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Qual’è l’efficienza dei nostri porti? Vediamo una notizia

 

Maurizio Anselmo, amministratore delegato di Terminal San Giorgio, e responsabile del progetto GFC, ha illustrato alcuni risultati di questo progetto.
Intanto che cosa è GFC Genoa Fast Corridor? E’ uno dei quattro “dimostratori” del progetto TIGER che coinvolge direttamente  Regione Liguria, Autorità Portuale di Genova, Terminal San Giorgio e Rivalta Terminal Europa, e TIGER (Transit Innovative Gateway concepts solving European – intermodal Rail needs) è un progetto europeo che sviluppa le connessioni intermodali e ferroviarie tra il porto e il suo hinterland con l’obiettivo di conseguire una ripartizione modale dei traffici da/per il porto maggiormente sostenibile.

Il Genoa Fast Corridor si basa sul navettamento ferroviario fra il terminal di Voltri e Terminal San Giorgio ed il Retroporto di Rivalta Scrivia, inserendosi quindi nel quadro della strategia per la retroportualità stabilita dai documenti di programmazione dell’Ente.

Nell’ambito di GFC si provvederà a sviluppare e testare sul campo tecnologie, standard e procedure che consentano di rendere più efficiente e più fluido il ciclo logistico porto-retroporto. I risultati e l’esperienza conseguita dai diversi attori coinvolti nel Genoa Fast Corridor dovranno quindi essere messi a fattor comune con il resto della comunità portuale genovese e con gli altri porti liguri, con lo scopo di fornire ai differenti soggetti interessati un incentivo allo sviluppo ed all’utilizzo del sistema logistico porto-retroporto e del trasporto ferroviario, in un’ottica di decongestionamento delle infrastrutture stradali, di aumento della
produttività del porto e di crescente sostenibilità della catena logistica portuale.

Quali risultati finora?

Maurizio Anselmo ha dichiarato che con 11 milioni di investimento si sono ridotti del 20% i tempi di inoltro da banchina, in un arco di tempo di circa la metà della sperimentazione che durerà fino a fine 2013, e lavorando su circa metà dei colli di bottiglia individuati.

Quali azioni sono state intraprese? Potenziamento del lato tecnologico quali automazione, “progettazione”, software, utilizzando prevalentemente strutture esistenti. Quali riferimenti ci sono? Ebbene in nord europa il transito merci avviene in ore, massimo pochi giorni. In Italia siamo sull’ordine di grandezza di 5, 6 giorni, anche 10 giorni.

Il risultato è senz’altro positivo, ma che dire quando è noto che la merce sbarcata ad Anversa impiega mediamente 72 ore per raggiungere Verona, mentre se sbarcata a Genova di ore ne occorrono più di 168.
72 ore sono 3 giorni. 168 ore sono 7 giorni.

Premesso che il rapporto tra 168 ore e 72 ore è 2,33, e che una “logistica” ben organizzata può dare molto, ed allora ben venga questo miglioramento del 20% (soltanto però su una frazione dell’intero processo sbarco-consegna), ma è anche evidente che serve molto, molto di più.

Alcune osservazioni ed una domanda però mi vengono spontanee:

1) un tempo almeno due volte inferiore consente minori costi del processo logistico e minori “costi” in termini di investimenti improduttivi costituiti dalla merce ferma;
2) i porti potrebbero “produrre” di più, oltre il doppio, con minori costi delle opere di sbarco per unità scaricata, ed anche ci sarebbe minor necessità di ampliamenti sia delle banchine che dei piazzali dei porti e retroporti;
3) le ferrovie potrebbero “smaltire” molto più traffico con la adeguata automazione: la quantità di treni che attualmente transitano potrebbe essere notevolmente aumentato, con vistosi miglioramenti del traffico autostradale;

E’ possibile che la distanza tra Genova ed Anversa sia così macroscopica?

Comitato Casello Albamare
il Presidente
Paolo Forzano