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RETE A SINISTRA: ALLUVIONE GENOVA, BASTA POLEMICHE NECESSARIO NUOVO MODELLO SVILUPPO

Riteniamo necessario che si torni a discutere delle emergenze che sono innanzitutto aiutare i cittadini che hanno subito i danni dell’alluvione attivando quanto prima i finanziamenti richiesti e attuare con urgenza un piano per contrastare il dissesto idrogeologico che salvaguardi e metta in sicurezza la nostra regione.

Purtroppo di ambiente e territorio si parla solo il giorno dopo l’ennesima tragedia, quando si alzano le voci anche di quelli che mai si sono interessati di temi ambientali e anzi negli anni sono stati tra quanti vedevano nella cementificazione della Liguria l’unico modello di sviluppo possibile.

Come Rete a sinistra ci siamo presentati per la prima volta in piazza Don Gallo a fine settembre confrontandoci su tre temi – diritti, lavoro e democrazia – lasciandone in sospeso un quarto: ambiente e territorio di cui avevamo deciso di discutere alla Spezia, un luogo che nel 2011 fu devastato dalla precedente alluvione e che come Genova e tutta la Liguria porta i segni di una fragilità che in parte è congenita ma molto è dovuto all’opera dell’uomo. Da qui riteniamo necessario aprire una discussione insieme a cittadini, movimenti, associazioni e partiti della sinistra giovedì 30 ottobre.

Proprio perché il tema del territorio in Liguria è tanto importante, dopo settimane che il dibattito politico è ruotato attorno alle primarie e ai nomi che si contenderanno la poltrona del presidente Burlando, senza minimamente considerare programmi e contenuti, dobbiamo rifiutare una discussione che si è spostata sulla partecipazione del sindaco Doria alla prima del Carlo Felice, il giorno dell’inaugurazione della stagione, e sul pranzo a Courmayeur una settimana dopo i tragici fatti dell’alluvione che ha colpito Genova e la provincia.

Come Rete a Sinistra pensiamo che sia compito della politica assumersi responsabilità e parlare in modo trasparente, ma soprattutto trovare soluzioni e indicare quello che dovrebbe essere il modello di Liguria che vorremmo costruire. Speriamo sia finito il tempo delle polemiche e sia arrivato quello della costruzione delle alternative.