, Valentina Rodini-Fiamme Gialle, Paola Piazzolla-Fiamme Rosse, Asja Maregotto-SC Padova) 6.38.97, 2. Olanda 6.41.77, 3. Australia 6.46.36, 4. Danimarca 6.59.69, 5. Austria 7.03.48

QUATTRO CON
Prima batteria – il primo in finale gli altri ai recuperi: 1. USA 6.18.81, 2. Romania 6.19.74, 3. Australia 6.20.67, 4. Gran Bretagna 6.28.65
Seconda batteria – il primo in finale gli altri ai recuperi: sono gli azzurri in grande spolvero in questa specialità che si lanciano subito in avanti imponendo il ritmo di gara agli inseguitori. Con trentanove colpi al minuto l’Italia è prima al passaggio dei 500 metri con quasi una barca vantaggio sulla Francia, seconda. Italia prima anche a metà gara, mentre per la seconda posizione è la Germania che nel frattempo aveva superato la barca francese. Mentre l’altalena delle retrovie rivede al passaggio dei 1500 metri la Francia recuperare una posizione, la barca azzurra fila liscia senza intoppi verso il traguardo che taglia facendo segnare anche con il miglior tempo di batteria seguita dalla Francia e Germania. Italia in finale. 1. Italia (Leonardo Pietra Caprina-CC Aniene, Raffaele Giulivo-Marina Militare, Niccolò Pagani-Tevere Remo, Andrea Maestrale-Marina Militare, Enrico D’Aniello- timoniere-SC Amalfi) 6.13.48, 2. Francia 6.15.68, 3. Germania 6.16.94

QUATTRO SENZA UNDER 23 FEMMINILE
Prima batteria – i primi tre in semifinale gli altri ai recuperi: 1. Romania 6.49.94, 2. Germania 6.52.08, 3. Danimarca 6.52.26, 3. USA 6.54.20, 5. Spagna 7.01.02
Seconda batteria – i primi tre in semifinale gli altri ai recuperi: Italia in acqua 1, nel quattro senza femminile, ad aprire le batterie azzurre al Mondiale Under 23 di Plovdiv. Pronti-via, e allo start l’armo neozelandese schizza davanti a tutti, con le azzurre che rimangono però letteralmente incollate alle Kiwi, passando infatti seconde ai 500 metri a circa sette decimi. Col passare dei metri si fa sempre più fluido l’incedere delle quattro azzurre, che sopravanzano la Nuova Zelanda insediandosi in testa, posizione mantenuta anche al rilevamento di metà gara, dove ammonta a quasi quattro secondi il vantaggio sulle prime avversarie, mentre dietro la Gran Bretagna appare salda in terza posizione. Italia decisa a vincere questa batteria del quattro senza, anche se basta arrivare tra le prime tre per passare in semifinale, ma ciò che sembra contare per le azzurre è solo la vittoria, e a 36 colpi il quattro senza rosa italiano guadagna ancora, sono sei, ai 1500 metri, i secondi di vantaggio sulle inglesi, che nel mentre hanno ripreso la Nuova Zelanda, ora terza. L’ultimo quarto di gara altro non fa che confermare la scioltezza rispetto alle avversarie della barca azzurra, che va a vincere entrando in semifinale con i soliti sei secondi sulla Gran Bretagna, mentre la Nuova Zelanda passa come terza un secondo più attardata. Il Mondiale Under 23 per l’Italia, prima nel quattro senza femminile, inizia col piede giusto. 1. Italia (Ludovica Serafini-CC Aniene, Giorgia Pelacchi, Aisha Rocek-SC Lario, Carmela Pappalardo-CC Aniene) 6.56.59, 2. Gran Bretagna 7.02.60, 3. Nuova Zelanda 7.03.59, 4. Australia 7.05.26, 5. Polonia 7.22.41
Terza batteria – i primi tre in semifinale gli altri ai recuperi: 1. Olanda 6.55.11, 2. Bielorussia 7.02.21, 3. Repubblica Ceca 7.10.43, 4. Ucraina 7.31.91