
Dei 57 iscritti al Rally Italia Sardegna solo tre hanno avuto fino ad ora l’onore di imporsi in questa prova: Jari-Matti Latvala nel 2009, Mikko Hirvonen nel 2012 e Sébastien Ogier (VW) l’anno scorso.
Ed il bello di questa gara è che negli ultimi anni non c’è stato un dominatore assoluto come è stato per anni il caso – tanto per fare qualche esempio – del Rally di Argentina, quello di Francia oppure quello di Germania. Come tutti ancora si ricordano, fino a due anni fa, Sébastien Loeb continuava a vincere ovunque tanto che in Germania ed in Argentina vinse ben otto volte di fila mentre in Francia furono, si fa per dire, solo cinque le sue vittorie consecutive.
In Sardegna questo predominio Loeb non è mai riuscito ad imporlo ed anche se ha vinto in Italia cinque volte – una delle quale però ancora sulle strade del “vecchio” Sanremo – in Sardegna è riuscito ad inanellare solo due vittorie consecutive nel 2005 e nel 2006.
Probabilmente è colpa, o forse sarebbe meglio dire merito, del percorso estremamente variato e tecnico che gli organizzatori sardi sono sempre riusciti a proporre ai concorrenti che non ha permesso al nove volte campione del mondo di dominare “sfacciatamente” come ha fatto in altre gare.
E questo la dice lunga sulla “qualità” delle prove speciali nell’entroterra di Olbia e Porto Cervo.
Rispetto alle passate edizioni, quest’anno molto è stato cambiato in terra sarda: il centro nevralgico della gara è stato spostato dalla Costa Smeralda ad Alghero e la Superspeciale che giovedì sera alle 21.13 darà il via alle ostilità si disputerà addirittura nella zona portuale di Cagliari.
Un trasferimento non da poco per gli addetti ai lavori anche se va detto che le vetture da gara, dopo la Superspeciale, verranno riportate ad Alghero tramite bisarche.
Ma c’è veramente da chiedersi se valeva la pena fare un trasferimento, tra andata e ritorno, di oltre 400 km per disputare una speciale poco più lunga di un chilometro.
Questo fatto alimenterà sicuramente ancor di più la polemica dei colleghi inglesi che non perdono mai occasione di criticare il fatto che troppe gare – tra WRC ed ERC – si disputano sulle isole.
Infatti proprio la settimana scorsa il “Guru” dei giornalisti da rallies britannici Martin Holmes sul settimanale Motorsport Monday ha dedicato un lungo articolo alle gare sulle isole elencando con certosina precisione tutti gli svantaggi che queste comportano.
Dimenticando però di menzionare che anche il Wales Rally GB (WRC) ed il Rally d’Irlanda (ERC) si disputano su delle isole… Ma forse questo piccolo particolare al Signor Holmes è sfuggito!
Ma quest’anno il Rally Italia Sardegna propone anche un percorso decisamente modificato con ben 60 km di prove speciali in più rispetto all’anno scorso.
I “punti forti” sono rimasti anche se, tanto per fare qualche esempio, la classica “Monte Lerno” è stata praticamente raddoppiata nel chilometraggio e quindi sarà il piatto forte della gara con i suoi 59 km di lunghezza mentre la “Terranova” è stata sdoppiata e presenta ora due PS dalla lunghezza di 12,4, rispettivamente 20 km.
Il “tracciatore” del percorso Tiziano Siviero – per anni fedele navigatore di Miki Biasion – ha così giustificato le sue scelte circa il percorso 2014:
“La filosofia e? quella di far vedere che anche da noi si possono fare delle scelte di percorso che “fanno notizia” in maniera di attirare l’interesse di media, sponsor e spettatori. In particolare si e? spesso parlato delle lunghe speciali del Messico e dell’Argentina o delle super speciali che fanno da apertura a tutti i migliori rally del mondiale. Anche da noi in Sardegna si possono fare e quindi abbiamo preparato un percorso che dovrebbe “farsi notare” proprio su questi due punti. Ovviamente saranno i commenti degli esperti nel dopogara che ci diranno se lo sforzo che abbiamo fatto in questo senso e? stato premiato, per ora mi pare che il primo obiettivo e cioe? che si parli di noi, l’abbiamo centrato.”
