Era già stato preannunciato la scorsa conferenza stampa del Carlo Felice, quella che ha presentato il Don Giovanni, opera che aprirà la stagione: si intitola “Un mare di musica… felice!” ed è il nuovo progetto Education del Teatro per l’anno scolastico 2025-2026. Un titolo evocativo per abbracciare l’intero percorso pensato per accompagnare le scuole di ogni ordine e grado alla scoperta del patrimonio operistico, sinfonico e coreutico, attraverso la programmazione del palcoscenico genovese.
Oggi alla Sala Paganini del primo teatro di Genova si è parlato di un programma che intreccia linguaggi e prospettive diverse: far conoscere opera lirica e concerti ai giovani, anzi ai giovanissimi. Opera e concerti, con i loro grandi classici, verranno riletti in una chiave adatta a loro. A coordinare il progetto Elisa Moretto e Alberto Macrì docente di Storia della Musica del Liceo Musicale “Pertini”.
Un progetto ampiamente sostenuto da Regione Liguria e Comune di Genova. “Avevamo già accennato a questo progetto rivolto alle scuole, ma alle parole devono seguire i fatti – ha detto l’ Assessore Ferro – e in collaborazione con il Carlo Felice ci si è dati da fare affinchè venisse creato un linguaggio fruibile per i giovanissimi, che li possa appassionare”.
“Si è fatto qualcosa per una capillare diffusione per gli studenti – ha aggiunto il presidente del Conservatorio Paganini Fabrizio Callai – ovvero incontri di 45 minuti prima dell’opera per spiegare lo spettacolo. Lo stesso vale per i concerti. Dobbiamo affiancare le nuove generazioni ai vecchi abbonati. Il pubblico nuovo deve essere invogliato a venire a teatro, e il nuovo pubblico è quello dei giovani”.
Il compito è quello di avvicinare all’ascolto le nuove generazioni con narrazioni brevi e chiare. Lo stesso vale per la danza, che restituisce attraverso il corpo la vitalità della musica. Si è pensato a nuove creazioni di teatro musicale che raccontino storie di ieri e di oggi intrecciando tradizione e temi sociali. Ogni proposta di “Un mare di musica… felice!” è calibrata sull’età degli studenti e costruita per stimolare curiosità, attenzione e partecipazione attiva. Al centro del progetto c’è l’idea che la musica non sia un arricchimento facoltativo, ma un diritto educativo e culturale. Così, tra i corridoi del Teatro e nelle aule scolastiche, il Carlo Felice diventa un laboratorio di cittadinanza, dove le nuove generazioni imparano a riconoscere nell’arte uno spazio comune e vitale.
“Gli insegnanti ci richiedevano un qualcosa a misura per le scuole di ogni ordine e grado – ha detto la Moretti – cominciamo con Don Giovanni da raccontare ai bimbi, cosa naturalmente non facile. Ci sarà infatti una riduzione del testo e una semplificazione atta alla comprensione, ma siamo certi che sarà un lavoro che porterà i suoi frutti. Dopo il Don Giovanni verrà la volta de Il Campiello, altra opera a cartellone”
La danza invece entrerà in scena con Corpi in musica – Il mio primo Debussy, spettacolo che restituisce il mondo dell’infanzia attraverso due pagine del compositore francese: Children’s Corner e La boîte à joujoux dove i giocattoli che prendono vita, le melodie raccontano storie universali, ma capaci di incantare anche gli adulti. Per questo spettacolo sono previste anche due recite per andare a teatro con la famiglia.
Ed ancora Zêna, la versione in un atto della commedia musicale spirata alla celebre canzone Ma se ghe penso: la narrazione è incentrata sulle difficoltà di coloro che, ieri come oggi, fuggono da una vita di stenti per risollevare le sorti della propria esistenza, ma devono fare i conti con il richiamo delle proprie radici. Anche per questo spettacolo così attuale è prevista una recita per le famiglie.
E il 18 aprile 2026, in occasione dei 100 anni di Turandot, è in programma una Caccia al tesoro, evento speciale e divertente per famiglie in occasione dell’importante dell’opera pucciniana. Francesca Camponero







