Concordo con il candidato Marsano (che ha proposto l’ipotesi detta “L’Oro del Monte di Portofino”) sull’importanza del recupero delle aree agricole e delle aree verdi collinari, in particolare degli uliveti, puntando sui prodotti tipici e incentivando l’imprenditoria locale.
La promozione dei prodotti tipici, sia di mare (ad esempio: il gambero rosso) sia di terra (ad esempio: l’olio), con l’istituzione di un marchio identificativo rappresenta l’opportunità di un recupero imprenditoriale delle eccellenze del nostro territorio.
Il legame tra il territorio e il lavoro costituisce un punto fermo del nostro Programma.
Peraltro, la cura del territorio (pulizia dei rivi, risanamento dei sentieri, manutenzione dei muretti… anche tramite la previsione di agevolazioni e incentivi comunali) costituisce una garanzia nei confronti del rischio idrogeologico.
Ritengo tuttavia che, in riferimento alle opportunità promosse dalla Regione Liguria, oltre al riferimento – fatto dal candidato Marsano – alla “Banca della Terra” (ma non è nostra intenzione espropriare i terreni ai proprietari, bensì adoperare una diversa formula giuridica: ad esempio il comodato d’uso in accordo con le associazioni di categoria), sia necessario ampliare lo spettro delle collaborazioni con la Regione, in particolare con riguardo ai provvedimenti regionali sui “Patti d’Area di Commercio” e i “Centri Integrati di Via” per salvaguardare il commercio locale nei confronti della concorrenza prodotta dalla apertura di nuovi ipermercati o outlet (ad esempio Brugnato) e del rischio di una eccessiva concorrenzialità derivata da recenti disposizioni comunitarie (Direttiva Bolkestein).
Contestualmente un meccanismo a cui guardare con notevole interesse è quello degli “Incubatori d’Impresa” per agevolare l’imprenditoria giovanile.
Noi punteremo anche su queste opportunità in quanto la necessità di lavoro è oggi talmente elevata da non poter essere alleviata puntando su un settore particolare, ma va affrontata con determinazione in una prospettiva generale che investa tutti i settori produttivi della città.
Paolo Donadoni