La prova lunga e? un’altra scommessa importante. Quanto e? stato difficile preparare l’utilizzo di risorse, persone e mezzi per assemblare questo progetto che sinora solo gli organizzatori argentini avevano messo in atto?
Sara? una bella sfida. A dire il vero io avrei voluto farla di 80 km che sono il limite regolamentare (e la Sardegna e? uno dei pochi posti in Europa dove tecnicamente si puo? fare), ma per abbassare un po? i toni delle polemiche si e? deciso di farla di circa 60 km. Saranno circa 500 i Commissari di Percorso che la presidieranno e questo dato credo che rappresenti bene la complessita? dell’impresa. Di sicuro e? una prova speciale bellissima dal punto di vista dei concorrenti, da guidare e? veramente quanto di meglio si possa chiedere ad una PS.”
Se già sempre la gara in Sardegna è stata molto impegnativa sia per gli equipaggi che per la meccanica, quest’anno lo sarà ancora di più grazie alla “Monte Lerno” che potrebbe, nella giornata di sabato, rivoluzionare non poco la classifica.
Ovviamente una volta di più i pronostici saranno tutti per il solito Sébastien Ogier (Volkswagen) ma il campione del mondo dovrà fare molta attenzione al suo collega di squadra Jari-Matti Latvala che sulle speciali sarde si è sempre trovato molto bene.
Ma forse, in questa occasione, ci sarà da tener d’occhio anche la terza guida della VW Andreas Mikkelsen che ultimamente ha fatto progressi enormi. Ma non solo: anche a Mikko Hirvonen (Ford) che in Portogallo ed in Argentina ha dato qualche segno di risveglio anche se poi non sempre è stato confortato da un’adeguata posizione nella classifica.
E poi ci sono i due portacolori della Citroën Kris Meeke e Mads Oestberg così come i due della Hyundai Thierry Neuville e Juho Hänninen che sono sicuramente in grado di sfruttare in ogni momento qualche “défaillance” di troppo dei favoriti.
Ed in questo contesto non va dimenticato Elfyn Evans che l’anno scorso, al suo esordio con una WRC e navigato da Giovanni Bernacchini, conquistò un ottimo sesto posto finale.
A nostro modo di vedere l’esito della gara sarda è tutt’altro che scontato perché Ogier avrà anche lo svantaggio di dover “scopare” sui primi 160 km della prima giornata le traiettorie ai suoi rivali.
Il che può essere uno svantaggio non da poco se non arriva qualche acquazzone a consolidare un pò gli sterrati. Dall’altra parte, nel 2009, Latvala dimostrò a tutti proprio in Sardegna che anche partendo per primo sulle speciali si può ottenere una vittoria da “podio a podio”!
Nel “secondo campionato della FIA” nel mondiale la lotta per la vittoria sarà tra i soliti noti facenti parte dell’”Armada Ford” e più precisamente Yurii Protasov, Ott Tànak, Lorenzo Bertelli-Mitia Dotta ma soprattutto del vincitore delle ultime due gare in Portogallo ed Argentina Nasser Al-Attiyah che sarà navigato come sempre da Giovanni Bernacchini. Bertelli, dal canto suo, farà di tutto per cercare di mantenere – o forse anche migliorare – la sua seconda posizione in campionato visto che Protasov ultimamente ha dimostrato che anche lui qualche errorino ogni tanto lo commette. Interessante sarà vedere come se la cava Sébastien Chardonnet che porterà al debutto iridato la nuovissima Citroën DS3 R5. Nel gruppo N i leaders della serie Max Rendina-Mario Pizzuti (Mitsubishi) dovranno invece guardarsi bene da Gianluca Linari-Nicola Arena (Subaru) e dai colleghi di marca Juan-Carlos Alonso e Giuseppe Dettori. (Rolando Sargenti)
corsanews.it







