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Qualificazioni Mondiali 2014: Italia vittoriosa in Armenia, 3 a 1

Partenza sprint dell’Italia contro l’Armenia e gol che arriva dopo soli undici minuti. Fallo di mano dubbio in area di Mkoyan e l’arbitro decreta il rigore che Pirlo trasforma agevolmente.

Il centrocampista juventino poco prima aveva chiamato il portiere avversario Berezovski alla difficile parata in angolo. Bella squadra quella di Prandelli per un quarto d’ora in cui, pur confezionando alcune palle gol, non arriva al raddoppio. Così l’Armenia piano piano mette il muso fuori del guscio andando a preoccupare una difesa italiana un po’ impacciata. Al 28′ la doccia fredda con il pareggio armeno. Scontro sulla tre quarti italiana tra la testa di Maggio e quella di Manoyan. L’arbitro fa ampi cenni di proseguire nel gioco. La palla va a Mkhitaryan che punta Barzagli. Nel frattempo il direttore di gara, il croato Strahonja, si porta il fischietto alla bocca notando che i due contusi non si alzavano da terra senza però fischiare. Così l’attaccante armeno saltava il difensore italiano troppo molle nel contrasto e, con un bel diagonale, non dava scampo a Buffon, 1 a 1 e tutto da rifare per l’Italia. Il resto del primo tempo non regalava altre emozioni.
Armenia volitiva e veloce ad inizio ripresa con Buffon strepitoso sulla conclusione dalla breve distanza di Manoyan. Difesa italiana che lascia tanti spazi agli avversari e Ozbiliz chiama Buffon alla parata in due tempi. L’Italia prende in mano le redini nuovamente del gioco ed al 19′ trova il raddoppio. Cross di Pirlo, testa di De Rossi palla sotto la traversa e da qui in rete, 2 a 1, Prandelli può respirare. L’Italia cerca di tenere palla ma rischia ancora tantissimo su un cross dalla fascia destra sul quale De Rossi in scivolata evita, di fatto, un gol fatto. Ma clamoroso l’errore in disimpegno di Bonucci. Azzurri che chiudono di fatto la sfida contro l’Armenia al 36′. Punizione di De Rossi dalla fascia laterale sinistra, palla al centro sul quale Osvaldo di testa non da scampo al portiere locale. Incontro che scema definitivamente, si placa la volitiva Armenia mentre l’Italia ha buon gioco nel controllare gli avversari.