La consigliera Raffaella Della Bianca, dopo aver visionato alcune delibere tutte inerenti alla partecipazione di Regione Liguria all’Expo 2015, ha presentato un’interrogazione a risposta immediata per ottenere dalla Giunta alcuni chiarimenti.
«L’Ente regionale – spiega -, continua a inanellare brutte figure e questa volta ha subito una tirata d’orecchie da parte dell’Unione Europea. In sostanza era stata fatta richiesta attraverso una delibera datata 11 marzo 2014, di poter ricevere la bellezza di 1.400.000 euro di fondi comunitari, provenienti dal Programma Operativo Regionale (POR) cofinanziato dal FESR (Fondo europeo di Sviluppo Regionale) nell’ambito della programmazione comunitaria 2014-2020, per l’acquisto degli spazi espositivi presso il Padiglione Italia nell’ambito di Expo 2015».
La risposta da parte dell’UE è stata una doccia ghiacciata per la Giunta che si è vista negare tale finanziamento.
«Il Por Fesr – dice Della Bianca – è un documento di programmazione che individua le priorità strategiche e gli obiettivi che ogni Regione intende perseguire in un tale periodo. Mi pare davvero paradossale che Regione Liguria abbia pensato, ‘in buona fede’, come si legge testualmente nella delibera, che l’UE potesse destinare i fondi comunitari per permettere all’ente ligure di acquistare gli spazi espositivi all’interno di Expo2015. Ci sono da mettere in dubbio le competenze e le professionalità di coloro che si occupano di costruire una tale delibera, quando chiunque è a conoscenza che i fondi europei possono essere richiesti per investimenti e non certo per coprire spesa corrente tipo affitti di spazi espositivi. C’è alla base di tutto questo, sostanzialmente, una cattiva gestione di funzionamento della macchina pubblica».
Raffaella Della Bianca partendo da questo ‘richiamo’ da parte dell’Unione Europa nei confronti di Regione Liguria, torna a parlare delle conseguenze legate ai disastri provocati dalle recenti alluvioni (2011 e 2014).
«Torno sulla questione- aggiunge – perché le alte professionalità che si sono occupate ‘in buona fede’ di far partire una richiesta di fondi all’UE per Expo 2015, sono le stesse che non riescono a fare bandi che non incorrano in mille ricorsi, come è successo ad esempio per il secondo lotto sulla copertura del Bisagno. Tutto ciò mi fa amaramente pensare che in verità, all’interno dell’Ente regionale, nonostante ci siano competenze serie e qualificate, persiste una cattiva gestione di funzionamento della macchina pubblica, forse troppo suggestionata ed indirizzata politicamente seppur in buona fede».






