
Lanciare una campagna di informazione sulla prevenzione delle amputazioni per cause vascolari, che solo in Piemonte sono più di 1.000 all’anno (10 mila in tutta Italia), e creare un protocollo diagnostico-terapeutico per consentire una tempestiva individuazione delle ostruzioni delle arterie degli arti inferiori.
E’ la proposta fatta dalla “Rete formativa delle Chirurgie vascolari del Nord Ovest” al convegno organizzato venerdì 3 febbraio al Castello del Valentino di Torino.
Alla presenza dell’assessore regionale alla Sanità, Antonio Saitta, chirurghi vascolari, radiologi, interventisti, diabetologi, vulnologi, provenienti da Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta, hanno analizzato numeri e criticità e raccolto idee, pareri e ricette che diventeranno materiale per un “corto” da inviare agli addetti ai lavori per condividere con tutti i professionisti (a cominciare dai medici di base) “percorsi di diagnosi e cura”.
“L’arteriosclerosi, questo diffuso e devastante “tumore” tipico della società moderna e industriale – ha detto il professor Claudio Novali, direttore della Divisione di Chirurgia Vascolare dell’ospedale di Cuneo – è la principale causa di morbi-mortalità nella nostra società, se consideriamo il coinvolgimento di cuore, cervello, visceri e arti. Quando le arterie colpite sono quelle degli arti inferiori, i primi sintomi sono la difficoltà alla deambulazione, i crampi, i piedi freddi, fino ad arrivare alla comparsa di lesioni ulcerative o vere e proprie sofferenze dei tessuti periferici (dita dei piedi) causa di necrosi e cancrene”.
“Purtroppo l’esperienza clinica quotidiana – ha proseguito Novali – fa emergere come molti pazienti arrivano a stadi avanzati della malattia senza essere mai stati sottoposti all’esame della pulsazione delle arterie, cioè dei battiti, a livello del piede sul dorso e sullo stinco. Un gesto molto importante specialmente nella popolazione degli ultrasettantenni”. Eppure le arteriopatie ostruttive delle arterie degli arti inferiori (Aocp) sono una importante causa di disabilità che colpisce dal 5 al 8% la popolazione, superando il 20% nei soggetti sopra i 70 anni e con incidenza ancora superiore quando associata a diabete, obesità, ipercolesterolemia e fumo.
Ecco dunque l’appello a una maggiore formazione e informazione su questa patologia, spesso ignorata o sottovalutata da istituzioni e media. “Delle oltre 1000 amputazioni che nel 2016 si sono effettuate nei reparti di Chirurgia Vascolare del Piemonte – ha concluso Novali – oltre il 50% potevano essere evitate con diagnosi precoci. Gli interventi hanno gravi ricadute psicologiche sugli ammalati, e sui loro familiari, ma non si possono ignorare anche le conseguenze economiche per il servizio socio-sanitario. Solo in Piemonte si potrebbero risparmiare alcuni milioni di euro.







